Sabato 18 agosto la seconda edizione di “Vico borghi, piazze e terrazze” propone il concerto del Solitaire Ensemble

Sabato 18 agosto, alle ore 19.00, presso Villa Giusso ai Camaldoli di Arola (Vico Equense), nell’ambito della seconda edizione di “Vico borghi, piazze e terrazze”, rassegna organizzata dall’Amministrazione comunale (sindaco Andrea Buonocore) e promossa dall’Assessorato al turismo di Vico Equense (assessore Lucia Vanacore), con la direzione artistica del Maestro Paolo Scibilia ed in collaborazione con la S.C.S. Società dei Concerti di Sorrento, concerto dal titolo “Wolfgang”, con la partecipazione del Solitaire Ensemble formato da Alfredo Natili (clarinetto), Renato Settembri (clarinetto) e Roberto Petrocchi (corno di bassetto).

Ingresso libero

Programma
Omaggio a Wolfgang Amadeus Mozart – Trascrizioni dalle celebri opere e sinfonie del Genio Salisburghese

W. A. Mozart
Divertimento n. 1 K 229 (K439/b)
Aria di Tamino, da “Il flauto magico”
Aria della Regina della Notte, da “Il flauto magico”
Divertimento n. 3 K 229 (K439/b)
“Al desio di chi t’adora”, aria da “Le nozze di Figaro”
“Voi che sapete”, arietta di Cherubino da “Le nozze di Figaro”
“Là ci darem la mano” duetto, da “Don Giovanni”
“Non più andrai” aria, da Le Nozze di Figaro

Solitaire Ensemble
Il Trio (composto da Alfredo Natili – clarinetto, Renato Settembri – clarinetto e Roberto Petrocchi – corno di bassetto) nasce all’interno del Quintetto Italiano di Clarinetti Solitaire Ensemble con l’intento di promuovere la musica cameristica che Mozart ha scritto per uno degli strumenti a lui più caro, il clarinetto appunto, al quale ha dedicato pagine immortali di sublime bellezza formale e musicale.
Tali composizioni sono eseguite anche con due clarinetti e fagotto o con tre corni di bassetto (il Trio di Clarone di Sabine Meyer è l’antesignano di questa formazione).il Trio del Solitaire Ensemble propone il repertorio nella formazione di due clarinetti e corno di bassetto perchè “l’impasto” sonoro risulta essere più omogeneo e nel contempo ben distinto nell’insieme della tessitura strumentale nella quale il timbro del corno di bassetto, morbido e suadente, nasale e velato, crea sonorità suggestive, a volte misteriose, sicuramente emozionanti.
I componenti del Trio vantano una lunghissima esperienza nel campo didattico e concertistico.
Esplicano docenza nei Conservatori di Stato ed esibizioni come solisti, in prestigiosi ensemble, orchestre Italiane e straniere, per famosi direttori e compositori, quali Ennio Morricone.

Alfredo Natili
Si diploma in clarinetto presso l’Istituto Musicale Pareggiato “G. Briccialdi” di Terni.
Risulta vincitore di audizioni presso l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma con la quale instaura contratti di collaborazione dal 1976 al 1990.
Ha suonato con l’Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, Sagra Musicale Umbra, Umu Sintesi, Orchestra Regionale dell’Umbria.
Oltre all’attività orchestrale svolge intensa attività cameristica con formazioni che vanno dal duo fino a gruppi più numerosi di strumenti (archi e fiati).
Ha inciso l’integrale di W. A. Mozart per clarinetto e quartetto d’archi ed ha curato la revisione critica del Rondo K 581/b di Mozart per le edizioni Curci.
Ha dedicato particolare attenzione al Corno di Bassetto con il quale ha eseguito la letteratura più significativa dello strumento e fa parte del Quintetto di clarinetti Solitaire Ensemble in cui alterna l’uso del clarinetto sib e del clarinetto piccolo mib.
E’ docente di clarinetto presso la Scuola Comunale di Musica e Danza di Spoleto nella quale ricopre anche il ruolo di Coordinatore Didattico

Renato Settembri
Compie gli studi musicali presso l’Istituto Musicale Pareggiato “G. Briccialdi” di Terni nel quale ricopre il ruolo di docente di musica d’insieme per strumenti a fiato.
Inizia subito un’intensa attività cameristica ed orchestrale.
Collabora con l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Opera Incanto, ICE di Roma, Teatro Lirico Sperimentale.
Dedica particolare attenzione alla produzione musicale di gruppi cameristici, in qualità di esecutore o direttore, vantando una ricca e solida esperienza nel settore che lo porta ad esibirsi presso le associazioni musicali più importanti.
E’ direttore artistico dell’associazione musicale Settembre Cesano, che vanta un’attività concertistica ultradecennale, all’interno della quale si da ampio spazio a giovani e promettenti neodiplomati.
Fa parte del quintetto di clarinetti Solitaire Ensemble con il quale si esibisce in importanti istituzioni musicali italiane ed europee.

