Il concorso letterario “Una piazza, un racconto” premia la convivialità al femminile

Da sin.: Corrado Oddi, Enza Silvestrini, Max De Francesco, Luciana Renzetti, Alessandra Pepino, Linda di Giacomo, Cristina Giuntini; dietro: Riccardo Bachrach fra Maurizio Fiume e Christiane Groeben

Il concorso letterario “Una piazza, un racconto”, organizzato dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli, è giunto alla diciannovesima edizione.
Nato come competizione a tema libero, da diversi anni a questa parte si avvale di un tema fisso, scelto da Luciana Renzetti, direttore artistico della Comunità Luterana che, introducendo la serata di premiazione dei vincitori, ha voluto sottolineare come la decisione di instradare i partecipanti verso argomenti ben determinati, pur portando ad una netta diminuzione nel loro numero,  si è rivelata vincente per elevare il valore complessivo degli elaborati.
Di conseguenza molto complesso è risultato, anche in questa ultima edizione, il compito della giuria, formata da Riccardo Bachrach (presidente), Christiane Groeben, Maurizio Fiume, Enza Silvestrini e Max De Francesco, chiamata a giudicare una serie di racconti sul tema “In un ristorante o a casa di amici c’è una tavola pronta per essere assediata e condivisa…”,  quanto mai attuale, considerando la notevole quantità di format dedicati a cibo e cucina che oggi invadono i canali televisivi.
Ad aggiudicarsi il concorso è stata la salernitana Linda di Giacomo con “Operazione Ecuba”, dove la cena organizzata da un’associazione, che contemplava la presenza, allo stesso tavolo, dei nonni con i rispettivi nipoti, diveniva il pretesto per mettere a fuoco un confronto in cui l’esperienza prevaleva sulla conflittualità generazionale.
Il secondo posto è andato invece alla napoletana Alessandra Pepino con “La sedia vuota”, incentrato sull’annuale rimpatriata di cinque amici, che festeggiano il compleanno di una di loro e del suo fratello gemello, come se quest’ultimo fosse ancora vivo.
In realtà quest’ultimo ha perso la vita molti anni prima, a seguito di un tuffo dagli scogli, generato da una sfida con un altro dei partecipanti della riunione, che funge da voce narrante e che sta lottando contro un tumore.
Una storia triste, come talora possono diventare, col trascorrere del tempo, gli incontri fra persone che si vedono solo una volta all’anno.
Terza classificata la fiorentina Cristina Giuntini, il cui “Sapori e livori” riguardava la descrizione degli abbinamenti, concepiti dal protagonista, fra gli invitati al buffet delle sue nozze e i diversi cibi, gioco che subito contagia anche il lettore, sicuramente divertente ed ironico, ma attraversato anche da una sottile vena di malinconia.
Fin qui il brevissimo riassunto di tre lavori, sicuramente meritevoli del riconoscimento conseguito, ulteriormente valorizzati dall’attore Corrado Oddi, che ne ha letto i passi maggiormente significativi.
Per ogni testo, poi, il pianista Gabriele Pezone ha scelto altrettanti pezzi musicali, secondo una sua personale visione (che non ha esitato a spiegare ai numerosi presenti), ed interpretati in duo con il giovanissimo sassofonista Anthony Carducci (Nomen omen, visto che eravamo in ambito letterario).
Così, dopo “Sapori e livori” abbiamo ascoltato Brasileira, movimento conclusivo della suite Scaramouche del francese Darius Milhaud (1892-1974), mentre un’Aria del transalpino Eugène Bozza (1905-1991) identificava il racconto di Alessandra Pepino ed infine ad “Operazione Ecuba” seguiva Pequeña Czarda, brano giovanile dello spagnolo Pedro Iturralde (1929).
La serata si concludeva con un graditissimo omaggio di Corrado Oddi a Totò, del quale cadono i 50 anni dalla morte, con la proposizione di due poesie, la breve ed ironica “La filosofia del cornuto” e la celeberrima “ ‘A livella”, declamata mentre il maestro Pezone faceva scorrere le note di “Malafemmena” in sottofondo.
Tirando le somme di una serata quanto mai piacevole e di notevole arricchimento culturale, che ha portato alla ribalta tre scrittrici, già messesi in evidenze in alcune delle precedenti edizioni del concorso, si può concludere che, se i grandi chef sono quasi tutti uomini, la convivialità è ancora prerogativa prettamente femminile.

