Venerdì 26 febbraio Radio 3 Suite propone il concerto di Maurizio Baglini con la Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Tobias Wögerer

Foto Davide Cerati

Venerdì 26 febbraio 2021, alle ore 20.30 il pianista Maurizio Baglini sarà in onda su Rai Radio 3, nel “Cartellone” di Radio 3 Suite, come solista nel Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 op. 35 di Dmitrij Shostakovich con la Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Tobias Wögerer.

Si tratta del secondo appuntamento, intitolato “Attesa e rinascita”, realizzato dal Teatro Giuseppe Verdi di Pordenone e registrato live il 30 agosto 2020 in occasione del Summer Tour 2020 della GMJO.

In programma anche: Debussy, Prélude à l’après-midi d’un faune (arr. Benno Sachs); Schoenberg, Erwartung (Attesa) op. 18, arr. Faradsch Karaew.
Con Angela Denoke, soprano, e Martín Baeza-Rubio, tromba.

Maurizio Baglini è da poco rientrato da Varsavia dove ha eseguito con successo il “Concerto soirée” di Nino Rota con l’orchestra giovanile polacca Sinfonia Juventus diretta da Massimiliano Caldi in diretta streaming su YouTube in una serata organizzata in collaborazione con l’Istituto di Cultura Italiana di Varsavia.

Informazioni

Concerto: https://www.comunalegiuseppeverdi.it/news/gmjoradio3

Rai: https://www.raiplayradio.it/articoli/2021/02/Rai-Radio-Articolo-Item-a0e22487-860a-4eea-bce0-40b998b215e0.html
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Maurizio Baglini
Pianista visionario, con il gusto per le sfide musicali, Baglini ha un’intensa carriera concertistica.
Vincitore a 24 anni del “World Music Piano Master” di Montecarlo, si esibisce regolarmente all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, al Teatro alla Scala di Milano, al Teatro San Carlo di Napoli, alla Salle Gaveau di Parigi, al Kennedy Center di Washington ed è ospite di prestigiosi festival, tra cui La Roque d’Anthéron, Yokohama Piano Festival, Australian Chamber Music Festival, Festival Pianistico Internazionale di Bergamo e Brescia.
La sua vasta produzione discografica per Decca/Universal comprende musiche di Liszt, Brahms, Schubert, Domenico Scarlatti, Mussorgsky, la collana Live at Amiata Piano Festival e i primi 5 cd dell’integrale pianistica di Schumann.
È tra i pochi virtuosi al mondo a eseguire la “Nona Sinfonia” di Beethoven nella trascendentale trascrizione pianistica di Liszt e nel 2020 ha superato la cifra record di cento esecuzioni dal vivo di questo vertiginoso capolavoro per tastiera.
Ha dato vita al progetto “Web Piano” nel quale le sue interpretazioni dal vivo sono accompagnate dalle videoproiezioni dell’artista Giuseppe Andrea L’Abbate.
Forma un duo stabile con la violoncellista Silvia Chiesa, con la quale ha all’attivo oltre 250 concerti in tutto il mondo.
È il direttore artistico dell’Amiata Piano Festival e il consulente artistico per la musica e la danza del Teatro Comunale “Verdi” di Pordenone.
Nel 2019 è stato nominato Socio Onorario dell’Aiarp, l’Associazione Italiana Accordatori e Riparatori di Pianoforti.
Suona un grancoda Fazioli.

Informazioni
Concerto: https://www.comunalegiuseppeverdi.it/news/gmjoradio3
Rai: https://www.raiplayradio.it/articoli/2021/02/Rai-Radio-Articolo-Item-a0e22487-860a-4eea-bce0-40b998b215e0.html

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Venerdì 26 febbraio secondo appuntamento della Lectura Dantis on-line organizzata dal CERSIM e curata dall’attore Andrea Manferlotti

