Mercoledì 23 gennaio l’Orchestra dell’Istituto Comprensivo Matilde Serao di Volla si esibisce al cinema Pierrot di Ponticelli

Mercoledì 23 gennaio, alle ore 18.00, al cinema Pierrot (Via de Meis – Ponticelli) per il cineforum di Arci Movie verrà proiettato il film “La mélodie” diretto da Rachid Sami.
La proiezione sarà preceduta dalla esibizione dell’Orchestra dell’Istituto Comprensivo Matilde Serao di Volla.

Come Arci Movie – dice Roberto D’Avascio, Presidente di Arci Movie – lavoriamo costantemente per la creazione di collaborazioni con associazioni, enti e scuole che come noi lavorano sul territorio come presidi di cultura e legalità; il film “La mélodie” che racconta le vicende di un insegnante e di una classe che segue un corso di violino in una scuola difficile della periferia parigina, ci ha dato l’idea di collaborare con l’Orchestra dell’Istituto Comprensivo Matilde Serao di Volla stimolati anche dalla professoressa Roberta Guarracino insegnante della scuola e membro del nostro consiglio direttivo. Questa iniziativa rafforza la nostra idea del Cineforum del Pierrot come un luogo di aggregazione e di iniziative culturali di qualità”.

L’orchestra è composta da circa 40 ragazzi, allievi delle classi seconda e terza del corso ad indirizzo musicale della scuola secondaria di primo grado e proporrà, prima della proiezione del film, un repertorio composto prevalentemente di musiche tratte dalle colonne sonore di cartoni animati e film.

La mélodie, il film diretto da Rachid Hami, vede protagonista Simon (Kad Merad), un famoso violinista quasi cinquantenne. Simon è un uomo ormai disilluso dalla vita e sta attraversando un periodo difficile. Seppure ancora molto bravo, si ritrova privo di ingaggi e non può fare altro che accettare l’offerta di lavoro propostagli da Farid (Samir Guesm), nonostante si tratti di un impiego piuttosto lontano dalle proprie ambizioni: insegnare nella sua classe-orchestra presso una scuola media inferiore alle porte di Parigi, frequentata da ragazzi che vivono in condizioni socio-economiche disagiate.
I metodi d’insegnamento molto rigidi di Simon gli creano subito grossi problemi a interagire con gli studenti, che rispondono con un atteggiamento provocatorio e arrogante. Tra loro spicca Arnold, un timido ragazzo di origine africana che dimostra una forte predisposizione per il violino, affascinato dalla sua gestualità e dai suoi suoni. Grazie al talento di Arnold e all’incoraggiante energia del resto della classe, Simon riscopre a poco a poco le gioie della musica. Riuscirà a ritrovare l’energia necessaria per ottenere la fiducia degli allievi e mantenere la promessa di portare la classe a esibirsi al concerto finale alla Filarmonica di Parigi?

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Domenica 27 gennaio l’Associazione Mozart Italia di Napoli propone “Note e versi della Shoah al femminile” per il “Giorno della memoria” nell’ambito del “Mozart Napoli 2 Days”

Domenica 27 gennaio (ore 10-12), al Circolo Ufficiali della Marina Militare (Via Cesario Console, 3 – I piano), nell’ambito della rassegna “Mozart Napoli 2 Days”, organizzata dall’Associazione Mozart Italia di Napoli, in occasione del Giorno della Memoria 2019, si terrà “Note e versi per la Shoah al femminile” a cura di Suzana Glavaš, con la partecipazione di Angela Yael Amato (violino), Alessandro Parfitt (violoncello), Donata Greco (sassofono e flauto traverso), Giuseppe Mosca (storico) e Franco Barbato (artista)

L’Evento illustra brevemente le giovani vite di tre eccellenti poetesse ebree dell’Europa Centro-Orientale spezzate dalle persecuzioni razziali in Ungheria, in Ucraina-Polonia e Romania.
In aggiunta due poesie sulla Shoah di Suzana Glavaš, figlia di madre sopravvissuta in Croazia.
Nella prima parte tre musiche ebraiche al sassofono e flauto traverso eseguite dalla giovane musicista partenopea Donata Greco.

Nella seconda parte, a intervalli tra note e versi, recitazione di poesie di Hannah Szenes (Budapest 17 luglio 1921-Budapest 7 novembre 1944), Szuzanna Ginczanka (pseudonimo di Sara Polina Ginzburg), Kiev, Ucraina, 22 marzo 1917- Cracovia, Polonia, gennaio 1945), Selma Meerbaum-Eisinger (Czernowitz, Romania /oggi Ucraina/ 5 febbraio 1924 – Campo di Mihajlovka, dicembre 1942) e Suzana Glavaš (Zagabria, 22 marzo 1959).
In questa parte Duo Violino e Violoncello di Angela Yael Amato e Alessandro Parfitt eseguirà: J. S. Bach: Preludio e Sarabande; 3 Melodie Ebraiche; George Perlmann: Hebrew Chant and Dance; George Crumb: Cello Solo Sonata; J. Williams: Schindler’s List.
Reading: Suzana Glavaš.
Presentazione dei contesti storici in cui nascono le vite e le opere delle tre poetesse vittime della Shoah: Giuseppe Mosca.
In esposizione durante l’Evento il dipinto dell’Artista Franco Barbato Volti Sofferti dal suo ultimo ciclo di opere I mille volti dell’umanità.

Ingresso libero

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Domenica 27 gennaio l’Associazione Mozart Italia di Napoli propone la presentazione del saggio di Cinzia Dichiara sulla figura di Cherubino nell’ambito del “Mozart Napoli 2 Days”

Domenica 27 gennaio, alle ore 12.00, al Circolo Ufficiali della Marina Militare (Via Cesario Console, 3 – I piano), nell’ambito della rassegna “Mozart Napoli 2 Days”, organizzata dall’Associazione Mozart Italia di Napoli, presentazione del saggio mozartiano Voi che sapete. Il personaggio di Cherubino ne “Le nozze di Figaro” di Cinzia Dichiara (edizioni LIM, 2017)
A colloquio con l’autrice il musicologo Paologiovanni Maione.

