Domenica 24 settembre i violoncellisti Gianluca Giganti ed Emilio Mottola ospiti a Napoli di “Spinacorona 2017”, festival diretto da Michele Campanella

Emilio Mottola e Gianluca Giganti

Approda a Napoli “Bach²” (Bach al quadrato), l’originale concerto che vede impegnati i violoncellisti Gianluca Giganti ed Emilio Mottola nel Festival Spinacorona 2017.
Ventitré concerti con grandi nomi della Musica internazionale, distribuiti in quattro giorni (dal 21 al 24 settembre), “dedicati – come afferma il direttore artistico Michele Campanellaa coloro che amano la Musica e Napoli, per gioire del fascino di una Napoli dimenticata e della grande Musica”.

Domenica 24 settembre, alle ore 10.00, presso il complesso monumentale di San Severo al Pendino (via Duomo, 286), i violoncellisti Gianluca Giganti ed Emilio Mottola eseguiranno le Suite n. 1 in sol maggiore BWV 1007 e n. 5 in do minore BWV 1011 per violoncello solo di Johann Sebastian Bach (versione per due violoncelli di Francesco Fiore).
Sulla scia della loro genealogia formativa, che riconduce al mito Pablo Casals, il violoncellista che ha scoperto e rilanciato le Suite bachiane, Gianluca Giganti ed Emilio Mottola stanno proponendo un singolare progetto “Bach²”, legato alle Sei Suite per violoncello solo del Kantor, portando in concerto in Italia ed in Europa l’esecuzione delle Suite con una seconda parte violoncellistica, scritta da Francesco Fiore, prima viola dell’Orchestra da Camera Italiana, che, come in un gioco ad incastro, è concepita per integrarsi alla versione originale bachiana delle Suite per violoncello solo, esaltandone l’abbagliante perfezione della struttura.
L’approccio alle singolari versioni delle Suite che ne sono scaturite è dapprima di curiosità, poi di apprezzamento e, infine, di concreta proposta concertistica e di produzione, nella convinzione che il fascino delle architetture bachiane non possa che risultarne “potenziato” sia dall’originale rivisitazione di Francesco Fiore sia dall’approccio interpretativo di Gianluca Giganti ed Emilio Mottola che per primi hanno creduto in questo progetto…giocando sui numeri.
Bach², perché 1² fa sempre 1. Un grande al quadrato è sempre un grande!

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I social premiano il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento

Anche i social premiano il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, il quale si classifica, su Facebook, ai primi posti in Italia per il numero di interazioni degli utenti e per la costanza nel comunicare le numerose attività in programma.
Negli ultimi 5 mesi, le statistiche hanno registrato un picco di circa 450.000 visualizzazioni nell’arco di 28 giorni.
Questo rappresenta solo l’inizio di grandi traguardi, considerando che l’Istituzione di Alta Formazione Musicale sannita da meno di un anno si è affacciato al mondo social.
Invitiamo tutti gli utenti a cliccare mi piace sulla pagina per essere sempre aggiornati sulle iniziative in programma.
Ancora una volta il Conservatorio beneventano si pone all’attenzione del panorama nazionale per la sua capacità propositiva, a testimonianza della significativa efficacia della propria attività di didattica, formazione, ricerca e produzione musicale.

Maestro Rossella Vendemia
Ufficio Stampa e Comunicazione del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento
Via Mario La Vipera, 1
82100 Benevento
Tel. 0824.21102
fax: 0824.50355
sito web: http://www.conservatorio.bn.it/

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Giovedì 21 settembre “Il Nuovo e l’Antico” di Bologna Festival propone le arpe di Stockhausen e brani di Caprioli e Guarnieri in prima esecuzione assoluta

Karlheinz Stockhausen – foto Thomas Täubner

Giovedì 21 settembre, ore 20.30, Oratorio di San Filippo Neri, quarto appuntamento per Il Nuovo l’Antico di Bologna Festival  del progetto Stockhausen, dieci anni dopo – dedicato alla musica di Karlheinz Stockhausen nel decennale della sua scomparsa, una settimana di concerti, sino a sabato 23 settembre.
Nel programma del quarto concerto – oltre a Freude per due arpe e Paradies per flauto ed elettronica di Stockhausen – sono previste le prime esecuzioni di due brani commissionati da Bologna Festival ai compositori Alberto Caprioli ed Adriano Guarnieri.
Adagio estatico per viola sola del bolognese Alberto Caprioli è interpretato dal violista Alberto Belli, mentre Il tempo del cantare per flauto, ottavino ed elettronica di Guarnieri vede impegnati la flautista Cecilia Vendrasco e Alvise Vidolin per la regia del suono.

Nel programma sono presenti due brani tratti dal monumentale ciclo Klang (Suono), in cui Stockhausen ha estremizzato la sua concezione del sacro: un misticismo che talvolta si riferisce ancora a suggestioni del pensiero indiano.
Il brano per due arpe Freude (Gioia), vive di una gioia stellare, al pari della voce celestiale di Paradies (Paradiso) per flauto ed elettronica.

