Giovedì 1 giugno i “Pomeriggi in Concerto” ospitano il pianista Stefano Bigoni

Logo Napolinova 2L’associazione Napolinova propone giovedì 1 giugno, alle ore 18.00, nella Sala Chopin (Palazzo Mastelloni – Piazza Carità, 6), presso la ditta Alberto Napolitano pianoforti), per la rassegna “Pomeriggi in Concerto alla Sala Chopin”, il recital del pianista Stefano Bigoni

In programma musiche di Mozart, Beethoven, Chopin, Gershwin.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Info:
347.8430019
info@associazionenapolinova.it

www.albertonapolitano.com
www.steinway-campania.it

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Programma

W. A. Mozart: Sonata in fa maggiore KV. 332

L. van Beethoven: 32 variazioni in do minore WoO 80

F. Chopin:
Valzer in mi bemolle maggiore op. post.
Valzer in la bemolle maggiore op. post.
Berceuse in re bemolle maggiore op. 57
Fantasia-improvviso in do diesis minore op. 66
Bolero in la minore op. 19
Tarantella in la bemolle maggiore op. 43

G. Gershwin: Three Prelude

Stefano Bigoni
Si è formato alle scuole pianistiche dei maestri Gioiella Giannoni e Vincenzo Audino diplomandosi al Conservatorio “G. Puccini” di La Spezia con il massimo dei voti.
Ha completato la sua formazione musicale con lo studio della composizione e strumentazione per banda diplomandosi presso il Conservatorio “A. Casella” de l’Aquila, sotto la guida del M° Piero Luigi Zangelmi.
Successivamente ha seguito master class e corsi di perfezionamento con i maestri: Michele Campanella, Bruno Canino, Vincenzo Audino, Lazar Berman, Sergio Perticaroli e Marcello Abbado.
Premiato in numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali (C. Soliva di Casale Monferrato, Max Lider di Motta S. Anastasia, Pietro Napoli di Livorno, Sannicandro Garganico, A.Gi.Mus. di Viterbo, Città di Ortona, Lido di Camaiore, Città di Aqui Terme, Casarza Ligure, Uliveto Terme “Premio S. Rachmaninov”, F. Chopin di Roma).
Nel 1993 ha vinto il concorso a cattedra per l’insegnamento nei Conservatori bandito dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Sono al suo attivo varie incisioni discografiche, radiofoniche e televisive, sue registrazioni sono state trasmesse da Radio Classica Milano, Radio Vaticana, Rai Radio 3 e Radio Svizzera Italiana (RSI).
Ha effettuato varie produzioni per Musicisti Associati Produzioni M.a.p. su etichetta Lira Classica Milano.
Di recente ha registrato un CD per la rivista musicale nazionale “Suonare New” con musiche di: Mozart, Clementi, Weber, Chopin, Zangelmi e Margola.
Recensioni sono state pubblicate sui quotidiani: Il Tempo, Il Messaggero, Il Corriere della Sera, Il Centro, Il Mattino, Il Tirreno, La Nazione, La Nuova Sardegna e riviste musicali quali: Orfeo nella Rete, Musica e Scuola, Suonare New).
Il suo repertorio spazia dal periodo barocco alla musica contemporanea con particolare interesse per il ‘900.
Ha tenuto vari recital monografici e a tema su: Bach, Haydn, Mozart, Mendelssohn, Chopin, Liszt, il settecento viennese e il novecento russo, francese e italiano.
Dedicatario ed esecutore in prima assoluta di composizioni scritte da Luciana Bigazzi, Piero Luigi Zangelmi, Massimo Colombo, Giuseppe Cangini e Donato Russo.
Ha trascritto ed elaborato per pianoforte la sonata per violino solo di J. S. Bach BWV 1001 e il Volo del Calabrone di N. Rimsky-Korsakov.
Dal 2009 è socio ordinario del Progetto C.O.M.I. (consorzio operatori musicali italiani) con sede a Milano.
Svolge intensa attività concertistica come solista e in varie formazioni cameristiche invitato da importanti associazioni musicali italiane ed estere.
E’ stato membro di giuria in concorsi pianistici nazionali ed internazionali e accompagnatore pianistico ufficiale di vari concorsi musicali e corsi di perfezionamento tenuti da musicisti di fama internazionale.
Ha insegnato pratica e lettura pianistica presso i seguenti conservatori: “N. Rota” di Monopoli (Ba), “Vecchi-Tonelli” di Modena, “U. Giordano” di Foggia sezione di Rodi Garganico, “N. Sala” di Benevento ed attualmente presso il conservatorio “L. Canepa” di Sassari.
Ha collaborato con l’Accademia “G. B. Viotti” di Grosseto.
Considera l’attività didattica strettamente complementare alla viva esperienza concertistica.
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Venerdì 2 giugno il Museum Shop & Bar ospita il concerto-spettacolo di Pina Cipriani “Napolinscena – Antonio de Curtis in arte Totò” nell’ambito di Convivio Armonico di Area Arte

