Domenica 24 settembre nel Duomo di Ravello la rassegna organistica “Serate Musicali” si chiude con un un evento eccezionale dedicato a brani del compositore austriaco di origini ebraiche Robert Alexander

Domenica 24 settembre, alle ore 21.00, nel Duomo di Ravello, l’ultimo appuntamento della rassegna organistica “Serate Musicali”, voluta dal parroco don Nello Russo, ospita il duo formato da Marianna Meroni (organo) e Gaetano Ambrosino (violino), che propone un recital caratterizzato da un programma di rarissimo ascolto in quanto prevalentemente incentrato su brani di Robert Alexander, nato a Vienna nel 1883 in una famiglia di origini ebraiche del quale si riporta una breve biografia.

Bambino prodigio, a quattro anni iniziò lo studio del violino e a sei del pianoforte.
Nel 1898 entrò al Cäcilienverein di Vienna studiando con importanti didatti dell’epoca.
Venne scelto come pianista dal violinista Edmund Weiss ed incoraggiato dal soprano Anna Eder a comporre brani di vario genere.
Nel 1914 partì per il fronte della prima guerra mondiale , combattendo per 4 anni, senza mai dimenticare la musica.
Sul fronte russo scrisse la sua “sesta sinfonia” (in realtà le sinfonie erano per pianoforte, probabilmente in attesa dell’orchestrazione), nei Balcani dirigeva spettacoli per la truppa.
Terminata la guerra riprese a comporre ed eseguire suoi brani, soprattutto per organo. Negli anni 30 fu l’organista della Chiesa di S. Agostino.
Purtroppo l’annessione dell’Austria da parte della Germania nazista fu l’inizio di una triste –e tragica – storia che coinvolse la sua famiglia.
Alexander decise, con lungimiranza, di abbandonare l’Austria per l’America dove l’unica figlia Hedy aveva sposato il medico J. Bronitski.
Partì nel 1939 da Genova con la nave Saturnia, ma senza la moglie Anna Jarosch che, disperata, si era suicidata.
In America tra mille difficoltà riprese a suonare, in particolare l’organo della Cattedrale di S. Patrick; si risposò e morì a New York nel 1966.
(Parte delle notizie qui sintetizzate sono state fornite da Jiulius Mattfeld , responsabile all’epoca della biblioteca della CBS, mentre le notizie sulla partenza dall’Europa sono state fornite da Steven Vitto, storico del Museo dell’Olocausto a Washington.)

Si deve a Beniamino Cuomo la “scoperta” della vasta produzione di Alexander che l’ha individuata “digitalizzata” nel sito web del Leo Baeck Institute a New York.
E’ stata certamente una “scoperta” importante al punto che anche il responsabile musicale del citato Museo, Bret Werb, ha espresso meraviglia ed interesse per il lascito del musicista viennese.
Si può dire che certamente si tratta di un dignitoso musicista che, probabilmente a causa della sua adesione agli stilemi del classicismo viennese, venne considerato “antiquato” ed emarginato in un’epoca contraddistinta prima da Strawinski, Bartok, Prokofiev, ed in seguito dalla dodecafonia di Schoenberg, Berg.
Speriamo che ci siano occasioni per proporre altri brani di Robert Alexander che è stato sottratto all’oblio della Storia.
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Domenica 24 settembre, ore 21.00 – Duomo di Ravello

Programma

T. Albinoni (1671 – 1751): Sonata da Chiesa n. 4 per violino e basso continuo

G. F. Haendel (1685 – 1759): Sonata per violino e basso continuo op. 1 n. 15

R. Alexander (1883 – 1966)
Sonata per violino e organo, op. 210
Larghetto – Simplice, da Preludi per organo op. 233
Preludio, Fuga e Corale per organo, op. 207
“Divertissement” per violine und clavecin, op. 168/a

La manifestazione promuove la raccolta fondi per il restauro degli antichi organi del Duomo di Ravello e della Chiesa di San Giovanni del Toro.