Le due arpiste Miriam Overlach e Marianne Smit, in un continuo gioco di riflessi tra il suono della voce e quello delle due arpe, propongono il lucente Freude, la seconda ora del ciclo Klang dove nel disegno compositivo di Stockhausen ogni brano corrisponde ad un’ora del giorno; le sofisticate vibrazioni di Paradies, la ventunesima ora del ciclo, sono affidate a Cecilia Vendrasco (flauto) e Alvise Vidolin (regia del suono).

Vendita biglietti
Biglietteria Bologna Welcome, Piazza Maggiore 1/E, tel 051 231454, dal martedì al sabato ore 13-19
Un’ora prima dell’inizio del concerto all’Oratorio di San Filippo Neri
.

Prezzi Biglietti

Intero: 20 Euro
Giovani (sino ai 30 compresi): 8 Euro

Informazioni
Associazione Bologna Festival
051 6493397
http://www.bolognafestival.it

Ufficio Stampa Bologna Festival
Paola Soffià
tel.: 051 6493397
cell.: 3287076143
stampa@bolognafestival.it

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Giovedì 21 settembre ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri

Marianne Smit, arpa
Miriam Overlach, arpa
Alberto Belli, viola
Cecilia Vendrasco, flauto
Gertru Pasveer, regia del suono
Alvise Vidolin, ingegnere del suono, regia del suono

Programma

Adriano Guarnieri: Il tempo del cantare per flauto, ottavino e live electronics (prima esecuzione assoluta)

Karlheinz Stockhausen: Paradies per flauto e musica elettronica

Alberto Caprioli: Adagio estatico per viola sola (prima esecuzione assoluta)

Karlheinz Stockhausen: Freude per due arpe

Adriano Guarnieri
Nato nel 1947 a Mantova, studia a Bologna con Giacomo Manzoni.
Si segnalano subito brani cameristici e sinfonici di matrice strutturalista; con l’opera Trionfo della notte (Premio Abbiati, 1987) inizia una svolta più lirica e staccata dalle avanguardie storiche.
Su questa linea seguono lavori vocali quali Quare tristis (Biennale di Venezia), Pensieri canuti (Festival di Salisburgo), Passione secondo Matteo (Teatro alla Scala), Concerto per violino e orchestra (Teatro alla Scala) e altre opere liriche quali Medea opera-video commissionata dal Teatro la Fenice (Premio Abbiati, 2003), Pietra di Diaspro, Tenebre, L’amor che move il sole… andata in scena al Ravenna Festival e al Teatro dell’Opera di Roma.
Nel catalogo di Guarnieri figurano nove opere liriche e cinque live-symphony per grande orchestra.

Alberto Caprioli

foto Giovanni Bortolani

Nasce a Bologna nel 1956. Studia composizione con Camillo Togni al Conservatorio di Parma e con Tito Gotti al Conservatorio di Bologna, in seguito con Bogusław Schaeffer al Mozarteum di Salisburgo; compie gli studi di direzione d’orchestra con Otmar Suitner alla Hochschule für Musik di Vienna e si laurea in lettere moderne all’Università di Bologna con Ezio Raimondi.
Partecipa a seminari di John Cage e Karlheinz Stockhausen e segue corsi di Carlo Maria Giulini, Kyrill Kondrashin e Franco Donatoni.
Riceve commissioni da parte di varie istituzioni, tra cui il festival Wien Modern diretto da Claudio Abbado, l’Autunno di Varsavia, il Konzerthaus di Vienna, i festival Zeitfluss di Salisburgo, “Melos Ethos” di Bratislava, Roma-Europa, il Centre de Création Musicale Iannis Xenakis di Parigi, la Bachakademie di Stoccarda, la Fondazione Arturo Toscanini; gli dedicano ritratti di compositore i festival “Aspekte” di Salisburgo (1989), “Begegnungen” di Innsbruck (2001) e la Bayerische Akademie der Schönen Künste di Monaco di Baviera (2003).
Sue musiche vengono trasmesse da varie emittenti radiofoniche.
Presenta prime di compositori italiani e stranieri dirigendo, tra le altre, l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, del Teatro Comunale di Bologna, del Süddeutscher Rundfunk, la Sinfonica “Arturo Toscanini”, il Kammerensemble Neue Musik di Berlino, l’Österreichisches Ensemble für Neue Musik di Salisburgo; è ospite di vari festival, tra cui le Wiener Festwochen, Milano Musica, l’Europäisches Musikfest di Stoccarda, le Feste Musicali, “De Ijsbreker” di Amsterdam, “Nuova Consonanza”, “MiTo Settembre Musica”, il “Rossini Opera Festival”.
Sue composizioni e direzioni vengono registrate in vari CD in Italia, Austria, Germania, Regno Unito.
Dal 2006 collabora con l’Ex Novo Ensemble di Venezia, con il quale registra varie prime esecuzioni per la Rai.
Nel giugno 2012, alla presenza del Presidente della Repubblica, gli viene conferito il Premio internazionale per la musica “Leonardo Paterna Baldizzi” dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Nel 2016 il CD monografico “Alberto Caprioli – Aria bizantina” (Stradivarius), dedicato alle sue ultime composizioni cameristiche (interpreti Monica Bacelli e l’Ex Novo Ensemble di Venezia), appare nella collana “Classici di Oggi” della Siae.
Di recente, la sua Ode alla luce, per orchestra viene eseguita in prima al Festival Bologna Modern da Marco Angius con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna.