Ingresso libero

Questo è un libro che dà un resoconto molto convincente, fornendo una potente dimostrazione della centralità del personaggio di Cherubino e dell’opportunità di rimodulare la nostra percezione dell’opera di Da Ponte e Mozart.
Inoltre, i frequenti riferimenti a Beaumarchais – nella fattispecie a Le Mariage de Figaro e a La Mère coupable – invitano a rileggere con sguardo diverso anche i testi del drammaturgo francese.
Come afferma Cinzia Dichiara, nell’opera si parla dell’amore in tutte le sue sfaccettature.
Cosicché l’aria di Cherubino “Voi che sapete cosa è amor”, mentre fa comprendere la confusione dell’adolescente che chiede aiuto di fronte ad uno stato d’animo tanto soverchiante, si pone quale sfogo spontaneo e manifesto dell’eterno sentimento al suo primo destarsi.
Il Conte d’Almaviva, invece, sembra lontano dal capire veri sentimenti e deve giungere fino alla conclusione dell’opera per riuscire a cogliere la forza dell’amore, quando chiede perdono alla Contessa per aver cercato di tradirla con Susanna.
Questo momento, con il quale la partitura di Mozart si chiude, è un riferimento preciso alla permeante presenza di Cherubino nell’atto quarto, a dispetto del fatto che il paggio si ripresenti soltanto alla fine, quando si nasconde nel padiglione del giardino con Barbarina ed è poi schiaffeggiato dal Conte, che immagina di avere di fronte Figaro e la Contessa.
In questo caso Cinzia Dichiara parla dell’“ultima gag” di Cherubino.
Ma si tratta, a mio avviso, di qualcosa di più di una gag: come l’autrice sottolinea benissimo portandola in evidenza, l’ultima apparizione del paggio fa comprendere fino a che punto arrivi il condizionamento posto dalle sue evoluzioni e si pone, quindi, quale conferma definitiva della sua influenza sul Conte, ancora una volta alle prese con la sua impertinente figuretta…
(dall’Introduzione di Philip Gossett)

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Giovedì 24 gennaio la Associazione Alessandro Scarlatti propone il debutto della violinista Suyoen Kim che eseguirà la prima parte dell’integrale delle Sonate e Partite di Bach

Giovedì 24 gennaio 2019, alle ore 20.30, al Teatro Sannazaro la Associazione Alessandro Scarlatti prosegue nel suo percorso di presentare nuovi talenti al suo pubblico, con il debutto napoletano della giovane violinista tedesca di origini coreane Suyoen Kim.
Già all’età di 16 anni la giovane solista aveva cominciato ad attirare l’attenzione della scena musicale internazionale; oggi, dopo essersi specializzata a Monaco con Ana Chumachenco, aver vinto il Primo Premio al Joseph Joachim International Violin Competition di Hannover ed essere stata tra i finalisti del the Queen Elisabeth International Music Competition di Bruxelles, ha ormai raggiunto quasi la trentina, e si trova quindi in una fase di straordinaria maturità interpretativa sorretta da un bagaglio tecnico fuori dal comune e da una cantabilità che è frutto del suo talento naturale.
Proprio questo bagaglio le permette di cimentarsi in una delle più ardue prove violinistiche, quella di affrontare, sola sul palcoscenico con il suo violino (uno Stradivari del 1702) l’Integrale delle Sonate e Partite di Bach per violino solo in due concerti.
In questa prima puntata oltre alla Partita n. 2, con la celebre Ciaccona, sono in programma la Sonata n. 1 e la Partita n.3; potremo ascoltare la seconda parte dell’integrale nella prossima stagione concertistica.

Dopo il successo dell’esperimento, anche questo concerto sarà preceduto dalla nuova forma di divulgazione e approfondimento, “Tre domande a…”.
Le tre domande stavolta le farà Diego Nuzzo, Consigliere della Associazione Alessandro Scarlatti e scrittore ed organizzatore di eventi teatrali, all’estensore del programma di sala Eduardo Savarese scrittore, giornalista e studioso di diritto internazionale
Questa nuova attività si sviluppa da un esperimento realizzato durante questa stagione concertistica, che ha visto alcuni dei programmi di sala dei concerti affidati a esponenti della “società civile”, ovvero appassionati e competenti di musica non addetti ai lavori come Stefano Celentano, Carlo Pontorieri, Eduardo Savarese, Maurizio de Giovanni, Valentino Alaia, Luigi Amodio.

Cogliamo l’occasione per annunciare l’uscita sui canali social dell’Associazione Scarlatti (Facebook, Instagram e Youtube) del video “100 anni di musica ininterrotta” realizzato da GMM Production Srl con il sostegno del Consigliere Domenico Monsurrò.
Nel video scorre una carrellata di immagini sulla vita della nostra Associazione Alessandro Scarlatti, dallo sfocato bianco e nero delle immagini d’epoca del Coro fondato da Emilia Gubitosi fino alla alta risoluzione delle immagini del presente.
Un modo per rendere visibile e tangibile lo scorrere del tempo che ha scandito i 100 anni di vita della nostra gloriosa Associazione.

Biglietti:
Platea e palco I fila 18 Euro
Palco II e III fila: 13 Euro
Ridotto giovani (under 30): 13 Euro
Last minute: 5 Euro (under 25) in vendita un’ora prima del concerto.

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Giovedì 24 gennaio, ore 20.30 – Teatro Sannazaro (v. Chiaia, 157 – Napoli)

Programma

Integrale delle Sonate e Partite di Johann Sebastian Bach per violino solo – primo concerto

Johann Sebastian Bach (1685 – 1750)
Sonata I in sol minore BWV 1001
Partita III in mi maggiore BWV 1006
Partita II in re minore BWV 1004

