La clavicembalista Enza Caiazzo trae dall’oblio alcuni autori attivi a Napoli nel Seicento e nel Settecento

Nuovo appuntamento, nella Sala del Toro Farnese del Museo Archeologico Nazionale, con la II edizione del Festival Barocco Napoletano, rassegna organizzata dal dott. Massimiliano Cerrito e affidato alla direzione artistica del maestro Giovanni Borrelli.
Ospite del terzo concerto è stata la clavicembalista Enza Caiazzo, che ha proposto brani di Trabaci, Mayone, Durante e Bach.
A parte quest’ultimo, tutti gli altri rappresentano oggi autori poco noti o completamente sconosciuti, nonostante ai loro tempi conobbero una grandissima fama.
Ad esempio il molisano Giovanni Maria Trabaci (1575-1647), del quale abbiamo ascoltato, in apertura, la Canzona franzesa IV (dal Libro I di Ricercate, canzone francese, capricci, ecc., 1603), giunse a Napoli nel 1594, dove fece parte del coro della chiesa dell’Annunziata.
Divenne poi organista titolare dell’oratorio dei padri Filippini (oggi compreso nel complesso monumentale dei Girolamini) ed infine fu il primo italiano ad essere nominato maestro della Reale Cappella nel 1614, alla morte del franco-fiammingo Jean de Macque, suo docente in gioventù.
Va ancora aggiunto che il suo stile precorse quello di Frescobaldi ma, a fronte di questo, nella città dove fu attivo dal 1594 al 1647, vi è oggi un’unica istituzione a lui dedicata, l’Associazione Organistica Giovanni Maria Trabaci, costituita nel 2006 dal maestro Mauro Castaldo.
Anche il napoletano Ascanio Mayone (1570?-1627) raggiunse una discreta fama e la sua biografia si interseca con quella di Trabaci in quanto, non solo studiò con Jean de Macque ma ricoprì importanti ruoli nella chiesa dell’Annunziata, a partire dal 1593.
Alla sua produzione apparteneva la Toccata II dal I Libro di “Diversi Capricci per sonare”, raccolta in due volumi pubblicati a Napoli, rispettivamente nel 1603 e nel 1609, contenenti brani che anticipavano la stagione più significativa del barocco.
Con un salto nel Settecento, si approdava a Francesco Durante (1684-1755), nativo di Frattamaggiore, che entrò da bambino nel Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo come allievo di Gaetano Greco, per poi studiare con Alessandro Scarlatti presso il Conservatorio di Sant’Onofrio a Porta Capuana.
Figura quasi leggendaria di docente, le cui composizioni si diffusero in tutto il mondo musicale dell’epoca e sono ancora reperibile nelle biblioteche di mezza Europa, Durante ebbe come allievi compositori del calibro di Jommelli, Pergolesi, Paisiello, Piccinni e Traetta, ricoprendo ruoli prestigiosi sia nel Conservatorio di Sant’Onofrio a Porta Capuana, sia nel Conservatorio di Santa Maria di Loreto.
A differenza di gran parte dei suoi studenti, non scrisse alcuna opera (tranne dei cori per la tragedia Flavio Valente), ma moltissima musica sacra ed anche brani per strumenti a tastiera come la Toccata e Fuga in re minore proposta nel concerto.
Chiusura nel segno di Johann Sebastian Bach con la Toccata in mi minore BWV 914 e la Partita n. 1 in si bemolle maggiore BWV 825.
Il primo è un lavoro che potrebbe essere stato scritto a Lüneburg, Weimar, Arnstadt o Mühlhausen, dove il grande compositore soggiornò in gioventù, in un periodo compreso fra il 1700 ed il 1708, ed ha in sé un mistero difficilmente risolvibile, in quanto la fuga conclusiva risulta identica a quella ritrovata a Napoli in un manoscritto di anonimo.
Relativamente alla Partita n. 1, venne stampata in diverse copie da Bach, a proprie spese, per essere venduta alla Fiera degli Editori di Lipsia nel 1726 e, fino al 1730, sempre in occasione di tale manifestazione, ne pubblicò sei, raggruppandole poi nel 1731, in quello che divenne il primo dei quattro volumi da lui chiamati Clavier-Übung (Esercizi per la tastiera).
Dal punto di vista musicale, la Partita contiene un preludio, seguito da una successione di danze, per cui potrebbe anche essere considerata una Suite (i due termini, in realtà, erano all’epoca utilizzati indifferentemente).
Veniamo quindi all’ottima protagonista, Enza Caiazzo che, oltre ad evidenziare la sua consueta bravura, contraddistinta da un solido rigore interpretativo, ha avuto l’ulteriore merito di proporre un programma ben congegnato, volto al recupero di autori costretti ad un immeritato oblio.
Un destino al quale non sarebbe sfuggito nemmeno Bach, senza l’intervento di Mendelssohn, che nel 1829 allestì a Berlino la Passione secondo Matteo, riportandola in vita dopo un letargo di quasi un secolo, dando nel contempo inizio, quasi 80 anni dopo la morte del grande compositore, alla cosiddetta “Bach Renaissance”.
Pubblico numerosissimo ed entusiasta, che ha chiesto ed ottenuto un bis, consistente nella Sonata K. 239 di Domenico Scarlatti, ricca di risonanze spagnole, che ha chiuso con brio un recital di altissimo livello.