Marianne Smit
Olandese, classe 1984, Marianne Smit si è diplomata al Conservatorio di Amsterdam nel 2009 con una menzione speciale per il suo interesse verso la musica contemporanea.
Ha frequentato la Ligeti Academy e masterclass tenute da Daphne Boden, Isabelle Perrin, Maria Graf, Emilia Moskvitina e Isabelle Moretti.
Marianne Smit tiene concerti come solista e in formazioni cameristiche oltre a collaborare con i complessi olandesi Radio Philharmonic Orchestra e Royal Concertgebouw Orchestra per specifici progetti musicali.
Nel 2006, insieme all’arpista Esther Kooi, nel Duomo di Milano ha eseguito in prima assoluta il brano Freude di Karlheinz Stockhausen, riproponendolo l’anno successivo al Concertgebouw di Amsterdam e nel 2008 alla Queen Elizabeth Hall di Londra.

Miriam Overlach
Di origine tedesca, Miriam Overlach ha studiato al Conservatorio di Amsterdam e ha frequentato masterclass tenute da Frans van Ruth, Maria Graf e Frédérique Cambreling.
Premiata in diversi concorsi, tra cui l’International Harp Competition Martine Géliot e il Dutch Harp Competition, svolge la sua attività come solista, in orchestra e in gruppi cameristici, con una particolare predilezione per la nuova musica.
Ha fondato l’Ensemble Lumaka – formazione con arpa, flauto e archi – con cui esegue musiche degli Anni Venti.
Suona in diverse orchestre, tra cui la Royal Flemish Philharmonic Orchestra di Anversa e la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra.

Cecilia Vendrasco
Diplomata in flauto e didattica della musica al Conservatorio di Venezia, Cecilia Vendrasco si è perfezionata in musica da camera all’Accademia di Imola, sotto la guida di Pier Narciso Masi, Dario De Rosa, Maxence Larrieu, Massimo Mercelli e Peter-Lukas Graf; è laureata in lettere moderne e musicologia all’Università di Venezia.
Premiata in una decina di concorsi, svolge la sua attività concertistica in tutta Europa, dedicando particolare attenzione al repertorio contemporaneo; ha eseguito in prima assoluta opere di Carlo Boccadoro, Giovanni Mancuso, Luca Mosca.
Cofondatrice dell’Ensemble Laboratorio Novamusica ha realizzato diversi progetti con artisti quali Butch Morris, Malcolm Goldstein, Lukas Ligeti, Pietro Tonolo, Frederic Rzewski.

Alvise Vidolin
Regista del suono, musicista informatico e interprete Live Electronics, Alvise Vidolin ha curato la realizzazione elettronica e la regia del suono di molte opere musicali collaborando con compositori quali Claudio Ambrosini, Giorgio Battistelli, Luciano Berio, Aldo Clementi, Franco Donatoni, Adriano Guarnieri, Luigi Nono, Salvatore Sciarrino, per esecuzioni in teatri e festival internazionali.
Ha partecipato alla fondazione del Centro di Sonologia Computazionale (CSC) dell’Università di Padova, dove svolge attività didattica e di ricerca nel campo dell’informatica musicale sin dal 1974.
Cofondatore dell’Associazione di Informatica Musicale Italiana (AIMI), ne è stato presidente dal 1988 al 1990.
Dal 1977 collabora con la Biennale di Venezia soprattutto in veste di responsabile del Laboratorio permanente per l’Informatica Musicale della Biennale (LIMB).
Dal 1992 al 1998 ha lavorato con il Centro Tempo Reale di Firenze come responsabile della produzione musicale.
Dal 1976 al 2009 è stato titolare della cattedra di Musica Elettronica al Conservatorio “B. Marcello” di Venezia.
È membro del comitato scientifico della Fondazione Archivio Luigi Nono e socio corrispondente dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti.
Svolge inoltre attività didattica e di ricerca nel campo del Sound and Music Computing, studiando le potenzialità compositive ed esecutive offerte dai mezzi informatici e dai sistemi multimodali.
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La 71a Stagione Lirica Sperimentale del Teatro “A. Belli” di Spoleto si conclude con il ritorno, dopo 17 anni, della Carmen di Bizet