Marianna Meroni
Ha iniziato lo studio del pianoforte con il M° Luciano Cerroni, e sotto la sua guida, ha conseguito il Diploma di Pianoforte, presso il conservatorio “L. Refice” di Frosinone, e di Musica da Camera presso il Conservatorio “S. Cecilia” di Roma.
Da sempre interessata al repertorio barocco si è dedicata allo studio del Clavicembalo e sotto la guida del M° Enza Caiazzo si è diplomata con il massimo dei voti presso il Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino.
Ha inoltre compiuto gli studi di Organo e Composizione Organistica , presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli, con il M° Anna Maria Robilotta, conseguendo il Compimento Medio con il massimo dei voti e frequentato fino al 10 ° anno.
Ha seguito vari corsi di interpretazione musicale nell’ambito del “Festival Musica Pro Mundo” di Assisi e dell’ “Accademia Musicale Ottorino Respighi” di Roma.
Ha preso parte a due seminari di musica da camera presso la “Hochschüle fur Musik” di Vienna con il M° Eduard Melkus
Svolge attività concertistica come clavicembalista e organista, collaborando con varie orchestre in particolare con la “Nuova Orchestra Scarlatti” di Napoli e con numerosi ensemble barocchi.
Ha partecipato a numerose trasmissioni televisive tra cui “Momento Classico” trasmessa in diretta dall’emittente Telestudio di Roma e “Donne in musica” per la RAI, un programma dedicato alle compositrici di ogni tempo.
Ha partecipato al progetto “Orgelbüchlein”, tenuto dal M° Anna Maria Robilotta, presso il conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli, e alla registrazione CD dell’opera di Bach.
Ricopre l’incarico di Organista presso la Chiesa “S. Maria Assunta” di Positano e di Maestro concertatore del coro “Laudate Dominum”.
E’ docente della classe di Clavicembalo presso il Liceo Musicale “Palizzi” di Napoli.

Gaetano Ambrosino
Nato a Sorrento, si diploma in violino nel ‘91 col massimo dei voti presso il Conservatorio di Salerno ed in viola nel 2006 col massimo dei voti presso il Conservatorio di Avellino.
Si è esibito e si esibisce, sia come solista che in varie formazioni da camera, in collaborazione con le più importanti Associazioni Musicali ed Enti italiani.
Nel ‘91 ha partecipato ai corsi di perfezionamento dell’Estate Musicale di Sutri sotto la guida del M° Beatrice Antonioni come leader del Quartetto Mediterraneo e del Trio Barocco Arechi.
Dal ‘93 svolge il ruolo di “altra Spalla” dei primi violini nell’Orchestra da Camera di Salerno, collaborando con artisti di livello internazionale tra i quali Konrad von Abel, Emmanuel Plasson, Alexander Rudin, Massimo Quarta, Ilya Grubert, Cecilia Gasdia, Katia Ricciarelli, Alessio Vlad, Aldo Ciccolini, Michele Campanella, Frank Peter Zimmermann, Pierre Amoyal.
Ha seguito i corsi di perfezionamento di violino del M° Milena Costisella, docente al “S. Cecilia” di Roma, e del M° Mike Shirvani per la musica da camera.
Dal 1993 guida il quartetto d’archi “G. B. Pergolesi” con cui propone un vasto repertorio che spazia dal ‘700 a brani inediti di autori contemporanei, a composizioni espressamente scritte per il quartetto Pergolesi.
Ha collaborato alla realizzazione di numerose stagioni liriche del Teatro Municipale di Salerno “G. Verdi” e dei “Concerti di Mezzanotte” di Ravello.
Fondatore dell’Associazione “Insieme in Musica”, cura e guida la “Piccola Orchestra di Sorrento” e la “Cappella Musicale di Sant’Antonino”.
Affianca all’attività prettamente artistica quella di docente di violino presso la scuola media “A. Gemelli” di S. Agnello.

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Domenica 1 ottobre concerto di Maurizio Baglini a “Cremona Musica” nell’ambito del Fazioli Piano Festival

Foto Michele Maccarrone

“Artigianato italiano in musica”.
Si intitola così il récital che il pianista Maurizio Baglini terrà domenica 1 ottobre 2017 alla fiera internazionale Cremona Musica nell’ambito del Fazioli Piano Festival (ore 12.15, Sala Zelioli Lanzini, ingresso libero per i visitatori del salone).