Venerdì 26 febbraio 2021, alle ore 20.15, secondo appuntamento con il progetto dal titolo “Per Verba ad Astra” – Lectura Dantis on-line nei luoghi più suggestivi del centro storico di Napoli, progetto dedicato al 700° anniversario dantesco, curato da Andrea Manferlotti e affidato alla consulenza artistica ed alla programmazione musicale di Ferdinando de Martino  e Gabriella Romano, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e di Legambiente Campania
Dopo una breve diretta sulla pagina Facebook del Centro di Musica da Camera CERSIM (https://www.facebook.com/cersim.musica), verrà condiviso lo streaming del video realizzato in questi giorni nella chiesa della Graziella  sul Purgatorio di Dante, in una personale rilettura dell’attore Andrea Manferlotti.
Di grande interesse è il commento musicale al testo, affidato a Ferdinando de Martino  e Gabriella Romano, che suoneranno un insolito gruppo di strumenti, formato da un set di campane tibetane, un’arpa da tavolo, il Bodran, un paio di cembali e l’ocean drum, e canteranno a cappella.
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Andrea Manferlotti
Attore e regista diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica del Teatro Bellini di Napoli.
Si forma lavorando tra palcoscenico, radio, televisione, cinema e cabaret col quale poi conquista diversi riconoscimenti tra cui l’ambito “Premio Massimo Troisi”.
Nel corso della sua carriera ha affrontato classici quali Alfieri, Aristofane, Goldoni, Moliere e numerosi Shakespeare lavorando con i più diversi registi, non dimenticandosi mai delle origini che hanno radici nel teatro comico classico della sua Napoli tra Scarpetta, Petito e Viviani.
Dal ’98 al ’08, durante i primi dieci anni di carriera teatrale evolutasi passo dopo passo fino alle regie, l’insegnamento, la produzione, ecc., matura la consapevolezza delle proprie corde e di ciò che più l’appassiona: lo spettacolo in forma di voce e musica.
Sin dalle prime regie come “Cirano” e “Romeo & Giulietta” rispettivamente nel ’03 e ’04, s’accende l’interesse per un teatro di sonorità, l’unica via percorribile per toccare l’anima e smuoverne la sensibilità, l’unico modo capace di veicolare le emozioni . Si dedica alla ricerca d’un modo diverso di proporre il testo per restituirne, mediante i colori della vocalità e della musica, il senso nel testo contenuto e le diverse emozioni che le parole evocano.
Sposa senza indugio l’idea di restituire un testo attraverso toni e tempi della voce, strumento che diventa esso stesso il colore, il sentimento, l’emozione e il senso contenuto nelle singole parole.
Dal ’08 ad oggi, dedica il successivo decennio della carriera e della vita a sviluppare, produrre ed eseguire spettacoli che possano condurre su questa strada, impiegando molti anni quasi esclusivamente nello studio della voce e delle sue potenzialità seguendo un personalissimo percorso.
La passione profondamente coltivata, matura, s’evolve e prende forma quando dà vita alla sua Alioopere con cui produce il cd-audiolibro “Manfred: d’amore morte e d’altri demoni” da Lord Byron.
Diviene poi direttore artistico delle rassegne “Teatro in biblioteca ’07: messinscene al leggìo” e “Teatro d’ascolto ’08: brani di letteratura moderna per voce e musica”.
Per ognuna realizza tre diverse mise-en-espace e il progetto cui s’è intensamente dedicato nel tempo supera entrambe le prime prove.
Realizza in seguito spettacoli in forma di reading per voce ed orchestra da camera come: “Novecento” “Il dottor Jekyll” “Concertando Dante: ascolti (di)versi” “Filippo Giordano Bruno: dell’altro oltre il fuoco” “Mefistofele tra le rime” (quest’ultimo per le celebrazioni dell’anno boitiano) e numerosi altri.
Tutto questo, ha origine in virtù del fortunato incontro nel ’06 col Maestro compositore Ferdinando de Martino, incontro che rende possibile concretizzare l’idea grazie alla sua opera in forma epistolare “Le Ali del Simurgh” concerto per voce recitante e orchestra da camera, primo vero passo di un successivo lungo cammino ormai ultradecennale.

Centro di Musica da Camera CERSIM
L’associazione culturale CERSIM attiva da anni nel recupero e la valorizzazione del patrimonio, recentemente si è costituita quale nuovo centro di musica da camera adottando come sede concertistica principale la chiesa monumentale della Graziella, riaperta al pubblico grazie all’interessamento del M° de Martino e dei suoi collaboratori.
L’associazione conta sull’apporto di studiosi ed esperti in campo artistico e letterario ed ospita nelle sue sedi eventi e corsi di perfezionamento di alto profilo.
Molte le scuole ed associazioni che affiancano il CERSIM come partner, tra di esse: Miradois Onlus, Emme Musica, Associazione Malibran, Volontari Touring, Club Unesco di Napoli, Conservatorio di S. Pietro a Majella, Händel House di Londra ed Associazione Dissonanzen.

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Il piacevole e convincente “Sisifo” di Seghedoni inaugura la rassegna “Musiche da Favola” al Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena

Ancora oggi, quando si parla di un lavoro che richiede molte energie e si rivela inutile, si usa l’espressione “fatica di Sisifo”, riferendosi ad una figura tratta dalla mitologia greca, fondatore e re di Corinto, forse anche padre di Ulisse.
Sisifo, infatti, venne condannato per volere divino, a far rotolare eternamente un grande masso dalla base alla vetta di una montagna che, una volta giunto in cima, ricadeva, tornando al punto di partenza e rendendo vano ogni sforzo.
Una punizione seguita al riuscito tentativo di beffare Ade e Persefone, divinità preposte a controllare le anime abitatrici degli Inferi (il primo a tempo pieno, la seconda solo nella stagione autunno-invernale), mediante uno stratagemma che gli permise di ritornare per un discreto lasso di tempo nel mondo dei vivi, una volta morto, con la complicità della moglie Merope.
La vicenda è stata recentemente riproposta dal compositore Stefano Seghedoni grazie a “Sisifo”, melologo commissionato e prodotto dalla Fondazione Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena, che ha aperto la rassegna in streaming “Musiche da Favola”.
La parte teatrale era affidata ad un terzetto appartenente a Čajka – Teatro d’Avanguardia Popolare, formato dal regista Riccardo Palmieri (direttore artistico del gruppo), e dalle voci recitanti di Laura Tondelli e Athena Pozzati, mentre quella strumentale si avvaleva di Federica Cipolli (pianoforte) e Silvia Torri (clarinetto e clarinetto basso).
Riguardo al testo, adattato dal già citato Palmieri attingendo alle fonti classiche, siamo stati catapultati nel nostro passato di giovanissimi studenti, quando la lettura consigliata, per introdurci ai miti della Grecia classica, era l’allora famoso “Storie della storia del mondo” di Laura Orvieto.
Il Sisifo disegnato da Palmieri, dopo essersi guadagnato con l’inganno una seconda vita, se la gode fino in fondo e morirà di vecchiaia (la prima vita gli era stata tolta repentinamente da Zeus in persona, dopo che si era intromesso in una delle numerose avventure extraconiugali del capo di tutte le divinità).
Il personaggio diventa, quindi, un simpatico filibustiere, che si distacca nettamente dall’immagine mitologica, tesa ad evidenziare un’astuzia sfociante in una mancanza di scrupoli, meritevole quindi della punizione divina.
Una visione che si discosta anche da quella di eroe romantico, che identifica il destino dell’Uomo, alla quale Camus affidò addirittura un saggio intitolato “Il mito di Sisifo”.
In realtà Sisifo agisce secondo un tornaconto personale, e del resto dell’umanità non gli interessa assolutamente niente (non possiamo paragonarlo, ad esempio, con Prometeo, da qualcuno indicato come suo padre) per cui, alla fine del melologo, si ha la netta sensazione che riuscirà a venir fuori anche da questa situazione incresciosa, eterna solo in apparenza.
Alla parte recitata fa da contraltare la musica del maestro Stefano Seghedoni, eseguita da un organico abbastanza inusuale (pianoforte e clarinetto), che supporta alla perfezione le varie fasi della vicenda, con un linguaggio moderno ma moderato, ed uno stile caratteristico che presenta vari riferimenti, come la cameristica francese del Novecento, note danze, quali il valzer che accompagna l’arrivo al palazzo di Ade e i falsi festeggiamenti della vedova per la morte del marito, o ancora il ritmo afro-americano del finale, che potremmo definire il “blues del macigno nero”.
Relativamente alle protagoniste, le voci narranti di Laura Tondelli e Athena Pozzati esaltano un testo quanto mai fluido e non privo di spunti divertenti e, con la loro vivacità, si contrappongono alla serietà, frutto di grande concentrazione, mostrata da Federica Cipolli (pianoforte) e Silvia Torri (clarinetto e clarinetto basso), ottime interpreti della parte musicale, il tutto a sostegno di un lavoro estremamente piacevole ed interessante, meritevole di entrare anche nei circuiti scolastici.

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Sabato 27 febbraio la rassegna online del Teatro Ristori di Verona propone “Beethoven – Liszt Nona Sinfonia – Dal Caos all’umanità del Cosmo” con Maurizio Baglini e Sandro Cappelletto

Prosegue la rassegna online del Teatro Ristori, coerentemente con il tema della Stagione in corso L’innovazione nella Tradizione, con una preziosa proposta dedicata al proprio affezionato pubblico.
Nuovo stimolante appuntamento per concludere il calendario della rassegna del mese di febbraio per sabato 27 sempre alle ore 17.00 con un originale spettacolo proposto in collaborazione con gli Amici della Musica di Verona.
In scena Dal Caos all’Umanità del Cosmo! Beethoven: Sinfonia n. 9 op. 125, trascrizione di Franz Liszt per pianoforte solo, con l’esecuzione di Maurizio Baglini al pianoforte e Sandro Cappelletto, testo e voce narrante.

Come rendere attuale il mito della Nona Sinfonia di Beethoven? Come renderlo contemporaneo ed emotivamente forte nella trascrizione per pianoforte solo di Franz Liszt? Possono 88 tasti e dieci dita sostituire un’orchestra sinfonica, un coro maschile, un coro femminile e quattro voci soliste? E con quale significato emozionale?
Per un direttore d’orchestra dirigere la beethoveniana Nona Sinfonia è quasi normale amministrazione.
Per un pianista è un record, trattandosi della micidiale trascrizione di Franz Liszt: dieci dita che riassumono la partitura per grande orchestra con quattro voci soliste e coro. L’artista dalle mani fatate che ormai ci ha abituato a imprese del genere, per di più a memoria, è Maurizio Baglini, virtuoso pisano che da buon sportivo (è anche un maratoneta) dice «è come salire in solitaria sull’Everest senza bombole d’ossigeno».