Suyoen Kim
A 16 anni, la violinista Suyoen Kim ha iniziato a catalizzare su di sé le prime attenzioni del mondo musicale internazionale.
Nel 2003, il danese “Jyllandposten” si esprimeva in questi termini: “è nata una nuova stella nel mondo della musica”.
La sua registrazione del concerto funebre di Karl Amadeus Hartmann con la Bayerische Kammerphilarmonie diretta da Pietari Inkinen, è stata scelta dalla BBC Radio 3 come la miglior interpretazione di questo lavoro.
Suyoen Kim è nata a Münster, Germania, nel 1987, ricevendo le prime lezioni di violino all’età di 5 anni da Houssan Mayas.
Quattro anni più tardi inizia gli studi alla Hochschule di Detmold con Helge Slaatto, completandoli nel 2008.
Segue un periodo di studi con Ana Chumachenco alla Hochschule di Monaco, dove si diploma nel 2010 e fino al 2012 partecipa ai corsi come giovane solista, promossi dall’Accademia di Kronberg, sempre sotto la guida della Chumachenco, grazie al sostegno della Fondazione Steigenberger/Rath.
Come solista, Suyoen Kim ha collaborato con direttori di grande pregio internazionale: Kurt Masur, Eliahu Inbal, Myung- Whun Chung, Steven Sloane, Jan Latham- Koenig, Peter Ruzicka e Walter Weller.
Ha seguito altresì masterclass con Rainer Kussmaul, Ida Haendel, Elizabeth Walfisch.
Su invito di Seiji Ozawa, l’artista ha partecipato alla vita artistica dell’Accademia Internazionale di Musica in Svizzera, legata al nome del direttore d’orchestra, dal 2005 al 2006.
Suyoen Kim è apparsa come solista con la Deutsche Kammerphilarmonie di Brema, la Norlands Opera Orkester, il Teatro Hermitage di San Pietroburgo, la Copenhagen Philarmonie, la Baden Badener Philarmonie, la Bayerische Kammerphilarmonie, l’Orchestra Filarmonica di Strasburgo, la Neue Philarmonie Westfalen, la Bochumer Symphoniker, la Württermbergisches Kammerorchester Heilbronn e la Seoul Symphony Orchestra.
Nel 2003 l’interprete ha ricevuto il primo premio al Concorso Internazionale Leopold Mozart di Augsburg, vincendo anche il primo premio del pubblico e quello per la miglior interpretazione della musica contemporanea.
A distanza di 3 anni, nel 2006, si aggiudica il primo premio al Concorso Internazionale Joseph Joachim di Hannover e nel 2009 il quarto premio al Concorso Regina Elisabetta del Belgio.
Suyoen Kim incide in esclusiva per la Deutsche Grammophon (Universal Music Group), per la quale ha pubblicato alcune sonate di Mozart con il pianista Evgeny Bozhanov, il ciclo delle Partite e Sonate di J. S. Bach (con eccellenti recensioni della critica musicale italiana), un Cd monografico dedicato a Schubert, uscito a Gennaio del 2016 (recensito come un riferimento per la comprensione del compositore viennese) e uno dedicato a Beethoven con la Wurttemberg Philarmonic Orchestra.
In Italia ha eseguito il ciclo delle Sonate e Partite di J. S. Bach al Festival di Stresa e del Lago Maggiore, per gli Amici della Musica di Verona e nella stagione 2018/19 lo proporrà per gli Amici della Musica di Vicenza.
E’ stata artista in residenza presso l’Orchestra Filarmonica di Torino con la quale ha ottenuto un successo straordinario nel Luglio 2016 suonando il concerto di Tchaikovsky davanti a 8000 persone in Piazza San Carlo.
Suyoen Kim suona un violino Stradivarius del 1702, gentilmente messo a sua disposizione dalla Nippon Foundation.

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Il Sestetto Stradivari illumina la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti

Foto Giancarlo de Luca

La stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti ha recentemente ospitato il prestigioso Sestetto Stradivari, diretta emanazione dell’Orchestra Sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, nato nel 2001 e formato attualmente da David Romano e Marlène Prodigo (violini), Raffaele Mallozzi e David Bursack (viole), Diego Romano e Sara Gentile (violoncelli).
Due i brani in programma, Verklärte Nacht, op. 4 di Arnold Schönberg (1874-1951) e il Sestetto per archi in re maggiore, op. 70 “Souvenir de Florence” di Pëtr Ilič Čajkovskij (1840-1893).
Il primo risale al 1899, quando l’autore austriaco, all’epoca venticinquenne, studiava con Alexander von Zemlinsky e si era innamorato della sorella del suo docente (che poi avrebbe sposato).
Volle dedicarle un pezzo per archi intitolato Verklärte Nacht (“Notte trasfigurata”), prendendo spunto dall’omonima poesia del simbolista Richard Dehmel, tratta dalla raccolta Weib und Welt , risalente al 1896 e incentrata sulla confessione di una donna che, durante una notte di luna piena, rivela al suo attuale amante di aspettare un figlio, frutto di una precedente relazione.
L’uomo, dopo una breve riflessione, ritiene che l’amore che lo lega alla donna sia così forte da poter accettare anche di essere il padre di una creatura non sua.
Scritto in appena tre settimane, il brano risentì dell’influenza di Brahms e Wagner, autori prediletti da Zemlinsky, pur se Schönberg, che non aveva ancora abbracciato la dodecafonia, volle innestare alcune novità, che all’epoca fecero scalpore.
Non a caso la partitura fu rifiutata, in un primo tempo, dal Tonkünstlerverein, società cameristica viennese di maggiore prestigio, che poi accettò di inserire la composizione nel suo cartellone solo nel 1902, affidando la “prima” al Quartetto Rosé, rinforzato da Franz Jelinek (viola) e Franz Schmidt (violoncello).
L’esordio fu comunque tutt’altro che tranquillo, in quanto scoppiarono violenti litigi tendenti alla rissa, fra sostenitori e detrattori di Schönberg, preludio ad una successiva stroncatura da parte della critica.
L’autore diede poi vita, nel 1917, ad una versione per orchestra d’archi, che oggi è quella maggiormente conosciuta, rivista definitivamente nel 1943.
Decisamente lunga e sofferta, invece, la genesi del Sestetto per archi in re maggiore, op. 70 “Souvenir de Florence” di Čajkovskij.
La prima versione conobbe buona parte della stesura nel 1890, durante il soggiorno del compositore nel capoluogo toscano (da cui il suo appellativo, nonostante il brano contenga soprattutto riferimenti alla tradizione russa), e venne presentata San Pietroburgo, alla fine dello stesso anno.
Molto probabilmente, però, già nel 1887 il sestetto era nella mente dell’autore, nominato l’anno precedente membro onorario della Società di Musica da Camera di S. Pietroburgo (dedicataria della composizione).
Ciò è testimoniato nelle numerose lettere di quel periodo, dove timidamente, e poi in modo sempre più netto, affiorano notizie legate ad un brano concepito per due violini, due viole e due violoncelli, organico piuttosto inusuale al quale Brahms aveva precedentemente dato in due occasioni notevole dignità.
La storia del sestetto non si concluse nel 1890, in quanto il compositore, molto insoddisfatto, rielaborò gli ultimi due movimenti e, in questa nuova e definitiva veste, il pezzo fu riproposto al pubblico di San Pietroburgo nel 1892.
Come si può comprendere, da quanto finora accennato, siamo di fronte a due assoluti capolavori della letteratura cameristica, che il Sestetto Stradivari conosce approfonditamente, tanto da averli anche incisi qualche anno fa, nel loro primo cd, riscuotendo unanimi consensi da parte di pubblico e critica.
E anche nella recente esibizione l’ensemble ha evidenziato la compattezza e l’affiatamento consueti, abbinati all’estrema bravura dei singoli componenti.
In più non va sottovalutata la gioia di fare musica insieme, che traspare nei volti di ognuno e che ha contagiato pure il numerosissimo pubblico presente.
Al termine tantissimi e meritati applausi, accompagnati dalla richieste di un bis, alla quale la compagine ha risposto eseguendo la parte conclusiva dello Scherzo, dal secondo movimento del Sestetto n. 2 in sol maggiore, op. 36 di Brahms.
Va ancora ricordato che il concerto è stato preceduto da una breve intervista (una novità ribattezzata “Tre domande a…”), dell’artista visivo Gian Maria Tosatti, curatore del programma di sala, a David Romano, leader del sestetto, che verteva principalmente sugli ipotetici collegamenti fra i brani proposti e la napoletanità.
Un’iniziativa intrigante che rischia però, a nostro avviso, di far perdere la concentrazione necessaria a chi, di lì a poco, si deve esibire.
In conclusione, anche questo secondo appuntamento del 2019 conferma l’ottima partenza di un anno speciale per l’Associazione Alessandro Scarlatti, in quanto coincide con il centenario della nascita di questa gloriosa istituzione.