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Dal 27 febbraio torna “La Traviata” al Teatro di San Carlo

Sarà una Traviata particolarmente preziosa, quella allestita dal Teatro di San Carlo, per la regia di Lorenzo Amato, diretta da Daniel Oren, in scena da martedì 27 febbraio (ore 20.00, repliche fino a domenica 4 marzo).
Una Traviata che oltre all’originalità della chiave di lettura adottata dal regista, avrà una messa in scena che richiama direttamente la più alta tradizione pittorica ottocentesca.
Infatti le scene di Ezio Frigerio sono interamente dipinte a mano, realizzate dai Laboratori artistici del Teatro San Carlo.
Nessuna costruzione o derivazione da fonti digitali, solo altissimo artigianato dove il confine con l’arte è assai labile.
Ci racconta Frigerio: “Abbiamo voluto riprodurre uno spettacolo senza artifici avveniristici, senza proiezioni, scegliendo una scenografia dove tutto è affidato alle mani leggere ed eleganti di alcuni artisti, che non vedremo in palcoscenico ma che appassionatamente lavorano nei laboratori del San Carlo.  Senza di loro lo spettacolo sarebbe stato impossibile. La modernità sta solo nel semplice marchingegno della “pioggia”. Vera, di vera acqua che costantemente cade dovunque velando di malinconia l’atmosfera e segnando col suo fluire lento il trascorrere di questo dramma”.
Il cast vedrà alternarsi nel ruolo di Violetta Valéry Maria Mudryak, classe 1994, già Violetta al San Carlo nella stagione 2016-2017 e Francesca Dotto, recentemente sul palcoscenico dell’Opera di Roma per La traviata firmata da Sofia Coppola.
Alfredo Germont avrà il volto e la voce di Vincenzo Costanzo e Leonardo Cortellazzi e atteso ritorno è quello di Vladimir Stoyanov nei panni di Giorgio Germont (in alternanza con Fabian Veloz) mentre Giuseppina Bridelli sarà Flora.
Un Matador d’eccezione sarà Giuseppe Picone, direttore del Corpo di Ballo del San Carlo, che danzerà sulle coreografie di Giancarlo Stiscia.

Tutta incentrata sull’irreparabile fuga del tempo e sulla sofferenza, fisica e morale di Violetta, è la regia di Lorenzo Amato che afferma: “Concepire e mettere in scena La traviata non è stato un lavoro preparato a tavolino con lucida razionalità, piuttosto una riflessione sulla malattia, il tempo che scorre via inesorabile, l’amore, la violenza delle convenzioni sociali, l’ipocrisia, il sacrificio e infine la morte. Al centro dello spazio scenico, su un fondale trasparente come un vetro, la pioggia scorre implacabilmente per l’intera durata dello spettacolo, filtrando la visione delle grandi tele pittoriche che descrivono gli ambienti.  Un elemento che potrebbe essere visto come semplice metafora di una Parigi grigia, fredda e piovosa, ma che per me rappresenta molto di più: straniamento, allusione, stato d’animo, dolore, fino a quell’offuscamento della vista che le malattie particolarmente debilitanti provocano in ciascuno di noi”.

Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo.

La prova generale di domenica 25 febbraio (ore 18) è aperta al pubblico.
L’incasso della generale sarà devoluto al Museo delle Arti Sanitarie, Farmacia Storica degli Incurabili, nell’ambito del progetto “Il San Carlo per il sociale”
.

Ufficio Stampa
Tel. +39 081-7972301 /202
Fax +39 081-7972306
e-mail: ufficiostampa@teatrosancarlo.it
www.teatrosancarlo.it

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Bozzetto Frigerio per la Traviata

La Traviata
Opera in tre atti
libretto di Francesco Maria Piave dal dramma di Alexandre Dumas La dame aux camélias.
Direttori: Daniel Oren / Maurizio Agostini (3 marzo, ore 20)

Regia: Lorenzo Amato
Scene: Ezio Frigerio
Costumi: Franca Squarciapino
Luci: Fiammetta Baldiserri

Coreografia e Aiuto regia: Giancarlo Stiscia
Assistente alle scene: Riccardo Massironi
Assistente ai costumi: Anna Verde

Interpreti

Violetta, Maria Mudryak / Francesca Dotto (28/02 – 02/03 – 03/03 ore 20)
Alfredo Germont, Vincenzo Costanzo / Leonardo Cortellazzi (28/02 – 02/03 – 03/03 ore 20)
Flora Bervoix, Giuseppina Bridelli
Annina, Michela Petrino
Giorgio Germont, Vladimir Stoyanov / Fabian Veloz (28/02 – 02/03 – 03/03 ore 20)
Flora Bervoix, Giuseppina Bridelli
Gastone, Orlando Polidoro
Il barone Douphol, Roberto Accurso
Il marchese D’Obigny, Nicola Ebau
Il dottor Grenvil, Francesco Musinu
Matador, Giuseppe Picone / Giuseppe Ciccarelli (3/03)

