Concerti a Napoli dal 15 al 21 febbraio 2016

Pietro Alessandro Guglielmi

Pietro Alessandro Guglielmi

Questi gli appuntamenti previsti dal 15 al 21 febbraio 2016:

Mercoledì 17 febbraio, alle ore 18.00, presso la Sala Chopin (piazza Carità, 6), per i “Pomeriggi in Concerto” dell’Associazione Napolinova, recital della pianista Giulia Govetosa

Programma

W. A. Mozart: Fantasia in re minore K 397

F. Mendelssohn-Bartholdy: Fantasia in fa diesis minore per pianoforte “Sonate écossaise”, op. 28

F. Chopin: Fantasia in fa minore op.49

S. Thalberg: Fantasia su “Beatrice di Tenda” di Bellini

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
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Mercoledì 17 febbraio, alle ore 21.00, nell’Auditorium di Castel S. Elmo, per la stagione 2015-2016 della Associazione Alessandro Scarlatti, concerto del Renaud Garcia-Fons Trio formato da Renaud Garcia-Fons (contrabbasso a 5 corde), Kiko Ruiz (chitarra flamenca), Pascal Rollando (percussioni)

Programma non ancora definito

Costo del biglietto
Intero: 15 Euro
Ridotto (giovani under 33): 10 Euro
Ridotto last minute (giovani under 33): 3 Euro

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Venerdì 19 febbraio, alle ore 18.00, nella chiesa dei SS. Marcellino e Festo (largo San Marcellino), per la rassegna Federimusica, concerto dell’ensemble Acustico Napoletano formato da Franco Castiglia ed Emanuela Loffredo (voci), Francesco Matrone e Maurizio Pica (chitarre)

Programma

Anonimo XVI sec.: Madonna tu mi fai
L. Ninci: Songo li femmene
C. Scalisi – M. Paolella: Dimme ‘na vota sì
P. M. Costa – S. Di Giacomo: Napulitanata
P. M. Costa – DS. Furno: Parole d’ammore
V. Valente – S. Di Giacomo: Tango Napulitano
E. A. Mario: Funtana all’ombra
G. Cioffi – G. Pisano: M’aggia cura’
P. M. Costa – F. Russo: Scetate
E. Di Capua – S. Di Giacomo: Carcioffola’
P. M. Costa – S. Di Giacomo: Canzuncella all’antica
R, Viviani: Fore ‘o vascio
O. Gallo – M. Persico: ‘E palumme
F. Rendine – V. De Crescenzo: ‘Nnammurate dispettuse
G. Cioffi – G. Pisano: Tutt’e ssere

Costo del biglietto: 10 Euro
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Venerdì 19 febbraio, alle ore 19.00, presso la Sala Vasari del Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi (piazza Monteoliveto), concerto inaugurale della stagione dell’Orchestra Giovanile Napolinova, diretta da Francesco Bossone (solista al fagotto)

Programma

W. A. Mozart
Sinfonia n. 40 in sol minore K. 550
Concerto per fagotto e orchestra in si bemolle maggiore K. 191

Ingresso con contributo associativo
Socio sostenitore: 12 Euro (ingresso omaggio ad un concerto)
Socio benemerito: 30 Euro (ingresso omaggio intera stagione)

Contributo versabile tramite il sito dell’associazione Napolinova: www.associazionenapolinova.it
oppure all’Eliografia Scuotto di via T. Caravita, 26 (tutti i giorni) o al bar “ ‘O barett” nella piazzetta Monteoliveto (il giorno del concerto)

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Venerdì 19 febbraio, alle ore 19.30, nella chiesa dell’Immacolata al Vomero (piazza Immacolata), per la X edizione della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci, concerto del maestro Emanuel Tomadin

Programma

C. Erbach
Toccata quarti toni
Canzona secundi toni

J. L. Krebs
O Ewigkeit, du Donnerwort in organo pleno
Ach Gott, erhoer mein Seufzen a 2 Claviere e Pedale
Toccata e Fuga in la minore pro organo pleno
Herr, ich habe missgehandelt a 2 Claviere e Pedale

F. Mendelssohn Bartholdy: Sonata in si bemolle maggiore op. 65, n. 4

D. Bédard: Triptyque

Ingresso libero
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Venerdì 19 febbraio, alle ore 20.30, al RestaQmme club (via Lucillo 11 – zona S. Lucia), “Tre in uno”, concerto-spettacolo con la partecipazione di Riccardo, Brunello e Susanna Canessa