Totò e le sue poesie.
Il lato intimo, delicato, intuitivo del principe della risata Antonio de Curtis, trasposto nei suoi versi.
Poesie d’amore (Ngiulina, Franca…) o poesie cariche di verità e significati morali (Sarchiapone e Ludovico, ‘E Pezziente, ‘A Livella) in una veste inedita, quella del concerto/spettacolo “Napolinscena – Antonio de Curtis in arte Totò”.
E’ l’appuntamento che attende gli appassionati del grande Totò a 50 anni dalla sua scomparsa, venerdì 2 giugno, alle ore 20.00 al Museum Shop & Bar.
Poesie diventate ballate, interpretate dalla straordinaria voce di Pina Cipriani, storica grande interprete della canzone napoletana sulle musiche che furono appositamente realizzate nel 1981 dal maestro Franco Nico, e oggi rieseguite da Egidio Mastrominico al violino, Marco Gesualdi alla chitarra e Giacomo Pedicini al basso.
Lo spettacolo venne realizzato nel 1981, a quasi quindici anni dalla scomparsa di Totò da Franco Nico e Pina Cipriani con la CPS e con il Teatro Sancarluccio per rendere omaggio alla figura del grande artista.
Gli artisti organizzarono un Convegno dal titolo “Quale Totò per gli anni ‘80” che si tenne presso il Circolo della Stampa nel febbraio di quell’anno, affidato alla direzione di Valerio Caprara.
Il convegno vide la partecipazione di studiosi come Orio Caldiron, Goffredo Fofi, Mario Franco, Franco Carmelo Greco, e la presenza di Franca Faldini.
Il convegno fu seguito dal debutto dello spettacolo/concerto “Antonio de Curtis in Arte Totò”.
A completare lo spettacolo una selezione cinematografica a cura di Mario Franco, con scene di film all’epoca poco visti e di difficile reperibilità, in tema con le poesie/ballate.
Del convegno non si riuscì a stampare gli atti, (tranne lo studio preparato dal Prof. Carmelo Greco che è stato edito anni dopo nel libretto del CD) ma lo spettacolo ha avuto circa cinquecento repliche a più riprese in Italia (Roma, Torino, Bari, Siena, Napoli) e partecipò nel 1986 al Festival del Cinema di La Rochelle che dedicava una retrospettiva su Totò a 19 anni dalla scomparsa, e ancora al Festival di Avignone e al Festival del Teatro Europeo di Grenoble.
Lo spettacolo divenne un disco di successo, stampato prima in vinile nel 1988 dalla Fonit Cetra e poi in CD dalla CPS.
Nell’occasione verrà anche ristampato il Cd “Pina Cipriani canta Totò”, a cura di AREA ARTE, Associazione culturale Mediterranea

Il concerto fa parte della rassegna “Convivio Armonico” 2017, stagione concertistica giunta alla XVI Edizione a cura di AREA ARTE, Associazione culturale Mediterranea, che anche quest’anno si dividerà in vari sezioni e luoghi tra “Suoni in Basilica e Luoghi Sacri” e “Musica nel Corpo di Napoli” presso il Museum di Piazzetta Nilo, ed altri siti nel cuore del centro storico di Napoli, luogo principe della copiosa produzione musicale settecentesca.

Ingresso: 10.00 euro (biglietto comprensivo di degustazione)

Per Info
Museum / Napoli
Centro storico (Largo Corpo di Napoli, 3)
389 11 94 169
www.museum-shop.it

AREA ARTE
Associazione Culturale Mediterranea
Centro di ricerca sul ‘700 Napoletano
Via B. Croce, 23
Napoli
347 2430342
Email: areaarte@lemusichedacamera.it
www.lemusichedacamera.it