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Giovedì 24 gennaio il Rossini Jazz Club di Faenza propone “I Musicanti di Braina”

Giovedì 24 gennaio 2019, alle ore 22.00, la stagione musicale del Rossini Jazz Club di Faenza prosegue con il concerto de I Musicanti di Braina, trio formato da Valeria Sturba (voce, violino elettrico, theremin, elettronica, giocattoli), Vincenzo Vasi (voce, theremin, basso, elettronica, giocattoli, percussioni) e Dimitri Sillato (voce, violino, tastiere, elettronica).

Il concerto è ad ingresso libero.

Tre musicisti – del tutto diversi fra loro, per forma e per età – che navigano a vista in percorsi improvvisativi per poi sbucare in brani conosciuti e sconosciuti in un gioco in cui l’inaspettato è la loro meta.
I Musicanti di Braina nascono in una casa in Via della Braina a Bologna, dove vivevano Valeria Sturba, Vincenzo Vasi e Dimitri Sillato: una fatina dei campi magnetici dall’ugola d’oro, manipolatrice di suoni elettronici nonché ammaliatrice del violino elettrico; un lupo triste che doma il vento, percuote fulmini e, a volte, ululando, intona una canzone d’amore; un violino satiro e pianoforte romantico crea alchimie minimaliste nel suo pentolone elettronico.
Tre musicisti spinti da un’estrema incoscienza e senza alcuna vergogna, decidono di suonare insieme qualsiasi musica, quella bella e quella brutta, senza distinzione di genere, e di mescolarla con suoni e rumori di varia provenienza.

La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno “assegnato” ai concerti.
Resta invece immutato lo spirito che anima l’intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all’organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest’anno, la passione e l’accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l’intenzione di offrire all’appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato.

Il prossimo appuntamento con il Rossini Jazz Club di Faenza è per giovedì 31 gennaio 2019, quando si esibirà il Diego Frabetti Quartet, formazione costituita da Diego Frabetti alla tromba, Nico Menci al pianoforte, Francesco Angiuli al contrabbasso e Marco Frattini alla batteria.

Rossini Jazz Club
Faenza. Piazza del Popolo, 22
tel: +39.0546.21722
e-mail: info@bistrorossini.it
web: www.bistrorossini.it
social network: facebook.com/rossini.jazzclubtwitter.com/rossinijazzclub;
instagram.com/rossinijazzclub

Direzione Artistica: Michele Francesconi

Rapporti con i media:
Fabio Ciminiera
e-mail: fabiociminiera@jazzconvention.net
mob: +39.347.4098632

Rossini Jazz Club – programma dei concerti Gennaio 2019

Giovedì 10 Gennaio
Alessandro Scala Groovology Trio
Alessandro Scala. sassofono
Sam Gambarini. organo Hammond
Stefano Paolini. batteria

Giovedì 17 Gennaio – doppio concerto
Yuri Ciccarese & Pepe Medri “Migrazioni Musicali”
Yuri Ciccarese. flauto
Pepe Medri. organetto diatonico
Silvia Wakte “Solo Act”
Silvia Wakte. voce, chitarra

Giovedì 24 Gennaio
Musicanti Di Braina
Valeria Sturba. voce, violino elettrico, theremin, elettronica, giocattoli
Vincenzo Vasi. voce, theremin, basso, elettronica, giocattoli, percussioni
Dimitri Sillato. voce, violino, tastiere, elettronica

Giovedì 31 Gennaio
Diego Frabetti Quartet
Diego Frabetti. tromba
Nico Menci. pianoforte
Francesco Angiuli. contrabbasso
Marco Frattini. batteria

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Presentato il programma della XXXVIII Edizione di Bologna Festival 2018