Info e prenotazioni
restaQmme@gmail.com
340.8152503

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Sabato 20 febbraio, alle ore 20.30, a Palazzo Zevallos (via Toledo, 185), nell’ambito della stagione del centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini, concerto dal titolo “Danza in gioco” con la partecipazione dell’ Ensemble Divino Sospiro, diretto da Massimo Mazzeo e delle ballerine Catarina Costa e Silvia Alexandra Canaveira de Campos
Regia di Cristina Fernandes

Programma

José do Espírito Santo Oliveira: Selecção de Danças do Baralho de Cartas Musicais.

David Perez: Trio in sol minore per due violini e violoncello (1° mov. – andante)

Pedro António Avondano
Minuetto in sol maggiore
Minuetti di Parigi
(III e IV) per due violini, due trombe e violoncello

José Maurício: Modinha “Que fiz eu à Natureza?”

Franz J. Haydn: Divertimento in sol maggiore Hob IV/9 per flauto traverso, violino e violoncello

Antonio Rodil: Sonata III in sol maggiore per flauto traverso e basso continuo (1º mov. – Allegro)

Luigi Boccherini(1743-1805): Trio per archi op.47 n.1

Carl Stamitz: Quartetto op.8 n.1 in re maggiore per flauto traverso, violino, tromba e violoncello

Anónimo (fine sec. XVIII): Variações do Lundum da Monroi (Biblioteca Nacional de Portugal, MM 2290).

Policarpo José da Silva(1745-1803): Contradança

Costo del biglietto
Intero: 10 Euro
Ridotto (solo con la Wine&Thecity card): 7 Euro

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Domenica 21 febbraio, alle ore 12.00, nel Complesso Monumentale di San Gennaro all’Olmo (via S. Gregorio Armeno, 35), per “I Concerti dell’Accademia”, concerto dell’ensemble Gli Otiosi, formato da Alessandra Castellano (flauto), Giuseppe Guida (violino), Paola Emanuele (viola), Manuela Albano (violoncello).

Programma

F. Fiorillo: Quartetto in re maggiore

D. Cimarosa: Quartetto in sol maggiore

W. A. Mozart: Quartetto in sol maggiore K 285a

G. Paisiello: Divertimenti VI e V op. 23 in sol maggiore

Precederà il concerto, alle ore 11.30, la visita guidata della chiesa a cura di Angela Bosco

Costo del biglietto, comprensivo di visita guidata
Intero: 10 Euro
Ridotto studenti: 7 Euro.
Info: accademiareale@gmail.com – facebook: Accademia Reale

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Domenica 21 febbraio, alle ore 17.00 (Turno A), al Teatro di San Carlo, per la stagione lirica 2015-2016, allestimento di “Norma”, tragedia lirica in due atti di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani

Direttore: Nello Santi
Regia: Lorenzo Amato
Aiuto regia e coreografo: Giancarlo Stiscia
Scene: Ezio Frigerio
Assistente alle scene: Riccardo Massironi
Costumi: Franca Squarciapino
Assistente ai costumi: Chiara Donato
Luci: Vincenzo Raponi

Personaggi ed interpreti

Norma: Mariella Devia
Adalgisa:, Laura Polverelli
Pollione: Luciano Ganci
Oroveso: Carlo Colombara
Clotilde: Clarissa Costanzo
Flavio: Francesco Pittari

Nuovo Allestimento del Teatro di San Carlo
Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Costo del biglietto

Intero: da 400 a 30 Euro
Ridotto: da 400 a 25 Euro (titolari Carte dei programmi di Membership, gruppi di almeno 10 persone membri di enti, CRAL ed associazioni convenzionati con il Teatro di San Carlo)

Giovani under 30 / Over 65**
Platea (III settore): 50 Euro
Palchi: 40 Euro

**Anziani over 65 con reddito minimo (come da circolare INPS n.1 del 9 gennaio 2015) e / o Social Card
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A Castel Sant’Elmo il ritorno dello strepitoso Trio Atos

