Mercoledì 26 aprile la stagione della Fondazione Pietà de’ Turchini propone “Scrivere & Trascrivere” con gli organisti Ilaria Centorrino, Maria Greco ed Emanuele Cardi

Mercoledì 26 aprile, alle ore 20.30, nella Chiesa di Santa Caterina da Siena (v. Santa Caterina da Siena, 38), per la stagione della Pietà de’ Turchini, concerto dal titolo “Scrivere & Trascrivere” con la partecipazione di Ilaria Centorrino, Maria Greco (organo) e Emanuele Cardi (cembalo e organo)

In programma musiche di John Bull, Cesario Gussago, Francesco Lambardo, Gioseffo Guami, Pedro José Blanco, Scipione Stella, Arcangelo Corelli, Luigi Cherubini, Guy Bovet, Antonio Vivaldi

Ingresso: 10 euro (ridotto: 7 per over 60, under 30, Soci Fai, Feltrinelli Card, Wine&theCity Card, Artecard, Associati Distretto Culturale Siti Reali)

Info:
tel. 081402395
info@turchini.it
www.turchini.it

Ufficio Stampa
Paolo Popoli
paolopopoli@gmail.com

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Mercoledì 26 aprile 2017, ore 20.30
Chiesa di Santa Caterina da Siena – via Santa Caterina da Siena, Napoli
Scrivere & Trascrivere

Ilaria Centorrino, Maria Greco: organo
Emanuele Cardi, cembalo e organo

Programma

J. Bull: Fantasia sul tema “La Guamina”
(Ilaria Centorrino)

C. Gussago: Sonata La Leona a 8
(Maria Greco, Emanuele Cardi)

F. Lambardo: Partite sopra Fidele
(Ilaria Centorrino)

G. Guami: Canzon “la lucchesina”
(Ilaria Centorrino, Emanuele Cardi)

P. J. Blanco: Secondo concerto per due organi
(Maria Greco, Emanuele Cardi)

S. Stella: Partite sopra La Romanesca
(Ilaria Centorrino)

A. Corelli: Concerto III Op. 6, appropriato all’organo da Thomas Billington
(Emanuele Cardi)

L. Cherubini: Sonata per due organi
(Ilaria Centorrino, Emanuele Cardi)

G. Bovet: Tango de cuarto tono de falsas, per l’Elevazione, dai 12 tangos Ecclesiasticos para taner en cualquier tipo de organo con, y sin pedal
(Maria Greco)

A. Vivaldi: Concerto per 4 violini e violoncello in si minore RV 580, arrangiato e trascritto in la minore da J. S. Bach per 4 clavicembali e orchestra BWV 1065 e trascritto per due organi e clavicembalo da E. Cardi
(Ilaria Centorrino, Maria Greco, Emanuele Cardi)

Ilaria Centorrino
Nata a Messina nel 1998.
Ha iniziato lo studio del Pianoforte al quale ha affiancato lo studio dell’organo presso il Conservatorio di Musica “A. Corelli” di Messina nel 2013 col prof. Emanuele Cardi.
Successivamente si è trasferita presso il Conservatorio di Musica “S. Giacomantonio” di Cosenza dove frequenta il sesto anno del corso preaccademico con il prof. Emanuele Cardi ed il liceo scientifico Galileo Galilei a Spadafora (Messina). Nell’ambito del Premio delle Arti “Claudio Abbado” edizione 2015 è stata selezionata tra i primi 12 organisti provenienti da tutti i conservatori d’Italia ed ammessi alla finale che si è svolta presso il Conservatorio di Perugia a maggio 2015, dove ha vinto il IV premio.
Ha ricevuto una borsa di studio dal Rotary Club di Bormio Contea (Sondrio) per essersi distinta alla master “Le Altre Note 2015”.
Ha svolto diversi concerti esibendosi presso le cattedrali di Messina, Cosenza, chiesa di S. Rosalia a Cagliari, Festival Organistico Trabaci (Napoli), Festival “Le Altre Note” (Bormio), Vespri d’Organo a Pistoia, Festival di S. Maria della Speranza a Battipaglia (Organo Ghilardi), St. Margareth Lothbury, Londra.
Nel 2016 ha vinto la borsa di studio del Concorso Organistico di Bibione, categoria Studenti; il Primo Premio al Concorso Organistico Internazionale “Tisia” di Palermo; Secondo Premio (primo non assegnato) e Premio Speciale “Franz Zanin” al V Concorso Organistico Internazionale biennale “Organi Storici del Basso Friuli” ed il Secondo Premio al VI Concorso Organistico Internazionale “Premio Elvira Di Renna” di Faiano.