Il programma si aprirà con le Sonate K 466 e K 162 di Domenico Scarlatti (1685-1757), il più grande clavicembalista italiano e uno dei maggiori del suo tempo.
Ammirato da Haendel, Beethoven e Chopin, ha creato un vero e proprio stile, come mostra il corpus delle 555 Sonate per clavicembalo a noi pervenute.
Seguiranno alcuni capolavori di Franz Liszt (1811-1886) che guardano all’Italia, a cominciare da tre dei Grandes études de Paganini (n. 4 “Pizzicato”, n. 5 “La Chasse”, n. 3 “La Campanella”).
Il compositore ungherese fu stregato dall’“infernale violinista” genovese ascoltandolo in concerto e per emularne il diabolico virtuosismo trasferì sulla tastiera alcuni dei suoi Studi trascendentali.
Il risultato è un vero e proprio banco di prova per i pianisti più audaci.
Pagina intrisa di spiritualità, l’Evocation à la Chapelle Sixtine è invece un omaggio al genio ispiratore di Michelangelo Buonarroti, nel quale Liszt riprende due celebri mottetti che aveva ascoltato proprio nella Cappella Sistina: l’Ave Verum Corpus K 618 di Mozart e il Miserere di Gregorio Allegri.
Il percorso arriva ai nostri giorni con Le Chansons d’élite di Azio Corghi (1937). Quest’anno tutto il mondo della musica festeggia gli 80 anni del grande compositore, le cui opere sono eseguite nelle più prestigiose sedi internazionali.
Maurizio Baglini eseguirà la versione originale per pianoforte delle Chansons, di cui Corghi ha realizzato anche una versione per violoncello e pianoforte dedicata a Silvia Chiesa e allo stesso Baglini.

Le interpretazioni di Baglini delle musiche di Scarlatti, Liszt e Corghi sono anche su disco.
Negli ultimi anni il pianista ha infatti registrato per l’etichetta Decca alcune tra le loro più belle pagine pianistiche in tre CD che hanno conquistato il plauso della critica nazionale e internazionale e che sono ormai considerate edizioni di riferimento.

Sono felice di poter rendere omaggio all’arte e all’artigianato italiani attraverso la musica – è il commento del pianista – e ringrazio per l’invito al Festival l’ingegnere Paolo Fazioli: lui stesso rappresenta un’eccellenza assoluta di cui il nostro Paese non può che essere fiero. Sono onorato inoltre di prendere parte a una manifestazione come Cremona Musica, che fonde la valorizzazione delle qualità italiane con un respiro sempre più internazionale”.
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Maurizio Baglini
Il pianista Maurizio Baglini è tra i musicisti più brillanti sulla scena internazionale. Vincitore a 24 anni del “World Music Piano Master” di Montecarlo, ha al suo attivo un’intensa carriera solistica in sedi quali l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro alla Scala di Milano, la Salle Gaveau di Parigi e il Kennedy Center di Washington.
Ricca la produzione discografica in esclusiva per Decca/Universal, che comprende i capolavori per pianoforte di Liszt, Brahms, Schubert, Schumann, Domenico Scarlatti e Mussorgsky.
Nel 2016 ha dato inizio alla registrazione dell’integrale pianistica di Schumann. Suona stabilmente con la violoncellista Silvia Chiesa: il duo incide per Decca che nel 2016 ha pubblicato il loro nuovo cd con l’integrale per violoncello e pianoforte di Rachmaninov.
Fondatore e direttore artistico dell’Amiata Piano Festival, è consulente artistico per la danza e la musica del Teatro “Verdi” di Pordenone e Ambasciatore culturale della Regione Friuli Venezia Giulia.
Tiene masterclass a Fondi (LT) e per l’Accademia Stauffer di Cremona.
Suona un grancoda Fazioli.

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Sabato 23 settembre “Il Nuovo e l’Antico” di Bologna Festival propone l’appuntamento conclusivo con il ciclo dedicato a Stockhausen

Foto Rolando Guerzoni -Modena

Sabato 23 settembre, ore 20.30, Oratorio di San Filippo Neri, concerto conclusivo del ciclo contemporaneo dedicato alla musica di Karlheinz Stockhausen nel decennale della sua scomparsa, Stockhausen, dieci anni dopo.
In programma, uno dei brani più noti di Stockhausen, Mantra per due pianoforti e, in prima esecuzione assoluta, il pezzo per due pianoforti scritto dal compositore Fabio Nieder su commissione di Bologna Festival: Musica doppiata.
Sono impegnate le pianiste Maria Grazia Bellocchio e Stefania Redaelli, mentre Alvise Vidolin cura la parte elettronica.

