Domenica 27 maggio i “Concerti in Villa Floridiana” propongono una mattinata beethoveniana con la pianista Letizia Michielon

Domenica 27 maggio, alle ore 11.30, nel Salone delle Feste del Museo Duca di Martina (v. Aniello Falcone, 171), il quinto appuntamento con la settima edizione dei “Concerti in Villa Floridiana”, organizzati dall’Associazione Golfo Mistico, in collaborazione con il Polo Museale della Campania, ospita la pianista Letizia Michielon che eseguirà musiche di Beethoven

Costo del biglietto: 12 Euro (comprensivo di ingresso al Museo)

Informazioni e prenotazioni
Associazione Musicale Golfo Mistico
tel.: 329 7777975
e-mail: golfo.mistico@libero.it

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Domenica 27 maggio, ore 11.30 – Salone delle Feste del Museo Duca di Martina

Letizia Michielon, pianoforte

Programma

L. v. Beethoven (1770-1827)
Sonata in sol maggiore op. 31 n.1
Sonata in re minore op. 31 n.2
(“La tempesta”)
Sonata in mi bemolle maggiore op. 31 n.3 (“La Caccia”)

Letizia Michielon
Veneziana, ha curato la propria formazione artistica con il M° E. Bagnoli, sotto la cui guida si è diplomata con lode nel 1986, appena sedicenne, presso il Conservatorio “B. Marcello”.
Si è successivamente perfezionata con M. Tipo, K. Bogino e A. Jasinski.
Nel 1984 ha esordito con un recital lisztiano alla “Wiener Saal” del Mozarteum di Salisburgo, intraprendendo giovanissima la carriera concertistica.
Vincitrice di numerosi concorsi nazionali e internazionali, borsista Bayreuth e presso la Fondazione G. Cini di Venezia, ha tenuto recital in Europa, Canada e Stati Uniti suonando in sale prestigiose (tra cui Mozarteum di Salisburgo, Centro Schönberg di Vienna, Università della Musica di Vienna, Kunstuniversität di Graz, Casal del Metge di Barcellona, Sala De Falla di Madrid, Accademia Chopin di Varsavia, BKA Theater di Berlino, Mozart Hall di Bratislava, Abravanel Hall di Salt Lake City (Utah), Pollock Hall di Montreal, New York University, Teatro La Fenice e Fondazione Vedova di Venezia, Conservatorio “G. Verdi” di Milano, Teatro Olimpico di Vicenza, Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo, Teatro “G. Verdi” e Teatro Miela di Trieste).
Sta realizzando a Venezia e Trieste l’integrale delle Sonate e principali opere pianistiche di Beethoven, serie di recital preceduti da introduzioni dedicate al Neoumanesimo tedesco.
Ha preso parte a numerosi Festival Internazionali di Musica Contemporanea e ha suonato con il “Quartetto di Venezia” e l’Ex Novo Ensemble.
Si è esibita con importanti orchestre tra cui l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, l’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto e l’ Orchestra Philarmonia Italiana.
Sue registrazioni e interviste sono state trasmesse dalla RAI (Rai Tre, Rai 5), Radio della Svizzera Italiana, Radio Televisione di Capodistria, Radio di S. Lake City e NHK di Tokyo.
Con Limen Music ha avviato l’incisione integrale in cd-dvd delle Sonate e principali opere pianistiche di L. v. Beethoven e di F. Chopin; sempre per Limen, è stato pubblicato un cd-dvd con i Préludes II Livre di Debussy e La Valse di Ravel (2014). Titolare di cattedra di Pianoforte principale presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, nello stesso istituto insegna inoltre Repertori del XX secolo, Repertorio per pianoforte e orchestra e Filosofia della Musica.
Parallelamente all’attività pianistica ha coltivato la formazione compositiva con D. Zanettovich e R. Vaglini, sotto la cui guida si è diplomata a pieni voti nel 2008 presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia.
Alcuni dei suoi lavori, editi da Ars Publica, sono stati eseguiti dal Quartetto Ex Novo e dall’Ensemble L’Arsenale nell’ambito di prestigiosi festival di musica contemporanea (tra cui Biennale Musica di Venezia 2009 e 2010, Carnevale Internazionale dei Ragazzi 2017, Ex Novo Musica, Lo spirito della musica di Venezia, Festival di Perpignan- Francia, Festival BKA di Berlino, Trieste Prima e Festival Satie di Trieste, Festival di Limoux, Festival Paesaggi Sonori di Trento, Festival le 5 Giornate di Milano, Compositori a confronto di Reggio Emilia).
In dicembre del 2011 ha debuttato compositivamente a New York con la prima assoluta di Spira Mirabilis, brano cameristico commissionatole dal prestigioso Washington Square Ensemble.
Una nuova prima le è stata commissionata dallo stesso gruppo per il 2018 a New York.
Laureata con lode in Filosofia a Ca’ Foscari, ha conseguito il Ph.D in Scienze Pedagogiche e Didattiche presso l’Università di Padova.
Ha iniziato nel 2015 il suo secondo Ph.D in Filosofia presso l’Università Ca’ Foscari con una tesi sulla filosofia della musica in L.v. Beethoven e attualmente collaborando con il gruppo di ricerca guidato dal prof. Mario Gennari presso l’Università di Genova.
Ha tenuto seminari nell’ambito di master organizzati dall’Università di Padova e dallo IUAV di Venezia e ha pubblicato per Il Poligrafo, Mimesis, Il Melangolo, EUT, Castelvecchi, il Corriere Musicale.