Due capolavori sinfonico-corali, il Solomon di Händel e il Requiem di Mozart, spiccano nella 38ª edizione di Bologna Festival che tra esecuzioni e programmi in esclusiva ospita direttori, solisti e orchestre di fama internazionale, protagonisti della vita musicale odierna.
Thomas Hengelbrock con i suoi Balthasar Neumann Choir & Ensemble; Michael Alexander Willens con la Kölner Akademie Chorus & Orchestra; Iván Fischer con la Budapest Festival Orchestra e il pianista Emanuel Ax; Antonio Pappano con la Chamber Orchestra of Europe e la violinista Janine Jansen.
Martha Argerich è impegnata in un singolare programma: da sola al pianoforte nella seconda Partita di Bach e insieme al Cuarteto Quiroga nel Quintetto per pianoforte e archi di Schumann.
I due astri russi Grigory Sokolov e Arcadi Volodos, tra i massimi pianisti di oggi, impaginano programmi di ispirata poesia.
In esclusiva per Bologna Festival, il 20 marzo ad inaugurazione della stagione, l’imponente oratorio di Händel Solomon.
Nel cuore della rassegna «Grandi Interpreti» il Requiem di Mozart diretto da Thomas Hengelbrock, unica data italiana per il direttore tedesco di solida formazione barocca e i suoi rinomati ensemble.
«Bach versus Händel» e «Apologia del Quartetto» sono i due progetti della sezione autunnale Il Nuovo l’Antico.
Nel primo, si mettono a confronto gli stili compositivi dei due compositori, vissuti negli stessi anni ma con carriere molto diverse; nel secondo si illustra la letteratura per Quartetto d’archi del Novecento, ideale laboratorio di ricerca e sperimentazione per i maggiori compositori del secolo scorso e dei giorni nostri.
Con il ciclo di tre incontri «Carteggi musicali», attraverso epistolari e scritti, ci si addentra nel pensiero e nella vita di tre musicisti di fondamentale portata storica: Mozart, Wagner, Debussy.

Abbonamenti e Biglietti
Prelazione abbonati sino al 26 gennaio / Vendita nuovi abbonamenti dal 1° febbraio
Vendita singoli biglietti e Carnet 3 concerti Grandi Interpreti dal 23 febbraio presso la Biglietteria del Teatro Manzoni e online su www.bolognafestival.it, www.vivaticket.it, www.classictic.com.

Biglietteria Teatro Manzoni
Via de’ Monari 1-2
tel 051 6569672 da martedì a sabato ore 15 – 18.30

Ufficio Stampa Bologna Festival
Paola Soffià
tel. 051 6493397
cell. 328 7076143
stampa@bolognafestival.it

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Grandi Interpreti
Nel concerto inaugurale della 38ª edizione di Bologna Festival, mercoledì 20 marzo, ore 20, al Teatro Manzoni, il Solomon di Händel viene eseguito da un eccezionale complesso strumentale e vocale tedesco, la Kölner Akademie di Michael Alexander Willens, direttore attento alle prassi esecutive filologicamente informate, già ospite del Lincoln Center di New York e dei più significativi festival europei.
Oratorio in tre atti per soli, coro e orchestra, è una produzione realizzata espressamente per Bologna Festival.
«È curioso che un capolavoro come il Solomon di Händel – precisa Mario Messinis direttore artistico di Bologna Festival – non sia mai stato ripreso in Italia. È un oratorio imponente nella vigoria dei cori dai forti accenti teatrali, in cui si afferma la vicenda biblica di Salomone rivissuta con epica drammaticità».
Unica occasione di ascolto in Italia, questo Solomon haendeliano accanto ad orchestra e coro vedrà sul palcoscenico del Teatro Manzoni le voci soliste di Marian Dijkhuizen (Solomon), Bethany Seymour (Queen of Sheba), Hanna Herfurtner (Solomon’s Queen) e Mark Heines (Zadok, servant).
Domenica 31 marzo, secondo appuntamento della rassegna Grandi Interpreti: Arcadi Volodos, pianista che infonde immaginazione e sentimento in una formidabile tecnica esecutiva.
Dal suo studiato repertorio ha scelto i prediletti Rachmaninov e Skrjabin accostandoli a Schubert.
Martha Argerich, ospitata annualmente da Bologna Festival insieme all’orchestra o con gruppi cameristici, è quasi un’artista in residenza: il 14 aprile, evento del tutto eccezionale, si esibisce solisticamente nella seconda Partita di Bach; ritrova la dimensione cameristica nella seconda parte del concerto dove esegue il Quintetto per archi e pianoforte op.44 di Schumann insieme al prescelto gruppo spagnolo Cuarteto Quiroga.
Un terzo recital pianistico il 2 maggio, con Grigory Sokolov, autentico poeta del pianoforte che propone Beethoven e BrahmsSonata op.2 n.3 e Nuove Bagatelle op.119 oltre agli intermezzi, le ballate, le rapsodie e le romanze contenute nelle raccolte brahmsiane Klavierstücke op.118 e op.119.
Il direttore Thomas Hengelbrock, che collabora stabilmente con l’Orchestre de Paris, con il Teatro Real di Madrid, l’Opéra di Parigi e la Festspielhaus di Baden-Baden, torna a Bologna per dirigere il Requiem di Mozart (10 maggio), impegnando i suoi Balthasar Neumann Choir & Ensemble, oggi tra i complessi barocchi più apprezzati dalla critica internazionale.
È l’unica esecuzione italiana del capolavoro mozartiano, espressamente riservata al Bologna Festival, con cui Hengelbrock ha iniziato a collaborare quasi vent’anni fa. Arricchisce il programma con la Missa superba di Johann Caspar Kerll, superba cattedrale corale del tardo Seicento che richiede interpreti di prim’ordine.
La proposta sinfonica si concentra poi su due importanti compagini orchestrali: la Budapest Festival Orchestra, che incarna la grande tradizione mitteleuropea, e la Chamber Orchestra of Europe, nata come orchestra giovanile sotto l’ala di Claudio Abbado e oggi riconosciuta come una delle migliori orchestre del mondo.
Il 22 maggio Iván Fischer dirige la sua versatile Budapest Festival Orchestra nella “Tragica” Sinfonia n.4 di Schubert, in due ouverture di Rossini e nel Concerto per pianoforte K.453 di Mozart, affidandolo ad un interprete “intimista” come il pianista Emanuel Ax.
«Può sembrare strano ascoltare in un concerto tradizionalespiega Mario Messinisle ouvertures della Gazza ladra e dell’Italiana in Algeri insieme a Schubert e Mozart, ma in tal modo si mettono in evidenza le forti incidenze viennesi del “Tedeschino”».
Il 30 maggio Antonio Pappano dirige la Chamber Orchestra of Europe nelle trascinanti Danze slave di Dvořák e nel wagneriano Idillio di Sigfrido, mentre la grande violinista Janine Jansen presenta il sensuale Concerto op.35 di Szymanowski.
Il concerto della Chamber Orchestra of Europe è realizzato grazie al sostegno del Gruppo HERA.
«Trentasette anni di storia, un percorso importante quello del Bologna Festival, che è sempre riuscito a costruire e a proporre un’offerta di qualità, con protagonisti di eccellenza, per donare alla città la bellezza della musica – afferma Giuseppe
Gagliano, Direttore Centrale Relazioni Esterne del Gruppo HERA –. Per questo il Gruppo Hera ha scelto con piacere anche quest’anno di sostenerne la programmazione, che trova sempre ottimi riscontri di pubblico, abbinando la nostra partnership non soltanto alla rassegna Grandi Interpreti ma anche, in modo particolare, all’esibizione di una delle maggiori orchestre europee, la Chamber Orchestra of Europe, che il 30 maggio si cimenterà in un programma particolarmente impegnativo».
Domenica 12 maggio, in convenzione con il Maggio Musicale Fiorentino, Bologna Festival offre ai propri abbonati l’occasione di assistere alla prova generale de La straniera di Bellini diretta da Fabio Luisi; Marco Tullio Giordana cura la regia di questa nuova produzione operistica del Maggio.