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Domenica 17 dicembre l’appuntamento conclusivo dei “Vespri d’organo” propone un concerto del maestro Mauro Castaldo dedicato a padre Leonardo Mollica in occasione dei 50 anni di ordinazione sacerdotale

Vespri d'organo - Giornata Mondiale lotta AIDSDomenica 17 dicembre, alle ore 19.30, nella chiesa dell’Immacolata al Vomero (piazza Immacolata), ultimo appuntamento della XI edizione della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci e gemellata con l’Internationales Stuttgarter Orgelfestival (Germania).
La serata è stata organizzata per celebrare i 50 anni di ordinazione sacerdotale di padre Leonardo Mollica, attuale parroco della chiesa dell’Immacolata, fautore dei “Vespri d’organo”, fin dalla loro prima edizione, al quale si deve anche l’acquisto, nel 1984, dell’organo Mascioni op. 1072, strumento di grandissima versatilità.
Protagonista del concerto il maestro Mauro Castaldo, presidente dell’Associazione Trabaci, che aprirà il recital con la Suite Gothique, op. 25, assoluto capolavoro di Léon Boëllmann (1862-1897), studente di Gigout alla Scuola Niedermeyer di Parigi, morto prematuramente di tisi.
A seguire un altro autore francese, Charles Gounod (1818-1893), vincitore del Prix de Rome nel 1839, con l’ Offertoire in do per organo (1873).
Sarà quindi la volta della Sonata in sol maggiore, rara incursione organistica dell’operista Vincenzo Bellini (1801-1835), mentre la successiva Toccata in sol minore metterà in evidenza João de Sousa Carvalho (1745-1799), portoghese perfezionatosi a Napoli presso il Conservatorio di S. Onofrio.
Un salto in Inghilterra ci porterà al confronto con il londinese John Stanley (1712-1786), considerato dai suoi connazionali “il miglior organista d’Europa”, la cui carriera ebbe inizio ad appena undici anni.
Dalla sua produzione ascolteremo Voluntary II e Voluntary X, legati ad un genere così definito perché lasciato alla volontà improvvisativa dell’esecutore.
Il viaggio a ritroso nel tempo si chiuderà con due brani di Johann Sebastian Bach (1685-1750), “Nun komm, der Heiden Heiland” BWV 659, appartenente ai cosiddetti “Preludi corali di Lipsia”, in quanto il manoscritto che li contiene venne ritrovato nella città della Sassonia, e la celeberrima Toccata e Fuga in re minore BWV 565, che rappresenta una delle composizioni più conosciute della storia della musica.

Ingresso libero

Prossimo appuntamento:
Venerdì 26 gennaio 2018, ore 19,30
Olga Laudonia, organo

Per ulteriori informazioni
Associazione Organistica Giovanni Maria Trabaci
Via Duca di San Donato, 28 – Napoli
Tel.: 081.5634518
Cell.: 339.5389103
e.mail: associazionetrabaci@alice.it
sito web: www.trabaci.com

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Domenica 17 dicembre 2017 – Chiesa dell’Immacolata al Vomero (piazza Immacolata – Napoli)

Mauro Castaldo. organo

Programma

Léon Boëllmann (1862-1897): Suite Gothique

Charles Gounod (1818-1893): Offertoire in do maggiore

Vincenzo Bellini (1801-1835): Sonata in sol maggiore

João de Sousa Carvalho (1745-1799): Toccata in sol minore

John Stanley (1713-1786)
Voluntary II
Voluntary X

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
“Nun komm, der Heiden Heiland” BWV 659
Toccata e Fuga in re minore BWV 565