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Al Festival Barocco Napoletano l’ensemble “Gli Otiosi” si confronta con un repertorio poco eseguito

Foto Angela Bosco

I mutamenti sociali avvenuti verso la fine del Settecento, favorirono l’emergere di una nuova classe benestante, che si affiancò alla aristocrazia, in parte condividendone vizi e virtù.
Fra queste ultime va annoverata la voglia di imparare a suonare uno strumento, allo scopo di condividere fra componenti della medesima famiglia, o fra un ristretto numero di amici, il piacere di fare musica insieme.
In tale periodo si diffuse una formazione avente come base il quartetto per archi, dove il primo violino era sostituito dal flauto, e questo particolare organico conobbe una notevole produzione, dal valore non sempre eccelso, nell’ambito della quale vi sono comunque numerose eccezioni.
Alcuni interessanti esempi, di un repertorio oggi comunque poco frequentato, sono stati al centro del penultimo appuntamento con il Festival Barocco Napoletano, che ha ospitato, nella prestigiosa Sala del Toro Farnese del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, l’ensemble “Gli Otiosi”, formato da Alessandra Castellano (flauto), Giuseppe Guida (violino), Paola Emanuele (viola) e Manuela Albano (violoncello).
Il concerto è iniziato con il Quartetto V in re maggiore per flauto e archi, dai Sei quartetti per flauto op. 4 di Federigo Fiorillo (1755-1823).
Nato a Brunswick in Germania, dove il padre Ignazio, napoletano, trascorse l’ultima parte della sua carriera, Fiorillo fu abbastanza noto in Europa come strumentista (suonava violino, viola e mandolino) e come compositore (a lui si devono una raccolta di 36 studi o capricci per violino solo e 72 esercizi per arpa).
Riguardo ai sei quartetti, ne esistono due edizioni praticamente identiche, con la prima, risalente agli inizi degli anni novanta del Settecento (ma manca la datazione precisa), stampata a Parigi da Sieber come op. IV, mentre la seconda venne pubblicata a Berlino da Hummel nel 1798, contrassegnata come op. VII.
Il successivo Divertimento in si bemolle maggiore Hob.V:8 per violino, viola e violoncello, brano giovanile di Franz Joseph Haydn (1732-1809), si distaccava dal filone principale del programma proposto, ma risultava di grande interesse, in quanto considerato il primo esempio di trio concepito espressamente per un organico, che sarebbe poi diventato un classico della letteratura cameristica.
Da notare, al proposito, l’uso del termine divertimento, poiché all’epoca ci si riferiva maggiormente alla destinazione della musica che al numero di strumenti utilizzati nell’occasione.
Così anche Giovanni Paisiello (1740-1816) definì divertimento il Quartetto II per flauto ed archi, ascoltato dopo il pezzo di Haydn, tratto dai sei che costituiscono l’op. 23.
A tale proposito, l’attribuzione non è ancora unanimemente riconosciuta, ma recenti studi, dai quali si evince una forte presenza a Napoli di flautisti e di costruttori di flauto alla fine del Settecento, tendono a rafforzare l’ipotesi che la raccolta sia stata scritta effettivamente dal grande compositore pugliese.
Chiusura dedicata al Quartetto in sol maggiore K 285b di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), frutto di una commissione ricevuta dal flautista dilettante olandese Ferdinand De Jean, soprannominato “l’indiano”, che gli fu presentato da Johann Baptiste Wendling, flautista dell’Orchestra di Mannheim.
Si trattava di una richiesta relativa a “tre piccoli, facili e brevi concerti, oltre a un paio di quartetti con flauto”, come scrisse il genio di Salisburgo in una lettera al padre, per un compenso totale di 200 fiorini.
In realtà Mozart fu pagato poco meno della metà dell’importo pattuito (96 fiorini), probabilmente perché non portò a termine il suo compito nei tempi prefissati, ma si può anche supporre che De Jean considerasse i pezzi composti per lui troppo difficili da eseguire.
Uno sguardo, ora, ai quattro interpreti, Alessandra Castellano (flauto), Giuseppe Guida (violino), Paola Emanuele (viola) e Manuela Albano (violoncello), bravi singolarmente e molto affiatati fra loro, che hanno dato vita ad un’esibizione di elevato spessore, caratterizzata da un programma particolarmente interessante, graditissimo da parte del numeroso pubblico presente, che ha applaudito lungamente e con grande entusiasmo i protagonisti.
Non poteva mancare un bis, e “Gli Otiosi” si sono congedati con un altro brano di raro ascolto, tratto dall’arrangiamento per flauto ed archi del “Flauto Magico”, curato nel 1793 dal tedesco Franz Heinrich Ehrenfried, degna conclusione di un bellissimo concerto.