Talenti
La rassegna Talenti, a partire dal 26 marzo, all’Oratorio di San Filippo Neri, presenta la nuova generazione di concertisti, vincitori di concorsi e allievi di rinomati maestri.
Il Trio Kanon affina la sua arte interpretativa con il Trio di Parma e con l’Atos Trio; il Quartetto Werther si è distinto in diversi concorsi e si perfeziona al Conservatorio di Parma con Pierpaolo Maurizzi; il violinista Indro Borreani, allievo di Uto Ughi e Dejan Bogdanovich, suona in duo con la pianista Ginevra Costantini Negri, enfant prodige che a dieci anni si è esibita alla Carnegie Hall di New York; il pianista Gabriele Strata, allievo di Riccardo Zadra e Roberto Prosseda, è il vincitore del Premio Venezia, uno dei più ambiti concorsi pianistici nazionali.
Come ogni anno il vincitore del “Premio del Pubblico”, assegnato al miglior interprete della rassegna Talenti, tornerà ad esibirsi per il festival in autunno (12 novembre).
La rassegna Talenti si realizza grazie al contributo della Fondazione del Monte.

Il Nuovo l’Antico
«Apologia del Quartetto. Dalle avanguardie storiche ai giorni nostri» e «Bach versus Händel. Due vite parallele», sono i progetti in cui si articola la rassegna Il Nuovo l’Antico a partire dal 18 settembre, negli spazi dell’Oratorio di San Filippo Neri.

Apologia del Quartetto
Cinque concerti attraverso la letteratura per quartetto d’archi del Novecento e dei nostri anni.
A partire da mercoledì 18 settembre si ascolteranno il Quartetto Noûs, il Quartetto Guadagnini, il Quartetto Jean Paul, il Quartetto Lyskamm e mdi Ensemble, in programmi espressamente preparati per Bologna Festival.
Webern, Berg, Bartók, Janácek, Šostakovic, Hindemith, Dutilleux, Ferneyhough, Cage, Carter, Crumb, Kurtág, Ligeti, Lachenmann, Holliger, Gubaidulina, Malipiero, Donatoni, Gervasoni, Vacchi, Stroppa.
«I maggiori compositori delle avanguardie storiche e del nostro tempo hanno trovato nel quartetto d’archi il loro ideale laboratorio sperimentaleprecisa il direttore artistico Mario Messinispersino nell’età del predominio tecnologico le opere per questo complesso hanno continuato a mantenere un forte legame con il passato».

Bach versus Händel
Nei quattro concerti, pensati in connessione con l’esecuzione del Solomon di Händel, si propongono pagine vocali e strumentali dei due massimi compositori dell’epoca barocca, nati entrambi nel cuore della Germania luterana a distanza di appena un mese.
Bach ed Händel tuttavia non si incontrarono mai: carriere e stili di vita diversissimi ma entrambi maestri nella scrittura del contrappunto e nei generi della cantata, della sonata, del concerto e dell’oratorio.
Ensemble e solisti invitati per questo ciclo di concerti sono tutti specializzati nelle prassi esecutive antiche, dalla Venexiana al soprano Roberta Invernizzi, dall’ensemble La Risonanza all’Arsenale Sonoro, il gambista Patxi Montero, la violoncellista Elinor Frey e la clavicembalista Paola Poncet.

Carteggi Musicali
Ciclo di approfondimento culturale, Carteggi musicali si propone di evidenziare gli aspetti più intimi e meno conosciuti di tre grandi musicisti, sfogliandone scritti ed epistolari: Debussy, Wagner, Mozart.
A partire dal 27 febbraio, ore 18.30, al Museo della Musica, letture, commenti ed esecuzioni al pianoforte affidate all’esperienza di Enzo Restagno, Giuseppe Modugno e Giorgio Pestelli.
Debussy Monsieur Croche (27 febbraio); Wagner La mia vita (6 marzo); Mozart In viaggio verso Parigi. Lettere 1777-1778 (13 marzo).

Viaggio Musicale
Il respiro del silenzio. Viaggio in Oman con Mario Brunello
Musica e silenzio sullo sfondo di paesaggi mozzafiato, nel deserto dell’Oman conosciuto anche come il “Quarto Vuoto”. Mario Brunello ed il suo violoncello saranno le nostre guide musicali in questi giorni di viaggio che ci porteranno a Muscat e alla sua maestosa moschea, nel deserto Rub’ al-Khali, nel souq e nella fortezza di Nizwa per poi giungere alle montagne incantate del Jebel Akhdar.
Dal 15 al 20 novembre. Voli da Malpensa. Trasferimenti in jeep, cammelli o a piedi.
Informazioni dettagliate sul programma del viaggio presso la segreteria di Bologna Festival a partire dal 30 gennaio.

Sostenitori
Bologna Festival 2019 è realizzato con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Fondazione del Monte, Fondazione Carisbo, main sponsors Gruppo HERA, G.D, Alfasigma, official sponsors Azimut, Carisbo, Valsoia, Unicredit, BRT Corriere Espresso dpdgroup, Ima, Gruppo Industriale Maccaferri, Alternative Group, participating sponsors Confindustria Emilia, BPER Banca, Coop Alleanza 3.0, Unipol Banca, Galotti, PIR Group, Confcommercio Ascom Bologna, Maria Luisa Vaccari, Stefauto Mercedes-Benz, partner tecnici Area Broker Consulting-QZ, Galleria Cavour, Isolani media partner RAI Radio3, Classica HD su Sky canale 136, Rete Toscana Classica, QN Il Resto del Carlino, Magazzini Sonori; Soci e Amici di Bologna Festival.