Roberto Petrocchi
Si è diplomato in clarinetto sotto la guida del M° Orazio Rega, presso l’Istituto Musicale Pareggiato “G. Briccialdi” di Terni, conseguendo il massimo dei voti e la lode.
Si è perfezionato con Jesus Villa Rojo e Vincenzo Mariozzi e, successivamente, ha frequentato i Corsi dell’Accademia Musicale Chigiana.
In questa sede ha approfondito sia il repertorio solistico che cameristico con i Maestri Giuseppe Garbarino, Riccardo Brengola e Alain Meunier e, nel 1983, ha ricevuto il premio “Apollon Musagète” per la musica da camera.
Premiato in vari concorsi cameristici (Stresa, Firenze, Roma), ha svolto varie tournée in diversi paesi europei ( Germania, Francia, Inghilterra, Norvegia, Irlanda, Spagna, Portogallo, Grecia, Turchia, Repubblica Ceca, Lituania, Serbia, Polonia e Malta), negli Stati Uniti, Messico, Brasile, Cile, Corea del sud, Cina e Giappone.
Fortemente attratto dal notevole repertorio cameristico del proprio strumento, suona principalmente in duo con il pianoforte, in trio (violoncello e pianoforte) e con il quartetto d’archi.
Ha collaborato, e tuttora collabora, con le orchestre del “Teatro dell’Opera” di Roma, “A. Scarlatti” di Napoli, Istituzione Sinfonica Abruzzese, “Roma Sinfonietta “ e “Orchestra in Canto”.
Particolarmente attento al repertorio contemporaneo, ha eseguito presso varie Associazioni e Festival (Accademia Filarmonica Romana, Istituzione Universitaria dei Concerti, Nuova Consonanza, I Concerti del Quirinale, Biennale di Venezia, Maggio Musicale Fiorentino, Ravello Festival, Teatro Massimo di Palermo, Sferisterio di Macerata, Sagra Musicale Umbra, etc.) composizioni di Pennisi, Mannino, Donatoni, Berio, Petrassi, Morricone, Bortolotti, D’Amico, Samorì, Francesconi, Boccadoro, Galante ed ha registrato, per la Rai (Radio Tre), brani di Petrassi (Gran Septour), Berio(Sequenza IX) e Donatoni (Clair).
Dal 1998 al 2004 ha svolto un’intensa collaborazione con il DIMI (Dipartimento per l’Innovazione Musicale Italiana) sia in qualità di esecutore, che di docente nei Corsi di Formazione orchestrale.
E’ titolare della cattedra di clarinetto presso il Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila.
Ha registrato vari cd per Bongiovanni, Brilliant Classics, BMG-Ricordi, Sony e Emi.

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Venerdì 17 agosto a Baronissi si chiudono i “Concerti d’Estate di Villa Guariglia in Tour” con il Jack & Rozz quintet