Maria Greco
Maria Greco è nata ad Acri (CS) nel 1995.
Ha iniziato lo studio dell’organo presso il Conservatorio di Musica “S. Giacomantonio” di Cosenza con Federico Vallini, dove ha conseguito il diploma in Organo e Composizione organistica con il massimo dei voti nel 2016 nella classe del Prof. Emanuele Cardi.
Frequenta inoltre la facoltà di Giurisprudenza presso l’Università di Catanzaro.
In qualità di organista ha svolto diversi concerti esibendosi presso la cattedrale di Cosenza, la cattedrale di Messina, chiesa di S. Rosalia a Cagliari, Festival Organistico Trabaci (Napoli), Festival “Le Altre Note” (Bormio), Vespri d’Organo a Pistoia, Festival di S. Maria della Speranza a Battipaglia (Organo Ghilardi).
Ha partecipato a masterclass tenute dai Maestri Gianfranco Nicoletti, Guy Bovet, Ludger Lohmann, Istvan Ruppert.
Inoltre, presso Valdidentro (SO), ha partecipato al corso LeAltreNote2015 nella classi di Organo e Musica da Camera, a conclusione del quale ha ricevuto una borsa di studio.
Attualmente frequenta il primo anno del corso di Double Degree Accademico di Secondo Livello presso il Conservatorio di Cosenza ed il Pontificio Istituto di Musica Sacra.

Emanuele Cardi
Emanuele Cardi è nato a Napoli nel 1973.
Si diploma con il massimo dei voti e la lode in Organo e Composizione Organistica dopo quattro anni di studio con Wijnand van de Pol presso il conservatorio F. Morlacchi di Perugia dove consegue anche il Diploma Accademico di II livello, sempre con il massimo dei voti e la lode.
In seguito si diploma in Musica Corale e Direzione di Coro, Pianoforte e Clavicembalo.
Interessato alle problematiche di restauro degli organi antichi e della prassi esecutiva, conduce da diversi anni studi specifici sulla musica e sull’arte organaria napoletana, redigendo in più occasioni articoli per riviste specializzate, partecipando a convegni in qualità di relatore.
Svolge opera di consulenza nell’ambito del recupero di organi storici e per la realizzazione di nuovi strumenti.
In particolare nel 2009 è stato nominato dal centro Produzione RAI di Napoli consulente per la redazione del progetto di restauro del Grande Organo Tamburini dell’Auditorium.
Ha inoltre progettato numerosi strumenti di nuova costruzione tra cui il nuovo organo Mascioni della chiesa dei SS. Cosma e Damiano in Vairano (Caserta) in stile romantico francese ed ha diretto i lavori di restauro di diversi strumenti antichi. Svolge inoltre corsi estivi e masterclasses sulla musica organistica rinascimentale e barocca, ed è spesso membro di giuria in concorsi organistici internazionali.
Ospite di alcune tra le istituzioni musicali più prestigiose del mondo, svolge un’intensa attività concertistica in Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia Germania, Inghilterra Irlanda, Norvegia, Olanda, Polonia, Rep. Ceca, Svezia, Svizzera, Spagna, Ungheria, Russia, Stati Uniti, Brasile ed Uruguay, suonando alcuni dei più noti strumenti tra cui quelli di St. Thomas a New York, San Francisco (USA), cattedrali di Passau, Friburgo, Fulda, Monaco, Bonn (Germania) Losanna (Svizzera) Londra, Edimburgo, Brussels, Copenaghen, Turku (Finlandia), Lund (Svezia), Oliwa (Polonia) e Mosca. Docente ospite all’Università del Kansas (USA) e del conservatorio di Mosca e di S. Pietroburgo, ha suonato nelle principali istituzioni concertistiche russe tra cui le filarmoniche di S. Pietroburgo, Ufa, Kazan, Ekaterinburg, Perm, Krasnojarsk, Tomsk, Kemerovo, fino a Irkutsk.
Ha svolto inoltre numerosi concerti inaugurali, tra cui quello del grande organo della chiesa dei Redentoristi a Belfast e della First Unitarian Church a Worcester (MA) negli Stati Uniti. Docente di Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio “S. Giacomantonio” di Cosenza, incide per le case discografiche “La Bottega Discantica” (Milano), “Priory Records” (Londra) e “Brilliant Classics” (Olanda) di cui le recenti incisioni Neapolitan Organ Music ed il doppio CD Tunder – Organ Works sono state premiate con 5 stelle dalla rivista “Musica”.