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Giovedì 24 maggio la rassegna “Talenti” di Bologna Festival ospita il violoncellista Paolo Bonomini

Giovedì 24 maggio, ore 20.30, Oratorio di San Filippo Neri, nell’ambito della rassegna Talenti di Bologna Festival, il violoncellista Paolo Bonomini esegue musiche di Bach, Dall’Abaco, Ligeti e Dallapiccola.
Vincitore del “Premio Bach” di Lipsia, allievo di Mario Brunello, Antonio Meneses e Jens Peter Maintz, ha tenuto il suo primo concerto a quindici anni.
Oggi è primo violoncello della Camerata Salzburg, dopo aver collaborato con diverse orchestre, tra cui l’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese e la Mahler Chamber Orchestra.
Il suo talento interpretativo non si ferma al repertorio del Seicento e del Settecento, la sua curiosità musicale si inoltra sino alla Nuova Musica.
Insieme alla celebre Suite BWV 1010 di Bach e i Capricci del fiammingo Joseph-Marie-Clément Dall’Abaco, Paolo Bonomini ci fa ascoltare i profili dodecafonici della Ciaccona, Intermezzo e Adagio di Dallapiccola per poi cimentarsi con i moderni virtuosismi della Sonata di Ligeti.

Informazioni Bologna Festival
051 6493397
www.bolognafestival.it

Paola Soffià
Ufficio Stampa Bologna Festival
tel 051 6493397
cell 3287076143
via Lame 58 – 40122 Bologna

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Giovedì 24 maggio 2018, ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri (Bologna)