Eseguito per la prima volta nel 1970, Mantra appartiene al periodo di ricerche mistiche ed introspettive iniziate da Stockhausen negli anni Sessanta, contrassegnate da una assimilazione della cultura orientale.
Mantra è un pezzo per due pianoforti distorti con modulatori ad anello, ispirato all’induistica congiunzione dell’uomo con l’universo (da cui la parola Mantra); il risultato sono sonorità di tipo metallico vicino alla timbrica del gamelan indonesiano.

«In Musica doppiata – spiega il compositore triestino Fabio Nieder i due pianoforti suonano esattamente la stessa musica. Essi sono due in quanto risultato di uno sdoppiamento di un’unica identità. Questa musica risuona doppiata nello spazio e i pianoforti come campanili si chiamano con rintocchi che ritornano identici nel tempo a distanze irregolari».

Vendita biglietti
Biglietteria Bologna Welcome, Piazza Maggiore 1/E, tel 051 231454, dal martedì al sabato ore 13-19
Un’ora prima dell’inizio del concerto all’Oratorio di San Filippo Neri
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Prezzi Biglietti

Intero: 25 Euro
Giovani (sino ai 30 compresi): 8 Euro

Informazioni
Associazione Bologna Festival
051 6493397
http://www.bolognafestival.it

Ufficio Stampa Bologna Festival
Paola Soffià
tel.: 051 6493397
cell.: 3287076143
stampa@bolognafestival.it

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Sabato 23 settembre, ore 20.30 – Oratorio di San Filippo Neri

Maria Grazia Bellocchio, pianoforte
Stefania Redaelli, pianoforte
Alvise Vidolin, regia del suono

Programma

Fabio Nieder: Musica doppiata per due pianoforti
prima esecuzione assoluta

Karlheinz Stockhausen: Mantra per due pianoforti ed elettronica

Maria Grazia Bellocchio
Si è diplomata al Conservatorio di Milano e si è perfezionata alla Musikhochschule di Berna con Karl Engel e poi con Franco Gei.
Il suo repertorio spazia da Bach alla musica d’oggi.
Collabora stabilmente con il Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli, regolarmente invitata nei più significativi festival di musica contemporanea, in Italia e all’estero.
Ha registrato opere di Bruno Maderna, Mauro Cardi, Giulio Castagnoli, Sandro Gorli, Franco Donatoni, Matteo Franceschini, Stefano Gervasoni per le etichette discografiche Ricordi e Stradivarius.
Insegna pianoforte all’Istituto “G. Donizetti” di Bergamo, oltre a tenere corsi di perfezionamento pianistico.

Stefania Radaelli
Diplomata al Conservatorio di Milano ha studiato anche con Bruno Canino, Murray Perahia, Paolo Borciani, Dario De Rosa e Norbert Brainin del Quartetto Amadeus. Già assistente di Salvatore Accardo e Rocco Filippini, Raina Kabaivanska, Franco Gulli e Yo-Yo Ma, attualmente insegna al Conservatorio di Vicenza.
Come solista si è esibita con le orchestre della RAI di Milano, dei Pomeriggi Musicali e dell’Angelicum di Milano, con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo e l’Orchestra da Camera di Padova.
Ha suonato con musicisti di fama internazionale, tra cui Cecilia Bartoli, Mario Brunello e Sergej Krilov.
Ha inciso per Brilliant, Warner Fonit Cetra, Stradivarius e Dynamic.