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Da giovedì 27 a domenica 30 aprile la V edizione del Camerota Festival ospita la masterclass di Valeria Serangeli

Preludio formativo per la V edizione del Camerota Festival, organizzato dall’Associazione Culturale-Musicale Zefiro, presieduta da Giuseppe Marotta e diretta dal compositore Leo Cammarano, che ha in serbo ben cinque grandi solisti e didatti per curare i giovani talenti musicali che parteciperanno agli stages tenuti dalla clarinettista Valeria Serangeli, seguita dal timpanista Antonio Catone, dal percussionista Edoardo Giachino, dal trombettista Andrea Tofanelli e dal pianista Alessandro Deljavan.
Da giovedì 27 sino a domenica 30 aprile, sarà la clarinettista Valeria Serangeli a salire in cattedra, dividendosi tra prove e recite della Carmen al teatro Verdi di Salerno e gli allievi di Camerota, che ritrova dopo il successo della sua prima masterclass la scorsa estate.
Uno stage che vedrà in concomitanza con le prime due giornate un’esposizione di accessori, della Pomarico, per clarinetti e sassofoni.

Primo clarinetto dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, Valeria Serangeli compie gli studi musicali al Conservatorio “O. Respighi” di Latina e al Conservatorio “N. Paganini” di Genova.
Si perfeziona all’Accademia Internazionale “L. Perosi” di Biella con Antony Pay e all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, specializzandosi sul clarinetto piccolo in mib. E’ vincitrice di numerosi concorsi nazionali (L. Savina di Caserta, V. Di Lena di Segni, Concorso Nazionale di Colleferro) e borse di studio (Fondazione Bruno-Frey di Ochsenhausen, Germania).
Ha collaborato con molte grandi orchestre, sia in veste di Primo Clarinetto che come Clarinetto Piccolo: l’Orchestra del Teatro alla Scala, la Filarmonica della Scala, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Orchestra Sinfonica dell’Emilia Romagna “A. Toscanini” e la “Filarmonica Toscanini” di Lorin Maazel, con cui ha partecipato alle tournée nelle più importanti sale da concerto di tutto il mondo.
E’ personalmente e regolarmente invitata dal Maestro Daniel Oren a ricoprire il ruolo di Primo Clarinetto nell’Orchestra del Teatro Giuseppe Verdi di Salerno, formazione con cui é apparsa anche nel Concerto di Natale 2011 al Senato della Repubblica Italiana, trasmesso in Eurovisione dalla Rai; ancora su invito personale di Giovanni Allevi, é stata Primo Clarinetto della All Stars Orchestra nel concerto del 1 settembre 2009 all’Arena di Verona, edito in CD e DVD dalla Sony.
Valeria Serangeli è endorcer per la Backun, Légère, Silverstein e, naturalmente, Pomarico.

Immaginiamo che l’eccellente clarinettista proponga una riflessione in primo sui passi d’orchestra sia lirici che sinfonici di cui ha esperienza infinita.
La recherche sul suono sarà, come d’abitudine, al centro di ogni incontro per provare ad avvicinare quella delicata dolcezza del suono immacolato della Serangeli la cui impressione è sempre quella di una straordinaria freschezza, perché tutto appare spontaneo anche se nessun dettaglio è in realtà lasciato al caso, punto di forza e riconoscibilità di un clarinettismo, a tal punto rifinito e sublimato, capace di destabilizzare l’uditore, con un fraseggio insinuante e sottile, lasciando una sensazione di inquietudine anche nei passaggi più rapidi.