Ufficio stampa
Marella Brunetto
mbrunetto.ufficiostampa@gmail.com

Pina Cipriani
Pina Cipriani2Ha una reputazione internazionale come cantante ed attrice per la sua unica cifra interpretativa e per il suo lavoro di recupero e diffusione della canzone napoletana antica e contemporanea.
La sua attività artistica ha inizio negli anni settanta con il gruppo “Bentornato Mandolino”, fondato da Franco Nico e con gli arrangiamenti di Raimondo Di Sandro, diventato subito gruppo di riferimento in quegli anni per la riscoperta del mandolino e per una interpretazione rigorosa del repertorio della canzone napoletana; con il gruppo compie numerose tournée ed incide per la Fonit Cetra.
Nel ‘77 interpreta ed incide in prima esecuzione mondiale sempre per la Fonit la versione integrale di “Quando nascette Ninno” di S. Alfonso Maria de’ Liguori, interpretata anche nel ‘91 in Piazza del Plebiscito a Napoli alla presenza di Papa Wojtyla.
Numerosi spettacoli la vedono protagonista della rinascita della Canzone Napoletana classica e per la costituzione di un nuovo repertorio contemporaneo, affiancando a questa il lavoro di ricerca sul repertorio dell’entroterra campano, ricordiamo “Antonio De Curtis in arte Totò”, “Il sud non è forse”, “RONA”, “Momenti, viaggio nei sentimenti’, “Tiempe Sciupate” con Enzo Moscato, lo storico “Rosa, Preta e Stella”, “MAMA”, “Cantami o Diva”, “Chesta è la Terra mia”, “La forza del dialetto”, “Song’s Eduardo”, “Chist’è nu filo d’erba e chill’è ‘o mare” fino al recente “Napolinscena”.
Pina nella sua lunga carriera ha tenuto concerti in Italia, tra gli altri alla Biennale di Venezia, a Cagliari, a Torino, Siena, Brindisi, al Teatro Flaiano e al Parioli di Roma, al Festival Città Spettacolo di Benevento, al Teatro di Corte della Reggia di Caserta, al Festival delle Ville Vesuviane, ed all’estero, in Francia al Festival di La Rochelle, ad Avignone e al festival del Teatro Europeo di Grenoble, al Centre George Pompidou di Parigi per il Festival Quartier d’été, all’Istituto di Cultura Italiano di Parigi, in Svizzera in Germania in Turchia ed in Grecia all’Istituto di Cultura Italiano di Salonicco.
Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive, lo spettacolo “RONA” è stato registrato e teletrasmesso in quattro puntate da Rai Tre, mentre lo spettacolo “Tiempe Sciupate” con Enzo Moscato è stato registrato e trasmesso da Radio Tre.
In campo cinematografico ha partecipato ai film “Libera” di Pappi Corsicato, “Baby Gang” di Salvatore Piscicelli e “Il resto di niente” di Antonietta De Lillo.
La sua discografia, edita da Fonit Cetra, Polo Sud e da CPS, vanta dieci Cd che sono vere e proprie incisioni di riferimento nell’interpretazione della canzone napoletana antica e contemporanea, dove Pina si esalta nelle interpretazioni del canzoniere composto per lei da Franco Nico.
Per la produzione dei suoi spettacoli e CD ha collaborato con poeti e musicisti napoletani quali Salvatore Palomba, Franco Nico Giuseppe Liuccio, Daniele Sepe, Marcello Colasurdo, Piero De Asmundis, Paolo Raffone, Raimondo Di Sandro, Giacomo Pedicini.
Nella sua lunga carriera, ad una intensa attività artistica Pina ha sempre affiancato la direzione del nucleo artistico ed organizzativo del Teatro Sancarluccio, storico spazio di sperimentazione e di nuova drammaturgia che ha sempre definito come la sua casa d’arte, dalla fondazione nel 1972 insieme a suo marito Franco Nico, compositore, cantautore e regista, al 2013.
Nel ’78 crea la Compagnia del Sancarluccio che da allora ha prodotto tutti i suoi spettacoli/concerti.
Ai numerosi riconoscimenti collezionati nel corso della sua lunga carriera, Pina ha aggiunto nel 2010 il prestigioso Premio “NIKE” per lo spettacolo “Cantami o Diva”, insignito da una giuria composta dai critici teatrali e musicali di tutte le testate giornalistiche napoletane, quale miglior spettacolo musicale della stagione teatrale 2009/10, sempre nel 2010 il Comune di S. Anastasia ha voluto rendere omaggio alla sua arte con un premio alla Carriera, per finire nel 2013 con l’assegnazione alla quinta edizione del Premio Landieri del Premio speciale alla Carriera attribuito “per una carriera straordinaria, per essere stata negli anni interprete e cantante, per il lavoro al Teatro Sancarluccio, per una vita dedicata al teatro”.
Nel 2014 Pina ha festeggiato i 50 anni di carriera con un concerto/evento alla Domus Ars di Napoli circondata da molti degli storici musicisti che la hanno accompagnato in un eccezionale serata di musica.
Nel marzo 2015 è stata insignita del premio “Eccellenze Casalesi” dall’amministrazione Comunale di Casal di Principe “Per aver dato lustro alla sua terra”.

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A Palazzo Zevallos Stigliano La Risonanza di Fabio Bonizzoni chiude splendidamente il ciclo “Bach to Naples” nell’ambito della stagione della Fondazione Pietà de’ Turchini