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Bologna Festival 2018 – Programma generale XXXVIII Edizione

Grandi Interpreti

Mercoledì 20 marzo ore 20 – Teatro Manzoni
Die Kölner Akademie Chorus & Orchestra
Michael Alexander Willens direttore
Marian Dijkhuizen mezzosoprano – Solomon
Bethany Seymour soprano – Queen of Sheba, prima donna
Hanna Herfurtner soprano – Solomon’s Queen, seconda donna
Mark Heines tenore – Zadok, Servant

Georg Friedrich Händel: Solomon HWV 67, oratorio in tre atti per soli, coro e orchestra

Domenica 31 marzo ore 20.30 – Teatro Manzoni
Arcadi Volodos pianoforte

Franz Schubert
Sonata n.1 in mi maggiore D. 157
Six Moments Musicaux op.94 D. 780

Sergej Rachmaninov
Preludio in do diesis minore op.3 n.2
Preludio in sol bemolle maggiore op.23 n.10
Preludio in si minore op.32 n.10
“Zdes’ khorosho” Romanza op.21 n.7 (arr. Volodos)
Serenata op.3 n.5
Étude-tableau in do minore op.33 n.3

Aleksander Skrjabin
Mazurka in mi minore op.25 n.3
Caresse dansée op.57 n.2
Enigme op.52 n.2
Due danze op.73
Vers la flamme op.72

Domenica 14 aprile ore 20.30 – Teatro Manzoni
Cuarteto Quiroga
Martha Argerich pianoforte

Johann Sebastian Bach: Partita n.2 in do minore BWV 826

Ludwig van Beethoven: Quartetto per archi in fa maggiore op.135

Robert Schumann: Quintetto in mi bemolle maggiore op.44 per pianoforte e archi

Giovedì 2 maggio ore 20.30 – Teatro Manzoni
Grigory Sokolov pianoforte

Ludwig van Beethoven
Sonata in do maggiore op.2 n.3
Undici Nuove Bagatelle op.119

Johannes Brahms
Klavierstücke op.118
Klavierstücke op.119

Venerdì 10 maggio ore 20.30 – Teatro Manzoni
Balthasar Neumann Choir & Soloists
Balthasar Neumann Ensemble
Thomas Hengelbrock direttore
Katja Stuber soprano, Marion Eckstein contralto
Jan Petryka tenore, Reinhard Mayr basso

Johann Caspar Kerll: Missa superba per soli, coro e orchestra

Wolfgang Amadeus Mozart: Requiem K.626 per soli, coro e orchestra

Domenica 12 maggio ore 15.30 – Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
prova generale riservata agli abbonati di Bologna Festival
La Straniera di Vincenzo Bellini
Fabio Luisi direttore, Marco Tullio Giordana regia
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Mercoledì 22 maggio ore 20.30 – Teatro Manzoni
Budapest Festival Orchestra
Iván Fischer direttore
Emanuel Ax pianoforte

Gioachino Rossini: Ouverture da “La gazza ladra”

Wolfgang Amadeus Mozart: Concerto in sol maggiore K.453 per pianoforte e orchestra

Gioachino Rossini: Ouverture da “L’Italiana in Algeri”

Franz Schubert: Sinfonia n.4 in do minore D.417 “La tragica”

Giovedì 30 maggio ore 20.30 – Teatro Manzoni
Chamber Orchestra of Europe
Antonio Pappano direttore
Janine Jansen violino

Richard Wagner: Idillio di Sigfrido

Karol Szymanowski: Concerto n.1 op.35 per violino e orchestra

Antonín Dvořák: Danze slave op.72

Carteggi Musicali

Addentrarsi nel pensiero e nell’interiorità di tre grandi compositori, sfogliando scritti e lettere che illuminano aspetti altri della loro musica.

Mercoledì 27 febbraio ore 18.30 – Museo della Musica
Debussy – Monsieur Croche
Gli scritti critici di Claude Debussy
commenti di Enzo Restagno, esecuzioni al pianoforte di Francesco Granata

Mercoledì 6 marzo ore 18.30 – Museo della Musica
Wagner – La mia vita
Gli scritti wagneriani tra musica, letteratura e filosofia
commenti ed esecuzioni al pianoforte di Giuseppe Modugno

Mercoledì 13 Marzo ore 18.30 – Museo della Musica
Mozart In viaggio verso Parigi
“Lei sa che vivo immerso nella musica”. Lettere 1777-1778
commenti ed esecuzioni al pianoforte di Giorgio Pestelli

Talenti

Martedì 26 marzo ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
Trio Kanon
Lena Yokoyama (violino), Alessandro Copia (violoncello) e Diego Maccagnola (pianoforte)

Ludwig van Beethoven: Trio in re maggiore op.70 n.1 “degli spettri”

Mauricio Kagel: Secondo Trio in un movimento

Maurice Ravel: Trio in la minore

Giovedì 4 aprile ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
Quartetto Werther
Misa Iannoni Sebastianini (violino), Martina Santarone (viola), Simone Chiominto (violoncello) e Antonino Fiumara (pianoforte)

Robert Schumann: Quartetto in mi bemolle maggiore op.47

Gabriel Fauré: Quartetto n.1 in do minore op.15

Mercoledì 17 aprile ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
Indro Borreani violino
Ginevra Costantini Negri pianoforte

Ludwig van Beethoven: Sonata n.5 in fa maggiore op.24 “La primavera”

Gioachino Rossini: Un petit train de plaisir per pianoforte solo

Niccolò Paganini: Capricci op.1 per violino solo (estratti)

Gioachino Rossini: Une pensée à Florence per pianoforte solo

Niccolò Paganini: Fantasia sul Mosé

Giovedì 16 maggio ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
Gabriele Strata pianoforte

Fryderyk Chopin: Fantasia in fa minore op.49

Franz Liszt: Après une lecture de Dante, fantasia quasi sonata (da Années de pèlerinage. Deuxième année, Italie)

Claude Debussy
Brouillards, La Puerta del vino, Bruyères, General Lavine – eccentric, Ondine, Canope, Feux d’artifice
dai Préludes, Libro II

Béla Bartók: All’aria aperta Sz.81

Martedì 12 novembre ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
Concerto del vincitore del “Premio del Pubblico”