Foto Vincenzo Moccia

Foto Vincenzo Moccia

Dopo essere stato già ospite nella scorsa stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti, il Trio Atos, nato nel 2003 e formato da Annette von Hehn (violino), Stefan Heinemeyer (violoncello) e Thomas Hoppe (pianoforte), si è ripresentato al pubblico partenopeo, completando l’integrale dei trii con pianoforte di Ludwig van Beethoven (1770-1827).
Il programma questa volta comprendeva il Trio in mi bemolle maggiore op. 1 n.1, il Trio in do minore op. 1 n.3 ed il Trio in si bemolle maggiore op. 97 “Arciduca”.
Riguardo ai primi due, appartengono all’esordio del gigante di Bonn, che aveva già scritto qualche composizione, ma volle aprire la sua produzione ufficiale con questa raccolta (che si completa con il Trio n.2 in sol maggiore), pubblicata dalla casa viennese Artaria, in parti separate, nel periodo luglio-agosto 1795.
I trii vennero eseguiti per la prima volta nella casa del principe Karl Lichnowsky, grande mecenate di Beethoven e dedicatario dell’op. 1, fra la fine del 1793 e i primi giorni del 1794, alla presenza di Haydn, che risultò favorevolmente colpito dai brani ascoltati.
Consigliò però al giovane compositore di non pubblicare il trio n.3, ma il suggerimento non fu seguito, perché Beethoven lo considerava il migliore dei tre, per cui giunse alla conclusione che l’affermazione dell’autore austriaco fosse prevalentemente dettata da una certa invidia (ma probabilmente Haydn aveva ragione, dall’alto della sua lungimiranza, in quanto il trio in questione risultava troppo avanti per l’epoca).
Diverso il discorso del Trio in si bemolle maggiore op. 97, il cui soprannome è legato al dedicatario del pezzo, l’arciduca Rodolfo d’Asburgo, fratello minore dell’imperatore e nipote di Massimiliano Francesco, principe elettore di Bonn, che fu allievo, amico e mecenate di Beethoven.
Ultimo dei trii per pianoforte scritti dall’autore tedesco, rappresenta sicuramente un lavoro di grande maturità e fra i capolavori assoluti della letteratura cameristica di tutti i tempi.
Completato nel 1811, esordì in pubblico nel 1814, ma venne dato alle stampe solo due anni dopo dalla casa editrice viennese Steiner.
A proposito della “prima”, inserita nell’ambito di un concerto di beneficenza, ebbe come interpreti Ignaz Schuppanzig al violino, Joseph Linke al violoncello e lo stesso Beethoven al pianoforte, nella sua ultima apparizione pubblica in qualità di interprete, essendo ormai la sua sordità in forma molto avanzata, al punto che, secondo quanto riferisce Spohr in un suo resoconto “…nei passaggi in forte il povero sordo picchiava sui tasti finché le corde emettevano suoni stridenti, mentre nei passaggi in piano suonava così delicatamente da omettere interi gruppi di note, tanto che la musica risultava inintelliggibile”.
Uno sguardo, ora, al Trio Atos, che ha confermato di essere un ensemble di elevatissimo spessore e, ascoltato a distanza di circa un anno, ci è apparso ulteriormente maturato, avendo raggiunto un affiatamento praticamente perfetto, dal quale emerge anche l’enorme bravura dei singoli componenti.
A ciò si aggiunge una grande voglia di fare musica insieme, manifestatasi anche nel bis, offerto al termine del lungo e complesso recital, consistente nello Scherzando, tratto dal terzo movimento del celeberrimo Trio per pianoforte n. 2 in mi bemolle maggiore, op.100 di Schubert.
Pubblico in visibilio ma, stranamente, poco numeroso, considerando il vuoto quasi pneumatico di appuntamenti offerti dalla città in questo inizio anno (e non possiamo pensare che il festival di Sanremo abbia sottratto spettatori al concerto).
Forse il motivo principale è insito in un certo rifiuto del nuovo, abbinato anche ad una scarsa voglia di aggiornarsi per cui, a giovani talenti di sicuro avvenire, si continuano a preferire nomi, che hanno sicuramente fornito il loro decisivo contributo alla causa musicale, ma oggi non sono più in grado di dare qualcosa, per ovvii motivi di ordine naturale.
Prossimo appuntamento, anche questo da non perdere assolutamente, con il francese Renaud Garcia-Fons e le particolari sonorità del suo contrabbasso a 5 corde.
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Martedì 16 febbraio al Conservatorio di Avellino presentazione del libro di Francesco Canessa “Ridi, Pagliaccio. Vita, morte e miracoli di Enrico Caruso”