L’ensemble La Risonanza è stato il grande protagonista del secondo e ultimo appuntamento nato dalla collaborazione fra la Fondazione Pietà de’ Turchini e Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, tenutosi nella sede museale napoletana di Intesa Sanpaolo e posto anche a conclusione del ciclo “Bach to Naples”.
La compagine, diretta al clavicembalo da Fabio Bonizzoni, e formata per l’occasione da Marco Brolli (flauto traverso), Carlo Lazzaroni, Claudia Combs e Ulrike Slowik (violini), Livia Baldi, Krishna Nagaraja, Emanuele Marcante (viole), Caterina Dell’Agnello (viola da gamba e violoncello), Noelia Reverte Reche (viola da gamba), Claudia Poz e Agnieszka Oszanca (violoncelli) e Nicola Dal Maso (contrabbasso), ha eseguito un programma interamente bachiano, che comprendeva tre dei sei Concerti Brandeburghesi (in ordine di esecuzione, il n. 5 in re maggiore BWV 1050, il n. 6 in si bemolle maggiore BWV 1051 e il n. 3 in sol maggiore BWV 1048) e la Suite n. 2 in si minore BWV 1065.
Relativamente ai Concerti Brandeburghesi (BWV 1046-1051), il loro titolo originario era Concerts avec plusieurs instruments e l’appellativo con il quale sono passati alla storia si deve al musicologo Philipp Spitta, che lo coniò nella sua monumentale biografia bachiana, pubblicata in due volumi fra il 1873 ed il 1880, prendendo come riferimento il dedicatario della raccolta, Christian Ludwig, margravio di Brandeburgo.
Come gran parte delle opere più significative di Bach, anche la storia di questa raccolta presenta numerosi lati oscuri.
Infatti, di sicuro vi è soltanto il nome del dedicatario, l’anno in cui fu completata, il 1721, quando Bach era al servizio del principe Leopoldo di Anhalt-Köthen, ed il fatto di essere fra i pochi manoscritti giunti ai nostri giorni (oggi gelosamente conservato nella Biblioteca di Stato di Berlino).
Il resto è affidato a varie congetture, legate innanzitutto allo scopo principale della creazione di una raccolta, ottenuta molto probabilmente assemblando più brani composti in precedenza, che offriva tutta una serie di possibili soluzioni in ambito concertistico, utilizzando i modelli in auge all’epoca (italiano, francese e tedesco), ai quali Bach aggiunse la sua particolare impronta.
Ciò si risolse in una notevole disomogeneità, sottolineata dalla presenza di organici che variavano in ogni concerto, talora con funzioni innovative, come nel n. 5 in re maggiore BWV 1050, che può essere considerato il primo brano dove il clavicembalo viene affrancato dalla sua funzione di accompagnamento, assurgendo a compiti solistici.
Altro interrogativo è relativo al fatto che Christian Ludwig difficilmente avrebbe potuto sfruttare quella musica, in quanto la sua orchestra non solo era piuttosto ridotta, ma non raggiungeva un livello tale da poter confrontarsi decentemente con questi brani.
In realtà, si sa poco anche sul gradimento che tali concerti, mai eseguiti a corte, riscossero da parte del margravio.
È comunque abbastanza certo che la loro importanza dovette essere piuttosto scarsa se, alla morte di Christian Ludwig, nell’inventario dei beni da destinare agli eredi, il manoscritto bachiano fu inserito in un gruppo comprendente altri 77 spartiti, con una valutazione complessiva abbastanza irrisoria.
Pure la Suite n. 2 risale al soggiorno bachiano a Köthen, pur se la versione più nota risulterebbe una trasposizione per flauto in si minore, concepita in seguito a Lipsia, dell’originale per violino in la minore.
Essa fa parte di un gruppo di quattro composizioni (BWV 1066-1069), definite anche Ouverture, poiché la successione dei vari movimenti era caratteristica delle ouverture che precedevano le opere francesi, anche se il succedersi delle danze era tipico della suite (e, a dire il vero, considerando la parte affidata al flauto, potrebbe anche rientrare nell’ambito dei concerti solistici).
Per quanto riguarda gli esecutori, i componenti dell’ensemble La Risonanza hanno dato vita ad un’interpretazione di altissimo livello, caratterizzata da grande nitidezza, affiatamento perfetto e raffinatissima ricerca dei particolari.
Un ulteriore cenno meritano il maestro Fabio Bonizzoni, che in qualità di clavicembalista ha affrontato in modo impeccabile la lunga cadenza del Concerto n. 5, e il flautista Marco Brolli, confrontatosi ottimamente con le vertiginose sonorità della Suite n. 2.
Sala gremita e spettatori giustamente entusiasti, che hanno a lungo applaudito i musicisti, chiedendo un bis e ricevendone addirittura due, a conclusione di una straordinaria serata di musica, che ha riportato a Napoli uno degli ensemble barocchi attualmente di maggior prestigio in ambito internazionale.

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Martedì 30 maggio concerto del Quartetto jazz “Four cats” alla U.O.C. di Chirurgia Oncologica dell’ospedale “G. Rummo” di Benevento

Varie esperienze scientifiche hanno evidenziato che la musica e gli elementi musicali, ben lungi dal sostituirsi alle terapie mediche, possono senz’altro offrire un valido supporto alle stesse, determinando una riduzione dei livelli di ansia e di stress, un miglior controllo del dolore, una migliore compliance ai trattamenti, un supporto psicologico ai pazienti ed ai loro familiari ed aprire canali di comunicazione, che mettano in grado di iniziare il processo riabilitativo e di recupero del paziente per la società.
L’insigne accademico di neurologia Oliver Sacks sosteneva che “il potere della musica di integrare e curare …. è un elemento essenziale, è il più completo farmaco non chimico”.
In questa luce s’inquadra il concerto che il Quartetto jazz “Four cats” del Conservatorio di Benevento, composto da Angela Ruscio – voce, Giuseppe Russo – piano, Eugenio Fiorillo – basso ed Elio Severino -batteria, terrà domattina (martedì 30 maggio) presso la U.O.C. di Chirurgia Oncologica dell’azienda ospedaliera “G. Rummo”, guidata dal Prof. Cristiano Huscher.

