Domenica 2 giugno concerto e visita guidata alla Baia di Jeranto (Na)

Baia di Jeranto 2Giovedì 2 giugno visita guidata e concerto en plein air del duo formato da Anna Katarzyna Ir, voce e Valerio Celentano, chitarra (in programma lieder di Chopin, Gebirtig, Ravel e melodie napoletane), in collaborazione con l’Associazione Aequa 20, per festeggiare in musica l’anniversario dell’apertura al pubblico della baia di Ieranto ed il giorno dedicato alla festa della Repubblica Italiana.
La visita guidata, con partenza dalla piazzetta di Nerano alle ore 9.30, toccherà la torre di Montalto e la casa colonica con l’antico frantoio .
Nel pomeriggio la visita guidata prosegue per raggiungere, attraverso l’uliveto, l’area della ex cava Italsider e del piccolo insediamento di archeologia industriale.

Visita guidata:
Adulti:10,00
Iscritti FAI e residenti nel Comune di Massa Lubrense: 8,00
Ragazzi (fino a 12 anni): 6,00
Bambini (fino a 3 anni): gratuito
Famiglie (2 adulti e due ragazzi): 25,00.
Solo concerto : Contributo minimo richiesto 5,00
Prenotazione obbligatoria nei giorni precedenti al numero di cell.: 335 84 10 253.

In caso di avverse condizioni meteorologiche il concerto si terrà, alla stessa ora, presso la Congrega del S.S. Rosario in piazza S. Agata, a Sant’Agata sui Due Golfi.
E’ quasi inutile rammentare che, partendo dalla piazzetta di Nerano si scende e si risale dalla baia di Jeranto solo a piedi (55’); un tratto di 250 metri con discreta pendenza. Fa bene alla salute! Possibilità di parcheggio anche presso il Casale Villarena.

Per Sapori dal territorio: Incontro con aziende agricole di Massa Lubrense.

Per info:
FAI-Baia di Ieranto: 335 84 10 253
Associazione Aequa 20:
cuomobenjamin@yahoo.it
cell.: 339 60 31 725
su FB profilo Cuomo Beniamino

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Venerdì 3 giugno si chiude la terza edizione di Dissonanzen al Riot Studio con lo spettacolo di poesia e musica “Superstiti, le lingue di Michele Sovente”

Logo DissonanzenVenerdì 3 giugno, alle ore 21.00, al Riot Studio (via San Biagio dei Librai, 39 – Napoli) con il concerto Superstiti, le lingue di Michele Sovente si chiude la III edizione di Dissonanzen al Riot Studio.
Uno spettacolo di poesia e musica che parte dal suono oltre che dal senso delle poesie di Michele Sovente che, liberate dal “carcere della scrittura” per dirla con Zumthor, daranno testimonianza della sua particolarissima Phoné.
Il reading si avvale della doppia tastiera digitale ed elettronica, di Ciro Longobardi e Francesco D’Errico, dei flauti di Tommaso Rossi e della voce di Enzo Salomone.
La musica si intreccerà alla poesia attraverso infinite e iperboliche sfumature, alla ricerca della ricchezza fonetica di cui è dotata la poesia di Sovente.
La particolare vitalità dei suoi strumenti linguistici, presenti come realtà vitali e profondamente vissute, delineano il suo aspro e struggente universo poetico.
Le atmosfere musicali e l’interazione improvvisata di questo lavoro si realizzano seguendo le suggestioni dei versi, interagendo in diretta con l’armonia delle parole. Nel susseguirsi ed intrecciarsi di letture e musica in infinite sfumature, si struttura quindi un nuovo piano emozionale che suggerisce paesaggi sonori e significati partendo dalla parola di Sovente.