Mauro Castaldo

Foto Fulvio Calzolaio

È Titolare della Cattedra di Organo e Composizione Organistica al Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento.
È fondatore e presidente dell’Associazione Organistica “Giovanni Maria Trabaci” di Napoli.
È autore del libro “Il giardino dei silenziosi – Iuppiter Edizioni” dedicato agli organi delle chiese di Napoli.
Ha compiuto gli studi musicali nei Conservatori di Benevento e Napoli conseguendo i Diplomi in Pianoforte, Organo e Composizione Organistica, Clavicembalo, Composizione e Direzione d’Orchestra.
Ha frequentato, altresì, i corsi di perfezionamento all’Accademia Musicale Chigiana di Siena di Clavicembalo con Kenneth Gilbert e Musica per Film con Ennio Morricone.
Nel 1991 ha vinto, presso il Conservatorio “San Pietro a Majella di Napoli”, il Premio di Composizione “Terenzio Gargiulo” con: Interludio per Orchestra, Quartetto per Archi, Suite per Fiati.
Nel 1997 ha inciso un CD, interamente dedicato alle sue composizioni per organo, recensito dal prestigioso “The American Organist Magazine” di New York.
Le composizioni per organo pubblicate dalle Edizioni dell’Associazione Trabaci sono eseguite in Italia e all’estero.
Nel corso di una attività musicale trentennale ha preso parte in qualità di organista a rassegne e festival nazionali ed internazionali in Italia, Germania, Spagna, Austria.

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Giovedì 14 dicembre la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti ospita il pianista Costantino Catena

Giovedì 14 dicembre 2017, alle ore 20.30, al Teatro Sannazaro la Associazione Alessandro  Scarlatti affida al pianista salernitano Costantino Catena l’ultimo dei tre recital dedicati da giovani pianisti italiani al repertorio virtuosistico romantico.

Il nuovissimo volume di Luca Ciammarughi edito da Zecchini intitolato “Da Benedetti Michelangeli alla Argherich. Trent’anni con i grandi pianisti”, nomina Costantino Catena nel paragrafo “Virtusismo ed extravaganza” riconoscendogli la dote di unire “al cesello virtuosistico un cantabile di assoluta bellezza sonora.”
Sono queste doti, quindi che possiamo aspettarci di ascoltare nel programma della serata, che unisce l’eroismo romantico dei Davidsbündlertänze di Schumann al virtuosismo assoluto del Liszt.
Il programma si chiude con due funamboliche tarantelle: una è l’ultimo movimento di “Venezia e Napoli” (parafrasi di una melodia del pianista Guillaume-Louis Cottrau, capostipite della dinastia di musicisti napoletani); l’altra la celebre brillantissima parafrasi da “la Muta di Portici” di Auber.

Lo stesso 14 dicembre al Teatro Sannazaro, alle ore 11 Costantino Catena incontrerà più di 200 studenti delle scuole napoletane per il terzo appuntamento di “Parliamo di musica con le scuole”, intitolato: “Venezia e Napoli”.

Costo del biglietto
Intero Platea e palchi I fila: 18 Euro
Intero Palchi II e III fila: 13 Euro
Ridotto (fino a 30 anni): 13 Euro
Last minute (fino a 25 anni, da 1 ora prima del concerto): 5 Euro

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Giovedì 14 dicembre, ore 20.30 – Teatro Sannazaro (Napoli)

Costantino Catena, pianoforte

Programma

Robert Schumann (1810 – 1856): Davidsbündlertänze, diciotto pezzi caratteristici per pianoforte, op. 6

Franz Liszt (1811 – 1886)
Venezia e Napoli, supplément aux Annéèe de pèlerinage R10c
Tarantella di bravura su “La Muta di Portici” di Auber R117