Copertina libro Canessa su CarusoMartedì 16 febbraio, alle ore 15.00, presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino verrà presentato il libro di Francesco Canessa, Ridi, Pagliaccio. Vita, morte e miracoli di Enrico Caruso (Capri, Edizioni La Conchiglia, 2015).
Un approccio diverso dal convenzionale mette in luce un Enrico Caruso che stravolse il modo di cantare del Novecento.
Una vocalità in sintonia con la sensibilità verista dette voce a una delle conquiste tecnologiche più innovative del secolo che determinò la diffusione dell’opera lirica al di fuori dei teatri: il grammofono.
Così nacque l’astro Caruso in America e la figura del grande tenore fu consacrata prima star nella storia del teatro e della musica italiana.
Francesco Canessa, martedì 16 febbraio, alle ore 15.00 al Conservatorio Cimarosa di Avellino, discuterà del libro con la professoressa Tiziana Grande.
L’appuntamento fa parte della rassegna Parole di Musica, organizzata dal corso di laurea in Discipline storiche critiche e analitiche della musica dell’istituto avellinese, coordinata dal prof. Antonio Caroccia.
Nel primo appuntamento ad essere presentato è stato il volume di Bianca Maria Antolini “Italia 1911. Musica e società alla fine della Belle Époque”.
“Anche questa volta avremo la possibilità di parlare di musica mettendola in rapporto al periodo, ricco di avvenimenti e di trasformazioni sociali e politiche, che segnò tutto il resto del “secolo breve”. Dall’analisi condotta dalla professoressa Antolini lo scorso 2 febbraio alla biografia del grande tenore, che catalizzò l’attenzione del pubblico e della critica del primo Novecento, grazie al racconto di uno studioso del calibro di Francesco Canessa, proseguiamo insieme un percorso di esplorazione delle nostre origini musicali”.
Così il direttore del Cimarosa Carmine Santaniello sulla manifestazione che quest’anno si ripropone dopo il successo dell’anno scorso.
Francesco Canessa è stato sovrintendente del Teatro San Carlo di Napoli, giornalista e critico musicale, ha collaborato con Il Mattino, Roma, La Patria e Il Giorno, oggi scrive per la Repubblica, ma la sua biografia è molto più ricca.
La sua capacità di comunicare e la spiccata curiosità di Canessa trovano naturale completamento nella sua grande esperienza nel mondo della musica e del teatro italiano.

Ricordiamo, inoltre, che domani alle 17.30, sempre al Conservatorio si terrà il concerto per la Giornata nazionale dell’Alta Formazione, momento di protesta e proposta negli istituti superiori musicali italiani, indetto da una mozione comune per il riconoscimento del valore sociale e culturale dell’alta formazione musicale del nostro Paese, sottoscritta dalle conferenze dei Presidenti, dei Direttori e dei Presidenti delle Consulte degli studenti dei Conservatori statali e non statali italiani.
Sul palco del Cimarosa l’Aldo Farias Quartett, con Aldo Farias alla chitarra, Pasquale Bardaro al vibrafono, Angelo Farias al basso e Giuseppe La Pusata alle percussioni, che presenteranno i successi di Different Ways.

Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino
Eleonora Davide
Relazioni interne e rapporti con la stampa

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Pianist Stephen Hough Pairs Concertos by Schumann and Dvořák on a New Recording with Andris Nelsons and The City of Birmingham Symphony Orchestra To Be Released by Hyperion Records on April 8, 2016

Cover Cd Stephen Hough HyperionPianist Stephen Hough sets side-by-side solo piano concertos by two preeminent figures of 19th century music, Robert Schumann and Antonín Dvořák, in a new recording with the City of Birmingham Symphony Orchestra conducted by Andris Nelsons, to be released by Hyperion Records on Friday, April 8.
The juxtaposition of the rarely heard Dvořák work with the familiar Schumann concerto exemplifies the characteristic idiom of both composers while revealing a new perspective on the pianistic writing of each, as well as the solo piano concerto form overall. The recording is currently available for pre-order in the U.S. from Amazon.com and iTunes.

This recording release coincides with U.S. performances by Mr. Hough in both works: Dvořák’s Piano Concerto in G minor, Op. 33 with the Cleveland Orchestra led by Alan Gilbert on March 3, 5 and 6 in Cleveland, and Schumann’s Piano Concerto in A minor, Op. 54 with the New Jersey Symphony Orchestra led by Christian Arming on March 17, 19 and 20 at NJPAC in Newark and the State Theatre in New Brunswick.