Info:
acmzefiro@gmail.com
cell.: 3285631277

L’ufficio stampa della manifestazione
Olga Chieffi
cell.: 347/8814172

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Vibo Valentia ricorda Greta Medini con un concerto del duo formato da Fabrizio Falasca e Giorgia Alessandra Brustia

Lo scorso dicembre, in tragiche circostanze, perdeva la vita Greta Medini, promettentissima violinista ventiseienne di Vibo Valentia.
La sua città ha voluto ricordarla con un concerto tenutosi nell’Auditorium del Valentianum, affidato ad un duo di caratura internazionale, formato da Fabrizio Falasca (violino), grande amico della musicista e come lei allievo del maestro Cusano, e Giorgia Alessandra Brustia (pianoforte).
In una sala gremita all’inverosimile da familiari, amici, colleghi e semplici appassionati, i due interpreti hanno proposto la Ciaccona in sol minore di Tomaso Antonio Vitali, la celeberrima Sonata per violino e pianoforte n. 5 in fa maggiore, op. 24 “La Primavera” di Ludwig van Beethoven e la Sonata n. 3 in re minore, op. 108 di Johannes Brahms, mentre come bis sono stati eseguiti due fra i brani che Greta amava particolarmente, il Cantabile di Niccolò Paganini e Meditation, dall’opera “Thaïs”di Jules Massenet.
In conclusione una serata di grandissima commozione, ulteriormente accresciuta dal fatto che la famiglia Medini ha voluto, per l’occasione, che Falasca suonasse proprio lo strumento di Greta, quasi a rendere palpabile la presenza nell’Auditorium della sfortunata violinista.

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Ai “Concerti di Primavera” le complesse sonorità contemporanee del chitarrista Ruben Mattia Santorsa

Foto Fausto Turi

Una branca della musica classica contemporanea si basa sulla continua ricerca dell’ampliamento delle potenzialità di uno strumento.
Nel caso della chitarra, ad esempio, possono essere ottenute nuove sonorità, agendo sulle corde in zone della tastiera normalmente inutilizzate, oppure percuotendo il dorso dello strumento.
Questa breve premessa era indispensabile per accostarci al recital del chitarrista Ruben Maria Santorsa, recentemente ospite dei “Concerti di Primavera”, rassegna che si svolge nella chiesa Evangelica Luterana di Napoli, affidata alla direzione artistica di Luciana Renzetti.
Il programma proposto dal giovanissimo musicista si apriva con L’addio a Trachis II per arpa, scritto nel 1980 da Salvatore Sciarrino (1947), tradotto per chitarra (ovvero adattato alle sonorità dello strumento) da Maurizio Pisati.
Il successivo Andante n. 2 apparteneva ai Sei andanti, op. 320 di Ferdinando Carulli (1770-1841), napoletano che si trasferì nel 1808 a Parigi, durante un periodo nel quale la capitale francese era in pieno delirio chitarristico.
Ebbe enorme successo nel duplice ruolo di interprete e compositore, e pubblicò anche un metodo per lo studio dello strumento, tuttora di grande validità, catalogato come op. 27.
Andando ancora a ritroso nel tempo, era la volta del Preludio, Fuga e Allegro BWV 998 di Johann Sebastian Bach (1685-1750), risalente agli anni trascorsi a Lipsia e destinato forse al “liutocembalo”, una sorta di liuto a tastiera, abbastanza diffuso nel periodo barocco, oggi completamente scomparso,
Un nuovo sguardo sul contemporaneo con gli Studi nn. 1, 2, 5, 6 del milanese Maurizio Pisati (1959), dai Sette studi per chitarra, completati nel 1990, anno in cui sono stati anche eseguiti in “prima” mondiale a Darmstadt.
Abbiamo poi ascoltato gli Studi n. 7 in mi maggiore e n. 11 in mi minore, tratti dai 12 Studi del brasiliano Heitor Villa-Lobos (1887-1959), la cui stesura definitiva risale al 1948-1953, che hanno preceduto il ritorno al contemporaneo con “Calmo, dolcissimo, lontano” dell’ungherese György Kurtág (1926).
Il recital si è chiuso nel segno di Maurizio Pisati, prima con due dei cinque “Caprichos de simios y burros” su quadri di Goya (n. 1 “Brabisimo!” e n. 4 “Asta su abuelo”) e poi con una traduzione della Sonata in re minore K. 141 di Domenico Scarlatti.
Per quanto riguarda Ruben Mattia Santorsa, ha dimostrato di possedere non solo una grandissima tecnica, indispensabile per affrontare il repertorio eseguito, ma anche, nei brani più classici, una notevole sensibilità.
Pubblico non molto numeroso, come era facile prevedere, considerando un programma quanto mai particolare ed ostico.
Va detto, però, che le defezioni lungo la serata sono state esigue, segno che chi è venuto lo ha fatto con cognizione di causa, ed è stato ripagato dalla bravura del protagonista.
In conclusione una serata sicuramente interessante, illuminata da un interprete giovanissimo e talentuoso, al quale auguriamo di proseguire la sua prestigiosa carriera, superando sempre brillantemente le difficoltà con le quali si dovrà confrontare giornalmente, sia di natura tecnica, sia legate alle comprensibili perplessità da parte del pubblico.