Costantino Catena
“Pianista di un tipo ormai raro nella sua generazione, in lui sfolgora anzitutto l’arte del cantare sulla tastiera con invenzioni di fraseggio che ne dimostrano la squisita intelligenza musicale”: definito con queste parole dalla rivista Amadeus, Costantino Catena è stato ospite di importanti istituzioni concertistiche in vari paesi europei, in Australia, negli U.S.A., in Russia e in Giappone, tra cui l’Accademia Filarmonica di Bologna, la Philharmonia di San Pietroburgo, il Kennedy Center e la Georgetown University di Washington, gli Amici del Teatro Regio di Torino, gli Amici della Musica di Trapani, il Gasteig di Monaco di Baviera, la Società Dante Alighieri, il Liszt Memorial Museum di Budapest, il Festival Internazionale di Ravello, il Festival Internazionale di Alghero, l’Istituto Liszt di Bologna, l’Auditorium Parco della Musica di Roma, Palazzo Poli di Roma, il Teatro dell’Arte della Triennale di Milano, il Teatro Goldoni di Livorno, il Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, la Yasar Concert Hall di Izmir, la Winchester University, la Filarmonica De Stat Transilvania di Cluj-Napoca, il Kusatsu International Festival, l’Ohrid Summer Festival. Costantino Catena ha un’intensa attività discografica, principalmente con l’etichetta giapponese Camerata Tokyo, con cui ha iniziato a collaborare nel 2010 incidendo l’integrale di Liszt per violino e pianoforte e in seguito numerosi CD solistici, tra cui un doppio CD lisztiano e un blu-ray dedicato a Debussy e Schumann, e con cui sono in progetto altri lavori discografici, tra cui la registrazione di tutta l’opera pianistica di Schumann.
Recentemente il disco “Hidden Orchestra”, comprendente il Concerto op. 54 di Schumann per pianoforte e orchestra nella trascrizione per pianoforte e organo di Claudio Brizi, è stato inserito nella programmazione di bordo da All Nippon Airways, mentre il CD con il Quartetto e il Quintetto di Schumann, registrato insieme al Quartetto Savinio, è stato premiato con 5 stelle dalla rivista discografica Musica.
I suoi dischi hanno ricevuto critiche entusiastiche da prestigiose riviste internazionali e importanti critici musicali e nell’agosto 2016 il nuovo CD “Two Saints – Francis of Assisi & Francis of Paola” è stato scelto come uno dei migliori dischi sulla rivista giapponese di musica “Record Geijutsu”.
Ha inoltre inciso per le etichette Phoenix Classics e Nuova Era International e le sue registrazioni sono state spesso diffuse in Italia e all’estero (RAI Radiotelevisione Italiana, NHK Nippon Hōsō Kyōkai, RSI Radio della Svizzera Italiana, MR Magyar Rádió).
Ha al suo attivo anche una notevole attività cameristica, avendo collaborato con artisti quali Alessandro Carbonare, Michele Lomuto, Franco Maggio Ormezowski, Gabriele Geminiani, Carlo Parazzoli, Saschko Gawriloff, Sabrina-Vivian Höpker, Claudio Casadei, Massimo Quarta, Maja Bogdanovich, Lynne Dawson, Claudio Brizi, Quartetto Savinio.
In collaborazione con il musicologo Paolo Scarnecchia ha avviato una esplorazione del repertorio delle turcherie, e più in generale di ispirazione orientalista, costituito da fantasie, variazioni, parafrasi, riduzioni e rêveries, e presentato in forma di conversazione-concerto.
Costantino Catena ha iniziato giovanissimo lo studio del pianoforte.
Dopo aver conseguito con il massimo dei voti e la lode il diploma di pianoforte presso il Conservatorio “G. Martucci” di Salerno sotto la guida del M° Luigi D’Ascoli, ha proseguito e completato la sua formazione pianistica seguendo corsi di perfezionamento con Konstantin Bogino, Bruno Mezzena e Boris Bechterev. Importanti riferimenti per la sua maturazione artistica sono stati anche gli incontri con Aldo Ciccolini, Michele Campanella e Joaquín Achúcarro.
Docente di pianoforte principale presso il Conservatorio di Musica “D. Cimarosa” di Avellino, ha dato masterclass e seminari per varie Accademie e Università (The Ignacy Jan Paderewski Academy of Music in Poznań, Tromsø University, Music College of the Moscow Tchaikovsky Conservatoire, Babes-Bloyai University of Cluj-Napoca, Winchester University, Yasar University of Izmir).
Laureato sia in Filosofia presso l’Università degli Studi di Salerno che in Psicologia presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, ha approfondito in particolare le tematiche concernenti la gestione degli aspetti psicologici e fisiologici durante l’esecuzione musicale.
Costantino Catena è stato ufficialmente designato “Yamaha Artist” nel 2016