Though born more than a generation apart and in different milieu—Robert Schumann, German pianist and music critic from Saxony, and Antonín Dvořák, Czech composer from Bohemia, who took inspiration from Slavic folk music traditions—both composers and their piano concertos bear striking affinities, as Steven Isserlis points out in his liner notes to this Hyperion recording.
Mr. Isserlis observes “both concertos were completed within weeks of their respective composers’ thirty-fifth birthdays; both were written quickly, in bursts of inspiration; both were initially rejected by publishers; both employ identical instrumentation, with classical-sized orchestras—Dvořák citing Schumann’s as a model in that respect, for his adherence to Mozartean proportions; both were their composers’ first and only completed piano concertos, to be followed by single concertos for violin and cello; and both concertos most crucially, treat piano and orchestra as equals.”  They share another significant link in the figure of Johannes Brahms, “who was to sponsor Dvořák’s career in much the way Schumann had sponsored his own,” cites Mr. Isserlis.  And while Clara Schumann, the composer’s wife, gave the premiere of his piano concerto in 1845 in Dresden, Brahms championed this Schumann work, including performances of the concerto after the elder composer’s death.

Both works are vehicles for particular pianistic display.  Mr. Hough says, “The Dvořák concerto is the ultimate lyric concerto, anti-virtuosic and deeply soulful—yet impossibly awkward to play. This concerto for ten thumbs is actually one of my favourites. It has a rare tenderness and human warmth which, when discovered, never loses its power.”

A recent review in the Sydney Morning Herald assesses Stephen Hough’s performance of the Dvořák concerto with the Sydney Symphony Orchestra and provides, at the same time, a reassessment of the work. “Dvořák’s Piano Concerto has always been a wallflower, passed over as high on difficulty and low on charm and brilliance. In Stephen Hough it may have found its ideal champion. He brought disciplined tempos that clarified and strengthened the sense of form, architectural balance and gravitas, and the brilliant precision of his playing brought vividness and excitement to passages in the outer movements that otherwise can come across as somewhat formulaic note-spinning. Dvořák’s textures are original, avoiding many of the new pianistic discoveries of the virtuoso composers like Liszt, yet, when realised with the scrupulous fidelity Hough managed, have their own appeal.” Praise for Mr. Hough’s playing of the concerto with the City of Birmingham Symphony Orchestra with Andris Nelsons in The Guardian was succinct and unequivocal: “It was dazzling.”

Mr. Hough’s performance of the Schumann concerto, also with the City of Birmingham Symphony Orchestra, from which this recording is drawn, proves as demonstrably revelatory as the recording’s companion work, as The Guardian reports: “a performance of such startling freshness and clarity that one of the most familiar of all 19th-century piano concertos seemed totally reimagined, with the sweep and vigour supplied by Nelsons and the orchestra as the perfect foil to Hough’s cool brilliance.”

About Stephen Hough
Stephen Hough, regarded as a renaissance man of his time, has released more than 50 recordings on the Hyperion label with works by more than 100 composers, including his own. He has won four Grammy nominations and eight Gramophone awards, including two ‘Record of the Year’ awards—one for concertos by Scharwenka and Sauer, and the other for the complete works for piano and orchestra by Saint-Saëns, which was also given the Gramophone ‘Gold Disc’ Award after being voted by readers of The Times as the finest classical recording of the last 30 years. His recording of the complete Chopin Waltzes received the Diapason d’Or de l’Année—France’s highest recording award—and his live recording of the Rachmaninoff piano concertos became the fastest-selling record in Hyperion’s history, while his recording of the Hummel concertos remains Chandos’ best-selling disc to date. Mr. Hough’s upcoming engagements in the U.S. during the 2015-16 season include return appearances with the Cleveland Orchestra, Los Angeles Philharmonic, and San Francisco symphonies.  Another highlight of the season is a week-long residency in the New York area in March 2016 during which he’ll perform as a recitalist, orchestral soloist, chamber musician, and composer. As part of this residency, Mr. Hough will play Schumann’s Piano Concerto with the New Jersey Symphony and give two performances at the 92nd Street Y: a solo recital that features the New York premiere of his Sonata III (Trinitas), and a chamber music performance with cellist Stephen Isserlis that features his Sonata for Cello and Piano, Left Hand, “Les Adieux,” a piece that can be heard on Mr. Hough’s recent Hyperion recording with Mr. Isserlis that also includes cello sonatas by Mendelssohn and Grieg. To learn more about Mr. Hough, please visit his website (http://www.stephenhough.com), his blog for The Telegraph, his Facebook fan page (facebook.com/houghhough), or follow him on Twitter (@houghhough).