Paolo Bonomini, violoncello

Joseph-Marie-Clément Dall’Abaco: Capricci n.1, n.3, n.8

Luigi Dallapiccola: Ciaccona, Intermezzo e Adagio

György Ligeti: Sonata per violoncello solo

Johann Sebastian Bach: Suite n.4 in mi bemolle maggiore BWV 1010

Paolo Bonomini
Inizia giovanissimo lo studio del violoncello sotto la guida di Paolo Perucchetti al Conservatorio di Brescia; allievo di Mario Brunello, Antonio Meneses e Jens Peter Maintz, ha frequentato masterclass con Giovanni Sollima, Enrico Dindo e David Geringas.
Ha debuttato come solista con orchestra all’età di 15 anni, suonando il Concerto per violoncello di Saint-Saëns.
Vincitore del Concorso internazionale “J. S. Bach” di Lipsia, oggi Paolo Bonomini è primo violoncello della Camerata Salzburg e assistente di Jens Peter Maintz all’Università delle Arti di Berlino.
Con il Trio Boccherini, fondato insieme alla violinista Suyeon Kang e alla violista Vicki Powell, nel 2016 ha debuttato alla Wigmore Hall di Londra.
Ha collaborato con la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks ed è stato primo violoncello ospite della Deutsches Symphonie-Orchester Berlin e della Mahler Chamber Orchestra, suonando sotto la direzione di Claudio Abbado, Mariss Jansons, Riccardo Muti, Daniel Harding, Herbert Blomstedt, Sir Roger Norrington e Yannick Nézet-Séguin.
Si è esibito più volte per Radio RAI 3, come solista e in formazione da camera. Insieme al violoncellista Amedeo Cicchese forma il Duo Janigro; ha inoltre collaborato con Mario Brunello, Salvatore Accardo, Bruno Giuranna e Franco Petracchi.
Ha partecipato al progetto “Tenebrae. Il principe dei musici” suonando al fianco di Giovanni Sollima in diversi teatri italiani.

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Il programma della XXVII edizione della rassegna “Il Settembre dell’Accademia”

È un’edizione importante la 27esima de Il Settembre dell’Accademia, perché cade in concomitanza con un anniversario speciale, il 475° dell’Accademia Filarmonica di Verona.
Dopo il concerto fuori abbonamento del 27 agosto con l’Orchestra Antonio Vivaldi diretta da Lorenzo Passerini che eseguirà la monumentale Sinfonia n. 9 “Corale” di Beethoven, il festival entrerà nel vivo con una inaugurazione di grande prestigio.
Il 6 settembre la Staatskapelle di Dresda, orgoglio di antichissimo conio del sinfonismo germanico, adorata da Richard Wagner e Richard Strauss fino ai più grandi direttori d’oggi, sarà diretta dal newyorkese Alan Gilbert.
Un connubio interessante: Gilbert ha appena dato una svolta repentina alla sua carriera americana dopo essere stato per otto anni alla testa della New York Philharmonic, immergendosi nel suono «wie glanz von altem Gold» («come splendore di oro antico») dell’orchestra sassone.
Con lui si accompagna una compagna di tanti concerti newyorkesi, la affascinante georgiana Lisa Batiashvili per l’esecuzione del Concerto per violino di Tchaikovsky.
Nella seconda parte la Sinfonia n. 1 di Gustav Mahler, un’opera-mondo che è di pochi anni successiva alla composizione del Concerto di Tchaikovsky ma tanto diversa rispetto al romanticismo acceso del compositore russo nell’apertura alla modernità.

Il 12 settembre sarà il gran giorno del debutto di Martha Argerich a Verona.
Non è esagerato definirla una delle più grandi interpreti del secolo (scorso e attuale), amatissima per la brillantezza del suo pianismo e per la libertà interpretativa, sempre però al servizio dell’autore.
Il quale nella fattispecie è Robert Schumann di cui la pianista argentina eseguirà il Concerto, uno dei suoi cavalli di battaglia.
Argerich ha sostenuto in questi anni la creazione e la circolazione della Youth Orchestra of Bahia, diretta da Ricardo Castro, un’orchestra giovanile che offre ai ragazzi delle favelas brasiliane un futuro diverso rispetto a quello della strada.
L’orchestra si ispira al “Sistema” delle orchestre giovanili venezuelane creato dal compianto Antonio Abreu, scomparso pochi mesi fa.

Il 17 settembre la Filarmonica della Scala ritrova sul podio Myung-Whun Chung, uno dei direttori che conoscono più intimamente la personalità dell’orchestra milanese, essendo stato invitato a dirigerla un centinaio di volte a partire dal suo debutto nel lontano 1989.
Chung dirigerà la Sesta e Settima Sinfonia di Beethoven, congiungendosi idealmente al suo maestro, Carlo Maria Giulini, che a Verona nel 1993 diede un’indimenticabile interpretazione della Quarta e della Quinta.