Alvise Vidolin
Regista del suono, musicista informatico e interprete Live Electronics, Alvise Vidolin ha curato la realizzazione elettronica e la regia del suono di molte opere musicali collaborando con compositori quali Claudio Ambrosini, Giorgio Battistelli, Luciano Berio, Aldo Clementi, Franco Donatoni, Adriano Guarnieri, Luigi Nono, Salvatore Sciarrino, per esecuzioni in teatri e festival internazionali. Ha partecipato alla fondazione del Centro di Sonologia Computazionale (CSC) dell’Università di Padova, dove svolge attività didattica e di ricerca nel campo dell’informatica musicale sin dal 1974. Cofondatore dell’Associazione di Informatica Musicale Italiana (AIMI), ne è stato presidente dal 1988 al 1990. Dal 1977 collabora con la Biennale di Venezia soprattutto in veste di responsabile del Laboratorio permanente per l’Informatica Musicale della Biennale (LIMB). Dal 1992 al 1998 ha lavorato con il Centro Tempo Reale di Firenze come responsabile della produzione musicale. Dal 1976 al 2009 è stato titolare della cattedra di Musica Elettronica al Conservatorio “B. Marcello” di Venezia. È membro del comitato scientifico della Fondazione Archivio Luigi Nono e socio corrispondente dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti. Svolge inoltre attività didattica e di ricerca nel campo del Sound and Music Computing, studiando le potenzialità compositive ed esecutive offerte dai mezzi informatici e dai sistemi multimodali.

Fabio Nieder
È compositore, pianista, direttore d’orchestra dalla doppia nazionalità italiana e tedesca.
Talento precocissimo, ha frequentato il Conservatorio di Trieste.
Ha studiato composizione, pianoforte e musica da camera con Giulio Viozzi, Roberto Repini, Dario De Rosa e Libero Lana (Trio di Trieste), perfezionandosi poi in composizione con Witold Lutosławski, Klaus Huber e Yannis Xenakis.
Musicista cresciuto nel clima culturale mitteleuropeo, ha sviluppato un interesse particolare per il Lied tedesco; in qualità di pianista collaboratore ha lavorato con Elisabeth Schwarzkopf e Petre Munteanu e ha accompagnato numerosi cantanti dediti al repertorio liederistico, tra cui Alfredo Kraus, Petre Munteanu, Barbara Hannigan.
Fondatore dell’Ensemble per la Nuova Musica “Florestan-Eusebius”, del quale è stato direttore e pianista, ha debuttato nel 1983 al Festival Musikprotokoll di Graz. Ha diretto importanti ensemble di musica contemporanea, tra cui Nieuw Ensemble di Amsterdam, gruppo cui ha dedicato molti dei suoi lavori.
Importante, il profondo rapporto umano e artistico stabilito con il compositore Luciano Berio.
Fabio Nieder insegna composizione nei Conservatori di Amsterdam e Trieste e in diverse Accademie europee (Stuttgart, Tallin, Riga, Graz), al Mozarteum di Salisburgo, alla Harvard University di Boston e alla Scuola Civica di Milano; tiene inoltre corsi di perfezionamento al Bartók Seminar and Festival di Szombathely (Ungheria).
Ha composto opere per ensemble e orchestre come Klangforum Wien, Ensemble Recherche, Atlas Ensemble, Ives Ensemble, ÖENM, l’Orchestra della RAI, le Orchestre delle emittenti tedesche WDR, SWR e dell’emittente svedese SR.
Tra gli interpreti della sua musica figurano inoltre Heinrich Schiff, Myung-Whun Chung, i Neue Vocalsolisten Stuttgart, Barbara Hannigan, Teodoro Anzellotti, Eduard Brunner, Ed Spanjaard, Emilio Pomarico etc.
Numerosi i festival e le istituzioni europee in cui vengono eseguite le sue musiche, tra cui Wien Modern, Festival Présences di Parigi, Berliner Festwochen, Musikprotokoll Graz, Holland Festival, Biennale di Venezia, Milano Musica, Nuova Consonanza di Roma.

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Domenica 24 settembre alla Certosa di San Martino concerto del Coro della Pietrasanta, diretto da Rosario Peluso

Domenica 24 settembre, alle ore 17.00, nel Refettorio della Certosa di San Martino, in occasione delle Giornate Nazionali del Patrimonio Culturale, concerto del Coro della Pietrasanta, diretto dal maestro Rosario Peluso, dal titolo Amore e Natura nelle villotte e nelle polifonie “a cappella”.

In programma musiche di Azzaiolo, Lasso, Zecchi, Bettinelli, Liani.