La notizia è stata accolta con piacevole sorpresa dai pazienti del reparto e già si respira una novella primaverile attesa, intrisa di speranza e di serenità.
In merito, il Direttore ed il Presidente del Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento, rispettivamente M° Prof. Giuseppe Ilario e Dott.ssa Caterina Meglio, hanno spiegato che “l’iniziativa utilizza la musica per un progetto di ascolto e di solidarietà rivolto ai pazienti e alla sofferenza di cui sono portatori. Donare Musica a chi soffre, a chi convive quotidianamente con la malattia ed il dolore: un progetto dal forte significativo etico, civile, sociale, un messaggio di speranza, una testimonianza di vicinanza ideale e spirituale con persone meno fortunate, questo il senso della progettualità messa in campo dalla nostra Istituzione di Alta Formazione Musicale”.

Da parte sua il Direttore Generale dell’A.O. “G. Rummo”, Dott. Renato Pizzuti, ha dichiarato: “Sono grato al Conservatorio di Musica di Benevento per l’opportunità che ci offre, considerato che è ormai esperienza acquisita che la musica, dal punto di vista terapeutico, ha la capacità di realizzare un’attiva stimolazione sensoriale con significativi riflessi sulle cure, sgravando dalle paure e dalle angosce, procurando un migliore equilibrio psicofisico e facendo emergere tutte le capacità potenziali dell’individuo”.

Maestro Rossella Vendemia
Ufficio Stampa e Comunicazione del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento
Via Mario La Vipera, 1
82100 Benevento
Tel. 0824.21102
fax: 0824.50355
sito web: http://www.conservatorio.bn.it/

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Martedì 30 maggio “I Venerdì Musicali” del Conservatorio propongono un pomeriggio brahmsiano

Martedì 30 maggio, alle ore 18.00, in Sala Scarlatti, si esibiranno per i “Venerdì musicali” 2017 del Conservatorio, il Duo “San Pietro a Majella” formato da Enzo Oliva al pianoforte e Giampietro Giumento al clarinetto e il Trio “San Pietro a Majella” formato da Angelo Agostini al corno, Salvo Lombardo al violino e Salvatore Biancardi al pianoforte.

Il programma è tutto dedicato al repertorio da camera di Johannes Brahms: la Sonata in fa minore op.120 n.1 per clarinetto e pianoforte e il Trio in mi bemolle maggiore op.40 per corno, violino e pianoforte.

Composto nel 1864-65, il Trio in mi bemolle maggiore op.40 venne concepito per commemorare la scomparsa della madre di Brahms, Christiane e fu eseguito per la prima volta il 7 dicembre 1865 da Brahms stesso al pianoforte, insieme al cornista Segisser ed al violinista Ludwig Strauss.
La Sonata in fa minore op.120 n.1 fu composta da Brahms nel 1894, ispirato dal virtuosismo del clarinettista Richard von Mühlfeld, primo clarinetto dell’orchestra ducale di Meiningen.

Ingresso € 5 c/o www.azzurroservice.it, in prevendita e fino ad un’ora prima dei concerti (fino ad esaurimento dei posti).

Info:
Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli
Tel. 081.5449255

Prof. Giulia Veneziano
Responsabile Relazioni con i mezzi di comunicazione
Conservatorio di Musica San Pietro a Majella
giuliaveneziano@gmail.com

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Giampietro Giumento
Si è diplomato in clarinetto presso il Conservatorio di Frosinone, si è perfezionato presso il Mozarteum di Salisburgo, l’Accademia Musicale Chigiana, l’Accademia Musicale della Svizzera Italiana e a Chicago.
Vincitore di vari Concorsi Nazionali.
Ha collaborato con l’Orchestra Giovanile Italiana, con l’Orchestra Internazionale d’Italia, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, l’Orchestra del Teatro Verdi di Salerno, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, l’Orchestra del Teatro di S. Carlo di Napoli, I Solisti Aquilani, la Budapest Chamber Orchestra, la Sofia Chamber Orchestra, l’Orchestra Filarmonica di Iasi, con Elementi dell’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma, la Roma Tre Orchestra, l’Orchestra Città di Ferrara, l’Orchestra da Camera dell’Estado de Mexico, I Solisti Aquilanii e il Complesso d’Archi “l’Estro Armonico”.
È stato professore ospite presso il Conservatorio Ciaikovski di Mosca, l’ ESMAE di Oporto, l’Università di Puebla, l’Università delle Arti “George Enescu” di Iasi, la Polytecnic Faculty of Music di Lathi, il Conservatorio Superiore di Granada, il Conservatorio Superiore di Malaga e l’Università di Bursa.
È artista ufficiale Vandoren Paris, Backun Canada, Selmer Paris.
È docente di Clarinetto presso il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli.