Baronissi. Grande festa in musica venerdì 17 agosto a Baronissi nel Parco del Ciliegio, alle ore 21 (ingresso gratuito) con i Jack & Rozz del trombonista Alessandro Tedesco e del trombettista Pino Melfi, ove gli intrecci e gli incastri ritmici, le timbriche differenti, l’oculata cura delle dinamiche e le improvvise variazioni di tempo delineeranno il vero e proprio punto focale di Jack&Rozz.
Jazz-rock oppure Rock-jazz? La domanda, pur lecita, difficilmente può trovare in questa formazione una risposta precisa ed univoca.
Questo perché i due generi musicali, nella loro storia evolutiva, hanno acquisito dei confini sempre meno definibili e la loro miscelazione, in proporzioni variabili, non procede alla creazione di una identità musicale ben precisa.
Ed in questa baraonda c’è chi semplicemente miscela i due generi musicali, magari con influenze folk o classiche, altri provano a tenere separate le due cose, ricorrendo al jazz per elevare il proprio valore e magari cercare strade più sperimentali, mentre altri si imparentano al rock anche per una questione di maggiori introiti e popolarità.
Verso il calare degli anni ‘60 e l’inizio del decennio successivo, periodo d’oro del rock-progressivo, fioriscono molti gruppi che scelgono questa via espressiva, diventando esponenti primari di questo nuovo filone, in cui a volte prevale il jazz altre il rock.
E’ pur vero che già dalla seconda metà degli anni ‘70 il fenomeno jazz-rock va lentamente scomparendo, probabilmente tramutandosi in fusion-music con l’intento di riempire lo stomaco oltre che la testa.
Assisteremo a contaminazioni con la musica latina e con il funky, ma saranno compromessi poco funzionali ad una vera crescita musicale e che in buona sostanza porterà popolarità e soldi ma, seppur con produzioni di qualche interesse, non ricalcherà il boom intelligente e creativo dei primi anni ‘70.
E con il calare del decennio si configura una vera e propria stasi creativa, ma anche lontano da classifiche, mass-media e business, continueranno ad uscire album di artisti che intraprendono in maniera interessante la strada della contaminazione tra jazz e rock. Alessandro Tedesco e Pino Melfi, anagrammando le parole Jazz e Rock hanno creato il Jack & Rozz quintet.
I Jack Rozz presenteranno al pubblico dei “Concerti d’Estate di Villa Guariglia in tour”, questo particolare progetto dedicato a celebri brani del rock storico, riletti in chiave squisitamente jazzistica.
La formazione saluterà Alessandro Tedesco al trombone, Pino Melfi alla tromba, Giovanni Francesca alla chitarra elettrica, Frank La Capra al basso elettrico, Gianpiero Franco alla batteria, unitamente alla vocalist Ileana Mottola.
Gli intrecci e gli incastri ritmici, le timbriche differenti, l’oculata cura delle dinamiche e le improvvise variazioni di tempo delineano il vero e proprio punto focale di Jack&Rozz. L’obiettivo primario di questi sei musicisti – provenienti da esperienze legate a svariati generi, ma uniti da un’unica passione per il jazz – è quello di suonare e interpretare il rock in modo strettamente personale, riproponendo hit appartenenti al genere, esaltandone alcuni tratti distintivi.
Ecco così che prendono forma accattivanti versioni di “Money” dei Pink Floyd, “Manic Depression” di Jimi Hendrix, “Stairway to heaven” dei Led Zeppelin, “Satisfaction” dei Rolling Stones, “21st Century Schizoid Man” dei King Crimson, “Welcome to the jungle” dei Guns N’ Roses e “Come as you are” dei Nirvana.
Brani che hanno fatto la storia della musica del XX secolo, rivisitati in chiave inedita, che assumono una nuova veste particolarmente coinvolgente, soprattutto, dal vivo.

La ventunesima edizione dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia in Tour” è organizzata dal CTA di Salerno in collaborazione con la Provincia di Salerno, i Comuni di Salerno, Baronissi, Cava de’ Tirreni, Cetara, Minori e Sarno; la Coldiretti-Camera di Commercio, la Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, le ACLI provinciali di Salerno; le associazioni Porto delle Nebbie, Marco Amendolara e Amici dei Concerti di Villa Guariglia. La Regione Campania ha messo il suo sigillo con il patrocinio morale. Anche quest’anno si conferma la stretta collaborazione con il Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno.

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Dal 26 agosto al 6 ottobre l’auditorium Oscar Niemeyer e il Chiostro di San Francesco ospitano la rassegna “Ravello: dove la musica incontra l’infinito”

Vivere un sogno e un’emozione in un luogo di incomparabile atmosfera e acustica.
Questo si propone dal 26 agosto al 6 ottobre la rassegna concertistica Ravello: dove la musica incontra l’infinito – Concerti all’Auditorium Oscar Niemeyer e al Chiostro di San Francesco per la direzione artistica del Maestro Enzo Amato.
Ravello, splendida cittadina cullata tra il mare e il cielo, da sempre meta ambita di viaggiatori di tutte le epoche, dalle presenza del Boccaccio in epoca medioevale che la evoca nel suo Decamerone, viene segnata nel XIX secolo dal breve soggiorno di Richard Wagner che paradossalmente troverà in questo magico luogo dove il tempo si ferma, ispirazione per il suo Parsifal tanto da fargli scrivere “Il Magico Giardino di Klingsor è trovato” al cospetto del “Giardino dell’Anima” di Villa Rufolo.
Da quel momento Ravello diviene Città della Musica con il sogno di farla risuonare nei suoi luoghi quotidianamente.
Come spiega meglio il Sindaco di Ravello Salvatore Di Martino, è necessario che la Città della Musica, in un’ottica di una politica turistica di destagionalizzazione, proponga un progetto di più ampio respiro per garantire un’offerta culturale in periodi anche di media e bassa stagione per incentivare il turista a visitare Ravello in tutti i periodi dell’anno.
La rassegna musicale proposta da Graficamente si avvale del Patrocinio del Comune di Ravello e della collaborazione dell’Associazione Domenico Scarlatti e dell’Associazione Il Canto di Virgilio e sarà inaugurata il 26 agosto presso l’Auditorium Niemeyer, alle ore 21.30, dalla Farsetta per musica in due parti di Domenico Scarlatti “La Dirindina” con l’Ensemble La Real Cappella di Napoli diretto da Ivano Caiazza per la regia di Filippo Zigante, tra gli interpreti, il soprano Ilaria Iaquinta, il baritono Enrico Di Geronimo ed il contraltista Angelo Bonazzoli.
Seguirà con una caratteristica: coinvolgere artisti campani o che hanno scelto questa regione quale luogo della loro attività, e privilegiare repertori legati al territorio.
La rassegna affronterà oltre alla musica Classica, il Jazz, la Musica Popolare, la Canzone Classica Napoletana e la Musica Contemporanea dando ampio spazio a Giovani talenti che hanno già conquistato la scena musicale internazionale.
Intento della Rassegna è anche quello di valorizzare due luoghi splendidi di Ravello, il modernissimo Auditorium, disegnato dal grande architetto brasiliano Oscar Niemeyer destinandolo alla sua originale vocazione di “casa della musica” ed il suggestivo Chiostro medioevale di San Francesco, appartenente al vasto patrimonio architettonico-culturale dell’Ordine dei Francescani.