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Mercoledì 26 aprile i “Concerti di Primavera” della Chiesa Evangelica Luterana propongono “ChocoChoro” con il trio Forte-Gambetta-Moro

Per i Concerti di Primavera, mercoledì 26 aprile, alle ore 20.30, alla Chiesa Luterana di via Carlo Poerio a Napoli, “ChocoChoro” con il trio formato da Fabrizio Forte (chitarra a 7 corde), Filippo Gambetta (mandolino a 10 corde) e Marco Moro (flauto)

In programma musiche di Jacob do Bandolim, Pixinguinha / Benedeito Lacerda, Ernesto Nazareth, Severino de Oliveira, Luís Americano, João dos Santos, Rossini Ferreira, Jonas Pereira da Silva, Nelson Alves

Il concerto è a ingresso libero.

Info
081.8043130
lucianarenzetti@gmail.com
celna.it

Ufficio Stampa
dott. Paolo Popoli
e-mail: paolopopoli@gmail.com

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Mercoledì 26 aprile la rassegna “Talenti” del Bologna Festival propone Orbits for piano and tape del greco Dimitris Maronidis, brano vincitore della quinta edizione del Premio Liszt

Dimitris Maronidis

Mercoledì 26 aprile, ore 20.30, Oratorio San Filippo Neri, la rassegna Talenti del Bologna Festival prosegue con un concerto particolare, che lascia spazio alla nuova generazione di compositori.
Orbits for piano and tape dell’artista greco Dimitris Maronidis è il brano vincitore della quinta edizione del Premio Liszt, assegnato dalla Fondazione Istituto Liszt di Bologna.
A Calogero Di Liberto (pianoforte) e a Roberto Salvati (elettronica) è affidata l’esecuzione di questa composizione, cui vengono accostati il brano finalista Il contatore di nuvole di Luigi Ceccarelli e una ampia selezione di brani pianistici di Franz Liszt, dal poetico Orage (La tempesta) al virtuosistico studio “La Campanella” ispirato a Paganini.
Musica di esecuzione trascendentale, spinta oltre i limiti delle umane capacità, verso le dimensioni celesti di Orbits, un brano dove il suono viene trattato come un oggetto celeste in movimento, dove “pianoforte ed elettronica possono essere considerati due oggetti celesti che si muovono o in traiettorie regolari o devianti dalla circolarità”.

Il concerto è realizzato in coproduzione con la Fondazione Istituto Liszt di Bologna.