Il Nuovo l’Antico

Apologia del Quartetto – Bach versus Händel

Apologia del Quartetto – Dalle avanguardie storiche ai giorni nostri

Mercoledì 18 settembre ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
Quartetto Noûs

Paul Hindemith: Quarto Quartetto op.32

Anton Webern: Sei Bagatelle op.9

Helmut Lachenmann: Quartetto n.3 “Grido”

György Kurtág: Dodici Microludi op.13

Alban Berg: Suite lirica per quartetto d’archi

Mercoledì 2 ottobre ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
Quartetto Guadagnini

Henri Dutilleux: Ainsi la nuit per quartetto d’archi

Fabio Vacchi: Quartetto per archi n.3

Stefano Gervasoni: Clamour terzo quartetto per archi

Franco Donatoni: La souris sans sourire per quartetto d’archi

Venerdì 11 ottobre ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
Quartetto Jean Paul

Gian Francesco Malipiero: Terzo Quartetto “Cantari alla madrigalesca”

Dmitrij Šostakovic: Quartetto per archi n.15 in mi bemolle minore op.144

Béla Bartók: Quartetto per archi n.6 in re maggiore SZ114

Mercoledì 23 ottobre ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
Quartetto Lyskamm

John Cage: Quartetto 1950 (String Quartet in Four Parts)

Elliott Carter: Quartetto n.2

Marco Stroppa: Quartetto per archi “La vita immobile”

György Ligeti: Quartetto n.2

Mercoledì 6 novembre ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
mdi ensemble

Leóš Janácek: Quartetto per archi n.1 “Sonata a Kreutzer”

Sofia Gubaidulina: Quartetto per archi n.3

Brian Ferneyhough: Adagissimo

Heinz Holliger: Quartetto per archi n.2

George Crumb: Black Angels

Bach versus Händel

Martedì 24 settembre ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
La Venexiana
«Duetti italiani»

Georg Friedrich Händel
Va’ speme infida (a due soprani)
Caro autor di mia doglia (a due soprani)

Domenico Gabrielli: Sonata in la maggiore a violoncello solo

Giovanni Bononcini: Chi d’amor tra le catene (a due soprani)
dai “Duetti da camera” op.8 (Bologna, Marino Silvani 1701)

Georg Friedrich Händel
Quel fior che all’alba ride (a due soprani)
Ahi nelle sorti umane (a due soprani)
Amor gioie mi porge (a due soprani)

Domenico Gabrielli: Sonata in sol maggiore a violoncello solo

Giovanni Bononcini: Quanto è cara (a due soprani)
dai “Duetti da camera” op.8 (Bologna, Marino Silvani 1701)

Georg Friedrich Händel: No, di voi non vo’ fidarmi (a due soprani)

Lunedì 7 ottobre ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
Arsenale Sonoro
Boris Begelman violino
Alexandra Koreneva clavicembalo
Ludovico Takeshi Minasi violoncello

Arcangelo Corelli: Sonata in re minore op.5. n.2 per violino e b.c. “La Folia”

Francesco Geminiani: Sonata in fa maggiore op.5 n.5 per violoncello e b.c.

Georg Friedrich Händel
Sonata in re maggiore HWV 371 per violino e b.c.
Suite in la maggiore HWV 426 per clavicembalo solo

Francesco Maria Veracini: Sonata in fa maggiore op.1 n.12 per violino e b.c.

Georg Friedrich Händel: Sonata in sol minore HWV 364a per violino e b.c.

Giovedì 17 ottobre ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
Elinor Frey violoncello a cinque corde
Patxi Montero viola da gamba
Paola Poncet cembalo

Johann Sebastian Bach
Sonata in sol maggiore BWV 1027 per viola da gamba e cembalo (suonata al violoncello)
Suite n.6 in re maggiore BWV 1012 per violoncello
Suite n.2 in re minore BWV 1007 per violoncello (suonata alla viola da gamba)
Partita n..2 in re minore BWV 1004 per violiono (suonata al violoncello)

Carl Philipp Emanuel Bach: Sonata in la minore per cembalo Wq.49/1, H.30 “Württemberg Sonata n.1”

Johann Sebastian Bach: Sonata in re maggiore BWV 1028 per viola da gamba e cembalo

Giovedì 31 ottobre ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri
La Risonanza Ensemble
Roberta Invernizzi soprano
Fabio Bonizzoni clavicembalo e direzione
«Cantate romane»

Georg Friedrich Händel
Cantata “Armida abbandonata” HWV 105
Trio Sonata in si minore op.2 n.1 HWV 386b
Cantata “Tu fedel, tu costante?” HWV 171
Cantata “Un’alma innamorata” HWV 173

Arcangelo Corelli: Ciaccona op.2 n.12 per due violini e b.c.

Georg Friedrich Händel: Cantata “Notte placida e cheta” HWV 142

Il respiro del silenzio
Viaggio in Oman con Mario Brunello

Musica e silenzio sullo sfondo di paesaggi mozzafiato, nel deserto dell’Oman conosciuto anche come il “Quarto Vuoto”.
Mario Brunello ed il suo violoncello saranno le nostre guide musicali in questi giorni di viaggio che ci porteranno a Muscat e alla sua maestosa moschea, nel deserto Rub’ al-Khali, nel souq e nella fortezza di Nizwa per poi giungere alle montagne incantate del Jebel Akhdar.
Cinque giorni tra dune di sabbia, antichissime fortezze e villaggi che si affacciano su spettacolari formazioni rocciose, gole e wadi, pernottando in affascinanti campi tendati, dotati di tutti i comfort, o in alberghi con viste indimenticabili.
Alla scoperta delle tradizioni culturali del mondo bedewin accompagnati da Mario Brunello, musicista sensibile alle contaminazioni che nei programmi musicali del nostro viaggio unisce la musica araba a quella di Bach, Taverner, Gubaidulina, proiettando il suono del suo violoncello sui colori della sabbia al tramonto, immergendolo nell’oscurità silenziosa della notte, riflettendone le sinuose forme su una parete rocciosa in un gioco di luci ed ombre, vuoti e pieni, magici suoni e assoluti silenzi.

Dal 15 al 20 novembre 2019. Voli da Malpensa. Trasferimenti in jeep, cammelli o a piedi.
Informazioni dal 30 gennaio presso la segreteria di Bologna Festival 051 6493397 – viaggio@bolognafestival.it

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