I Concerti al Chiostro si terranno alle ore 18.00, i Concerti all’Auditorium Oscar Niemeyer si terranno fino al 22 settembre alle ore 21.30 e successivamente alle ore 19.00.

Appuntamenti da non perdere.

Costo del biglietto
Intero: 20 Euro
Ridotto: 10 Euro (CRAL e under 16)

Info
info@domenicoscarlatti.it
info@graficamente.it
AAST Ravello: Tel. 089 857096

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Programma generale

Agosto

26 La Dirindina di Domenico Scarlatti direttore Ivano Caiazza

27 First – Federico De Conno chitarra Musiche di Mertz, D. Scarlatti, Paganini, Turina, Giuliani, Dyens.

29 Mater Mediterranea di Enzo Amato – Gabriella Colecchia, mezzosoprano e Enzo Amato chitarra (Chiostro di San Francesco)

30 Mother Moonlight – Vincenzo Oliva, pianoforte; Pasquale Capobianco chitarra elettrica, Max Fuschetto oboe e sax. Musiche di Max Fuschetto, Special Guest Enzo Amato.

31 Dedicato a Franz Schubert – Francesco Pareti pianoforte Maria Iannone voce recitante

Settembre

1 Tutte le strade portano a Napoli con Vico San Gennaro 5et: Enzo Amazio guitar, Bruno Persico piano, Pino Melsi tromba, Enzo De Rosa drums, Gennaro Di Costanzo double bass

2 Rome International Orchestra direttore Giorgio Proietti – Pianoforte Ernesto Sparago e Marianna Rossi

4 Suite Galantes – Alessandro Sensale guitare baroque Marco Vittoria percussions (Chiostro di San Francesco)

7 Omaggio a Roberto Murolo – Espedito De Marino voce e chitarra

8 La Nascita – Carlo Mormile pianoforte, Enrico Mormile chitarra elettrica e voce Musiche di C. Mormile

9 Mood Swings – Francesco Scelzo chitarra La chitarra classica in jazz

11 Mito e Realtà di Ivano Caiazza in ricordo delle vittime dell’11 Settembre

14 Cristina Galietto chitarra Musiche di N. Paganini, J. Rodrigo, B. Britten, D. Scarlatti

15 Pietro Quirino con il Quartetto Calace – le più belle canzoni napoletane

16 Promenade Napoletaine – Gabriella Colecchia mezzosoprano Dario Candela pianoforte Musiche di Fauré, Debussy, Alfano, Poulenc, Pilati.

18 Gagliano String Quartet – Musiche di L. van Beethoven “Das musikalische Tagebuch”

21 Duo Maurizio Tessitore pianoforte Angelo Greco clarinetto Musiche di Rossini, Gershwin Mendelssohn, Debussy, Poulenc.

23 Quartetto Florestano Musiche di Paisiello, Mozart, Schumann

24 Profumo di Picolit – Luca Signorini violoncello Bruno Persico pianoforte da Bach a Gershwin

25 Rossini Wind Quartet – Rossini for Wind per le Celebrazioni Rossiniane (Chiostro di San Francesco)

27 Le Danze di Dioniso di Carlo Faiello

28 Andrea Riccio pianoforte Musiche di Franz Liszt, Enriques Granados, Sergej Prokofiev

Ottobre

5 Signorini Play Bach – Luca Signorini violoncello (Chiostro di San Francesco)

6 Il Violino che canta – Eleonora Amato violino Matteo Oberto pianoforte – Musiche di Brahms e Schumann

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La prima parte di Convivio Armonico di Area Arte si chiude nel segno del barocco europeo e delle celebrazioni per i 250 anni dalla morte di Nicola Porpora