Ingresso con tesseramento (10 Euro)

Info:
www.dissonanzen.it
www.riotstudio.it

Ufficio stampa:
Giusi Zippo
mob. 3396276954
e-mail: giusizippo@alice.it

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Venerdì 3 giugno, Riot Studio (Via S. Biagio dei Librai, 39 – Napoli)

Superstiti, le lingue di Michele Sovente
Enzo Salomone: voce e elettronica
Francesco D’Errico: pianoforte digitale e Sintetizzatore
Ciro Longobardi: tastiera digitale e campioni
Tommaso Rossi: flauti

Il poeta flegreo espone, una stessa poesia, in tre gesti poetici diversi, l’italiano (della sua condizione d’intellettuale contemporaneo) il latino (lingua mitopoietica della sua formazione ecclesiale) e il dialetto di Cappella (luogo dell’anima, lingua materna), “perché non si tratta della semplice traduzione della medesima poesia in altre lingue – spiega Enzo Salomone – ma di altrettanti travestimenti identitari distinti, tre voci dell’anima chiamate a raccolta per meglio dire e dirsi”.
Tra latino italiano e dialetto non ci sono divergenze o contrapposizioni.
“Uno degli aspetti più stimolanti e innovativi della sua poesia è l’uso del plurilinguismo – continua l’attore napoletano – impianto formale che spesso adotta per realizzare molte delle sue idee poetiche. Nell’ultimo libro “Superstiti” raggiunge poi una cifra stilistica assolutamente e genialmente sperimentale: l’irruzione di una quarta lingua, il francese, (appreso da bambino dalla madre emigrante) sinergicamente usata con le altre tre nella stessa poesia.”
La lingua è sempre correlata all’identità e in Sovente, dotato di una identità poliedrica, proprio il plurilinguismo ne permette appieno il disvelamento e la ricchezza.
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Mercoledì 1 giugno doppio appuntamento musicale nella Sala Ciccolini di Progetto Piano a Napoli

Liceo Galdi - Cava de' TirreniMercoledì 1 giugno, alle ore 16.30, nella sala dedicata al grande pianista del Novecento Aldo Ciccolini, situata a via Monte di Dio, 19 (Napoli), si apriranno le porte agli allievi dell’Istituto Musicale “Galdi” di Cava de’ Tirreni, che potranno usufruire della disponibilità di Progetto Piano verso i nuovi talenti per poter esibirsi e verificare i traguardi dei loro sforzi ed impegni nell’arte interpretativa.
Gli alunni curati dai docenti Giuseppina Gallozzi (pianoforte), Valentina Palmieri e Rosario Macchiarulo (violino) e Ivan Iannone (violoncello), affronteranno autori che vanno da Vivaldi in poi per offrire agli ascoltatori un ampio panorama della storia musicale europea.
Concluderà la Rassegna l’intervento della pianista Maria Grazia Russo, pluripremiata, formatasi al San Pietro a Maiella di Napoli e autentica interprete del nostro territorio.
Alle ore 17.45, invece, un vero e proprio concerto di Rebecca Palmer (soprano) e Giuseppina Gallozzi (pianista).
Le due interpreti che sono alla terza tappa del giro che le sta portando in varie città italiane, cureranno un repertorio variegato e accattivante.
La statunitense Rebecca Palmer, ben felice di visitare l’Italia, è caratterizzata da una grande naturalezza nella vocalità e ricchezza di repertorio.
Giuseppina Gallozzi, in veste di pianista accompagnatore la supporta con l’esperienza pluriennale.
Un pomeriggio caratterizzato, nella prima parte dall’energia dei giovani interpreti quali Vincenzo Della Monica e Alessia Sorrentino (violini), Ludovica Ventre (violoncello), Simone Manzo (pianoforte).
Nella seconda parte, arie da camera e pezzi d’opera, per accontentare gli appassionati del bel canto.
Un appuntamento con l’arte interpretativa in una sala che respira ancora di un grande interprete internazionale, quale Ciccolini, che con i coniugi Maria Rosaria e Alberto Napolitano aveva un rapporto di affetto profondo.