Nuova Produzione del Teatro di San Carlo

Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo

Martedì 27 Febbraio 2018, ore 20 – Turno A
Mercoledì 28 Febbraio 2018, ore 20
Giovedì 1 Marzo 2018, ore 18 – Turno B
Venerdì 2 Marzo 2018, ore 20 – Turno C/D
Sabato 3 Marzo 2018, ore 16 e ore 20 – Fuori abbonamento
Domenica 4 Marzo 2018 ore 17 – Turno F

Maria Mudryak (Violetta Valéry)
Kazaka di nascita e naturalizzata italiana, nasce nel 1994. Inizia a studiare canto e pianoforte nella sua città natale, Pavlodar (Kazakistan), per poi frequentare il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano dove si diploma con il massimo dei voti all’età di 18 anni.
Partecipa a numerosi concerti in ambito internazionale, in Russia, Kazakistan, Germania, Polonia, Ucraina e Italia.
Nel 2013 è semifinalista al concorso Belvedere ad Amsterdam, finalista al concorso Benvenuto Franci a Pienza dove vince il Premio Progetto Giovani della Fondazione del Teatro Carlo Felice di Genova.
Nello stesso anno vince il secondo premio Voce femminile nonché il premio del pubblico al concorso lirico Magda Olivero.
È vincitrice del 65° Concorso per Giovani Cantanti Lirici d’Europa del Circuito AsLiCo e prende parte allo Young Singers Project del Festival Operistico di Salisburgo.
Nella scorsa stagione ha debuttato come Susanna ne Le Nozze di Figaro di Mozart al Teatro Carlo Felice di Genova.
Gli impegni recenti e futuri includono: Norina in Don Pasquale e Giulietta ne I Racconti di Hoffmann a Bergamo, Como, Cremona, Jesi, Pavia e Vilnius, Musetta ne La bohème a Ravenna, Vilnius e Mumbai e Mimì al Teatro d’Opera di Astana, si esibisce poi ne Le Nozze di Figaro al Petruzzelli di Bari e al San Carlo di Napoli, La Scala di seta a Liegi, La traviata per il Maggio Musicale Fiorentino, al Carlo Felice di Genova e al San Carlo di Napoli, Adina ne L’Elisir d’Amore a Ravenna e a Piacenza con la regia del Maestro Leo Nucci, La Vedova Allegra e Un Ballo in maschera a Pechino, Turandot a Shaanxi.
Prende parte ad una serie di concerti a Piacenza e Mantova, accanto al Maestro Leo Nucci.
Canta in Faust a Melbourne e Rigoletto a Liege.

Francesca Dotto (Violetta Valéry)
Nata a Treviso, consegue la maturità classica e si diploma in flauto traverso al Conservatorio di Bologna nel 2006. Nel 2007 intraprende lo studio del canto con il soprano Elisabetta Tandura e nel 2011 si classifica al primo posto al Premio nazionale delle arti indetto dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e si diploma con lode e menzione d’onore al Conservatorio di Castelfranco Veneto.
Nel 2012 è finalista al Concorso Voci Verdiane a Busseto, al Concorso Corradetti a Padova, vince il secondo premio al Concorso Callas a Verona e debutta al Teatro La Fenice a Venezia interpretando il ruolo di Musetta ne La bohème.
La stagione 2013 inizia con la ripresa della produzione de La bohème (Musetta) alla Fenice, prosegue con il debutto nel ruolo del titolo nella Lucrezia Borgia di Donizetti al Teatro Verdi di Padova e ne La traviata (Violetta) al Teatro Verdi di Sassari. Interpreta questo ruolo verdiano in alcuni teatri italiani e stranieri, in diverse riprese alla Fenice, al Petruzzelli di Bari, al Filarmonico di Verona e ad Atene; seguono poi le interpretazioni Musetta (La bohème) alla Fenice e Donna Anna (Don Giovanni) ad Atene e alla Fenice.
Debutta come Fiordiligi in Così fan tutte al Festival dei due mondi a Spoleto diretta da James Conlon.
È ancora Musetta ne La bohème al Teatro Petruzzelli di Bari, e torna alla Fenice ne La traviata diretta da Nello Santi. Tra gli impegni recenti e futuri è Violetta in nuove produzioni al Teatro dell’Opera di Roma, con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino, e a Firenze; torna a Roma per una nuova produzione di Così fan tutte, a Venezia per Mimì ne La bohéme e Donna Anna in Don Giovanni.
Ricordiamo il debutto alla Staatsoper di Vienna nella Stagione 2016/17, Viaggio a Reims e Traviata a Tokyo.