Costo del biglietto (comprensivo di entrata al Museo)
Intero: 6 Euro
Ridotto: 3 Euro

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Sabato 23 settembre 2017, Susanna Canessa e Monica Doglione in concerto per la decima edizione del Festival della letteratura di Narni

In occasione del X Festival Internazionale della letteratura-saggistica-filosofia-arte al femminile “Alchimie e Linguaggi di Donne”, ideato da Esther Basile (Narni 21-24 settembre 2017), sabato 23 settembre, alle ore 21.00, nella chiesa di San Domenico a Narni, concerto di Susanna Canessa e Monica Doglione dal titolo “CONTAMINAZIONI”

Letture di Lucia Stefanelli Cervelli
Lino Blandizzi, chitarra
Nicola Rando, sax
Mélo – Coton: Giustina Iannelli, Elisa Aragno
Introduce Roberto Nini

Ingresso libero

“Contaminare” è ricercare similitudini nella melodia ed armonia e fondere in un unico brano canzoni apparentemente diverse tra loro.
Così come passare da uno stile ad un altro, dal folk al jazz, dal classico al moderno, sempre all’interno di una stessa esecuzione…E non solo, ma anche intrecciare famosissime cover italiane con le versioni originali meno conosciute.
Questa è la ricerca di Susanna Canessa e Monica Doglione sempre in progress fatta attraverso la selezione di alcuni brani del vasto repertorio DUETS, che va dal folk americano al Trio Lescano, passando per i classici napoletani ed italiani e che ha permesso così di creare degli arrangiamenti unici.

Nella musica è molto importante sperimentare e osare:
Tutto questo è DUETS_CONTAMINAZIONI!

La nostra pagina Facebook: Duets Susanna Canessa Monica Doglione

Programma completo del Festival Internazionale della letteratura-saggistica-filosofia- arte al femminile: https://susannacanessa.files.wordpress.com/2017/09/programma-completo-2017.pdf

Il nostro link più cliccato:

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

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Duets Susanna Canessa Monica Doglione

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Mercoledì 27 settembre a Villa Lante al Gianicolo “L’Orecchio di Giano” propone romanze, duetti, canzoni e un nuovo brano di Colusso, su testo di Baricco, interpretati da Placido Domingo jr.

da sin.: Maria Chiara Chizzoni, Flavio Colusso, Riccardo Biseo e Placido Domingo jr.

Prosegue la sedicesima edizione de «L’Orecchio di Giano: Dialoghi della Antica & Moderna Musica», il ciclo di concerti dell’Ensemble Seicentonovecento, fondato e diretto da Flavio Colusso, organizzato da Musicaimmagine in collaborazione con l’Institutum Romanum Finlandiae, il sostegno del MiBACT e il patrocinio dell’Ambasciata di Finlandia.

Mercoledì 27 settembre il celebre cantante Placido Domingo jr. si esibisce per la prima volta nella stagione di concerti di Villa Lante al Gianicolo con un accattivante programma che accosta diversi generi.
Una Placida Notte: dalla canzone pop alla romanza da salotto, dalle scene d’Opera al Musical, per l’occasione insieme al soprano Maria Chiara Chizzoni e al pianista jazz Riccardo Biseo.
In programma anche la prima esecuzione assoluta di Tutto il mondo negli occhi, un nuovo brano di Flavio Colusso su testo tratto dal monologo Novecento di Alessandro Baricco.

Figlio del grande tenore spagnolo, Placido jr. si presenta nuovamente al pubblico romano dopo il recente successo del suo debutto in Italia al Parco della Musica.
Il cantante-compositore, che si esibisce regolarmente in tutto il mondo, ha inciso per la Sonic Projects Records e per la Sony ed ha scritto canzoni per artisti come Michael Bolton, Riccardo Cocciante, Vanessa Williams, Sarah Brightman, José Carreras, Luciano Pavarotti, Leona Mitchell, Diana Ross e di suo padre Plácido Domingo.