Informazioni:
Bologna Festival
051 6493397
www.bolognafestival.it

Biglietti in vendita presso Bologna Welcome (Piazza Maggiore 1/E) martedì-sabato ore 13-19
La sera stessa del concerto all’Oratorio di San Filippo Neri, a partire dalle ore 19.30

Paola Soffià
Ufficio Stampa Bologna Festival
tel 051 6493397
cell 3287076143
via Lame 58 – 40122 Bologna

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Mercoledì 26 aprile 2017, ore 20.30 – Oratorio San Filippo Neri, Bologna

Calogero Di Liberto, pianoforte
Roberto Salvati, elettronica

Programma

Dimitris Maronidis: Orbits for piano and tape (brano vincitore del Premio Liszt)

Luigi Ceccarelli: Il contatore di nuvole per pianoforte ed elettronica

Franz Liszt
Orage, Au bord d’une source, Sonetto 123 del Petrarca
Angelus! Prière aux anges gardiens
Étude n.2 in fa minore “La leggierezza”
Étude n.12 in si bemolle minore “Chasse-neige”
Étude n.3 in sol diesis minore “La campanella”

Dimitris Maronidis
Dimitris Maronidis (Thessaloniki, 1980) si dedica alla composizione di musica acustica, elettroacustica, interattiva e per elettronica e strumenti tradizionali.
Nelle sue opere più recenti ha cercato di coniugare questi campi; contemporaneamente esplora processi algoritmici come mezzi di organizzazione del materiale musicale.
Diplomato in composizione al Conservatorio di Thessaloniki, ha proseguito gli studi nel Dipartimento di Musica dell’Università Aristotele (Thessaloniki), all’Università di York e nel 2011 ha ottenuto una borsa post-doc dalla Fulbright per l’Università di Harvard.
Ha inoltre studiato computer music nell’Institute of Psychoacoustics (IPSA) in un progetto sperimentale dell’Università Aristotele, in collaborazione con l’American Hellenic Educational Progressive Association (AHEPA) Hospital.
Le sue composizioni sono state eseguite in festival di tutto il mondo da diversi ensemble e orchestre, tra cui State Orchestra of Athens, Diotima Quartet, Nieuw Ensemble, Chimera Ensemble.
Insegna orchestrazione al Conservatorio di Thessaloniki e musica elettronica all’Università Aristotele della stessa città.

Calogero Di Liberto
Nato ad Agrigento, Calogero Di Liberto si è diplomato al Conservatorio di Palermo e ha perfezionato gli studi con Bruno Canino e Aquiles delle Vigne.
Ha poi frequentato la Shepherd School of Music della Rice University di Houston sotto la guida di Jon Kimura Parker.
Si è aggiudicato il primo premio al Concorso Chopin di Corpus Christi (USA), al Concorso “Compositores de España” di Madrid e all’Internationalen Sommerakademie Mozarteum di Salisburgo.
Svolge attività concertistica in Europa, Stati Uniti e Asia, ospite di istituzioni musicali come il Kennedy Center di Washington, la Carnegie Hall di New York o il Mozarteum di Salisburgo.
Ha svolto, e svolge, attività cameristica al fianco di artisti come il tenore Fabio Armiliato, i baritoni Roberto Servile e Leo Nucci, il mezzosoprano Luciana D’Intino, il violinista Cristiano Rossi, i violoncellisti Christoph Henkel e Gautier Capuçon.
Di Liberto insegna pratica e lettura pianistica all’Istituto di Alta Formazione Musicale “Pietro Mascagni” di Livorno.

Roberto Salvati
Roberto Salvati, musicista e compositore attivo principalmente nell’ambito della musica elettronica sperimentale, è nato a Sorrento nel 1986.
Ha iniziato il suo percorso artistico realizzando musiche per documentari e collaborando come sound designer e rumorista in varie produzioni cinematografiche e televisive italiane.
In seguito si è specializzato in tecnologie di interazione multimediale e robotica, creando sculture ed installazioni che “prendono vita” acquistando movenze, suoni e colori propri e interagiscono con l’ambiente e l’ascoltatore.
Nelle sue composizioni suono e ritmo divengono un flusso continuo e variabile, non più pensati in termini di metro e misura ma di forma e colore, esplorando la sinestesia intrinseca a suono e immagine. Roberto Salvati è responsabile tecnico e sound engineer del Centro di Ricerca Musicale Teatro San Leonardo – AngelicA di Bologna.