Vincenzo Costanzo (Alfredo Germont)
Tra i più giovani tenori del panorama lirico italiano.
Nato nel 1991, inizia la formazione musicale all’età di sei anni nel Coro delle Voci Bianche del Teatro di San Carlo di Napoli, debuttando come solista ad undici anni. Conduce lo studio del pianoforte e solfeggio per poi diplomarsi in Conservatorio, parallelamente agli studi universitari conseguendo la laurea in Ingegneria Informatica. Studia canto con il Maestro Ferraresi e successivamente con il Maestro Berti.
Lavora con alcuni grandi registi e direttori di fama internazionale e nel 2014 ha vinto l’Oscar della Lirica come Tenore New Generation.
È ospite all’AIDS Gala tenutosi presso la Deutsche Oper di Berlino, dove fa il suo debutto interpretando Alfredo ne La traviata e nel luglio 2016 prende parte alla speciale produzione di Nabucco in scena alla Reggia di Caserta con il Maestro Nucci e il Direttore Oren.
Debutta ufficialmente nel mondo dell’opera nel dicembre 2012 in Macbeth al Teatro Carlo Felice di Genova, sotto la direzione di Battistoni.
Interpreta la stessa opera al suo debutto alla Dutch Opera Theatre di Amsterdam.
Nel luglio 2013 è Rodolfo in Luisa Miller a Busseto diretto da Donato Renzetti con la messa in scena teatrale di Leo Nucci, in occasione del Bicentenario Verdiano.
Si esibisce nello stesso ruolo a Piacenza, Ravenna e Madrid; lo stesso anno debutta come Alfredo Germont ne La traviata diretta da Daniel Oren alla Guangzhou Opera House, in un allestimento della Royal Opera House di Londra. Interpreta Alfredo sui palcoscenici europei fino all’Opera di Astana diretto da Francesco Ivan Ciampa.
Nel 2014 è Gabriele Adorno in Simon Boccanegra con la regia di Riccardo Canessa a Piacenza; nello stesso anno si esibisce come Pinkerton in Madama Butterfly al Maggio Musicale Fiorentino diretto da Juraj Valčuha, a La Fenice di Venezia, La Verdi di Milano e a Piacenza; ritorna nei panni di Pinkerton all’Opera di San Francisco nel 2016, segnando così il suo debutto negli Stati Uniti.
Interpreta per la prima volta Rodolfo ne La bohème a Palermo nel 2015 per poi portare questo ruolo ad Ancona e recentemente alla Staatsoper di Berlino.
Nel 2016 a Piacenza ha debuttato in Un Ballo in maschera.
Tra i suoi prossimi impegni ricordiamo Un Ballo in maschera a Grange Park in Alresford, Tosca a Liegi, Macbeth a Parma, La bohème a Palermo e Madama Butterfly a Venezia.

Leonardo Cortellazzi (Alfredo Germont)
Nato a Mantova è laureato in Economia e Commercio e diplomato in canto con Lelio Capilupi al Conservatorio di Parma.
Nel 2006 vince il Concorso internazionale Giuseppe Di Stefano per il ruolo di Ferrando nel Così fan tutte di Mozart e debutta al Luglio Musicale Trapanese.
Nel 2007 inizia il suo impegno con l’Accademia d’arti e mestieri del Teatro alla Scala durante il quale partecipa tra l’altro al Concerto Pucciniano diretto dal M° Chailly, ai Vesperae solennes de confessore di Mozart diretti dal M° Chung e canta nel Così fan tutte diretto da Ottavio Dantone.
Successivamente ha cantato tra l’altro al Teatro Comunale di Bologna, Don Giovanni di Mozart, Pagliacci di Leoncavallo e Risorgimento di Ferrero, al Teatro La Fenice di Venezia, Lucia di Lammermoor (Arturo), Don Giovanni e Così fan tutte di Mozart, al Teatro alla Scala, Le nozze di Figaro, Le convenienze ed inconvenienze teatrali, Il ritorno di Ulisse in patria (Telemaco), L’occasione fa il ladro (Conte Alberto) e Don Pasquale (Ernesto), all’Egandin Festival, Anna Bolena (Percy), al Rossini Festival di Wilbad Don Giovanni di Pacini, a Reggio Emilia, Modena e Treviso, L’occasione fa il ladro di Rossini (Conte Alberto), a Sassari, Lucia di Lammermoor (Arturo) e nel Circuito Lirico lombardo, Il cappello di paglia di Firenze di Rota e Il flauto magico (Tamino).
Attivo in campo concertistico è stato apprezzato interprete del Requiem, della Messa dell’Incoronazione e della Missa Brevis KV 192 di Mozart, della Messa in do maggiore di Beethoven, della Cantata Erschallet, ihr Lieder di Bach, del Gloria RV 588 di Vivaldi e del Nisi Dominus di Haendel.
Tra gli ultimi impegni L’elisir d’amore all’Opera di Massy e al Teatro Filarmonico per la Fondazione Arena di Verona, il Dido and Aeneas (protagonista) al Teatro Ristori a Verona sempre per la Fondazione Arena, Il caso Makropulos (Vitek) al Teatro La Fenice, Don Giovanni di Mozart all’Engandin Festival a St. Moritz, Falstaff (Fenton) al Teatro Verdi di Busseto per il Teatro Regio di Parma e al Teatro Petruzzelli di Bari, Pagliacci (Arlecchino) ad Avignone, Don Pasquale a Clermont Ferrand, Limoges, Avignon e Vichy, il Requiem di Mozart e L’elisir d’amore al Teatro di San Carlo a Napoli, Armida di Traetta al Festival della Valle d’Itria, La traviata (Alfredo) al Teatro La Fenice a Venezia, L’incoronazione di Poppea (Nerone) al Teatro alla Scala e Dido and Aeneas a Firenze.
Tra gli impegni recenti e futuri: Roméo et Juliette (Tybalt) all’Arena di Verona, Il diario di uno scomparso e La traviata al Teatro La Fenice di Venezia, La vedova allegra a Cagliari, Il trionfo del tempo e del disinganno al Teatro alla Scala, L’elisir d’amore a Muscat, Falstaff, Zenobia in Palmira a Napoli, La Mirandolina a Venezia e L’Incoronazione di Poppea al Teatro alla Scala.