About Andris Nelsons
In 2014, Andris Nelsons became music director of the Boston Symphony Orchestra, and in 2017-18, he takes up the post of Gewandhauskapellmeister of the Gewandhausorchester Leipzig.  With both appointments, and in leading a pioneering alliance between these two esteemed institutions, Andris Nelsons assumes a position as one of the most renowned and innovative of today’s conductors.  He gave his debut performance with the Gewandhausorchester with works by Richard Strauss, Beethoven and Sibelius in 2011, and in the same year he made his Boston Symphony Orchestra debut, conducting Mahler’s Symphony No. 9 at Carnegie Hall.  In 2012, Mr. Nelsons made his debut at Tanglewood, which was followed by his Boston Symphony Hall debut in 2013.  In 2015, the BSO with Mr. Nelsons embarked on their first European summer festival tour, with performances in London, Salzburg, Grafenegg, Lucerne, Milan, Paris, Cologne, and Berlin, to critical acclaim. Mr. Nelsons continues his collaborations with the Berlin Philharmonic, Vienna Philharmonic, Royal Concertgebouw, and Philharmonia Orchestra.  He also appears as a regular guest conductor at the Royal Opera House, Covent Garden, and the Metropolitan Opera. Praised for his profound interpretations of a wide repertoire, commitment to new works, and transformative music-making with the City of Birmingham Symphony Orchestra, Mr. Nelsons received the Royal Philharmonic Society Music Award as conductor in 2015.  He was music director of the City of Birmingham Symphony Orchestra from 2008 to 2015, prior to which he served as principal conductor of the Nordwestdeutsche Philharmonie in Herford, Germany, from 2006 to 2009, and as music director of the Latvian National Opera, 2003-2007.
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Stephen Hough, Piano
Hyperion CDA68099

City of Birmingham Symphony Orchestra
Andris Nelsons, conductor

Antonín Dvořák (1841-1904)    
Piano Concerto in G minor, Op. 33     [40’49]
1.  Allegro agitato     [20’13]
2.  Andante sostenuto     [  8’49]
3.  Allegro con fuoco     [11’47]

Robert Schumann (1810-1856)
Piano Concerto in A minor, Op. 54    [32’21]
4.  Allegro affetuoso     [15’42]
5.  Intermezzo:  Andantino grazioso   [  5’27]
6.  Allegro vivace     [11’12]
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Domenica 14 febbraio “Alla luce, meraviglia”, la musica dell’Orchestra Filarmonica di Benevento, diretta da Luigi Piovano, chiude la settimana “per il Tuo cuore”

Logo Orchestra Filarmonica di BeneventoDopo il “fuoco” del concerto inaugurale, l’Orchestra Filarmonica di Benevento si prepara al secondo, importante momento della stagione 2016, firmata dal Maestro Francesco Ivan Ciampa.
«Alla luce, meraviglia», il prossimo 14 febbraio, alle ore 20.30, presso il Teatro Massimo di Benevento, vedrà sul podio della nostra compagine orchestrale un grande artista, il Maestro Luigi Piovano.
Primo violoncello solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia, Luigi Piovano si è esibito nei maggiori teatri del mondo, dal 2007 suona regolarmente in duo con il Maestro Antonio Pappano e, dopo il grande successo ottenuto nel 2013 alla direzione del gruppo degli Archi dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in un concerto di musiche di Schubert al Parco della Musica di Roma, ha avviato una collaborazione stabile triennale alla testa degli Archi di Santa Cecilia.
Arriva in città per supportare, con passione, il lavoro dell’Orchestra Filarmonica, cimentandosi in un programma musicale significativo e audace: F. Mendelssohn, Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 “Italiana”; J. Brahms, Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98.