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Martedì 25 e mercoledì 26 aprile doppio appuntamento a Mantova e Torino con la violinista Sonig Tchakerian e l’Orchestra da camera di Mantova

Foto Alessandra Lazzarotto

Doppio appuntamento mozartiano con la violinista Sonig Tchakerian e l’Orchestra da camera di Mantova, martedì 25 aprile, ore 19.00, nella splendida Sala di Manto di Palazzo Ducale a Mantova nell’ambito della rassegna “Assaggi di Festival” e mercoledì 26 aprile 2017 al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, ore 21.00, per la stagione concertistica dell’Unione Musicale di Torino.
Due concerti nel segno di un unico autore che prevedono l’esecuzione di tre Concerti per violino e un Divertimento per archi di Mozart con una straordinaria Sonig Tchakerian, artista di origine armena ma dalla vita italianissima, che ha legato la sua carriera principalmente ad autori come Bach e Paganini che rivelano la sua tecnica elegante e ricercata, oltre all’intensa sensibilità interpretativa, e l’Orchestra da Camera di Mantova guidata dal suo primo violino Carlo Fabiano.
Interessante sarà ascoltare l’anima mediterranea della Tchakerian impegnata a destreggiarsi tra le cristalline frasi mozartiane e il virtuosismo delle cadenze, appositamente pensate da Giovanni Sollima per questi Concerti.
Mozart scrisse i Cinque concerti per violino e orchestra tra aprile e dicembre del 1775, nel giro di pochi mesi e, dalle prime prove ancora legate a formule e schemi barocchi, giunse ad esiti originali e compiuti.
Il secondo Concerto in re maggiore K. 211 è del giugno 1775 e viene solitamente accomunato al primo pur rappresentando per molti aspetti già un sostanziale passo in avanti.
Il virtuosismo è più moderato e sul piano formale i tre tempi seguono schemi tradizionali precisi, la forma-sonata per i primi due e il rondò alla francese per il finale.
Il Concerto in sol maggiore K. 216, del settembre 1775, è celebre per il suo Rondeau “arlecchinesco” dal carattere danzante, uno dei brani più bizzarri ed esuberanti composti da Mozart.
Nella seconda parte, il Divertimento per archi K. 136, scritto a Salisburgo nel 1772 e strutturato in tre movimenti secondo la maniera italiana della sinfonia avanti l’opera.
A concludere il Concerto in re maggiore K. 218 dove nel terzo tempo, ancora nella forma di rondò, spicca una “strasburghese”, danza popolare trasformatasi in ballo di società con la quale Mozart rendeva omaggio a una moda francese, motivo per cui, nel viaggio che l’avrebbe condotto a Mannheim e poi a Parigi, portò con sé soltanto questo Concerto.

Info
Orchestra da Camera di Mantova
Piazza Sordello 12, 46100 Mantova
Tel: 0376360476
e-mail: boxoffice@mantovachamber.com
Acquista online www.vivaticket.it

Prezzo biglietti:
Intero: 15 €
ridotto under 30: 10€
ridotto under 18: 5€

Unione Musicale
Piazza Castello 29, 10123 Torino
tel. 011-5669811
e-mail: info@unionemusicale.it
orario: martedì e mercoledì 12.30-17; giovedì e venerdì 10.30-14.30

Prezzo biglietti: poltrone numerate, euro 30 (in vendita presso la biglietteria dell’Unione Musicale e online); ingressi non numerati, euro 20 (riduzioni per i giovani under 21 in vendita il giorno del concerto presso il Conservatorio dalle ore 20.30)

Ufficio Stampa
Studio Pierrepi di Alessandra Canella
Mob: 348-3423647
e-mail: canella@studiopierrepi.it
www.studiopierrepi.it

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Martedì 25 aprile 2017, ore 19.00 – Sala di Manto, Palazzo Ducale, Mantova
Sonig Tchakerian, violino
Orchestra da Camera di Mantova
Carlo Fabiano, primo violino concertatore