Vladimir Stoyanov (Giorgio Germont)
Bulgaro, compie gli studi di canto all’Accademia di Musica di Sofia, perfezionandosi alla Scala e successivamente presso l’Accademia bulgara d’arte e cultura Boris Christoff, a Roma, sotto la guida del celebre basso Nicola Ghiuselev.
Inizia l’attività operistica come membro stabile della compagnia dell’Opera di Plovdiv in Bulgaria. Per la calda ed estesa vocalità baritonale si distingue tra gli interpreti del repertorio italiano ed in particolare in quello verdiano.
Nel 1998 si esibisce per la prima volta in Italia nel ruolo del titolo in Macbeth di Verdi al Teatro San Carlo di Napoli.
Questo debutto italiano lo porta a calcare i più importanti palcoscenici internazionali tra i quali: Bolshoi di Mosca, Metropolitan di New York, La Scala di Milano, Teatro Real di Madrid, La Fenice di Venezia, Teatro de las Bellas Artes di Città di Messico, Liceu di Barcellona, Opera di Roma, Regio di Torino, Regio di Parma, Massimo di Palermo, Opernhaus di Zurigo, Staatsoper di Berlino, Deutche Oper di Berlino, Staatsoper di Monaco di Baviera, Staatsoper di Amburgo, Maggio Musicale Fiorentino, San Francisco Opera House, Arena di Verona, Filarmonico di Verona, Tel Aviv Opera House, Concertgebouw di Amsterdam, Staatsoper di Vienna, Opera Bastille di Parigi, Royal Opera House di Stoccolma, Municipale di Santiago del Cile, Center of Performing Arts di Pechino (Cina), National Theatre di Tokyo (Giappone). Collabora con importanti direttori d’orchestra, trai quali: Zubin Mehta, Daniel Oren, Jurij Temirkanov, Sergei Osawa, Mariss Jansson, Placido Domingo, Riccardo Muti, Myung Whun Chung, Marco Armiliato, Donato Renzetti, Philippe Jordan, Gianluigi Gelmetti, Stefano Ranzani, Evelino Pidò nonchè con prestigiosi registi quali: Hugo de Ana, Franco Zeffirelli, David Mc Vicar, Robert Carsen, Stefan Herheim, Emilio Sagi, Ignacio Garcia, Pier Luigi Pizzi, Stefano Poda, Leo Muscato.
Sotto la direzione di Myung Whung Chung è Renato in Un Ballo in maschera, opera inaugurale della stagione 2017/18 al Teatro La Fenice di Venezia.

Fabio Veloz (Giorgio Germont)
Baritono, nativo di Ayacucho (Argentina), inizia gli studi musicali alla Scuola di Insegnamento artistico nella sua città natale.
Successivamente entra a far parte dell’Instituto Superior de Arte del Teatro Colón di Buenos Aires perfezionandosi con artisti quali Scherril Milnes e Gabriel Bacquier.
Al Teatro Metropolitan di New York è stato impegnato nelle produzioni di Lucia di Lammermoor e Otello.
Il suo debutto europeo avviene al Teatro Verdi di Trieste con Macbeth a cui fanno seguito Pagliacci al Teatro della Zarzuela di Madrid, Rigoletto al Teatro Comunale di Modena, Gojescas al Teatro Regio di Torino, Lucia di Lammermoor e I Puritani al Teatro Comunale di Modena ed al Teatro Municipale di Reggio Emilia, Otello, Cavalleria rusticana e Pagliacci a Santiago del Cile e a Metz.
È stato premiato dall’Associazione dei Critici Musicali Argentini come il miglior cantante argentino dell’anno.
Collabora con direttori come Bernacer, Callegari, Palumbo, Pidò, Ranzani, Renzetti, Steimberg e registi quali De Hana, Ozpetek, Lombardero, Cura, De Rosa.
I recenti impegni includono le interpretazioni di Falstaff e Traviata nonché le partecipazioni alle produzioni di Andrea Chenier, La traviata, Tosca, Macbeth, Pagliacci, Otello, Don Carlos, Falstaff, La Forza del destino al Teatro Colón di Buenos Aires.