Nicola Porpora

La Basilica Reale Pontificia di San Francesco di Paola ha ospitato, nell’ambito del ciclo “Suoni in Basilica”, gli ultimi due appuntamenti, prima della pausa estiva, della XVII edizione di Convivio Armonico di Area Arte, rassegna incentrata prevalentemente sul repertorio napoletano barocco.
Il primo dei due concerti, dal titolo “Squilli Celesti”, ha avuto come protagonista l’Ensemble “Musica Minima”, formato da Rosa Montano (mezzosoprano), Vincenzo Leurini (tromba), Egidio Mastrominico (violino), Carmela Cardone (arpa) e Mauro Castaldo (organo), che si è confrontato con una panoramica rivolta alla produzione del Seicento e Settecento europeo, presentando un programma quanto mai vario ed interessante.
Così, l’apertura era dedicata alla musica britannica, con la Fantasia a violino solo di Nicola Matteis (1640? – 1714), napoletano trapiantato a Londra e The Minstrel’s Adieu to his Native Land per arpa dello scozzese John Thomas.
Si passava quindi all’Italia, con una versione per voce ed arpa di tre arie di Giulio Caccini (1551- ca. 1618) Al fonte, al prato, Non ha’l ciel cotanti lumi e Dalla porta d’oriente, appartenenti alla raccolta Nuove musiche e nuova maniera di scriverle (Firenze, 1614), seguite dalla Sonata I per tromba e organo di Giovanni Buonaventura Viviani (1638-1693).
La Francia era invece rappresentata da François Couperin (1668-1733), con il Kyrie e Domine Deus per organo, e da Michel Corrette (1707-1795), autore della Sonata I per violino e basso.
Non poteva mancare, in questo excursus, il tedesco di nascita ed inglese di adozione Georg Friedrich Händel (1685-1759), del quale abbiamo ascoltato la Passacaglia, movimento conclusivo della Suite in sol minore n. 7 HWV 432, nella versione per arpa, che molti ricorderanno in quanto fra i motivi di sottofondo dell’intervallo RAI), e l’aria Dank sei Dir, Herr (dall’oratorio “Israele in Egitto”), eseguita da tutto l’ensemble.
Gli ultimi brani in programma erano rivolti a compositori italiani e consistevano in due Toccate per organo del napoletano Francesco Mancini (1672-1737), nella versione per tromba e organo del suggestivo Adagio dal Concerto per oboe, archi e basso continuo di Alessandro Marcello (1684-1750), molto celebre in quanto inserito nelle musiche del film “Anonimo veneziano”, e nell’aria Vedrò con mio diletto, dall’opera “Il Giustino” RV 717 di Antonio Vivaldi (1678-1741), che esordì nel 1724 al Teatro Capranica di Roma.
Il secondo concerto era invece affidato all’Ensemble “Le Musiche da Camera”, costituito per l’occasione da Francesco Divito (soprano), Rosa Montano (mezzosoprano), Renata Cataldi (traversiere), Egidio Mastrominico (violino da concerto), Giovanni Rota (violino), Leonardo Massa (violoncello) e Debora Capitanio (clavicembalo).
Intitolato “Il Maestro dei Virtuosi”, l’appuntamento era interamente rivolto a Nicola Antonio Giacinto Porpora (1686-1767), a 250 anni dalla morte.
Allievo di Gaetano Greco al Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo, il musicista napoletano portò avanti una carriera prestigiosa come insegnante, iniziata nel Conservatorio di S. Onofrio (dove fu attivo dal 1715 al 1722, avendo fra gli allievi il cantante castrato Carlo Broschi, più noto come “Farinelli”) e proseguita a Roma, Venezia e nelle corti europee di Dresda, Londra e Vienna, dove parallelamente si affermò anche in qualità di operista.
L’ultima parte della sua attività si svolse nella città natale e, a partire dal 1758, sostituì Gerolamo Abos nel ruolo di maestro di cappella della cattedrale e insegnò al Conservatorio di S. Maria di Loreto, mentre nel biennio 1760-1761 ritornò al Conservatorio di S. Onofrio.
Per quanto riguarda le composizioni proposte durante il concerto, l’ensemble “Le Musiche da Camera” ha attinto non solo dal repertorio operistico, che rappresenta la parte più nota della produzione di Porpora, ma anche da brani esclusivamente strumentali e da pezzi vocali di argomento sacro.
L’inizio era dedicato alla Sinfonia da camera a tre in si bemolle maggiore, op. 2, n. 6, brano posto a chiusura di una raccolta di Sei sinfonie da camera a tre, pubblicata a Londra nel 1736.
Toccava quindi ad una Salve Regina in re maggiore a voce di contralto solo con archi e basso continuo, che precedeva “Sì pietoso il tuo labbro ragiona” e “In braccio a mille furie”, da “Semiramide riconosciuta”, dramma in tre atti su libretto di Metastasio, che esordì al Teatro San Giovanni Grisostomo di Venezia nel 1729.
Fra queste due arie, composte per Farinelli, abbiamo ascoltato il Concerto per flauto con violini in re maggiore (la cui trascrizione moderna è stata curata da Renata Cataldi), mentre la serata si è chiusa con la cantata a due voci “Vanne e vivi con la speranza”.
Uno sguardo ora all’Ensemble “Musica Minima” e all’Ensemble “Le Musiche da Camera”, compagini entrambe di assoluto valore, che hanno rispettivamente evidenziato alcuni gioielli della musica europea dei secoli XVII e XVIII, e composizioni poco conosciute di uno dei massimi esponenti del Settecento napoletano, facendo comprendere come ci sia ancora molto da esplorare al riguardo.