L’opera di repertorio è per tradizione l’immancabile appuntamento finale della Rassegna del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto.
È soprattutto qui, nelle vesti e nelle vite dei personaggi della grande opera di repertorio che si concretizza la preziosa mission che da settantun anni porta avanti lo Sperimentale, formando giovani e bravi cantanti, incitandoli a sperimentare, appunto, partiture non convenzionali, epoche musicali diverse e opere consacrate dal pubblico di tutto il mondo, per accompagnarli al debutto su qualsiasi palcoscenico il futuro riservi loro.
In questi giorni, le nostre Carmen e le nostre Micaela si preparano insieme agli spavaldi Don José e Escamillo e a tutto il cast.
Tutti bravi, in gamba, preparati e desiderosi di fare di questa loro passione il lavoro della vita.
È dunque Carmen di Bizet l’opera proposta quest’anno, un ritorno atteso diciassette anni e che porterà uno dei capolavori di tutti i tempi a Spoleto e poi lungo tutta la Stagione Lirica Regionale dell’Umbria.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale il direttore francese Laurent Campellone, vincitore all’unanimità, nell’ottobre del 2001, a soli 29 anni, del premio dell’ottava edizione del Concorso Internazionale per giovani direttori d’orchestra “Franco Capuana”, promosso dalla Comunità Europea ed organizzato proprio qui a Spoleto.

Regia, scene e costumi sono affidati a Stefano Monti, che nella sua carriera teatrale, televisiva e cinematografica ha affiancato registi del calibro di Virginio Puecher, Luca Ronconi e Mauro Bolognini.
Monti, che lo scorso anno ha allestito in modo particolarmente efficace a Spoleto e in Umbria “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi, riflette sul fatto che «di Carmen è stato scritto e detto di tutto dai più autorevoli saggisti. Inoltre è una delle opere più rappresentate al mondo. Che posso aggiungere? È certo che interverrò in modo atipico in questo nuovo allestimento attraverso un oggetto, che non rivelo per non guastare la sorpresa, un oggetto ludico e non di morte di cui si trova traccia già nell’antichità e che trae origine da un mito e che a sua volta si ricollega all’altro mito del salto delle corna del toro. Prima della morte c’è la vita e in un momento storico in cui la decadenza della società occidentale celebra solo la morte, vorrei celebrare innanzitutto la vita».

E vita e morte sono al centro della vicenda di Carmen nota in tutto il mondo. Solitudine e semplicità di gesti, anche se drammatici e definitivi sono già nella novella di Prosper Mérimée da cui è tratto il libretto.
«“Per l’ultima volta -gridai- vuoi restare con me?” “No! No! No!” -disse battendo il piede, e sfilò dal dito un anello che le avevo regalato e lo gettò tra le siepi. La colpii due volte. Era il coltello del Guercio, che avevo preso, avendo rotto il mio. Cadde al secondo colpo, senza gridare. […] Poi, mi ricordai che Carmen spesso mi aveva detto che le sarebbe piaciuto essere seppellita in un bosco. Scavai una fossa col coltello, e ve la deposi. Cercai a lungo il suo anello, e alla fine lo trovai. Lo misi nella fossa vicino a lei con una piccola croce».