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Martedì 19 dicembre Concerto di Natale e Aperitivo per Classical Naples

Martedì 19 dicembre 2017, alle ore 19.30, presso il ristorante Il Poggio del gruppo Gesco si terrà un Concerto di Natale con illustrazioni del pianista Luciano Ruotolo e un aperitivo buffet in tema natalizio, per sostenere il progetto “Classical Naples”, competizione pianistica internazionale dedicata ai Maestri della Scuola Napoletana che vede una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Meridonare.

L’appuntamento è al Poggio in via Poggioreale 160 C a Napoli.

L’evento prevede una quota di adesione di 15 euro con prenotazione obbligatoria entro martedì 12 dicembre 2017.

Info e prenotazioni:
comunicazione@gescosociale.it
tel. 081 7872037
www.associazionemousike.com

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Martedì 12 dicembre il Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento propone “Canti di Lode per il Santo Natale”

“Canti di Lode per il Santo Natale”: questo il suggestivo titolo del Concerto per voci e pianoforte, che si terrà martedì 12 dicembre 2017, alle ore 18.00, presso il Teatro San Vittorino a Benevento.
Protagonista la classe di Canto del M° Chiara Chialli, docente presso l’Istituzione di Alta Formazione Musicale sannita.
Gli allievi della sua Classe eseguiranno pagine raffinate del repertorio lirico e vocale dedicato alla tradizione sacra del Natale.
Accompagnatore e Collaboratore al pianoforte sarà il M° Rossella Vendemia, docente titolare di cattedra presso il “Nicola Sala”.
Ad esibirsi saranno i seguenti allievi: Federica Apice, Adriana Caprio, Frida Cuccurullo, Sergio Dragone, Daniela Esposito, Michela Mercuri, Teresa Montaquila, Domenica Pennacchio, Carol Rinaldi, Anna Russo, Miriam Russo.

Ufficio Stampa e Comunicazione del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento
Via Mario La Vipera, 1
82100 Benevento
Tel. 0824.21102
fax: 0824.50355
sito web: http://www.conservatorio.bn.it/

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Venerdì 15 dicembre al Museum Shop & Bar Convivio Armonico di Area Arte Associazione propone Pina Cipriani in “Quanno Nascette Ninno ed altre storie”

Venerdì 15 dicembre, alle ore 19.00, presso il Museum Shop & Bar (Largo Corpo di Napoli, 3), nell’ambito dell’Autunno Barocco di Convivio Armonico 2017Musica antica nel Corpo di Napoli, Area Arte Associazione presenta Pina Cipriani in “Quanno Nascette Ninno ed altre storie” con Egidio Mastrominico (violino), Renata Cataldi (flauto), Marco Gesualdi (chitarra), Giacomo Pedicini (basso)

In programma musiche di S. Alfonso Maria de’ Liguori e della tradizione natalizia

Costo del biglietto: 10 Euro con degustazione

Per Info
Area Arte Associazione
3472430342
lemusi@libero.it
www.areaarte.eu

Museum Shop & Bar
Largo Corpo di Napoli, 3
389 11 94 169
www.museum-shop.it

Venerdì 15 dicembre al Museum Shop di Largo Corpo di Napoli ritorna Pina Cipriani “live” con i suoi musicisti con “Quanno Nascette Ninno ed altre storie” e ritorna l’autentico spirito del Natale a Napoli nella storia e nella contemporaneità, tra ricorrenza e commemorazione attraverso la tradizione colta e popolare a partire dal cantico di S. Alfonso Maria de’ Liguori cantato dalla sua prima e insuperabile interprete per una proposta densa di emozioni