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Dal 19 al 31 agosto a Cava de’ Tirreni la XXXI edizione della rassegna “Le corti dell’arte”

Rinomati esponenti della classica e del jazz sono attesi a Cava de’ Tirreni per il 31° festival “Le Corti dell’Arte”, dove è riservato spazio anche al flamenco e alla lirica.
Dal 19 al 31 agosto torna, quindi, la storica rassegna metelliana che ospita, tra gli altri, il pianista Alexander Romanovsky, il trombettista Fabrizio Bosso con il pianista Julian Oliver Mazzariello, il violinista Vadim Brodski, il clarinettista Gabriele Mirabassi in trio con Nando Di Modugno (chitarra classica) e Pierluigi Balducci (basso acustico).
Organizzato dall’Accademia musicale “Jacopo Napoli” di Cava e ideato da Felice Cavaliere, che l’ha diretto fino alla scorsa edizione, il festival si avvale della direzione artistica del violinista Giuliano Cavaliere, della conduzione di Eufemia Filoselli, del contributo del Comune di Cava de’ Tirreni e del patrocinio della Regione Campania.

Ad ingresso gratuito sono i “concerti aperitivo” a Palazzo di Città (19 e 26 agosto) e gli appuntamenti di “Corsi in Corti” (17/31 agosto), una rassegna parallela che vedrà di scena giovani musicisti selezionati tra i tantissimi arrivati a Cava da diverse nazioni per seguire i Corsi di perfezionamento dell’Accademia “Jacopo Napoli”, tenuti da autorevoli docenti e concertisti.
Per gli altri eventi del festival, che impegneranno gli illustri ospiti della kermesse, sono iniziate le prevendite dei biglietti (posto unico: 10 euro; under 21: 7 euro).

Sarà un concerto aperitivo al Municipio metelliano ad aprire il cartellone, domenica 19 agosto (ore 11.30), con la partecipazione di allievi dei Corsi.
Il taglio del nastro del festival serale, lunedì 20 agosto (ore 21) nella corte del Teatro comunale del Complesso di San Giovanni, sarà, invece, affidato al pianista ucraino Alexander Romanovsky, apprezzato sui maggiori palcoscenici mondiali e vincitore, nel 2001, del prestigiosissimo Concorso “Busoni” di Bolzano, che eseguirà pagine di Chopin e Liszt.

Nel giardino delle Clarisse dello stesso complesso, il 22 agosto, gli acclamati jazzisti Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello sono attesi in “Tandem”.
Stessa location per il suggestivo spettacolo “Viento: da Napoli a Siviglia a Buenos Aires” del Flamenco Tango Neapolis che, diretto dal compositore partenopeo Salvo Russo, impegnerà quattro musicisti e altrettanti ballerini (25 agosto).
Dopo un’altra matinée musicale a Palazzo di Città (domenica 26, ore 11.30), il 27 la corte del Teatro comunale accoglierà il recital del celebre violinista ucraino Vadim Brodski, premiato, tra gli altri, al Concorso “Paganini” (1984), e del pianista Sergio De Simone.