Così ci parla Flavio Colusso, compositore e direttore artistico de “L’Orecchio di Giano: Dialoghi della Antica et Moderna Musica”, ciclo di concerti a Villa Lante, fondatore-direttore e “filosofo” dell’ultratrentennale Ensemble Seicentonovecento ivi residente:
Quando ho conosciuto Placido Domingo jr. ho apprezzato la morbidezza della sua voce, la versatilità e la naturalezza del cantabile, nonché la sua grande disponibilità e simpatia, qualità che mi hanno subito fatto pensare a un concerto con diversi generi musicali, dal Pop, al Jazz, all’Opera lirica, e all’incontro con i musicisti dell’Ensemble Seicentonovecento con cui da decenni condivido molte delle mie avventure musicali, e con i quali Placido ha immediatamente trovato un bel feeling professionale e umano.
Ho anche composto per il giovane Domingo un nuovo brano, Tutto il mondo negli occhi, su testo di Alessandro Baricco. Era da tempo che avevo in mente di scrivere un brano musicale su quello splendido momento lirico presente nel suo famoso monologo Novecento: l’omonimo protagonista – l’eccezionale pianista nato sulla nave Virginian «nel primo anno di questo nuovo, fottutissimo secolo» e sempre vissuto a bordo sul piroscafo che da tanti anni percorre la stessa rotta tra la vecchia Europa e il Nuovo mondo «con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi» – confessa con toni insieme sognanti e drammatici il forte contrasto di emozioni, di desideri e la sua paura provata proprio ad limina, sulla scaletta della nave, nell’attimo in cui deve decidere se lasciare, in tutti i sensi, la nave della sua vita e scendere nel mondo. Come tutti sanno, da questo bel testo teatrale, Giuseppe Tornatore ha realizzato il film La Leggenda del Pianista sull’Oceano ma proprio la parte di testo che ho messo in musica, dal profondo afflato lirico come sospeso nel Tempo, non è presente nel Film! Appassionato studioso delle risonanze del passato nella Nuova musica, ho più volte impostato le mie composizioni sviluppando la simbologia dell’Esacordo, il sistema degli intervalli delle antiche scale musicali. Anche in questo nuovo brano c’è il riferimento esplicito al “salire” e “scendere”, inteso in diverse modalità materiali e spirituali, una grande metafora della modernità, nella sua difficoltà ad evolvere senza fratture, deflagrazioni, incomprensioni, rinunce, in particolare nella cultura, nelle arti, nel passaggio dal vecchio al nuovo. Simpatica coincidenza è inoltre che nel 2001 ho pubblicato con Musicaimmagine la virtuosistica interpretazione di Richard Trythall delle composizioni pianistiche di Ferdinand “Jelly Roll” Morton, il cosiddetto “inventore del Jazz”, il quale nel Monologo di Baricco sfida il protagonista a bordo della nave Virginian. Questo CD sarà dato in omaggio al pubblico del concerto del 27 settembre”.

Placido Domingo jr., il soprano Maria Chiara Chizzoni e il grande pianista jazz Riccardo Biseo ci “incanteranno” dalla nostra loggia sul Gianicolo, con lo sguardo affacciato sul panorama della Città eterna, estendendo vista e udito dal passato al futuro, dall’esterno all’interno, dal conosciuto all’incognito.

Biglietti
info: 328.6294500
info@musicaimmagine.it  

intero  (1 CD omaggio): 25 €
ridotto un adulto e un minore: 20 €

posti limitati, si consiglia la prenotazione

Vedi il calendario completo della Stagione: http://www.musicaimmagine.it/orecchio_di_giano_interna.php?id=17

Isabella Grimaldi
Musicaimmagine
via del Corso, 494/a – 00186 Roma
06.36004667 – 328.6294500
info@musicaimmagine.it
www.musicaimmagine.it

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Mercoledì 27 settembre, ore 20.00 – Villa Lante al Gianicolo (Roma)
Una placida notte… Romanze, Duetti e Canzoni

Placido Domingo jr, voce
Maria Chiara Chizzoni, soprano
Riccardo Biseo, piano

Programma

Prima parte

Leonard Bernstein / Arthur Laurents: Somewhere
dal musical “West Side Story” (1957)

Carlos Gardel / Alfredo Le Pera: Volver

Carlos Gardel / Alfredo Le Pera: El dìa que me quieras

Louiguy (Luis Guglielmi) / Edith Piaf: La vie en rose

Francesco Paolo Tosti / Carmelo Errico: Ideale

Jule Styne / Sammy Cahn: Time after time

Flavio Colusso / F. Colusso (da Gabriele d’Annunzio): Una settimana, Fosca
dall’opera “Il lauro del Gianicolo” (2013)