Enzo Oliva
Si è diplomato con lode e menzione in pianoforte sotto la guida di Giuseppe Squitieri, ha conseguito poi la laurea specialistica con 110 e lode presso il Conservatorio di Musica di Campobasso.
Ha intrapreso gli studi di composizione con il M° Piero Niro e di direzione d’orchestra con il M° Dario Lucantoni presso il Conservatorio di Roma.
Si è perfezionato con Maria Tipo e Andrea Lucchesini presso la Scuola di Musica di Fiesole e con Nelson Goerner presso l’ Haute école de Musique de Genève, con Dario de Rosa, Maureen Jones, Renato Zanettovich, Enrico Bronzi, Joaquin Soriano, Franco Medori, Matti Raekallio, Claudio Martinez-Mehner, Jeffrey Swann, Antonio Pompa-Baldi, Arie Vardi e Andrzej Jasiński.
Nel 2007 la casa discografica “Idyllium” ha pubblicato un CD live con la sua esecuzione, in prima assoluta, del concerto per pianoforte e orchestra di Gino Palumbo.
È docente di Teoria, ritmica e percezione musicale presso il Conservatorio “L. Perosi” di Campobasso.

Salvatore Lombardo
Nato a Catania nel 1977, si diploma giovanissimo col massimo dei voti al liceo musicale di Catania, all’età di 19 anni vince il concorso al Teatro San Carlo di Napoli per violino di fila, dove lavora tuttora.
Risultato idoneo anche al concorso per concertino dei secondi violini, continua lo studio sotto la guida di Giulio Franzetti e Massimo Marin, poi all’Accademia Chigiana con Boris Belkin.
Vanta un’esperienza ormai ventennale d’orchestra, periodo in cui si esibisce anche come solista durante festival e rappresentazioni culturali in varie regioni d’Italia, in qualità di solista e di primo violino in orchestra e in formazione da camera.
Nel 2004 viene scelto dalla direzione artistica del teatro San Carlo per eseguire da solista in palcoscenico il solo della Dannazione di Faust in duetto con il tenore Marcelo Alvarez.
Durante la sua professione, ha avuto modo di lavorare con direttori del calibro di Muti, Maazel, Sinopoli, Metha, Steinberg, Kuhn, Rostropovich, Inbal, Santi.
Incide un concerto per violino di Antonello Paliotti, e dal 2015 vince per tre volte consecutive l’audizione come “concertino dei primi con obbligo di spalla” al Carlo Felice di Genova.

Angelo Agostini
Ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di musica “L. Refice” di Frosinone, conseguendo il Diploma in corno sotto la guida del M° Luciano Giuliani.
Successivamente si è perfezionato con il M° Guelfo Nalli, con cui, nel corso degli anni, ha creato un connubio artistico e di profonda amicizia.
Nel corso della carriera artistica ha tenuto concerti nelle maggiori città italiane ed è stato invitato da importanti istituzioni musicali in Austria, Francia, Spagna, Finlandia, Inghilterra, Norvegia, Belgio, Germania, Repubblica Ceca, USA, Canada, Mexico, Argentina, Colombia e Cuba.
Ha collaborato con il Teatro di San Carlo di Napoli, le orchestre sinfoniche della RAI di Roma e Torino, la Camerata Academica del Mozarteum di Salisburgo, il Teatro Massimo “V. Bellini” di Catania, i Virtuosi di Santa Cecilia di Roma, l’Arts Academy di Roma, l’Unione Musicisti di Roma, I Cameristi del Teatro di San Carlo di Napoli, l’Orchestra “A. Scarlatti” di Napoli, l’International Chamber Ensemble, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, l’Orchestra Roma Sinfonietta, i Solisti dell’Accademia Filarmonica di Roma, I Fiati di Roma e I Fiati di Parma.
Dal 1998 al 2001 ha collaborato come Primo corno con l’Orchestra sinfonica del Valle di Cali (Colombia) e dal 2008 collabora come Primo corno e come Solista con l’Orchestra Sinfonica Nazionale di Cuba a La Havana.
Da quest’ultima istituzione gli è stata affidata anche la direzione artistica di una convention nazionale di cornisti.
Ha inciso per Belati Record International, Edipan, Nuova Era, Ducale, Amadeus e The Classic Voice.
Ha registrato per RAI, Radio Vaticana, Tele Pacifico-Colombia, Senal Colombia, Cubavision e RNE – Radio Nacional de España.
Angelo Agostini è Direttore artistico dell’Incontro Internazionale di Cornisti “Guelfo Nalli” di Supino, è primo corno solista dell’Orchestra Sinfonica Latina Philharmonia.
È docente di Corno presso il Conservatorio di musica San Pietro a Majella di Napoli.