Ancora un appuntamento con il grande jazz, il 29 agosto, nella corte di Palazzo Talamo, con il progetto “Amori sospesi” di Gabriele Mirabassi, Nando Di Modugno e Pierluigi Balducci.
Finale in omaggio a Gioachino Rossini, di cui quest’anno ricorre il 150° anniversario della morte. Per l’occasione i cantanti del laboratorio lirico di Enzo Di Matteo interpreteranno scene tratte dalle opere più amate del genio musicale di Pesaro (31 agosto, corte del Teatro comunale).

Inizio concerti, ore 21.

I biglietti sono acquistabili in prevendita presso l’edicola “Al Borgo” (corso Umberto I, 81) e presso la caffetteria San Fransao (piazza San Francesco).

www.jacoponapoli.it
facebook.com/AccademiaMusicaleJacopoNapoli

Addetto stampa
Teresa Rocciola – 347 47 37 569

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Domenica 12 agosto a Sarno i “Concerti d’Estate di Villa Guariglia in tour” ospitano i MusicaStoria

Sarno. Ritornano a Sarno i “Concerti d’Estate di Villa Guariglia in tour”, giunti alla XXI edizione.
L’anima popolare della rassegna impreziosirà domenica 12 agosto, alle ore 23, la Piazza 5 Maggio (ingresso gratuito) con i MusicaStoria.
Sarà un ricco concerto all’insegna della musica popolare della Campania e di tutto il Sud Italia: si percorreranno nota dopo nota le polverose strade che conducono nell’Agro Nocerino e sul Gargano, nel Salento e in Lucania e alla casa del diavolo incantatore che conosce tutte le “tammurriate” e costruisce tamburi di vera pelle di capra.
Il tutto sapientemente interpretato da Angelo Santucci, voce solista e percussioni, Raffaella Coppola, danza e percussioni, Gaetano Troisi, flauto traverso, Ciro Marraffa, mandoloncello e chitarra battente, Francesco Granozi, chitarra classica e chitarra acustica e Pietro Pisano, basso.
Special guest la cantante Giovanna Germanò.
Nelle regioni del centro-sud Italia, e in particolare in Puglia, Campania, Calabria e Sicilia, si custodisce un tesoro di tradizioni popolari nell’ambito etnomusicale e coreografico.
Tradizioni stratificatesi nel corso dei millenni a partire dai riti e dalle feste pagane delle società contadine protostoriche a cui nei secoli si sono aggiunte le tradizioni delle colonie della Magna Grecia, con i loro riti di guarigione musicale tipici della spiritualità orfica, e le influenze della dominazione saracena.
Tra tutte le danze del centro-sud Italia quella che ha suscitato maggiore interesse tra gli etnologi, in quanto legata al singolare fenomeno delle pratiche terapeutiche coreomusicali del tarantismo, è sicuramente la pizzica.
Nella tradizione del tarantismo la “tarantata” è la persona sofferente il cui male deriva dal morso velenoso della “taranta”, animale simbolico riconducibile alla tarantola.
In tale contesto il manifestarsi dei sintomi del tarantismo in un soggetto trovava risposta nella partecipazione ad un complesso rito terapeutico il quale, avvalendosi di uno specifico apparato ritmico, musicale, e coreutico, riusciva a guarire la persona sofferente attraverso la trance causata dalla lunga e travolgente danza.
Come ha chiarito nel 1959 l’etnologo Ernesto de Martino nella famosissima monografia etnografica “La Terra del Rimorso”, i tentativi di comprensione del complesso fenomeno non possono prescindere da un approccio multidisciplinare.
Il tarantismo è infatti un fenomeno con il quale si sono confrontate diverse scuole di pensiero e discipline: etnologia, psicologia, storia delle religioni, mitologia, medicina, antropologia, etnomusicologia, zoologia e psichiatria.
Senza un tale approccio si rischierebbe di relegare il tarantismo ad un’espressione dell’ignoranza e della credulità popolare.
Il patrimonio della pizzica e degli altri balli popolari si conservò in tutta la sua arcaica vitalità fino ai primi decenni del dopoguerra.
Ogni festa, ogni rito, ogni celebrazione venivano accompagnati dal ballo; nozze, banchetti, feste patronali: tutte le occasioni erano buone per esprimere la propria corporeità in figure che andavano dall’imitazione di gesti legati al lavoro agricolo, all’atto propiziatorio, dal corteggiamento al rito terapeutico.
Negli anni successivi questo fenomeno conobbe un declino.
Le giovani generazioni spesso consideravano quelle manifestazioni come un’espressione di arretratezza culturale di cui vergognarsi.
Fortunatamente alcune isole hanno resistito.
Prime tra tutte il Salento e la Campania. E a partire dagli anni ’90 c’è stato un rifiorire di interesse anche nelle nuove generazioni.
Sono sorti nuovi gruppi, scuole di ballo e feste in tema.
È così che la pizzica in Salento e la tammurriata in Campania rappresentano oggi le principali danze popolari oggetto di una riscoperta in Italia e ancora da scoprire nel resto del mondo.
I Musicastoria nascono nel 1996 con lo scopo di rivalutare e diffondere il patrimonio musicale popolare della Campania e di tutto il Sud Italia, ascoltando gli anziani e le voci del popolo che con i loro racconti orali hanno recuperato testi di numerose nenie e canzoni popolari.
Il viaggio musicale de I Musicastoria muove dalle tradizioni del canto, della Danza, dei Ritmi primordiali, ritmi e suoni antichi rivisitati e riarrangiati in maniera originali.
Sono stati in tournée all’estero in diverse nazioni, dall’Austria, alla Repubblica dello Yemen e si sono esibiti in trasmissioni come “Uno Mattina” di Rai Uno; “La vita in diretta” di Rai Due; “La domenica del villaggio”, Rete 4 e su Rai International.
Il gruppo vanta collaborazioni con i maggiori esponenti della musica popolare italiana, tra i quali: Giovanni Mauriello, Giovanni Imparato, Marcello Colasurdo, Nando Citarella e Ugo Maiorano.