Pina Cipriani
Ha una reputazione internazionale come cantante ed attrice per la sua unica cifra interpretativa e per il suo lavoro di recupero e diffusione della canzone napoletana antica e contemporanea.
La sua attività artistica ha inizio negli anni settanta con il gruppo “Bentornato Mandolino”, fondato da Franco Nico e con gli arrangiamenti di Raimondo Di Sandro, diventato subito gruppo di riferimento in quegli anni per la riscoperta del mandolino e per una interpretazione rigorosa del repertorio della canzone napoletana; con il gruppo compie numerose tournée ed incide per la Fonit Cetra.
Nel ‘77 interpreta ed incide in prima esecuzione mondiale sempre per la Fonit la versione integrale di “Quando nascette Ninno” di S. Alfonso Maria de’ Liguori, interpretata anche nel ‘91 in Piazza del Plebiscito a Napoli alla presenza di Papa Wojtyla.
Numerosi spettacoli la vedono protagonista della rinascita della Canzone Napoletana classica e per la costituzione di un nuovo repertorio contemporaneo, affiancando a questa il lavoro di ricerca sul repertorio dell’entroterra campano, ricordiamo “Antonio De Curtis in arte Totò”, “Il sud non è forse”, “RONA”, “Momenti, viaggio nei sentimenti’, “Tiempe Sciupate” con Enzo Moscato, lo storico “Rosa, Preta e Stella”, “MAMA”, “Cantami o Diva”, “Chesta è la Terra mia”, “La forza del dialetto”, “Song’s Eduardo”, “Chist’è nu filo d’erba e chill’è ‘o mare” fino al recente “Napolinscena”.
Pina nella sua lunga carriera ha tenuto concerti in Italia, tra gli altri alla Biennale di Venezia, a Cagliari, a Torino, Siena, Brindisi, al Teatro Flaiano e al Parioli di Roma, al Festival Città Spettacolo di Benevento, al Teatro di Corte della Reggia di Caserta, al Festival delle Ville Vesuviane, ed all’estero, in Francia al Festival di La Rochelle, ad Avignone e al festival del Teatro Europeo di Grenoble, al Centre George Pompidou di Parigi per il Festival Quartier d’été, all’Istituto di Cultura Italiano di Parigi, in Svizzera in Germania in Turchia ed in Grecia all’Istituto di Cultura Italiano di Salonicco.
Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive, lo spettacolo “RONA” è stato registrato e teletrasmesso in quattro puntate da Rai Tre, mentre lo spettacolo “Tiempe Sciupate” con Enzo Moscato è stato registrato e trasmesso da Radio Tre.
In campo cinematografico ha partecipato ai film “Libera” di Pappi Corsicato, “Baby Gang” di Salvatore Piscicelli e “Il resto di niente” di Antonietta De Lillo.
La sua discografia, edita da Fonit Cetra, Polo Sud e da CPS, vanta dieci Cd che sono vere e proprie incisioni di riferimento nell’interpretazione della canzone napoletana antica e contemporanea, dove Pina si esalta nelle interpretazioni del canzoniere composto per lei da Franco Nico.
Per la produzione dei suoi spettacoli e CD ha collaborato con poeti e musicisti napoletani quali Salvatore Palomba, Franco Nico Giuseppe Liuccio, Daniele Sepe, Marcello Colasurdo, Piero De Asmundis, Paolo Raffone, Raimondo Di Sandro, Giacomo Pedicini.
Nella sua lunga carriera, ad una intensa attività artistica Pina ha sempre affiancato la direzione del nucleo artistico ed organizzativo del Teatro Sancarluccio, storico spazio di sperimentazione e di nuova drammaturgia che ha sempre definito come la sua casa d’arte, dalla fondazione nel 1972 insieme a suo marito Franco Nico, compositore, cantautore e regista, al 2013.
Nel ’78 crea la Compagnia del Sancarluccio che da allora ha prodotto tutti i suoi spettacoli/concerti.
Ai numerosi riconoscimenti collezionati nel corso della sua lunga carriera, Pina ha aggiunto nel 2010 il prestigioso Premio “NIKE” per lo spettacolo “Cantami o Diva”, insignito da una giuria composta dai critici teatrali e musicali di tutte le testate giornalistiche napoletane, quale miglior spettacolo musicale della stagione teatrale 2009/10, sempre nel 2010 il Comune di S. Anastasia ha voluto rendere omaggio alla sua arte con un premio alla Carriera, per finire nel 2013 con l’assegnazione alla quinta edizione del Premio Landieri del Premio speciale alla Carriera attribuito “per una carriera straordinaria, per essere stata negli anni interprete e cantante, per il lavoro al Teatro Sancarluccio, per una vita dedicata al teatro”.
Nel 2014 Pina ha festeggiato i 50 anni di carriera con un concerto/evento alla Domus Ars di Napoli circondata da molti degli storici musicisti che la hanno accompagnato in un eccezionale serata di musica.
Nel marzo 2015 è stata insignita del premio “Eccellenze Casalesi” dall’amministrazione Comunale di Casal di Principe “Per aver dato lustro alla sua terra”.
Oggi Pina canta ancora Napoli principalmente nel Centro Storico di Napoli, presso il “Museum” di Largo Corpo di Napoli eseguendo e facendo conoscere il canzoniere composto per lei dal marito Franco Nico su testi di Totò, Eduardo, Liuccio, Lanzetta.
Di recente sono stati ristampati a cura di Area Arte Associazione i cd “Quando nascette Ninno”, “Rosa, Preta e Stella” e “Pina Cipriani Canta TOTO’” in occasione delle celebrazioni della scomparsa.
Lo scorso 21 settembre le è stato assegnato il Premio CIF dal Centro Italiano Femminile sezione di Cimitile “Riconoscimento a Donne che con la loro attività hanno dato volto, forma e valore al mondo femminile”.