Il concerto – grazie alla collaborazione con l’ Azienda Ospedaliera “Rummo” di Benevento, con il Commissario Straordinario, Giampiero Maria Berruti, con il Dipartimento di CardioScienze di cui è Direttore Marino Scherillo – segna anche l’evento di chiusura della settimana «per il Tuo cuore», dall’8 al 14 febbraio 2016, con la Campagna Cardiologie Aperte, appuntamento oramai consueto con la sensibilizzazione e la prevenzione nelle Cardiologie di tutto il territorio nazionale, iniziativa promossa dalla Fondazione “per il Tuo cuore” HCF ONLUS.
Tra gli ospiti d’onore della serata ci saranno proprio i medici cardiologi impegnati nella campagna di sensibilizzazione oltre le autorità e i rappresentanti istituzionali dell’A.O. Rummo.
Una nuova prova di abilità e di promozione della cultura musicale classica per la più giovane Orchestra filarmonica italiana, alle prese con la seconda stagione della sua storia che richiama nel titolo la famosa suggestione di Eraclito «e dai discordanti, bellissima armonia».
Appuntamento, dunque, domenica 14 febbraio, con il concerto sinfonico diretto dal Maestro Piovano, che sarà presentato da Melania Petriello.

E, per la concomitanza della festa degli innamorati, ingresso speciale a soli 18 euro per le coppie.

Info e biglietti: www.ofbn.it
prevendita presso il Bar “Le Trou” di Benevento
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Mercoledì 17 febbraio lo Zingarò Jazz Club di Faenza ospita il Marco Ponchiroli The New House Quartett

Marco Ponchiroli

Marco Ponchiroli

Mercoledì 17 febbraio, alle ore 22, l’appuntamento settimanale con lo Zingarò Jazz Club (via Campidori, 11 – Faenza) avrà come protagonista sul palco il Marco Ponchiroli The New House Quartett.
Il pianista sarà accompagnato da Alberto Vianello ai sassofoni, da Daniele Vianello al contrabbasso e da Igor Checchini alla batteria.

La serata è ad ingresso libero.

Il Marco Ponchiroli The New House Quartett nasce spontaneamente dopo numerosi incontri tra i quattro musicisti con la principale esigenza di far musica in totale tranquillità.
Il repertorio si basa su composizioni originali senza trascurare omaggi ai grandi del jazz e agli standard: i brani vengono interpretati ed arrangiati coralmente e danno vita ad un processo creativo che attraverso la libertà e l’ascolto reciproco fanno risaltare le tendenze e le preferenze di ognuno.

Marco Ponchiroli, eclettico artista veneziano, si è diplomato con lode in pianoforte presso il conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.
Ha intrapreso ben presto un percorso di ricerca che lo porta a contaminare tra loro vari generi musicali e forme differenti di esperienza artistica.
Affronta il blues, il pop, il reggae – nel 1997 è sul palco del festival di San Remo con i Pitura Freska – e, oltre a collaborare a numerosi progetti discografici, compone la musica per lo spettacolo teatrale “Il Grigio” di Giorgio Gaber.
Il jazz resta il suo principale genere di riferimento: ha collaborato con musicisti di rilievo nel panorama jazzistico italiano come Flavio Boltro, Massimo Manzi, Nicola Stilo, Robert Bonisolo, Ares Tavolazzi, David Boato, Stefano Senni, Roberto Dani, Marco Castelli.
Il suo stile musicale punta all’unione dell’improvvisazione jazz con le sonorità provenienti da altri generi musicali, rielaborate grazie a un’intensa attività di ricerca, vero elemento fondante del suo lavoro.
Le sue composizioni si possono ascoltare sia nei dischi pubblicati a suo nome che nei lavori di altri jazzisti italiani.

Nel pomeriggio, inoltre, presso la Casa del Disco di Faenza si terrà la presentazione del nuovo libro di Fabio Ciminiera intitolato La musica non è scontata.

L’incontro organizzato in collaborazione dallo Zingarò Jazz Club e la Casa del Disco, avrà inizio alle 18.30 ed è ad ingresso libero.

Fabio Ciminiera propone, nel pagine del libro, un ragionamento sul modo di fruire e di arrivare a conoscere la musica, una riflessione sui mezzi e sulle dinamiche con cui ci relazioniamo con il fatto musicale attraverso l’osservazione dei tanti stimoli e degli input che ciascuno di noi riceve, in maniera più o meno consapevole.