Una storia particolare quella di Carmen, il capolavoro del teatro musicale francese dell’Ottocento.
Gli inizi non sono facili: fiasco alla prima rappresentazione al Teatro dell’Opèra Comique di Parigi il 3 marzo 1875, successo però alle repliche, abbandonata presto al suo destino dal suo creatore (Bizet muore dopo tre mesi esatti, il 3 giugno, ad appena trentasei anni e mezzo).
E così Carmen comincia il suo cammino di successi non in Francia, ma all’estero: trionfa al Teatro dell’Opera di Vienna, dove, il 6 novembre, vi assiste un entusiastico Wagner.
Il che, probabilmente e per non farci mancare nulla, naturalmente pone l’opera in una certa prospettiva nel giudizio di Nietzsche, – lui la vede a Genova nel 1881-, che afferma pungente: «Questa musica è malvagia, raffinata, fatalistica: malgrado ciò essa resta popolare – ha la raffinatezza di una razza, non quella di un individuo. È ricca. È precisa. Costruisce, organizza, porta a compimento: con ciò essa è in antitesi alla musica tentacolare, alla “melodia infinita”. Si sono mai uditi sulla scena accenti tragici più dolorosi? E in che modo essi vengono raggiunti! Senza smorfie! Senza battere moneta falsa! Senza la menzogna del grande stile!».
E in sala, tanti grandi della musica francese e seguire questa nuova creazione: Gounod, Delibes, Offenbach, Massenet, Saint-Saëns.
Tutti entusiasti, pubblico e colleghi, ma non la critica, che vede nell’opera di Bizet un lavoro “tedesco” e non “francese”.
Carmen, “la fatalità che annienta”, come ha scritto Sergio Sablich. «Ma è veramente l’apparizione di Carmen una fatalità, o non piuttosto una necessità vitale? Se nel libretto Carmen è il personaggio più fedele all’originale di Mérimée, la sua novità esaltante e inafferrabile si palesa nella musica, che a ragione dovette apparire di un’audacia insopportabile. […] Perché Carmen, come tutti i grandi personaggi vivi e veri, è una figura complessa, che racchiude molteplici caratteri. […] Ma soprattutto: Carmen non è mai volgare, come troppe volte accade di vedere sulla scena, né, come avrebbero detto le nostre nonne, una poco di buono, una mangiatrice d’uomini. La modernità sconcertante di Carmen sta nell’essere colei una donna vera e completa, come nessun’altra, a parte forse Violetta, nell’Ottocento romantico e borghese: una vittima dell’emarginazione e dell’oppressione sociale (gli imbecilli vi diranno una femminista), che all’inizio reagisce selvaggiamente e quasi inconsciamente, per acquistare solo poco a poco chiarezza di sé e scegliere con assoluta coerenza il destino di morte, difendendo il diritto alla libertà (che non è arbitrio) e alla vita interiore (che è angoscia) con fede morale pari a quella di Don Giovanni di fronte alle perentorie imposizioni di pentirsi del Commendatore. Per questo, è riduttivo dire che Carmen sfida i limiti delle convenzioni sociali dell’epoca (o forse di tutte le epoche) e per ciò deve morire. La sua è sì una sfida alla legalità, ma anzitutto una sfida a se stessa, un tentativo di realizzarsi che conduce, come sovente accade, alla tragedia. Non a caso Nietzsche ravvisò in lei la statura di un’eroina greca».

Insomma, Carmen o dell’anticonformismo, della coerenza e della fedeltà a se stessi interpretata, tra le altre, dalla grande Maria Callas, che ne cerca l’essenza nella sua libertà di pensare e di decidere.

E, aspettando Carmen, al Cinéma Sala Pegasus, con ingresso gratuito, il Teatro Lirico Sperimentale invita tutti a una mini rassegna cinematografica dal titolo En attendant Carmen, con la proiezione del film-opera Carmen di Francesco Rosi, con Julia Migenes-Johnson, Placido Domingo e Ruggero Raimondi.
Lorin Maazel dirige l’Orchestre National de France, le coreografie sono di Antonio Gades.
La colonna sonora ha vinto il disco di platino in Francia (domani sera, 20 settembre alle 17,30), del film musicale Carmen Jones di Otto Preminger (giovedì 21, ore 18) e per finire della pellicola Carmen: A Hip Hopera di Robert Townsend, con Carmen, interpretata da Beyoncé Knowles.

Dopo Spoleto, l’opera compirà una tournée regionale, andando in scena nei più importanti teatri di Perugia, Assisi, Città di Castello, Todi e Orvieto.

Ufficio Stampa
Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”
Tel. 0743.221645
Fax 0743.222930
teatrolirico@tls-belli.it
www.tls-belli.it
segreteria.artistica@tls-belli.it
Piazza Garibaldi – ex Caserma Minervio Spoleto

Prenotazioni e acquisto biglietti:
TICKET ITALIA www.ticketitalia.com
Spoleto, Box 25, Piazza della Vittoria 25
tel.: 0743.47697
Cell.: 329 85 29053
Facebook: Teatro Lirico Sperimentale – Adriano Belli

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Carmen
Opéra-comique in quattro atti
Musica di Georges Bizet
Libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy da Prosper Mérimée
Edizioni KALMUS

Prima rappresentazione: Parigi, Opéra-Comique, 3 marzo 1875

Spoleto, Teatro Nuovo
Martedì 19 settembre, ore 18.00 (anteprima per le scuole)
Mercoledì 20 settembre, ore 10.00 (per le scuole)
Giovedì 21 settembre, ore 10.00 (per le scuole)
Venerdì 22 settembre, ore 20.30
Sabato 23 settembre, ore 20.30
Domenica 24 settembre, ore 17.00

Rassegna Regionale
Perugia, Teatro Morlacchi, lunedì 25 e martedì 26 settembre, ore 20.30
Assisi, Teatro Lyrick, mercoledì 27 settembre, ore 20.30
Città di Castello, Teatro degli Illuminati, giovedì 28 settembre, ore 20.30
Todi, Teatro Comunale, venerdì 29 settembre, ore 20.30
Orvieto, Teatro Mancinelli, sabato 30 settembre, ore 20.30