Sandro Cappelletto scrive una sorprendente drammaturgia che racconta una storia umana, cosmica, antropologica e politica: ogni movimento rappresenta dunque una tappa dell’esistenza della società che subisce evoluzioni continue.
Esempi di trascrizione al pianoforte e di ri-strumentazione si alterneranno alle fasi di questa storia avvincente e all’esecuzione integrale dei singoli movimenti della Sinfonia. Alla fine, sarà il pubblico a decidere se avrà ascoltato, assaporato e visto la Nona Sinfonia di Liszt o quella di Beethoven.

Per seguire i concerti sarà sufficiente collegarsi alla pagina Facebook del Teatro Ristori (https://www.facebook.com/www.teatroristori.org) o al canale YouTube (https://www.youtube.com/user/teatroristori).

Ufficio Comunicazione e Relazioni esterne
comunicazione@fondazionecariverona.org
Tel.: 045 805 7397

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Maurizio Baglini, pianoforte

Foto Davide Cerati

Pianista visionario, con il gusto per le sfide musicali, Maurizio Baglini ha un’intensa carriera concertistica.
Vincitore a 24 anni del “World Music Piano Master” di Montecarlo, si esibisce regolarmente all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, al Teatro alla Scala di Milano, al Teatro San Carlo di Napoli, alla Salle Gaveau di Parigi, al Kennedy Center di Washington ed è ospite di prestigiosi festival, tra cui La Roque d’Anthéron, Yokohama Piano Festival, Australian Chamber Music Festival, “Benedetti Michelangeli” di Bergamo e Brescia.
La sua vasta produzione discografica per Decca/Universal comprende musiche di Liszt, Brahms, Schubert, Domenico Scarlatti, Mussorgsky, la collana Live at Amiata Piano Festival e i primi 5 cd dell’integrale pianistica di Schumann.
È tra i pochi virtuosi al mondo a eseguire la “Nona Sinfonia” di Beethoven nella trascendentale trascrizione pianistica di Liszt e nel 2020 ha superato la cifra record di cento esecuzioni dal vivo di questo vertiginoso capolavoro per tastiera.
Ha dato vita al progetto “Web Piano” nel quale le sue interpretazioni dal vivo sono accompagnate dalle videoproiezioni dell’artista Giuseppe Andrea L’Abbate.
Forma un duo stabile con la violoncellista Silvia Chiesa, con la quale ha all’attivo oltre 250 concerti in tutto il mondo.
È il direttore artistico dell’Amiata Piano Festival e il consulente artistico per la musica e la danza del Teatro Comunale “Verdi” di Pordenone.
Nel 2019 è stato nominato Socio Onorario dell’Aiarp, l’Associazione Italiana Accordatori e Riparatori di Pianoforti.
Suona un grancoda Fazioli.

Sandro Cappelletto, musicologo
Scrittore e storico della musica, Sandro Cappelletto è nato a Venezia nella seconda metà del Novecento.
Laureato in Filosofia, ha studiato armonia e composizione con il maestro Robert Mann. Tra le sue principali pubblicazioni, la prima biografia critica di Carlo Broschi Farinelli (La voce perduta, EDT, 1995), un’analisi della Turandot di Puccini (Gremese Editore, 1988), una biografia di Beethoven (Newton Compton, 1986), un saggio su Gaetano Guadagni (Nuova Rivista Musicale Italiana, 1993), un’inchiesta politica sugli enti lirici italiani (Farò grande questo teatro!, DT 1996).
Esce nel 2006 Mozart – La notte delle Dissonanze (EDT), libro dedicato al misterioso Adagio introduttivo del Quartetto per archi K 465.
Per la Storia del teatro moderno e contemporaneo (Einaudi, 2001) ha scritto il saggio Inventare la scena: regia e teatro d’opera.
Nel 2002, con Pietro Bria, dà alle stampe Wagner o la musica degli affetti (Franco Angeli), raccolta di riflessioni e interviste di Giuseppe Sinopoli, di cui nel 2006 cura Il mio Wagner – il racconto della Tetralogia (Marsilio).
Nel 2008 l’Accademia Perosi di Biella pubblica L’angelo del Tempo, volume dedicato al Quartetto per la fine del Tempo di Olivier Messiaen.
È autore di programmi radiofonici e televisivi (crea la trasmissione di Rai-Radio Tre Momus, realizza per Rai 3 un film televisivo su Maurizio Pollini, scrive e conduce per Rai 5 il programma Inventare il tempo).
Nel 2010, nata per Daniela Mazzucato e Marco Scolastra, va in scena La Padrona di casa, pièce dedicata alla relazione tra George Sand e Fryderyk Chopin.
I suoi libretti per il teatro musicale sono nati dalla collaborazione con significativi compositori italiani, tra i quali Claudio Ambrosini, Daniele Carnini, Luca Lombardi, Azio Corghi.
Intensa la collaborazione con Matteo D’Amico.
Con Fausto Sebastiani scrive Il paese degli uomini integri (2017), melologo dedicato alla memoria del presidente del Burkina-Faso Thomas Sankara.
Per la musica di Michelangelo Lupone dà vita a ‘Nkodi (Mio figlio è un feticcio) – Cantata per i bambini accusati di stregoneria (2018).
Anche in queste occasioni è interprete in scena dei propri testi.
Esce nel 2014 Da straniero inizio il cammino – Schubert, l’ultimo anno (Accademia Perosi), volume dedicato all’estremo periodo creativo di Schubert.
Nel 2016 il Saggiatore pubblica I quartetti per archi di Mozart.
Le voci del violoncello (ETS) esce nel 2017.
Cura ed è direttore scientifico del volume Musica per la collana Il contributo dell’Italia alla storia del pensiero (Treccani, 2018)
Su invito di Giuseppe Sinopoli ha diretto il settore drammaturgia e didattica del Teatro dell’Opera di Roma.
Accademico dell’Accademia Filarmonica Romana, ne è stato direttore artistico dal 2009 al 2013.
Giornalista professionista, scrive per il quotidiano La Stampa. Dirige Studi verdiani.
É Accademico di Santa Cecilia.