Salvatore Biancardi
Pianista napoletano, ha studiato sotto la guida di Tita Parisi diplomandosi brillantemente presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli per poi perfezionarsi presso l’Accademia di Portogruaro con K. Bogino e Mariam Mika.
L’attività concertistica lo ha visto sia nelle vesti di solista che in formazioni cameristiche (strumentali e vocali) collaborando e suonando per Associazioni, Enti lirici, Ministero della Pubblica Istruzione.
Ha suonato in diverse registrazioni concertistiche in diretta con l’orchestra “A. Scarlatti” della RAI di Napoli.
Ha ampliato i suoi interessi anche ad altri campi inerenti la musica facendo l’assistente musicale alla regia e per la registrazione video di opere mentre per il teatro di Fermo è stato il maestro di sala – di palcoscenico e sostituto- per molte stagioni.
Ha suonato nell’allestimento di vari spettacoli teatrali (tra cui citiamo a Napoli per il Teatro Mercadante, a Benevento per Città spettacolo, a Ravello per il Festival, a Milano per il Museo d’arte contemporanea, a Fermo per il Teatro dell’Aquila).
All’estero è stato ospite di diverse rassegne in Germania, Svezia, Albania, Svizzera e nell’occasione della visita dei reali di Svezia in Italia è stato invitato a tenere un concerto per loro durante la visita a Capri.
È docente di Musica da Camera presso il conservatorio di Napoli“ S. Pietro a Majella”.
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Martedì 30 maggio “Incontri con i protagonisti” propone la presentazione di due libri nella Sala Martucci del Conservatorio di Napoli

Nell’ambito della rassegna “Incontri con i protagonisti” 2017, curata da Dinko Fabris e Daniela Tortora, martedì 30 maggio, alle ore 17.00, presso la Sala Martucci del Conservatorio di Napoli, verranno presentati i volumi, entrambi per i tipi di Zecchini editore, La lanterna magica. Percorsi tra musica e letteratura da Euripide a Stravinskij, di Alessandro Cazzato e Tristan e Isolde. Il canto della notte, di Adele Boghetich.
Saranno presenti gli autori.

Adele Boghetich, già allieva di composizione di Francesco d’Avalos ed esperta di letteratura tedesca, ha pubblicato diversi libri dedicati a Gustav Mahler particolarmente apprezzati dalla critica (Quirino Principe li ha definiti fondamentali).

Alessandro Cazzato, diplomato in violino e laureato in filologia moderna, lavora da anni sui rapporti tra musica e letteratura con studi tra gli altri su Pascoli Fogazzaro e Bach.
In questo libro sono offerti 35 brevi percorsi di interferenza interdisciplinare tra musica e letteratura.

Ingresso libero

Info:
Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli
Tel. 081.5449255

Giulia Veneziano – Responsabile Ufficio Stampa
Conservatorio di Musica San Pietro a Majella
mail: veneziano.stampamajella@gmail.com
tel.: + 39.081.5449255 int. 241

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Giovedì 1 giugno al Museo Archeologico Nazionale il concerto inaugurale del ciclo “Miti di Musica” ospita l’Ensemble Vocale di Napoli, diretto da Antonio Spagnolo

Giovedì 1 giugno 2017, alle ore 20, si inaugura il ciclo Miti di Musica, collaborazione fra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, inteso sia come luogo della classicità, che come spazio concettuale, e la Associazione Alessandro Scarlatti: si tratta di 5 appuntamenti ispirati a scelte artistiche aperte anche alla sperimentazione, alla musica contemporanea, al rapporto tra testo e musica.
Nel primo concerto saranno protagonisti i Miti d’Amore nell’interpretazione dell’Ensemble Vocale di Napoli, diretto da Antonio Spagnolo: un itinerario tra madrigali, chansons, forme libere alla scoperta delle diverse e variegate accezioni dei “Miti d’Amore” nei testi messi in musica da alcuni tra i più rappresentativi compositori di musica vocale polifonica.
Una ideale staffetta tra Rinascimento, Barocco e musica contemporanea, nella quale si confronteranno gli stili compositivi che si sono ispirati alla retorica musicale, spesso definiti con l’appellativo di “musica reservata”, e la libera esplorazione del materiale testuale delle tecniche contemporanee.
La varietà dei linguaggi comporta una varietà di formazioni vocali, con l’utilizzo di organici diversi formati da solisti fino al coro da camera nella moderna accezione.

Il concerto è dedicato a Rino Zurzolo, grande contrabbassista napoletano improvvisamente scomparso il mese scorso.