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Al Clubino il gradito ritorno del “Trio Esperidi” protagonista del concerto-spettacolo “NapoliAlterEgo”

Dopo il successo ottenuto lo scorso aprile, il Trio Esperidi è tornato nella sede del “Clubino”, associazione culturale vomerese presieduta da Piera Salerno.
Per l’occasione l’ensemble, costituito da Francesca Curti Giardina (soprano), Tiziana Minervini (chitarra classica) e Maria Aiello (flauto traverso) ha proposto il concerto-spettacolo dal titolo “NapoliAlterEgo” che, come ha spiegato inizialmente al pubblico Francesca Curti Giardina, “consiste in un racconto recitato e musicato di una piccola storia d’amore inventata, inserita nella grande storia della città partenopea, utilizzando brani tratti dall’antica tradizione napoletana”.
La serata si apriva nel nome di Ernesto Murolo ed Ernesto Tagliaferri con Piscatore ‘e Pusilleco (1925), dove il personaggio del titolo è “vittima” degli struggimenti di un amante, lasciato da una tale Maria, che alla fine pare tornare sui suoi passi.
Ancora una Maria che provoca sospiri amorosi, nella celeberrima Maria Marì (di Vincenzo Russo e Eduardo Di Capua, 1899), mentre al centro della successiva Uocchie c’arraggiunate (1904), vi era lo sguardo di Concettina, che fece perdere la testa all’avvocato Alfredo Falcone Fieni e da quest’ultimo fu immortalato, avvalendosi della musica di Roberto Falvo.
Sempre nell’ambito di amori, presumibilmente non a lieto fine, si inquadra Lu cardillo, di autore anonimo del Sei-Settecento, poi rielaborata a metà dell’ottocento da Ernesto Del Preite e Pietro Labriola, dove si narra l’addestramento di un cardellino, che dovrà spiare le mosse dell’amata, riportando al padrone quanto ha visto e, di conseguenza, fargli comprendere se ha speranze di riuscire a conquistare il suo cuore.
Dopo tanti patemi, un piccolo intervallo ironico, con Io, mammeta e tu (1956), che si deve al duo formato da Riccardo Pazzaglia (testo) e Domenico Modugno (musica), ma fu portato al successo da Renato Carosone.
Toccava quindi ad un’altra splendida canzone, Era de maggio (1885), nata da una intensa lirica di Salvatore di Giacomo, musicata da Mario Pasquale Costa, seguita da una versione per flauto e chitarra della Tarantella con la quale si chiudeva “La festa di Piedigrotta” (1852), opera di Luigi Ricci (1805-1859), autore oggi piuttosto sconosciuto così come la sua produzione.
Un’incursione nella nobiltà (non certo d’animo), con La serpe a Carolina, spietato ritratto di Maria Carolina d’Austria, moglie di Ferdinando I di Borbone, motivo portata alla ribalta da Roberto De Simone, che si avvalse del testo della ‎‎“Ngiuriata de la Coccovaja de Puorto all’ex Regina de Napole” (1799), abbinato all’aria “Bello ni’ si m’amave n’ at’ anno”.