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Dal 25 febbraio online “All’opera con Verdi” terzo video-racconto del Baby BoFe’ 2021

All’opera con Verdi, il terzo video-racconto di Baby BoFe’- Bologna Festival, è online dal 25 febbraio.
Visibile in streaming gratuito nel sito http://www.bolognafestival.it e sui canali Facebook e Instagram del festival (@BolognaFestival @Bolognafestivalofficial), All’opera con Verdi è dedicato al pubblico dei più piccoli.
Con gli interludi musicali eseguiti dal Trio Eccentrico e la voce narrante di Gabriele Ferrara, si entra nell’affascinante mondo del teatro d’opera: per i bambini sarà un gioco scoprire come è nato il famosissimo coro “Va, pensiero” del Nabucco o immergersi nell’antico Egitto dell’Aida, sulle note della celebre marcia trionfale.

I Racconti Musicali di Baby Bofe’ sono realizzati in coproduzione con Alternative Group e con il sostegno di ALFASIGMA e ILLUMIA.

Paola Soffià
Ufficio Stampa Bologna Festival
stampa@bolognafestival.it
tel. 051 6493397
cell. 3287076143

Associazione Bologna Festival onlus
Via delle Lame 58 – 40122 Bologna
www.bolognafestival.it

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Trio Eccentrico
Massimo Ghetti (flauto), Alan Selva (clarinetto) e Javier Adrian Gonzalez (fagotto) iniziano a suonare in trio nel 2001.
Hanno frequentato i corsi di musica da camera per fiati tenuti dal Quintetto Bibiena all’Accademia Chigiana di Siena e si sono aggiudicati il primo premio al Concorso Musicale Internazionale Città di Vignola (Modena) come miglior formazione cameristica.
Il Trio Eccentrico è oggi una realtà consolidata nel panorama musicale nazionale ed internazionale, ospite delle principali istituzioni musicali.
L’ensemble, che spesso si presenta in formazione allargata con il cornista Benedetto Dallaglio, ha dedicato molta attenzione al repertorio operistico rivisitato per questo tipo di formazione.
Ne sono nati spettacoli teatrali come “Pillole d’Opera” o concerti giocosi come “Opera a perdifiato” e “Gioachino, maestro di cucina” in collaborazione con il cantante Noris Borgogelli.
Con gusto e versatilità il trio affronta il repertorio originale per ensemble di fiati, trascrizioni o riduzioni per armonie di fiati di vario genere, lavorando con musicisti jazz come il percussionista Marco Zanotti o con attori come il comico Duilio Pizzocchi.
Di recente, insieme al chitarrista Daniele Faraotti, hanno realizzato Experience Excentrique, concerto-spettacolo che percorre i sentieri sonori del Novecento, da Igor Stravinsky a Frank Zappa, dai Gentle Giant ad Edgard Varèse.

Gabriele Ferrara
Interessato alla danza e alla musica sin da piccolo, ha studiato danza classica e moderna e, successivamente, tromba e trombone al Conservatorio di Foggia.
Ha frequentato la Scuola di Mimo Corporeo “Icra Project” del Teatro Stabile di Napoli e si è diplomato alla Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”.
Ha lavorato in ambito pubblicitario partecipando a spot per Bmw, Iberia, Persol, Yamaha e in quello televisivo interpretando il ruolo di Piero nella soap Un posto al sole (2014-2017).
In campo teatrale ha preso parte a diverse produzioni liriche del Teatro San Carlo di Napoli e del Teatro Comunale di Bologna, oltre ad aver collaborato agli spettacoli musicali “La casa dei suoni”, “Il mondo di Leonardo” e “Classica Play List” della rassegna di musica classica per bambini Baby BoFe’.