(comunicato a cura dell’Istituto Musicale “Galdi” di Cava de’ Tirreni)
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Venerdì 3 giugno a Policastro “Concerto per la Libertà” con un coro di 70 studenti

Locandina Concerto per la LibertàVenerdì 3 giugno, alle ore 19, presso il giardino dell’Istituto Comprensivo Santa Marina di Policastro Bussentino (SA), l’Ensemble Carlo Gesualdo e l’Orchestra d’archi San Giovanni di Napoli eseguiranno il “Concerto per la Libertà”.
Alla bacchetta il bravo Keith Goodman.
Solista il maestro Diego Raphael Fortunato, tenore e per l’occasione direttore del coro di voci bianche di Policastro.

In programma musiche di Mozart, Bach, Caccini, Goodman.

Grande entusiasmo tra i giovani artisti del coro che vivranno l’emozione di collaborare per la prima volta con musicisti professionisti.
La dirigente Maria De Biase, già nota al grande pubblico per essere da sempre in prima linea con grandi iniziative culturali, dalla merenda bio alle lotte contro le mafie di “Libera”, affiancando Don Ciotti, ai numerosi premi internazionali come quello di Cittadina Europea, ci parla del progetto con grande soddisfazione: “… i giovani sono il nostro futuro. Questo concerto sarà di grande impatto formativo ed emotivo. Un’esperienza indimenticabile”.

L’ingresso è gratuito
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Il concerto del maestro Nicola Florio inaugura la collaborazione fra l’Associazione Trabaci e le Figlie della Carità di Napoli

Cappella Medaglia MiracolosaIl recente appuntamento della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci, il cui direttore artistico e presidente è il maestro Mauro Castaldo è stato caratterizzato da un concerto tenutosi nella Cappella della Medaglia Miracolosa delle Figlie della Carità.
Ospite della serata Nicola Florio che, nel recital intitolato “In Visitatione Beatae Mariae Virginis” – Tra musica e preghiera, ha proposto brani di argomento prevalentemente sacro, comprensivi di un significativo omaggio mariano.
Il programma è iniziato con il Preludio e fuga in sol maggiore di Johann Kuhnau (1660-1722), kantor della chiesa di San Tommaso a Lipsia prima di Bach, mentre il successivo Chant du soir op. 92, n. 1 apparteneva ai Tre Pezzi, op. 92 di Marco Enrico Bossi (1861-1925), fra i pochi musicisti italiani di respiro internazionale in ambito organistico, da due secoli a questa parte.
Molto meno noto Christian Geist (1650-1711), tedesco ma attivo soprattutto in Scandinavia, autore del preludio corale Allein Gott in der Höh sei Ehr.
Il grande Johann Sebastian Bach (1685-1750) era invece presente con Auf meinen lieben Gott BWV 646, l’unico dei sei Corali Schübler per il quale si ignora ancora la probabile cantata di riferimento.
E’ stata poi la volta di Vater unser im Himmelreich preludio corale di Georg Böhm (1661-1733), compositore, organista e docente, che potrebbe aver avuto anche Bach fra i suoi allievi, nel periodo in cui quest’ultimo soggiornò a Lüneburg.
L’approfondimento legato alla tematica mariana si è aperto con il Magnificat secundi toni di Johann Pachelbel (1653-1706), musicista noto soprattutto per il Canone in re maggiore, seguito dall’Ave Maria in fa maggiore di Marco Enrico Bossi, secondo dei Cinque pezzi, op. 104, risalenti al 1895.
Toccava quindi ad Angelus, del parigino Paul Wachs (1851-1915), alunno di César Franck, che venne nominato secondo organista alla chiesa di Saint-Sulpice.
La parte rivolta alla Madre di Dio terminava con una versione organistica dell’Ave Maria di Arcadelt di Franz Liszt (1811-1886), che precedeva il Concerto del Signor Torelli, appropriato all’organo, una delle numerose trascrizioni effettuate su brani di musicisti famosi da Johann Gottfried Walther (1684-1748), cugino di Bach e figura eclettica di compositore, organista e lessicografo, con il quale si è chiuso l’intero concerto.
Per quanto riguarda l’interprete, il maestro Nicola Florio si è ancora una volta dimostrato un esecutore versatile, evidenziando un’ottima padronanza dello strumento (un Rotelli-Varesi degli anni ’80), esaltandone le potenzialità, notevoli a dispetto delle ridotte dimensioni.
Pubblico numeroso e attento, costituito anche da una folta rappresentanza di suore, per un concerto di grande interesse che, oltre a proporre autori e brani spesso poco conosciuti, ci ha fatto scoprire un luogo molto suggestivo, sede della casa provinciale delle Figlie della Carità di Napoli e noto in particolare ai tanti devoti della Medaglia Miracolosa.
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Il Sestetto Stradivari grande protagonista del “Festival Brahmsiano” del “Maggio della Musica”