Direttore: Laurent Campellone
Regia, scene e costumi: Stefano Monti

Personaggi e interpreti

Carmen: Mariangela Marini/Daniela Nineva/Annapaola Pinna/Rachele Raggiotti
Don José: Max Jota/Thomas Kiechle/Ivaylo Mihaylov
Escamillo: Giulio Boschetti/Ferruccio Finetti/Zihao Lin
Micaëla: Maria Bagalà/Giulia Mazzola/Emanuela Sgarlata
Morales: Paolo Ciavarelli/Ferruccio Finetti
Zuniga: Giordano Farina
Mercedes: Maria Bagalà/Noemi Umani
Frasquita: Zdislava Bočkova/Sara Intagliata
Le Dancaïre: Luca Micheli
Le Remendado: Alessandro Fiocchetti

O.T.Li.S – Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale
Coro del Teatro Lirico Sperimentale
Coro delle Voci Bianche del Teatro Lirico Sperimentale
Direttore dei cori: Mauro Presazzi

Sovratitoli a cura di Lucia Sorci
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Mercoledì 4 ottobre si apre, nella Chiesa Luterana di Napoli, la ventiduesima edizione della rassegna “Concerti di Autunno” con un omaggio al grande Maurice Béjart nel decennale della morte

La ventiduesima edizione della rassegna Concerti di Autunno della Comunità Evangelica Luterana di Napoli presieduta da Riccardo Bachrach, per la direzione artistica di Luciana Renzetti, si inaugurerà mercoledì 4 ottobre, alle ore 20.30, alla Chiesa Luterana di Napoli con un omaggio a Maurice Béjart, nel decennale della scomparsa, con il ricordo dell’étoile Luciana Savignano, che del grande coreografo francese, dice: “È stata la figura più importante di tutto il mio percorso artistico”.
La serata, con la partecipazione straordinaria dell’attore Corrado Oddi, proporrà proiezioni e commenti di Mara Fusco.
La programmazione di Concerti di Autunno proseguirà fino al 6 dicembre con dieci appuntamenti, ogni mercoledì nella Chiesa di via Carlo Poerio.

Dal jazz e dalla bossanova di Francesca Taylor e Vincenzo Danise (11 ottobre), si approderà al repertorio classico con il pianista Angelo Villari (18 ottobre), il chitarrista peruviano Francesco Scelzo (25 ottobre), i fratelli Sebastianutto (1 novembre), il trio “La belle époque” (8 novembre) e ancora quello formato da Luca Signorini, Michelangelo Massa e Antonio Grande per una “paganiniana” (22 novembre).
Il duo Two for New si esibirà in un recital dedicato al repertorio contemporaneo italiano (15 novembre).
Tornerà l’appuntamento con la premiazione del concorso letterario “Una piazza, un racconto”, giunto alla ventesima edizione (29 novembre).
A chiudere la programmazione sarà il Trio Cardoso, che assieme al percussionista Toni Vitagliani, musicherà dal vivo il capolavoro di Charlie Chaplin “Night in the Show” (6 dicembre).

La rassegna Concerti di Autunno è realizzata con il contributo dell’8 per mille donato alla Chiesa Luterana.

I concerti sono tutti a ingresso libero

Info
081.8043130
lucianarenzetti@gmail.com
celna.it

Ufficio Stampa
dott. Paolo Popoli
e-mail: paolopopoli@gmail.com

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Concerti di Autunno 2017 – Programma generale

Mercoledì 4 ottobre 2017 alle ore 20.30
Inaugurazione della XXII edizione dei Concerti di Autunno
Omaggio a Maurice Béjart (1927 – 2007)
Proiezione e commenti di Mara Fusco
Testimonianze di Luciana Savignano
Con la partecipazione straordinaria dell’attore Corrado Oddi

Mercoledì 11 ottobre 2017 alle ore 20.30
Mondi e Danise: Napoli & London
Francesca Taylor, voce
Vincenzo Danise, pianoforte

George Gershwin (1898 – 1937), Summertime
Johnny Green (1908 – 1989), Body and Soul
Fats Waller (1904 – 1943), Honeysuckle Rose
George Gershwin, The man I love
Richard Rodgers (1902 – 1979), My funny Valentine
Antonio Carlos Jobim (1927 – 1994), Wave
Stevie Wonder (1950), Overjoyed
Antonio Carlos Jobim, Girl from Ipanema
Charlie Parker (1920 – 1955), Anthropologie
Bobby Troup (1918 – 1999), Route 66

Mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 20.30
Angelo Villari, pianoforte

Johann Nepomuk Hummel (1778 – 1837), Etude op. 125 n. 2
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791), Sonata in Fa magg. KV 332
Claude Debussy (1862 – 1918), Danse (Tarantelle Styrienne)
Fryderyk Chopin (1810 – 1849), Etude op. 25 n. 5
Sergej Rachmaninov (1873 – 1943), Etude op. 39 n. 5
Franz Schubert (1797 – 1828), Sonata in Si bemolle maggiore D960