Lorenzo Amato
Nato a Roma, consegue giovanissimo il diploma di solfeggio e quello di V° anno di Pianoforte Principale presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma sotto la guida di Sergio Perticaroli, con il quale prosegue gli studi fino a interromperli poco prima dell’esame di VIII° anno.
Nel 1998 si laurea con lode in Storia della Musica (Facoltà di Lettere) presso l’Università La Sapienza di Roma sotto la guida di Pierluigi Petrobelli (Accademico dei Lincei, Direttore dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani) con una tesi di laurea sulla recitazione nel melodramma interpretata attraverso l’analisi della partitura musicale.
Nel 2003 debutta come regista al Todi Arte Festival con Oberon, di Ugo Chiti, ripreso a Parigi, al Teatro Studio des Champs Elysèes per la rassegna ETI Les Italiens e al Teatro Eliseo di Roma.
Nel luglio 2004 mette in scena Risveglio di Primavera, di F. Wedekind, evento di apertura del Todi Arte Festival.
Nel 2005, dirige Buca di sabbia, di M. Walczak.
Nel 2006 è chiamato a condurre un corso di perfezionamento per attori presso il Teatro Eliseo di Roma. Nel 2007 debutta nella regia lirica con La Rondine, per il 53° Festival Puccini, ripresa poi all’Opera di Nizza, l’opera è pubblicata e distribuita in tutto il mondo da Naxos.
Dal 2008 intraprende una stretta collaborazione con Daniel Oren per il quale firma numerose regie, in Italia e all’estero: Il Barbiere di Siviglia, Tosca, Madama Butterfly, La cavalleria Rusticana, Pagliacci, Rigoletto.
Nel 2012 per il San Carlo di Napoli dirige La Bohème.
Nel 2014 al Teatro Massimo di Palermo dirige una nuova produzione di Don Giovanni. Nel settembre 2014 torna al San Carlo dove, per la prima volta in tempi moderni, mette in scena l’opera Don Checco, di Nicola De Giosa.
Lo spettacolo è in coproduzione con il Festival della Valle D’Itria dove viene ripreso nel luglio 2015.
Nel febbraio 2016, sempre al San Carlo di Napoli, firma la regia di una nuova produzione di Norma, avvalendosi della collaborazione di Ezio Frigerio per le scene e di Franca Squarciapino per i costumi. Con lo stesso team artistico, Lorenzo è stato invitato per dirigere due prime assolute per Astana Opera House: Madama Butterfly (aprile 2016) e Carmen (novembre 2017).
All’attività di regista, Lorenzo ha sempre affiancato quella dell’organizzazione e della direzione artistica.
Dal 1999 al 2007 collabora alla realizzazione artistica de “I Concerti di Capri”, Festival di musica da camera nella cornice del Chiostro Piccolo della Certosa di San Giacomo.
Dal 2007 al 2012, Lorenzo è direttore artistico della stagione di prosa del Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno.
Da gennaio 2013 a dicembre del 2014 è chiamato a ricoprire l’incarico di consulente artistico presso la Fondazione Teatro Massimo di Palermo.

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Mercoledì 28 febbraio la stagione dello Zingarò Jazz Club di Faenza propone il quintetto vocale “Il Quinto Elemento”

Mercoledì 28 febbraio 2018, il palco dello Zingarò Jazz Club ospita il concerto del quintetto vocale Il Quinto Elemento, composto da Irene Giuliani, Mya Fracassini, Elisa Mini, Paola Rovai e Stefania Scarinzi.

La serata è ad ingresso libero con inizio alle 22.

Il Quinto Elemento è un quintetto vocale a cappella formato da cinque soliste toscane provenienti da mondi musicali diversi.
Voci che si fondono, senza altri strumenti o artifici per interpretare brani di diversa provenienza, sia stilistica che geografica: un ventaglio stilistico ampio che il quintetto affronta con misurata personalità.
La tavolozza sonora de Il Quinto Elemento comprende anche un uso integrato dell’elemento improvvisativo, che costituisce una delle cifre della formazione.
Il lavoro di arrangiamento e adattamento realizzato da Irene Giuliani, oltre alla scrittura di alcuni brani originali espressamente composti per la formazione, rende ancora più coerente e compatto lo svolgimento del concerto.

Il Quinto Elemento ha esordito nel marzo 2015 e ha successivamente tenuto concerti nell’ambito di PratoEstate 2015.
La formazione ha partecipato al 42° Incontro Internazionale Polifonico Città di Fano e si è esibita nell’ambito del convegno “La Voce Artistica” 2015 di Ravenna.
Nel 2016, ha vinto il concorso internazionale Solevoci di Varese nella sezione gruppi jazz a cappella e, nell’occasione, Elisa Mini ha ottenuto il premio speciale di miglior solista di tutta la manifestazione. Nel mese di luglio, poi, ha partecipato alla rassegna Musica sulle Apuane e nel dicembre dello stesso anno si è esibito presso la casa circondariale di Prato.
Nel marzo 2017 ha aperto la rassegna musicale del Ridotto del Teatro Politeama di Prato.