Il concerto è gratuito, l’ingresso al Museo è a pagamento

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Giovedì 1 giugno 2017, ore 20.00 – Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Miti d’amore
Dedicato a Rino Zurzolo

Josquin Desprez (1450-1521)
Mille regrets
Nymphes des bois

Pomponio Nenna (1556-1608)
Ecco, o mia dolce pena
Eccomi pront’ai baci

Alessandro Scarlatti (1660-1725): O morte

Giovanni De Macque (1548-1615): Io piango, o Filli

Alessandro Scarlatti: Or che da te, mio bene

César Geoffray (1901-1972): Larmes

David Lang (1957): I lie

György Ligeti (1923-2006): Magány

Paul Hindemith (1895 – 1963): Un cygne

Benjamin Britten (1913-1976): Yif ic of luv can

Francis Poulenc (1899-1963): A peine défigurée

Gustav Holst (1874-1934): I love my love

Jaakko Mäntyjärvi (1963): Come away, death

David Lang (1957): Again

Patrizio Marrone (1961): Carpe diem

Ensemble Vocale di Napoli

Foto Vincenzo Moccia

Costituitosi nel 1983 svolge una intensa attività concertistica, frutto di una costante ricerca vocale ed esecutiva.
Alla letteratura musicale antica si affianca l’esplorazione di pagine significative tratte dal repertorio corale compreso tra l’età barocca ed il mondo contemporaneo.
L’Ensemble collabora con diverse formazioni strumentali per la realizzazione di opere del repertorio corale in stile concertato.
Ha partecipato, riscuotendo indiscussi successi, ad importanti rassegne e concorsi nazionali ed internazionali come la Rassegna internazionale di Canto Corale di Alghero (primo premio nel 1991 e nel 1992).
Vincitore del XII Concorso nazionale Guido D’Arezzo (1995) l’Ensemble ha al suo attivo varie incisioni discografiche (FonitCetra, Fonè, Opus111, Niccolò) e prestigiose collaborazioni con il M° Roberto De Simone ed il M°Antonio Florio.
Ha pubblicato per la Niccolò una inedita raccolta di madrigali dal titolo “Spesso gli lego” e un disco di Balli e Villanelle di scuola Napoletana insieme all’ensemble strumentale “Il Labirinto”
E’stato diretto in importanti produzioni da Salvatore Accardo ( “Così fan tutte” di W. A. Mozart), Renèe Clemencic (Mottetti di Pergolesi), Peter Maag (“Requiem” di Mozart – “Passione secondo Giovanni” di Bach) , Massimo Pradella (Gloria di Vivaldi) , Vladimir Spivakov (Messa della Incoronazione di Mozart) .
Ha preso parte alle Stagioni concertistiche della Rai di Napoli, della Associazione Alessandro Scarlatti, del Centro di Musica Antica della Pietà de Turchini e dello Sferisterio di Macerata.
Ha realizzato per il “Maggio dei Monumenti”, prestigiosa rassegna a cura del Comune di Napoli importanti produzioni tra cui lo “Stabat a 10 voci” per coro soli e basso continuo di Domenico Scarlatti e la “Messa di S. Cecilia” per soli, coro ed orchestra di Alessandro Scarlatti.
Nel Giugno 2003 è stato ospite delle celebrazioni nel Duomo di Milano, in occasione dei 600 anni della Cappella Musicale, eseguendo due concerti il primo rivolto al “Miserere” di Leonardo Leo e alla “Missa pro Defunctis” di Alessandro Scarlatti, e il secondo dedicato alla musica sacra di Poulenc e Britten.
E’ del luglio 2006 la partecipazione in Vaticano alla Celebrazione del 500° Anniversario della posa della prima pietra della Basilica di San Pietro con la prima esecuzione assoluta dell’ Oratorio per soli, coro e orchestra “Petros eni” di Antonio Pappalardo nella Basilica di San Pietro, Città del Vaticano
Ha partecipato inoltre alla esecuzione della “Via Crucis” di Franz Listz nella primavera 2004 con la direzione del M° Michele Campanella con il quale, nel maggio 2006, ha portato la “Petite Messe Solennelle” di G. Rossini a Pechino e Shangai in occasione dell’anno dell’ Italia in Cina, e nel 2007 a Perugia e nel 2008 a Siena per l’Accademia Chigiana.

Antonio Spagnolo
Diplomato in canto, ha compiuto gli studi di Composizione e Direzione Corale con il M° Enrico Buondonno.
Ha partecipato ai Corsi di Direzione “R. Goitre” ed ai seminari con il gruppo “Pro Cantione Antiqua di Londra”.
Ha fatto parte della commissione giudicatrice del Concorso Internazionale di Canto Corale di Alghero, essendo stato premiato nel 1991 con il Diapason d’argento.
Ha collaborato alla registrazione per Ricordi-Fonit Cetra dei “Tre Mottetti” di Pergolesi con il M° René Clemencic e dell’oratorio “La Passione” del Giordaniello con la direzione del M° Alessandro de Marchi per la Opus 111 francese.
Ha diretto nel novembre 1998 e nel dicembre 2000 l’Orchestra Scarlatti di Napoli nella “Messa di S. Cecilia” per soli, coro ed orchestra di Alessandro Scarlatti.
E’ alla guida dell’Ensemble dal 1984.
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