Mercoledì 25 ottobre 2017 alle ore 20.30
Francesco Scelzo, chitarra

Julian Arcas (1832-1882), “Fantasia” sui temi della Traviata
Augustin Barrios Mangoré (1885-1944), “Un Sueño en la Floresta”
Miguel Llobet (1887-1938), “Variaciones sobra un tema de Sor” op.15
Mario Castelnuovo Tedesco (1895-1968), “Capriccio Diabolico” Omaggio a Paganini op.85
Billy Strayhornv (1915-1967), “Take the A Train”
Django Reinhardt (1910-1953), “Nuages”
Cole Porter (1891-1964), “Night and Day”
Dizzy Gillespie (1917-1993), “A Night in Tunisia”
Antonio Carlos Jobim (1927-1944), “A Felicidade”
Roland Dyens (1955-2016), “Libra Sonatine” – “India” – “Lento” – “Fuoco”

Mercoledì 1 novembre 2017 alle ore 20.30
Christian Sebastianutto, violino
Bruno Sebastianutto, pianoforte

César Franck (1822 – 1890), Sonata per violino e pianoforte in La Maggiore
Claude Debussy (1862-1918), Sonata per violino e pianoforte in sol minore
Camille Saint-Saëns (1835-1921), Introduzione e Rondò Capriccioso op. 28

Mercoledì 8 novembre 2017 alle ore 20.30
Trio “La belle époque”
Marika Lombardi, oboe
Laura Minguzzi, flauto
Franco Venturini, pianoforte

Hedwige Chrétien (1859-1944), Serenade sous bois per flauto, oboe e pianoforte
Philippe Gaubert (1879-1941), Tarentelle per flauto, oboe e piano
Philippe Gaubert, Troisième Sonate per flauto e piano
J. Baptiste Weckerlin (1821-1910), Pastorale per flauto, oboe e piano
Camille Saint-Saëns (1835-1921), Sonate op. 166 pour oboe e piano
Jules Demersseman (1833-1866), Gran Duo Brillante su Guglielmo Tell di G. Rossini per flauto, oboe e pianoforte

Mercoledì 15 novembre 2017 alle ore 20.30
TWO for NEW
Giovanni De Luca, sax
Francesco Silvestri, pianoforte

Vincenzo Palermo (1967), Canto gemello per saxofono baritono e piano
Lorenzo Ferrero (1951), A night in Nashville per saxofono alto e piano
Luigi Del Prete (1988), Habanera per saxofono soprano e piano
Patrizio Marrone (1961), Improvvisamente per saxofono baritono e piano
Carlo Galante (1959), Eumenidum crines per saxofono soprano e piano
Vincenzo Sorrentino (1973 – 2013), Demo per saxofono soprano e piano
Lodi Luka (1980), Changing per saxofono soprano e piano
Antonio Braga (1929 – 2009), Estratti da opere cameristiche dell’autore, rielaborati per la formazione da Vincenzo Palermo

Mercoledì 22 novembre 2017 alle ore 20.30
Chiesa Luterana – via Carlo Poerio 5, Napoli
Michelangelo Massa, violino
Luca Signorini, violoncello
Antonio Grande, chitarra

Paganiniana
N. Paganini (1782 – 1840)
Sonata n. 1 per Vl. e Chit. (Dal “Centone”)
Sonata n. 6 per Vl. e Chit. (Dal “Centone”)
Duetto concertante op. 1 n. 2 per Vl. e Vlc.
Terzetto in Re maggiore Per Vl. – Vlc. – Chit.

Mercoledì 29 novembre 2017 alle ore 20.30
Concorso letterario
Premiazione dei vincitori della XIX edizione
Presentazione dell’antologia edita da Iuppiter

Voce narrante: Corrado Oddi
Pianoforte: Gabriele Pezone

Mercoledì 6 dicembre 2017 alle ore 20.30
Chiesa Luterana – via Carlo Poerio, Napoli
Night in the Show
Trio Cardoso
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Mercoledì 27 settembre The Godivas aprono la nuova stagione dello Zingarò Jazz Club di Faenza

Mercoledì 27 settembre 2017, sarà il duo The Godivas ad aprire la nuova stagione di concerti dello Zingarò Jazz Club di Faenza.
La formazione è composta da Messalina Fratnic alla voce, al beatbox, al sintetizzatore e alle tastiere e da Silvia Wakte alla voce, alla chitarra, al sintetizzatore e alle tastiere.

Il concerto è ad ingresso libero, con inizio alle 22.00

Mille anni or sono la nobildonna Lady Godiva si spogliò di tutto ciò che possedeva e cantò per il popolo attraversando a cavallo le strade gremite.
Estroverse, irriverenti, imprevedibili, The Godivas, il duo formato da Messalina Fratnic e Silvia Wakte, cavalcano le canzoni portate al successo dalle grandi dive del pop negli ultimi decenni.
Le loro interpretazioni vivono di una miscela del tutto particolare: lo stile, il carisma e le voci uniche di queste vere e proprie icone vengono ripresi con un tocco di impertinente sfrontatezza, con la voglia di mettersi in gioco e con una buona dose di Girl Power!