La ventunesima edizione dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia in Tour” è organizzata dal CTA di Salerno in collaborazione con la Provincia di Salerno, i Comuni di Salerno, Baronissi, Cava de’ Tirreni, Cetara, Minori e Sarno; la Coldiretti-Camera di Commercio, la Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, le ACLI provinciali di Salerno; le associazioni Porto delle Nebbie, Marco Amendolara e Amici dei Concerti di Villa Guariglia. La Regione Campania ha messo il suo sigillo con il patrocinio morale. Anche quest’anno si conferma la stretta collaborazione con il Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno.

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Cardoso: Brani sacri

Non sono molti a sapere che, grazie alla presenza di autori di elevato valore, anche il Portogallo contribuì a dare lustro alla musica rinascimentale.
E’ il caso, ad esempio, di Manuel Cardoso (1566-1650), nato a Fronteira, che iniziò bambino i suoi studi nella vicina Évora, all’epoca prestigiosa sede religiosa ed universitaria.
Divenuto monaco nel 1589, ebbe numerosi contatti con i reali di Spagna, dedicando loro una serie di brani e provvedendo all’educazione musicale di numerosi rampolli delle famiglie nobili.
Per quanto riguarda la sua produzione, sono giunte fino a noi cinque raccolte, tre incentrate su alcune Messe e due contenenti un certo numero di Magnificat e diversi mottetti.
La scarsità di manoscritti di Cardoso giunti fino ai nostri giorni, a fronte di un’attività che, nei resoconti dell’epoca, viene descritta come intensa e prolifica, va ritrovata nella perdita di buona parte di questi preziosi documenti, causata dal devastante terremoto che colpì Lisbona nel 1755.
Recentemente, la Toccata Classics (casa londinese distribuita in Italia da Ducale Music) ha pubblicato un cd prevalentemente rivolto alla produzione di Cardoso, dove spiccano la prima registrazione mondiale della Missa Secundi Toni (1625) e di due Magnificat (rispettivamente Octavi Toni e Quinti Toni).
Dai tre brani si evince che lo stile polifonico del musicista, pur avendo come riferimento sia celebri autori iberici che lo precedettero, quali Cristobal de Morales e Francisco Guerrero, sia il sommo Pierluigi da Palestrina, presenta innovazioni anticipatrici della stagione barocca.
Il cd si completa con due brani organistici di autore anonimo e con alcuni brevi pezzi, altrettanto interessanti, dello spagnolo Estêvão Lopes Morago (ca. 1575 – 1630), attivo in Portogallo, e dei lusitani Estêvão de Brito (ca. 1570–1641) e Filipe de Magalhães (ca. 1571–1652), a testimoniare che Cardoso, pur essendo il compositore maggiormente rappresentativo, era circondato da altri ottimi autori.
Riguardo agli interpreti, vanno sottolineate la bravura e la compattezza del complesso vocale The Choir of Girton College, accompagnato dal Cambridge Historic Brass of Wilson Royal Academy of Music e dall’organista Lucy Morrell, il tutto sotto la direzione di Gareth Wilson.
In conclusione un cd che restituisce alcuni tesori della musica polifonica portoghese, aprendo una piccola finestra su un patrimonio da riscoprire e diffondere.

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