Il concerto del 22 settembre nasce quasi da un plebiscito: la Philharmonia Orchestra di Londra diretta da Esa-Pekka Salonen lo scorso anno ebbe un successo vivissimo.
Il direttore finlandese stregò il pubblico con il fascino poetico e misterioso della Sesta di Sibelius e l’energia profusa nell’Eroica di Beethoven.
Quest’anno, prontamente reinvitato dall’Accademia, aprirà il concerto con il notturno Verklärte Nacht di Arnold Schönberg per archi per poi espandere l’orchestra nelle cattedrali di suono della Settima Sinfonia di Anton Bruckner.

Anche la Mahler Chamber Orchestra è un gradito ritorno al Settembre dell’Accademia.
Il 30 settembre l’orchestra fondata da Claudio Abbado, di cui mantiene orgogliosamente l’impostazione e la lezione di esemplare chiarezza del Maestro, proporrà un programma senza direttore, con una prima parte dedicata a Mozart (Adagio e fuga e Sinfonia Concertante per violino e viola) e la seconda con un suggestivo accostamento all’insegna del do minore tra la drammatica Sinfonia da Camera Op. 110a di Shostakovich e la Cantata Ich habe genug di Johann Sebastian Bach.

Spesso negli ultimi anni il Settembre dell’Accademia ha selezionato giovani pianisti già affermati internazionalmente per un recital.
Il 6 ottobre debutta a Verona il vincitore del Concorso Chopin di Varsavia del 2005 Rafał Blechacz.
Fu un’edizione particolare perché il polacco vinse tutti e cinque i premi a disposizione e non fu assegnato il secondo posto.
Da allora la sua carriera è cresciuta costantemente, specialmente come interprete di Chopin.
A Verona oltre al “suo” autore proporrà pagine famose di Mozart, Beethoven e Schumann.

Operazione nostalgia per il concerto del 15 ottobre con la Glenn Miller Orchestra a rinverdire i fasti dell’epoca dello swing.
Il titolo dello spettacolo ideato da Wil Salden, direttore dell’orchestra, è Jukebox Saturday Night, titolo che farà da leitmotiv e pretesto per ascoltare le canzoni anteguerra del celebre Glenn Miller, con l’intervento del gruppo vocale “Moonlight Serenaders”.

Chiude il festival una delle orchestre “di casa” del Settembre dell’Accademia, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia, diretta da Mikko Franck e con la presenza della star del violoncello Sol Gabetta, che suonerà il raro Concerto di Édouard Lalo.
Franck, appena nominato “Direttore Ospite Principale” dell’orchestra romana, è assieme a Salonen, il principale esponente della scuola direttoriale finlandese (entrambi sono stati allievi di Jorma Panula).
Da Franck ascolteremo la più amata, la più romantica delle sinfonie di Sibelius, la n. 2.

Ufficio stampa Accademia Filarmonica di Verona
ceventu@alice.it
335 6084559

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Mercoledì 23 maggio i “Pomeriggi in Concerto alla Sala Chopin” dell’Associazione Napolinova propongono i giovani pianisti Lorenzo Savarese, Maria Sensale e Pasquale Cardenia

L’Associazione Napolinova propone mercoledì 23 maggio, alle ore 18.00, nella Sala Chopin (Piazza Carità 6 – Napoli), presso la Ditta Alberto Napolitano Pianoforti, il recital dei pianisti Lorenzo Savarese, Maria Sensale e Pasquale Cardenia, nell’ambito della stagione 2018 dei “Pomeriggi in Concerto alla Sala Chopin”

Programma

Lorenzo Savarese
J. S. Bach: Preludio e Fuga in do diesis maggiore BWV 848 (dal I Vol. del “Clavicembalo ben temperato”)
F. J. Haydn: Sonata n. 60 in do maggiore Hob.XVI:50

Maria Sensale
C. Franck: Preludio, Corale e Fuga

Pasquale Cardenia
L. van Beethoven: Sonata n. 23 in do maggiore op. 53 “Waldstein”