Il prossimo appuntamento con la stagione dello Zingarò Jazz Club è per mercoledì 4 ottobre 2017 quando sarà sul palco del club faentino il Quartetto K – formato da Stefano Martini al violino, Matteo Salerno al flauto, Egidio Collini al chitarra e Fabio Gaddoni al contrabbasso – per condurre il pubblico in un viaggio musicale attraverso lo sconfinato repertorio della musica klezmer.

Lo Zingarò Jazz Club è a Faenza in Via Campidori, 11.

Zingarò Jazz Club
Via Campidori, 11. Faenza (RA)
Tel: +39.0546.21560
e-mail: info@ristorantezingaro.com
web: http://www.ristorantezingaro.com
social network: www.facebook.com/zingaro.jazzclub ; www.twitter.com/zingarojazzclub

Direzione Artistica: Michele Francesconi

Rapporti con i media:
Fabio Ciminiera
e-mail: fabiociminiera@jazzconvention.net
mob: +39.347.4098632


Il programma di settembre e ottobre 2017

Mercoledì 27 Settembre 2017

The Godivas
Messalina Fratnic. voce, beatbox, sintetizzatore, tastiere
Silvia Wakte. voce, chitarra, sintetizzatore, tastiere

Mercoledì 4 Ottobre 2017

Quartetto K
Stefano Martini. violino
Matteo Salerno. flauto
Egidio Collini. chitarra
Fabio Gaddoni. contrabbasso

Mercoledì 11 Ottobre 2017

Luca Di Luzio Blues Room Trio special guest Alessandro Fariselli
Luca di Luzio. chitarra
Sam Gambarini. organo Hammond
Max Ferri. batteria
Alessandro Fariselli. sax tenore

Mercoledì 18 Ottobre 2017

Laura Avanzolini sings Bacharach
Laura Avanzolini, voce
Giacomo Uncini, tromba e flicorno
Antonangelo Giudice, sax tenore
Paolo Del Papa, trombone
Walter Pignotti, chitarra
Tiziano Negrello, contrabbasso
Michele Sperandio, batteria

Mercoledì 25 Ottobre 2017

Paolo Di Sabatino Trio
Paolo Di Sabatino. pianoforte
Daniele Mencarelli. basso elettrico
Glauco Di Sabatino. batteria

Presentazione del libro “Tienimi dentro te” di Paolo Sabatino
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Le Edizioni Curci, nella collana “Curci Young”, presentano la serie in tre volumi cartonati “Una giornata in musica”

Quando l’ora della pappa si trasforma in un “braccio di ferro”, quando non si sa più cosa inventarsi per fargli lavare le manine, quando i decibel dei capricci sfondano il muro del suono.
In soccorso dei genitori di bambini piccoli, ma anche di nonni, zii, babysitter ed educatori che affrontano ogni giorno mille sfide, arriva la collana “Una giornata in musica” (Edizioni Curci).
Si tratta di tre volumi – In cucina; Puliti, puliti!; Capricci e coccole – pensati per i momenti critici della vita quotidiana, scritti da due mamme e musicoterapeute: Alessandra Auditore e Francesca Bottone.
Con le illustrazioni di Francesca Carabelli e la direzione artistica di Gabriele Clima.

Filastrocche, giochi, canti: ciascuno dei tre volumi mette a disposizione delle famiglie un arsenale musicale in grado di trasformare ogni momento della giornata in un rituale gioioso, atteso e condiviso.
Arricchiti da divertenti illustrazioni, i testi delle canzoni sono riportati nel libro insieme con schede ricche di suggerimenti pratici e proposte di attività facili da svolgere, che non richiedono alcuna competenza specifica.

La ricca playlist comprende melodie semplici e dolci, scatenati refrain rock, suggestive sonorità etniche e alcuni capolavori della musica classica.
E’ disponibile all’ascolto nel cd audio allegato e online attraverso il QR code.

Il risultato è una pubblicazione fresca e originale che mette a frutto il potere comunicativo della musica per aiutare i genitori ad allentare la tensione nei momenti di difficoltà, liberare la fantasia e migliorare la qualità del tempo trascorso insieme con i figli.

Anteprima da sfogliare:
https://issuu.com/edizionicurci/docs/ec11973_anteprima_issuu

Anteprima da ascoltare:
http://www.edizionicurci.it/mp3/17475_01.mp3

Una giornata in musica: In cucina / Puliti, Puliti! / Capricci e Coccole
Autrici Alessandra Auditore e Francesca Bottone
Illustrazioni Francesca Carabelli
Direzione Artistica Gabriele Clima
Collana Curci Young – Edizioni Curci –
Prezzo di ciascun volume: € 14,90 (Libro+Cd Audio+ Tracce Online) – Ec11973/11974/11975

Info: http://www.edizionicurci.it/printed-music/catalogo.asp?id_collana=CY017

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