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

Il nuovo appuntamento del “Festival Brahmsiano”, ciclo che si sta svolgendo nell’ambito del “Maggio della Musica”, ha ospitato il Sestetto Stradivari, formato da David Romano e Marlène Prodigo (violini), Raffaele Mallozzi e David Bursack (viole), Diego Romano e Sara Gentile (violoncelli), diretta emanazione dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
L’ensemble di fama internazionale ha eseguito il Quintetto per archi n. 2 in sol maggiore, op. 111 ed il Sestetto per archi n. 1 in si bemolle maggiore, op. 18, ovvero l’ultimo ed il primo dei brani per archi scritti dal grande compositore tedesco, distanti fra loro ben 30 anni.
Il quintetto, risalente al 1890, venne in un primo momento considerato da Brahms come fatica conclusiva della sua avventura produttiva.
L’autore avvertiva, da un lato, un affievolimento della vena creativa (era alle soglie dei 57 anni e si riteneva ormai a fine carriera) e, dall’altro, cominciava a percepire i cambiamenti che stavano avvenendo nel mondo musicale.
La sua idea era, probabilmente, di chiudere con una sinfonia, la quinta, ma poi decise quasi subito di ripiegare su un quintetto per archi, costituito da un organico che prevedeva da due viole, due violini ed un violoncello, completato durante l’estate trascorsa nella località austriaca di Bad Ischl.
Il lavoro abbinava uno stile maturo con elementi legati alla tradizione popolare, sia ungherese (più volte da lui utilizzata in ambito cameristico), sia italiana (in particolare siciliana e napoletana), frutto quest’ultima di un viaggio in Italia fatto proprio quell’anno.
Dal canto suo, il Sestetto per archi n. 1 in si bemolle maggiore, op. 18, completato nel settembre del 1860 ed eseguito per la prima volta in ottobre, da una compagine guidata dall’amico violinista Joseph Joachim.
Fin dall’inizio, la composizione ebbe un grande successo, per la sua freschezza (guadagnandosi l’appellativo di “Frühlingssextett”, ovvero “Sestetto di Primavera”), il suo romanticismo e la sua poesia.
Riguardo agli interpreti, il sestetto Stradivari ha per l’ennesima volta confermato la sua estrema bravura, evidenziando un suono denso, raffinato e pieno di sfumature, abbinato ad un ottimo affiatamento.
Successo finale meritatissimo, tributato da un pubblico che gremiva la veranda di villa Pignatelli, sede del concerto, in ogni ordine di posti e, nonostante il programma molto impegnativo, la compagine non si è voluta sottrarre ad un bis, consistente nel terzo movimento del Sestetto per archi in re maggiore di Ciaikovskij, meglio noto come “Souvenir de Florence”, al centro della recentissima fatica discografica portata avanti con la VDM Records (comprendente anche Verklärte Nacht di Schönberg), splendida  chiusura di un bellissimo recital.
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Domenica 5 giugno Maria Teresa Roncone apre la XVII edizione del ciclo “Organi Storici della Campania” della Associazione Alessandro Scarlatti nella chiesa dell’Immacolata al Vomero

Logo Associazione Alessandro Scarlatti 2015-2016Domenica 5 giugno 2016, alle ore 19.30 la XVII edizione del ciclo Organi Storici della Campania della Associazione Alessandro Scarlatti si inaugura nella Chiesa dell’Immacolata al Vomero (piazza Immacolata – Napoli) con un concerto dell’organista Maria Teresa Roncone.
Protagonista sarà il poderoso Organo Mascioni op. 1072, in legno di cedro del 1984, recentemente sottoposto ad una revisione che ha riportato lo strumento all’originario splendore.