Lorenzo Savarese
Ha conseguito il diploma di scuola media superiore presso il Liceo Musicale “P. E. Imbriani” di Avellino, dove ha studiato pianoforte con le maestre Ginevra Del Vacchio e Ida Paradiso; successivamente è stato ammesso alla scuola di Pianoforte presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli, dove studia attualmente con il M° Francesco Pareti, frequentando il primo anno del Triennio.
Si è già segnalato, ottenendo primi premi – spesso con il massimo dei voti
– ed eccellenti giudizi, in diversi concorsi pianistici (Luigi Denza, Adolfo Apreda, ScuolaMusicLab, MusicaOltre, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Città di Caserta) e si è esibito come pianista solista in numerose circostanze riscuotendo sempre lusinghieri successi.

Maria Sensale
Nata a Napoli nel 1997, ha intrapreso gli studi musicali presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, dove attualmente frequenta il decimo anno del vecchio ordinamento del corso di pianoforte nella classe del Maestro Francesco Pareti.
Agli studi musicali affianca quelli umanistici, frequentando il corso di laurea in Lettere classiche presso l’Università Federico II di Napoli.
Ha partecipato a corsi di perfezionamento, stage, masterclass e seminari con i maestri Antonio Pompa Baldi, Leonid Margarius, Massimo Bertucci, Matteo Fossi, Orazio Maione, José Luis Nieto, Dora Cantella, Antonio Valentino e Filippo Arlia.
Ha già vinto primi premi assoluti e primi premi in vari concorsi nazionali e ha tenuto concerti, da solista e in varie formazioni da camera, in molte città in Italia e all’estero.
Si è inoltre esibita in manifestazioni collettive per importanti enti e associazioni musicali e culturali.

Pasquale Cardenia
Nato a Vico Equense, intraprende lo studio del pianoforte all’età di 8 anni.
Il suo amore per lo strumento lo porta ad iscriversi presso il conservatorio di Salerno, dove studia con il M° Massimiliano Albanese, laureandosi, nell’ottobre del 2015, con il massimo dei voti e la lode.
Partecipa a varie Masterclass con alcuni dei più importanti musicisti del panorama Nazionale ed Internazionale quali: Francesco Libetta, Bruno Canino e Vincenzo Scalera.
La sua passione per la musica da camera ed il repertorio canoro, alimentata nelle classi dei Maestri Ivana Fusco, Anna Bellagamba e Francesca Taviani lo inducono a partire, nel 2017, per il progetto “Erasmus Trainersheep”, lavorando come pianista accompagnatore al conservatorio di Besançon in Francia, dove ha l’opportunità di collaborare non solo con numerosi strumentisti, cantanti, formazioni corali ma anche con classi di danza e teatro, e di suonare in numerosi concerti pubblici.
Attualmente frequenta il Biennio di Pianoforte sotto la guida del M° Francesco Pareti.

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Venerdì 25 maggio a Roma la violoncellista Silvia Chiesa presenta l’ultimo suo cd che completa la Trilogia del Novecento Italiano

La violoncellista Silvia Chiesa presenterà venerdì 25 maggio 2018, alle ore 17.00, a Roma, Villa Torlonia, il suo nuovo CD che completa la Trilogia del Novecento Italiano, realizzata per Sony Classical.

L’album contiene, per la prima volta insieme, i Concerti per violoncello e orchestra di tre grandi compositori italiani a lungo ingiustamente dimenticati: il fiorentino Mario Castelnuovo-Tedesco (di cui nel 2018 ricorre il 50° anniversario della morte, 1895-1968, prima registrazione italiana), il veneziano Gian Francesco Malipiero (1882-1973) e il milanese Riccardo Malipiero (1914-2003, prima registrazione mondiale). Tutti italiani gli interpreti: oltre a Silvia Chiesa, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il direttore milanese Massimiliano Caldi.

Nel corso dell’incontro Piero Rattalino, uno dei massimi musicologi italiani, delineerà un ritratto di questi compositori, autori di un vasto repertorio strumentale che merita di essere conosciuto.