Il prossimo appuntamento con la stagione dello Zingarò Jazz Club è in programma mercoledì 7 marzo 2018 con la prima assoluta di Seasons, il nuovo progetto in trio di Michele Francesconi e costituito dalle suites per piano trio commissionate per l’occasione a Marco Ponchiroli, Stefano Travaglini e Luca Dell’Anna.
Con il pianista, saranno sul palco Giulio Corini al contrabbasso e Luca Colussi alla batteria.

Zingarò Jazz Club
Via Campidori, 11. Faenza (RA)
Tel: +39.0546.21560
e-mail: info@ristorantezingaro.com
web: www.ristorantezingaro.com
social network: www.facebook.com/zingaro.jazzclub ; www.twitter.com/zingarojazzclub

Direzione Artistica: Michele Francesconi

Rapporti con i media:
Fabio Ciminiera
e-mail: fabiociminiera@jazzconvention.net
mob: +39.347.4098632

Il programma di Febbraio – Marzo 2018

Mercoledì 28 Febbraio 2018
Il Quinto Elemento
Irene Giuliani, Mya Fracassini, Elisa Mini, Paola Rovai, Stefania Scarinzi. voce

Mercoledì 7 Marzo 2018
Michele Francesconi Seasons
Michele Francesconi. pianoforte
Giulio Corini. contrabbasso
Luca Colussi. batteria

Mercoledì 14 Marzo 2018
Quai Des Brumes
Federico Benedetti. clarinetto
Tolga During. chitarra
Roberto Bartoli. contrabbasso

Mercoledì 21 Marzo 2018
Vai Mo’ (Tributo a Pino Daniele)
Nello De Leo. chitarra, voce
Alessandro Lapia. basso
Vincenzo Fabbri. tastiere
Roberto “Granito” Morsiani. batteria

Mercoledì 28 Marzo 2018
Secondo
Claudio Zappi. clarinetto
Alessandro Petrillo. chitarra
Milko Merloni. contrabbasso
Enrico Guerzoni. violoncello

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Mercoledì 28 febbraio al Circolo Canottieri di Salerno concerto del duo Caggiano-Gallozzi

Il 28 febbraio 2018, alle ore 18.00, torna sul territorio campano il Duo salernitano Caggiano – Gallozzi.
Grazie alla disponibilità del Presidente del Circolo Canottieri Irno, Dottor Gulletta, è stata programmata una serata dedicata a due interpreti della città e volta a raccogliere fondi per finanziare la formazione di giovani talenti del territorio.
Sergio Caggiano, viola e Giuseppina Gallozzi, pianoforte si esibiranno in un programma ricco e articolato.
Partendo da due brevi pezzi di Fauré, affronteranno la Sonata in re minore di Glinka, che ben evidenzia le peculiarità caratterizzanti di una letteratura ormai matura dell’autore.
Qui il compositore, più che ad un pezzo per duo per viola e pianoforte ha pensato al dialogo tra due solisti che sono chiamati a sostenere sprazzi di luce e di ombre tra malinconia e passione, con slanci inusitati e numerosi variazioni di andamenti.
La seconda parte si apre con la Suite di Bach n.1- viola solo-, che nelle sue difficili trasposizioni degli intenti del colosso della storia della musica, donano all’ascoltatore momenti intensi, ma sobri, in un vibrare fatto di elevazione e intensità espressiva.
Conclude il concerto l’Adagio e Allegro op. 70 di Schumann, che dal lirismo del primo movimento, irrompe in un appassionato e irruente allegro, impervio di difficoltà.
La parte pianistica, di stampo orchestrale dialoga con la viola in una fusione di intendimenti tipici del più significativo Romanticismo.
Un appuntamento da non perdere

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Domenica 25 febbraio “Musica a Villa Signorini” si apre con la Favola Musicale “Il Flauto Magico di Mozart”

“Musica a Villa Signorini è la nuova rassegna organizzata dall’Associazione Mousikè nella suggestiva cornice della settecentesca dimora situata nell’antico ‘Miglio d’Oro’ ad Ercolano, che immergerà il pubblico nella bellezza dell’Arte.

Si parte domenica 25 febbraio 2018, alle ore 11.30, con un incontro dedicato alla divulgazione per bambini e famiglie con la Favola Musicale “Il Flauto Magico di Mozart”.
L’attrice Fabiana Fazio, conosciuta nei principali teatri napoletani, condurrà i partecipanti in un fantastico viaggio nel mondo musicale del genio Salisburghese.
La giornata proseguirà con un coinvolgente laboratorio creativo, in collaborazione con “Il mondo di Ali”, che avrà come protagonisti i personaggi della Favola.