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Da domenica 28 febbraio e per tutta la settimana successiva su Classica HD appuntamento con il recital di Maria Grazia Schiavo e Maurizio Iaccarino “Passeggiate Amorose da Napoli a Parigi”

A partire dal 21 febbraio Classica HD (Sky, canale 136) sta trasmettendo tutte le domeniche mattina, dalle ore 9.30, ed in replica tutta la settimana successiva, un concerto della Stagione “Silenzio in sala a tempo di Musica”, un nuovo progetto musicale ideato e realizzato dal Comitato nazionale Amur (Associazioni MUsicali in Rete).

Domenica 28 febbraio 2021, alle ore 9.30, sul canale 136 di SKY, e in replica per tutta la settimana successiva appuntamento con il recital di Maria Grazia Schiavo e Maurizio Iaccarino “Passeggiate Amorose da Napoli a Parigi”.

Il 1° gennaio 2021 ha preso il via, dal Teatro Regio di Parma, una nuova rassegna, ideata dal fotografo Daniele Ratti, dal titolo “Silenzio in sala a tempo di Musica”, che coinvolge alcune tra le più prestigiose istituzioni concertistiche italiane: Amici della Musica di Padova, Associazione Alessandro Scarlatti di Napoli, Associazione Ferrara Musica, Associazione Musicale Etnea, Associazione Musicale Lucchese, Associazione Siciliana Amici della Musica, Fondazione La Società dei Concerti di Milano, Fondazione Musica Insieme di Bologna, Fondazione Perugia Musica Classica Onlus, Marche Concerti, Società dei Concerti di Parma, Società dei Concerti di Trieste, Società del Quartetto di Milano e Società del Quartetto di Vicenza.

Ognuna di queste realtà, coordinata dal Comitato AMUR con il sostegno di Poste Italiane e ITSRIGHT, ha organizzato un concerto esclusivo, realizzato a porte chiuse, filmato e reso gratuitamente disponibile sul portale http://www.comitatoamur.it.
Un progetto nato per sfidare l’attuale momento di crisi per il mondo dello spettacolo, proponendosi anche come un utile volàno per la promozione culturale e turistica del territorio.
Il fotografo Daniele Ratti immortala ciascun concerto con un’unica immagine, il cui processo di impressione dura per tutto il concerto e sarà visibile al pubblico. In questo modo il linguaggio della musica si fonde con quello della fotografia e dà vita a un’esperienza multimediale dal forte impatto emotivo.

Classica HD, in collaborazione con il Comitato AMUR, renderà nuovamente fruibili i concerti con una programmazione settimanale: a partire dal 21 febbraio, ogni domenica mattina dalle ore 9.30 ed in replica tutta la settimana successiva, i telespettatori potranno vedere e ascoltare i 14 concerti della Stagione “Silenzio in sala a tempo di Musica”, che saranno per l’occasione introdotti da un’intervista, curata da Silvia Corbetta, ai diversi rappresentanti delle istituzioni musicali di volta in volta coinvolte.

Classica HD è un’emittente televisiva italiana interamente dedicata alla musica classica, in onda sul canale 136 della piattaforma Sky Italia.
Classica HD trasmette ininterrottamente ogni giorno 24 ore su 24, con un palinsesto che abbraccia opere liriche, concerti, musica da camera, danza classica e moderna, approfondimenti, documentari, film, speciali, jazz, musica di confine e molto altro ancora.

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Stefania Altomare in finale regionale al Sanremo Rock & Trend

Stefania Altomare, cantautrice, chitarrista e producer Indipendente, scelta direttamente dalla commissione artistica di Sanremo Rock & Trend si esibirà tra gli 8 finalisti Regionali della 34esima edizione del più longevo contest per emergenti della scena rock.

La mail di ammissione al Live Tour recitava così:
A fronte di oltre dodicimila richieste di Iscrizione “[…] l’ufficio collegio direzionale e direzione artistica e casting di Sanremo Rock, ascoltando e visionando il materiale da Voi inviato […] ha reso favorevole la Vs. partecipazione al Festival […] ammettendovi direttamente tra gli 8 finalisti alle finali Regionali CAMPANIA (denominate “Live Tour Sanremo Rock”) in quanto il materiale è stato definito di spessore artistico, culturale molto elevato, ed originale.
Queste parole” ci racconta la Altomare “ mi hanno colta di sorpresa, di piacevole sorpresa, e mi riempiono di orgoglio! E’ un motivo in più per dare il meglio che posso e per portare le mie canzoni ad un numero di persone sempre più grande. Spero di riuscire a far questo proprio attraverso Sanremo Rock & Trend, perché è un contest in cui ho sempre creduto!”.