W. A. Mozart, Concerti per violino e orchestra K. 211, K. 218

Mercoledì 26 aprile 2017, ore 21.00 – Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni, Torino
Orchestra da Camera di Mantova
Carlo Fabiano, primo violino concertatore

Sonig Tchakerian, violino

W. A. Mozart, Concerti per violino e orchestra K. 211, K. 216, K. 218 e divertimento per archi K. 136 (le cadenze dei Concerti per violino sono di Giovanni Sollima)

Sonig Tchakerian, violino
Sonig vive l’infanzia ad Aleppo, dove da bimba comincia a suonare il violino con il padre, appassionato musicista.
Trasferita in Italia, si diploma a 16 anni con Giovanni Guglielmo con il massimo dei voti e la lode.
Si perfezionata con Salvatore Accardo, Franco Gulli, Nathan Milstein.
Premiata al Paganini di Genova, all’ARD di Monaco di Baviera e al Gui di Firenze, tiene recital per importanti società di concerti e, come solista, suona con la Royal Philharmonic di Londra, la Bayerischer Rundfunk di Monaco, la Verdi di Milano, le orchestre del San Carlo di Napoli e dell’Arena di Verona, i Solisti Veneti, l’Orchestra di Padova e del Veneto, con direttori quali Piero Bellugi, Daniele Gatti, Antonio Janigro, Daniel Oren, Claudio Scimone, Emil Tchakarov.
La sua discografia comprende “Seasons and Mid Seasons” di Vivaldi (Decca 2015), le Sonate e Partite di J. S. Bach (Decca 2013), le Sonate op. 23, 24 e 47 di Beethoven, (Deutsche Grammophon 2010), Capricci op. 1 di Paganini (Arts 2003), il Concerto di Barber e la Serenata di Bernstein (Amadeus, 2006), i concerti di Haydn (Arts, 2001), il Concerto n. 5 di Vieuxtemps e il Rondo capriccioso di Saint- Saëns (Audiophile Sound, 1997), l’integrale per violino e pianoforte di Ravel (AS disc, 1991), l’integrale dei trii di Beethoven, Schumann e Schubert con il Trio Italiano.
È docente di violino nell’ambito dei corsi di Alto Perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma.
Suona un Gennaro Gagliano costruito a Napoli nel 1760.
Alle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza, è responsabile del progetto artistico della musica da camera e crea esperienze intense e coraggiose con musica e danza, elettronica, jazz, poesia, prosa, testi sacri e prime esecuzioni.
Vive un’inquieta voglia di cercare ed esplorare esperienze nuove, viaggi e concerti alla riscoperta delle origini armene. Radici e futuro, per lei due realtà da non tradire.

Orchestra da Camera di Mantova
Fondata nel 1981 da Carlo Fabiano, da sempre suo primo violino concertatore, l’Orchestra da Camera di Mantova s’impone da subito all’attenzione generale per brillantezza tecnica, assidua ricerca della qualità sonora, sensibilità ai problemi stilistici. Nel 1997 ha vinto il Premio “Franco Abbiati” della critica italiana come miglior complesso da camera, «per la sensibilità stilistica e la metodica ricerca sulla sonorità che ripropone un momento di incontro esecutivo alto tra tradizione strumentale italiana e repertorio classico».
L’Orchestra da Camera di Mantova ha sede al Teatro Bibiena di Mantova, autentico gioiello di architettura e acustica.

Martedì 25 aprile 2017, ore 19.00 – Sala di Manto, Palazzo Ducale, Mantova
Sonig Tchakerian, violino
Orchestra da Camera di Mantova
Carlo Fabiano, primo violino concertatore

W. A. Mozart, Concerti per violino e orchestra K. 211, K. 218

Mercoledì 26 aprile 2017, ore 21.00
Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni, Torino
Sonig Tchakerian, violino

W. A. Mozart, Concerti per violino e orchestra K. 211, K. 216, K. 218 e divertimento per archi K. 136 (le cadenze dei Concerti per violino sono di Giovanni Sollima)

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