Le foto scattate da Lorenzo Gaudenzi ai protagonisti delle precedenti stagioni del club faentino fanno da cornice ai concerti dello Zingarò Jazz Club.

La stagione dello Zingarò Jazz Club prosegue mercoledì 24 febbraio 2016 con Indian Summer, il quartetto guidato dal trombettista Giacomo Uncini e formato da Carlo Petruzzellis alla chitarra, da Ludovico Carmenati al contrabbasso e da Massimo Manzi alla batteria.

Contatti.
Zingarò Jazz Club
Via Campidori, 11. Faenza (RA)
Tel: +39.0546.21560
e-mail: info@ristorantezingaro.com
web: www.ristorantezingaro.com ; www.twitter.com/zingarojazzclub
Direzione Artistica: Michele Francesconi

Rapporti con la Stampa:
Fabio Ciminiera
e-mail: fabiociminiera@jazzconvention.net
mob: +39.347.4098632
skype: fabio.ciminiera

_________________________________________________________

Zingarò jazz club

Zingarò Jazz Club – Programma Febbraio 2016

Mercoledì 3 Febbraio
Angelo Lazzeri Trio

Angelo Lazzeri. chitarra
Daniele Mencarelli. basso elettrico
Paolo Corsi. batteria

Mercoledì 10 Febbraio (Inizio rassegna Fiato al Brasile)
Arka-Ira

Elisa Ridolfi. voce
Massimo Valentini. sassofoni
Hilario Baggini. strumenti etnici a corde e a fiato, voce

Lunedì 15 Febbraio
Chiusura Rassegna Fiato al Brasile

Mercoledì 17 Febbraio
Marco Ponchiroli The New House Quartett

Marco Ponchiroli. pianoforte
Alberto Vianello. sax tenore, sax soprano
Daniele Vianello. contrabbasso
Igor Checchini. batteria

Mercoledì 24 Febbraio
Giacomo Uncini Indian Summer

Giacomo Uncini. flicorno, tromba
Carlo Petruzzellis. chitarra
Ludovico Carmenati. contrabbasso
Massimo Manzi. batteria
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Sabato 13 febbraio inizia la nuova edizione di Sinfonia di Pagine – Sabato in libreria organizzata da Bologna Festival

Copertina libro su Richartd StraussProsegue per il secondo anno l’iniziativa Sinfonia di Pagine – Sabato in libreria, realizzata da Bologna Festival in collaborazione con Libreria Coop Zanichelli.
Si inizia sabato 13 febbraio, ore 17.30 (Libreria Coop Zanichelli in Piazza Galvani) con Richard Strauss dietro la maschera. Gli ultimi anni di Giangiorgio Satragni, musicologo e critico musicale del quotidiano La Stampa.
La monografia di Satragni, analizzando la produzione teatrale straussiana degli ultimi anni, restituisce un profondo ritratto dell’uomo Richard Strauss, colto nella sua complessità di artista moderno e di protagonista in un secolo artisticamente ricchissimo quanto tragico e violento.
Tra filosofia, letteratura, arte e storia Satragni disegna un interessante, quanto aggiornato, ritratto di uno dei compositori più controversi del Novecento.
Dialoga con l’autore Maurizio Giani, musicologo esperto di questo repertorio, docente di Estetica musicale nell’Università di Bologna, oltre che presidente del Corso di Laurea Magistrale in Discipline della Musica.

La rassegna Sinfonia di Pagine prosegue sabato 20 febbraio con Mozart all’opera di Giovanni Bietti che illumina nuovi percorsi nella produzione teatrale mozartiana.
Sabato 27 febbraio Piero Rattalino, profondo conoscitore della storia e dell’interpretazione pianistica, presenterà un nuovo testo dedicato a Liszt: Liszt pianista. Tecnica e ideologia.
Sabato 5 marzo con il suo Mozart e il violino Cesare Fertonani indaga un aspetto inconsueto del genio mozartiano.
Sabato 12 marzo, a conclusione del ciclo, Giordano Montecchi, esperto di linguaggi musicali colti ed extracolti, presenta il suo Frank Zappa. Rock come prassi compositiva.

Ingresso libero sino ad esaurimento posti disponibili.

Per informazioni:
Bologna Festival
tel. 051 6493397
www.bolognafestival.it

Paola Soffià
Ufficio Stampa Bologna Festival
tel.: 051 6493397
cell.: 3287076143
via Lame, 58
40122 Bologna

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