Sanremo Rock & Trend, nato negli anni ‘80 come “costola” del più famoso Festival della Canzone italiana, ha portato al successo artisti come i Litfiba, Ligabue.
Le finali si terranno al Teatro Ariston di Sanremo in settembre.

Stefania Altomare ha iniziato a scrivere testi e musiche delle sue canzoni e a suonare la chitarra da giovanissima, ha lavorato come corista e ha poi iniziato a far conoscere la sua musica con band di propria formazione.
Ha partecipato a programmi televisivi (“Popstar”, “Bande Sonore”, “Roxy Bar” di Red Ronnie ) e alle principali manifestazioni per Emergenti.
In alcune memorabili occasioni ha aperto i concerti di Edoardo Bennato ed Enrico Ruggeri, Niccolò Fabi (“Solo un uomo tour”), Almamegretta e Gio Di Tonno, con il quale ha inciso un brano originale in studio e collaborato on stage per un mini tour al centro-sud dello Stivale (2005).
Calabrese di origine e Campana d’adozione Stefania Altomare ha suonato nei locali di tutta Italia, tenuto concerti in Svizzera , Grecia , Gran Bretagna con un repertorio di inediti e cover; si occupa in prima persona della produzione e degli arrangiamenti delle sue canzoni, che pubblica online come Indipendente.
Il suo primo singolo da solista “A Time for Everything” è stato selezionato dallo staff del Roxy Bar di Red Ronnie per la Compilation della manifestazione “Live Mi” nel marzo 2010.
Fu la sua prima pubblicazione online.
Il suo brano più ascoltato su Spotify , “E’ Solo Così” , è un invito a lasciare indietro le ansie e le paure per andare incontro alla crescita interiore ed è anche il suo primo singolo da solista in lingua italiana (Ottobre 2020).
Le Canzoni di Stefania Altomare sono in rotazione continua su oltre 50 tra emittenti Radio e Tv nazionali ed estere.
Nel Gennaio 2020 ha presentato il suo repertorio di brani originali nel programma “Ticket To Ride” di Ugo Coccia su Rai Radio Live.
In scaletta le canzoni più significative del suo percorso artistico da solo-act.
Il concerto acustico è disponibile come Podcast su Rai Play

Official Blog: https://stefaniaaltomaremusic.blogspot.it
Pagina Fb: https://www.facebook.com/stefaniaaltomaresounds
Instagram: https://www.instagram.com/stefaltomare

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Sabato 20 febbraio la rassegna “I Concerti di Golfo Mistico al Chiatamone” ospita il duo formato dal soprano Samantha Sapienza e dalla pianista Nadia Testa

Sabato 20 febbraio, alle ore 18, dalla chiesa delle Crocelle a via Chiatamone, prosegue in streaming la rassegna I Concerti di Golfo Mistico al Chiatamone con il recital del duo composto dal soprano Samantha Sapienza e dalla pianista Nadia Testa.

In programma musiche di Verdi, Puccini, Mascagni

Link youtube del concerto: https://youtu.be/WqKuiWbuei0.

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/concertimusicadacamera

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“Agar et Ismaele esiliati”, primo oratorio di Alessandro Scarlatti, chiude in grande stile la rassegna “Scarlatti live in streaming 2021”