Accompagnata dal pianista Yevgeni Galanov, Silvia Chiesa farà ascoltare dal vivo alcuni estratti dell’album.
La violoncellista condividerà poi con il pubblico aneddoti e curiosità sui tesori musicali nascosti in cui si è imbattuta nel corso delle sue ricerche, che hanno già dato vita a due fortunati CD – sempre per Sony e con l’OSNR – dedicati a Nino Rota, Ildebrando Pizzetti, Alfredo Casella e Ottorino Respighi.

Da musicista e da cittadina italiana – ha dichiarato Silvia Chiesa – ho sempre sentito l’esigenza di conoscere meglio il repertorio per il mio strumento. Dopo lunghe e approfondite ricerche ho scoperto che tra gli autori del Novecento ci sono molte splendide musiche ancora sconosciute di autori che non sono stati adeguatamente considerati. Il primo a colpirmi è stato Nino Rota: apprezzato a livello internazionale per le colonne sonore (premio Oscar nel 1975 per “Il padrino – parte II” di Coppola), ma ignorato come autore di musica colta, perfino in Italia. Mi ha entusiasmata Mario Castelnuovo-Tedesco: del grande maestro fiorentino era nota quasi soltanto la produzione per chitarra. Invece egli ha composto ben 200 numeri d’opera per tutti gli strumenti, musica vocale da camera, oratori, teatro musicale: davvero un gigante. Finalmente in occasione dell’anniversario del 2018 questo magnifico compositore sta ottenendo i riconoscimenti che avrebbe meritato in vita. Anche i Concerti per violoncello e orchestra di Riccardo e di Gian Francesco Malipiero sono due gioielli: mi auguro che questa registrazione contribuisca alla diffusione che meritano».

L’evento è organizzato all’interno della stagione artistica di Roma Tre Orchestra ed è a ingresso libero.

Info:
orchestra@uniroma3.it
392 0244701
.

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Gregorio Nardi al Maggio della Musica per il “secondo periodo” di Beethoven

Giovedì 24 maggio, alle ore 20, nella veranda neoclassica di Villa Pignatelli (via Riviera di Chiaia, 200), il Maggio della Musica ospita il pianista fiorentino Gregorio Nardi per il quarto appuntamento dell’integrale delle Sonate di Ludwig van Beethoven, proposte in ordine cronologico da alcuni dei migliori solisti italiani, scelti per l’occasione dal direttore artistico Michele Campanella.
Interprete di fama internazionale che tra l’altro ha eseguito inediti del compositore tedesco, Nardi affronterà quattro Sonate: la op. 26 (inizio del “secondo periodo del compositore”), le op. 27 n. 1 e n. 2 (la seconda fu il primo vero successo di Beethoven e la sua popolarità “schiacciò” la prima, raramente proposta nell’800), e in chiusura la op. 28 (nota come “Pastorale”, è un ritorno alla tradizione dopo le precedenti pagine in cui c’era stata una certa ricerca di sperimentazione).
Ultimo allievo di Wilhelm Kempff, Nardi ha collaborato con grandi strumentisti e grandi cantanti.
Ha eseguito in prima assoluta pagine di Brahms, Schumann, Schoenberg, Rott, Busoni e Savinio.
Nel 1990, la rivista “Gramophone” ha scelto la sua prima registrazione lisztiana «tra le migliori dell’anno».

Costo del biglietto: 20 euro (ridotto over 65: 15 euro – ridotto giovani: 10 euro)

Info e prenotazioni:
tel 081 5601369
maggiodellamusica@libero.it

Ufficio stampa
Paolo Popoli
paolopopoli@gmail.com
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Giovedì 3 maggio alle ore 20 – Veranda neoclassica di Villa Pignatelli – via Riviera di Chiaia, 200 (Napoli)

Festival Beethoveniano

Gregorio Nardi, pianoforte

Ludwig van Beethoven
Sonata n. 12 in la bemolle maggiore, op. 26
Sonata n. 13 in mi bemolle maggiore, op. 27 n. 1
Sonata n. 14 in do diesis minore, op. 27 n. 2
Sonata n. 15 in re maggiore, op. 28

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