Contributo:
€10 famiglia fino a 3 componenti
€ 15 famiglia fino a 4 componenti, aggiunta di € 5 per ogni ulteriore componente
.

Prenotazione obbligatoria:
online: www.associazionemousike.com
cell.: +393402399453

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Domenica 25 febbraio a Palazzo Zevallos “E’ aperto a tutti quanti” propone brani di Monteverdi eseguiti dagli alunni della Classe di Canto di Daniela del Monaco

Domenica 25 febbraio, alle ore 12.00, a Palazzo Zevallos Stigliano (via Toledo, 185 – Napoli), appuntamento straordinario della rassegna “E’ aperto a tutti quanti” che propone un concerto rivolto alla musica di Claudio Monteverdi dal titolo “Sì dolce’l tormento”, a cura di Daniela del Monaco, docente di Canto del Conservatorio di San Pietro a Majella, con la partecipazione di Federica Cecoro, Lidia Niso, Chiara Polese, Sabrina Sanza, Cristina Somma (soprani), Maria Teresa Federico (contralto), Giovanni De Vivo (controtenore), Mario Luciano Greco (tenore), Pasquale Petrillo (basso), accompagnati al pianoforte da Roberta Vicidomini

Programma e interpreti

Claudio Monteverdi (1567-1643)

Ohimé ch’io cado
Federica Cecoro

Dall’Orfeo (1607): Ahi, caso acerboIn un fiorito prato (Scena della Messaggera)
Maria Teresa Federico

Exulta filia
Lidia Niso

Se i languidi miei sguardi… (Lettera amorosa)
Federica Cecoro

Sì dolce ’l tormento
Sabrina Sanza e Mario Luciano Greco

Dall’Incoronazione di Poppea (1643):
Addio, Roma
Chiara Polese
Pur ti miro
Cristina Somma e Giovanni De Vivo

O beatae viae
Lidia Niso e Maria Teresa Federico

Lamento della Ninfa
Cristina Somma, Mario Luciano Greco, Giovanni De Vivo e Pasquale Petrillo

En gratulemur hodie

Ingresso libero

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Venerdì 23 febbraio al Teatro San Vittorino di Benevento concerto del duo Signorini-Candela dal titolo “Parigi e Napoli, tra impressionismo e neoclassicismo”

Prestigioso appuntamento per il “Nicola Sala”: venerdì 23 febbraio, alle ore 19.00, presso il Teatro San Vittorino di Benevento, il M° Luca Signorini, docente presso il Conservatorio di Musica di Benevento e primo violoncello dell’Orchestra del Teatro S. Carlo di Napoli, ospita il pianista Dario Candela per il concerto “Parigi e Napoli, tra impressionismo e neoclassicismo”.

Luca Signorini e Dario Candela propongono un programma raffinato di grandi autori francesi e italiani, con la particolarità della Sonata in la minore di Mario Pilati per violoncello e pianoforte, da loro recentemente incisa per la Brilliant Classics.
Il programma prevede in apertura un brano di Gabriel Fauré (Pamiers, 12 maggio 1845 – Parigi, 4 novembre 1924), Elegia in do minore per violoncello e pianoforte, op. 24 del 1880, brano diventato tra i più popolari tra le composizioni del celebre musicista francese.
Il raffinato linguaggio armonico di Fauré prepara e anticipa le innovazioni debussyane e di Claude Debussy (Saint-Germain-en-Laye, 22 agosto 1862 – Parigi, 25 marzo 1918), sarà eseguita la Sonata in re minore (del 1912) in chiusura di programma.
La sonata fa parte di un gruppo di composizioni pianistiche e da camera molto significative scritte negli ultimi anni della sua vita: Trois Poèmes de Stéphane Mallarmé (1913), Douze études pour piano (1915), considerati tra le conquiste più preziose dell’arte pianistica debussiana, En blanc et noir per due pianoforti (1915) e le Sonates per piano et violoncello (1915), flûte, alto et harpe (1915), piano et violon (1917), composizioni permeate di ispirazione e tensione classicista.
La Sonata in la minore, del 1929, di Mario Pilati (Napoli 1903-1938) è un brano di grande complessità, ricco di temi e atmosfere che si susseguono in un mutevole caleidoscopio armonico e melodico.
Reminiscenze francesi ma anche momenti brahmsiani (pensando al Tema con variazioni del secondo movimento) si intercalano ad una cantabilità italiana e ad una ricerca delle possibilità espressive del violoncello in ogni suo registro, con soluzioni talvolta virtuosistiche.
Vi è quindi nei tre brani di questo concerto un panorama culturale che copre un arco storico di circa sessant’anni, tra Italia e Francia, con la musica di Mario Pilati quasi a cucire, a compenetrarsi nei linguaggi a lui precedenti e a fonderli in una poetica italiana ma dai vasti interessi.

Ufficio Stampa e Comunicazione del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento
Via Mario La Vipera, 1
82100 Benevento
Tel. 0824.21102
fax: 0824.50355
sito web: http://www.conservatorio.bn.it/

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