I capitoli 16 e 21 del libro della Genesi sono incentrati sugli eventi legati ad Abramo e sua moglie Sara.
La coppia, giunta ormai in età avanzata, ha la certezza di non poter avere figli, anche se le promesse divine al proposito risultano diverse, per cui Sara consiglia ad Abramo, per proseguire la discendenza, di sposare la schiava Agar (pratica all’epoca ammessa e regolamentata da due articoli del codice di Hammurabi).
Dall’unione fra Abramo e Agar nasce Ismaele e, ben presto, Sara si accorge che la sua idea non è stata proprio delle migliori, in quanto la schiava si trova ora in una posizione privilegiata e inizia ad accampare legittime pretese relative alla futura eredità.
Nel frattempo, adempiendosi il volere di Dio, dà anche lei alla luce un figlio, per cui si riappropria del primato familiare e, preoccupata per un’eventuale divisione dei beni nel caso Abramo morisse, impone al marito di cacciare Agar ed Ismaele.
I due vengono quindi allontanati da Abramo, molto dispiaciuto ma nel contempo rassicurato da Dio sul loro futuro, che li rifornisce con una piccola scorta di viveri e un otre d’acqua.
Agar ed Ismaele si perdono però nel deserto, e sarebbero destinati a morire di sete, se non intervenisse provvidenzialmente un angelo, che li guida verso una fonte alla quale potranno abbeverarsi e riuscire quindi a sopravvivere.
Nel complesso una vicenda straordinariamente attuale, sia per quanto riguarda una dinamica affine alla cosiddetta “maternità surrogata”, sia perché, secondo la tradizione, Ismaele è considerato il capostipite del popolo Arabo, mentre da Isacco, naturalmente, discende il popolo Ebreo, con tutti i conseguenti forti attriti che ancora oggi caratterizzano i rapporti fra le due etnie.
La vicenda fu utilizzata dal letterato Giuseppe Domenico de Totis, componente di alcune accademie romane, per scrivere il libretto dell’oratorio a cinque voci “Agar et Ismaele esiliati”, con il quale Alessandro Scarlatti nel 1683 diede il suo primo contributo a tale genere.
La data coincide con la partenza di Scarlatti da Roma, alla volta di Napoli, dove giunse al seguito del viceré Gaspar de Haro y Guzmán, marchese del Carpio, per cui non si sa se, prima di conoscere rifacimenti e cambi di titolo in tempi successivi, l’oratorio venne effettivamente eseguito quell’anno nella città capitolina, anche perché non esistono copie stampate, ma un unico manoscritto conservato nella Biblioteca Nazionale di Vienna.
L’oratorio è stato proposto a chiusura della prima stagione in streaming dell’Associazione Alessandro Scarlatti, affidandolo ad un quintetto di solisti, formato dai soprani Valeria La Grotta (Sara), Giulia Lepore (Ismaele) e Francesco Divito (Angelo), dal contralto Aurelio Schiavoni (Agar) e dal basso Roberto Gaudino (Abramo), accompagnati dalla Cappella Neapolitana, a sua volta costituita dai violini primi Alessandro Ciccolini (primo violino), Patrizio Focardi e Massimo Percivaldi, dai violini secondi Marco Piantoni, Nunzia Sorrentino e Giuseppe Guida, da Rosario Di Meglio (viola), Jorge Alberto Guerrero (violoncello), Giorgio Sanvito (contrabbasso), Luigi Trivisano (clavicembalo), Angelo Trancone (organo) e Pierluigi Ciapparelli (tiorba), il tutto sotto la direzione di Antonio Florio.
Il risultato finale è di altissimo livello, grazie ad un ensemble che dal 1987 (e fino al 2016),  con il nome di “Cappella della Pietà de’ Turchini”, ha portato i fasti della musica barocca in giro per il mondo, e a cantanti che hanno fornito un’ottima prova, calandosi perfettamente nei rispettivi ruoli.
Così l’Abramo di Roberto Gaudino, visibilmente costretto a scelte abbastanza contrarie alla sua indole, cedeva nei confronti di una determinatissima e impietosa Sara, ben disegnata da Valeria La Grotta, mentre Agar (Aurelio Schiavoni) e Ismaele (Giulia Lepore), assoluti protagonisti di tutta la seconda parte, erano accompagnati dalla simpatia del librettista nei loro confronti, sostenuta soprattutto nel presentare la schiava come una mamma premurosa, assolutamente disinteressata alla eventuale condivisione del patrimonio.
Ultima, ma non meno importante, la presenza di Francesco Divito, angelica sotto tutti i punti di vista.
Ricordiamo, infine, il breve ed esauriente intervento che ha preceduto il concerto, curato dal musicologo e docente di fama internazionale Dinko Fabris, stretto collaboratore del maestro Florio e consulente per le ricerche musicologiche della Cappella Neapolitana, fin dalla sua fondazione, nonché direttore del Master di musica antica del Conservatorio di Napoli, voluto da Florio e strettamente legato anche allo ScarlattiLab barocco, iniziativa dell’Associazione Alessandro Scarlatti, giunta al decimo anno, che si avvale della direzione artistica di entrambi.
In conclusione un finale degno di una rassegna che ci ha accompagnato in questi primi due mesi del 2021, purtroppo obbligatoriamente in streaming, con l’augurio di ritornare quanto prima ad ascoltare la musica nei luoghi preposti e non esclusivamente da casa.

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E’ in rete il bando per partecipare al Sannio Festival della Voce e della Canzone Napoletana organizzato dal Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento

Confortati dal consenso ricevuto nell’ottobre del 2019 con la due giorni, Viaggio nella Storia, dedicata alla canzone napoletana, il Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento, sede del corso di Laurea di Primo e Secondo Livello “Canto Canzone Classica Napoletana”, organizza la I edizione del Sannio Festival della Voce e della Canzone Napoletana che si terrà nei giorni 29, 30 e 31 ottobre 2021.
Sono richieste canzoni inedite e mai eseguite che dovranno contenere almeno una o più frasi in lingua napoletana.
L’iscrizione è anonima e gratuita.
Fra tutti i brani pervenuti entro il 22 giugno c.a., una commissione specializzata selezionerà 20 semifinalisti.
Sono previsti diversi premi e la commissione giudicatrice sarà formata da musicisti e docenti.

E’ possibile scaricare regolamento e moduli d’iscrizione al seguente link:
https://www.conservatorio.bn.it/test/documenti/sannio%
20festival/Regolamento%20Sannio%20festival.pdf

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