Seguiranno appuntamenti per tutto il mese di giugno con alcuni dei più prestigiosi strumenti della città e non solo: domenica 12 giugno alla Basilica dell’Incoronata a Capodimonte, sabato 18 giugno nella Chiesa di Santa Caterina a Formiello, domenica 26 giugno nella Basilica di Santa Chiara, ed infine sabato 2 luglio a Salerno nella Chiesa dell’Annunziata.

Nato nel 2001 e dedicato alla scoperta e alla valorizzazione del vasto patrimonio organario della nostra Regione, il ciclo ha spaziato negli anni in varie sedi in tutta la Campania come il Santuario di San Rocco a Lioni, la Chiesa di Santa Maria della Speranza a Battipaglia, la Chiesa di Sant’Antonio al Seggio di Aversa, il Santuario di Sant’Antonio di Afragola , la cinquecentesca Collegiata di San Michele a Solofra.

Il concerto è gratuito

Infoline
Associazione Alessandro scarlatti
081 406011
www.associazionescarlatti.it

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Programma

Alexis Chauvet (1837-1871): Grand Choeur

Louis-James Alfred Lefébure-Wély (1817-1869): Boléro de concert

Sigfrid Karg-Elert (1877-1933): Israel’s Song of Victory op. 101 n. 5

Pierre Kunc (1865-1941): Prélude grave à la manière de Händel

Johann Sebastian Bach (1685-1750): Fantasia BWV 651 “Komm, Heiliger Geist”

Edward Elgar (1857-1934): Vesper Voluntaries op.14

Gaetano Pugnani / Fritz Kreisler: Preludio e Allegro (per violino, elaborazione organistica di M. T. Roncone)

Claudio De Siena (1968): Lyric Pieces nn. 3, 4, 8

Giuseppe Verdi (1813-1901): Grand March from Aida (arr. Harry Rowe Shelley)

Paul Manz (1919-2009): God of Grace

Maria Teresa Roncone
Maria Teresa RonconeInizia giovanissima lo studio della musica evidenziando subito spiccate qualità e si diploma brillantemente in Pianoforte a soli 18 anni; successivamente si diploma in Organo e Composizione Organistica e Clavicembalo con il massimo dei voti, studiando a Napoli, Avellino e Padova con i maestri Garofalo,. De Gregorio, Finotti, Caiazzo.
Inizia subito la carriera concertistica, partecipando a numerosi concerti e recitals su importanti organi italiani imponendosi all’attenzione del pubblico e della critica per il personale stile interpretativo.
Ha partecipato ad alcuni concorsi conquistando primi premi; ed ha vinto una borsa di studio al corso internazionale d’organo di Vicenza.
Ha frequentato corsi di perfezionamento di organo e il corso triennale “Laboratorio di musica antica” presso il Conservatorio di Avellino.
Ha conseguito il titolo in “Esecutore esperto del repertorio Settecentesco Napoletano”, seguendo il corso, a numero chiuso, autorizzato e finanziato dalla Regione Campania e dal Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino, tenuto da maestri di chiara fama tra cui De Simone.
Ha partecipato come organista, pianista e cembalista a molte produzioni musicali, con cori, orchestre italiane e straniere, cantanti e strumentisti, tenendo concerti in diverse città d’Italia ed estere.
Ha suonato in diretta televisiva su Rai1 in veste di clavicembalista nella trasmissione “La Bibbia giorno e notte”.
E’ docente di Pianoforte presso Licei statali.
E’ organista e maestro del coro “Laudate Dominum” di Vairano Scalo col quale ha tenuto concerti con cantanti di chiara fama: il soprano Katia Ricciarelli, il tenore Gianluca Terranova, la cantante Nair, trasmessi in televisione dalla Basilica di Pompei, Santuario del Divino Amore di Roma e Cattedrale di Orvieto.
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