Discorso a parte merita Salvatore Gambardella (1871-1913), che completamente privo dei più elementari rudimenti musicali, aveva bisogno di qualcuno che mettesse sul pentagramma i motivi da lui fischiettati.
Fra le sue canzoni si annovera Furturella (1894), scritta su testi di Pasquale Cinquegrana, meno nota di tante altre, ma apprezzata da Mascagni e Puccini, che è accennata da Luciano De Crescenzo, nella trasposizione televisiva del 1990, curata da Lina Wertmüller, della commedia di Eduardo de Filippo “Sabato, Domenica e Lunedì”.
E, sempre rimanendo in ambito eduardiano, era proposta La Palummella, canzone d’amore presumibilmente di origini settecentesche, pubblicata nel 1873 da Teodoro Cottrau e poi trasformata in canto di protesta nei confronti degli invasori piemontesi.
Ma nel film di Giovanni Franciolini “Ferdinando I re di Napoli” (1959), Eduardo De Filippo, che ricopriva il ruolo di Pulcinella, interpretò un testo nel quale l’oggetto della satira era invece il re Borbone, avallando un pretestuoso falso storico, in quanto la vicenda si svolgeva nel 1806, quando il brano era ancora lontano dall’essere diffuso.
Al connubio fra il poeta Ferdinando Russo ed il già citato Mario Pasquale Costa si deve, invece, Scetate (1887).
Le sue armonie arabeggianti hanno suggerito un intrigante fuori programma, in quanto ad accompagnare sulla scena il trio è intervenuta Azira Imman, ballerina esperta in danze orientali.
Ultimo brano in programma la Serenata di Pulcinella, pezzo del Settecento attribuito, ancora con qualche dubbio, a Domenico Cimarosa, e riportato al suo antico splendore da alcuni grandi interpreti negli anni ’70.
Per quanto riguarda le protagoniste, nonostante l’ensemble si sia formato abbastanza di recente, siamo di fronte ad un trio molto affiatato, che poggia su solide basi professionali.
Così, se da una parte Francesca Curti Giardina risulta dotata di una voce molto bella e intensa, accompagnata da una dizione precisa e da una notevole presenza scenica (mai comunque al di sopra delle righe), non le sono da meno la chitarrista Tiziana Minervini e la flautista Maria Aiello, che hanno ben supportato la cantante, ritagliandosi un piccolo spazio personale nell’esecuzione della Tarantella di Ricci.
Pubblico numeroso, partecipe ed entusiasta, che si è diviso in varie fazioni per ottenere un bis “personalizzato” ed alla fine ha prevalso la celeberrima “Reginella”, nata dall’incontro fra Libero Bovio e Gaetano Lama.
Ricordiamo, infine, il valido contribuito fornito dal maestro Antonio Grande, presente fra gli spettatori, autore delle trascrizioni per flauto e chitarra di alcune delle canzoni eseguite, nell’ambito di una serata piacevole ed interessante, inserita fra i tantissimi appuntamenti che hanno progressivamente consolidato il prestigio e la fama del “Clubino”, oggi fermo punto di riferimento culturale e sociale del popoloso quartiere collinare del Vomero.

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