Seconda parte

Flavio Colusso / Alessandro Baricco: Tutto il mondo negli occhi *

Consuelo Velázquez: Besame mucho

Duke Ellington / Bob Russell: Don’t get around much anymore

Andrew Lloyd Webber / Charles Hart: All I ask of You
dal musical “The Phantom of the Opera” (1986)

Domenico Modugno: Viejo frack

George Gershwin / Ira Gershwin: The man I love

Andrew Lloyd Webber / Trevor Nunn (da T.S. Eliot): Memory
dal musical “Cats” (1981)

*Prima esecuzione assoluta
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Sabato 23 e lunedì 25 settembre Zubin Mehta dirige “Fidelio” di Beethoven in forma di concerto al Teatro di San Carlo

Sabato 23 settembre, alle ore 19.00 e, in replica, lunedì 25, alle ore 20.00 per la Stagione 2016-17, al Teatro di San Carlo è in programma Fidelio di Ludwig van Beethoven in una esecuzione in forma di concerto.
Sul podio salirà il direttore onorario Zubin Mehta, che ritroverà Orchestra e Coro della Fondazione dopo i recenti successi al Duomo di Milano e al Festival di Granada.
La prima volta che ho diretto Fidelio è stato nel 1969”, sottolinea il maestro indiano, che a oggi vanta circa ottanta direzioni del titolo. “Quest’opera è portatrice di ideali di pace e di fratellanza”, conclude, “e Beethoven qui propone un messaggio definitivo: la vittoria dello spirito sui soprusi terreni”.

Fidelio sarà interpretato da un cast internazionale, di pregio: Anja Kampe (già Leonore alla Scala e a Vienna), Peter Seiffert (Florestan), Samuel Youn (Don Fernando), Evgeny Nikitin (Don Pizarro), Wilhelm Schwinghammer (Rocco), Barbara Bargnesi (Marzelline) e Paul Schweinester (Jaquino).
La vicenda sarà accompagnata dalla voce di Sonia Bergamasco, che per l’occasione ha scritto degli inserti narrativi al posto di alcune parti recitate: “Ho pensato di dare spazio, con pochi elementi”, afferma, “alla voce interiore di Leonore, che emerge dalle acque profonde della partitura e del canto per dare forma, parlata, a un flusso emotivo di grande empatia”.

Fidelio è stato rappresentato finora al San Carlo soltanto sei volte: la prima nel 1948; l’ultima, nel 2005.
Beethoven compose ben tre versioni dell’unico suo titolo operistico: la prima in tre atti nel 1804, le successive in due atti nel 1806 e nel 1815.
Tratto da Léonore ou l’amour conjugal di Jean-Nicolas Boully, il libretto originale è di Joseph Sonnleithner e venne rivisto da Stephan von Breuning e poi da Georg Friedrich Treitschke.
Di tutte le mie creature”, ha scritto il compositore, “il Fidelio è quella la cui nascita mi è costata i più aspri dolori, quella che mi ha procurato i maggiori dispiaceri. Per questo è anche la più cara; su tutte le altre mie opere, la considero degna di essere conservata e utilizzata per la scienza dell’arte”.
La versione definitiva giunse negli anni della piena maturità creativa del tedesco.
Qui, la sua musica rispecchia gli ideali politici e illuministici a lui cari.
La storia di Leonore che salva dalla prigionia il marito, ispirata a un fatto realmente accaduto, esalta il sentimento dell’amore coniugale e pone l’accento sui valori della libertà e della giustizia.

Info e biglietteria: 0817972331 – 412
www.teatrosancarlo.it
Teatro di San Carlo
via San Carlo 98f, Napoli

Ufficio Stampa Fondazione Teatro di San Carlo
Tel. + 39 081 7972 301 – 202
ufficiostampa@teatrosancarlo.it

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Teatro di San Carlo, Stagione 2016-17
Sabato 23 settembre, alle ore 19.00
Lunedì 25 settembre, alle ore 20

Fidelio, opera in due atti di Ludwig van Beethoven
direttore Zubin Mehta

Interpreti
Don Fernando, Samuel Youn
Don Pizarro, Evgeny Nikitin
Leonore, Anja Kampe
Rocco, Wilhelm Schwinghammer
Florestan, Peter Seiffert
Marzelline, Barbara Bargnesi
Jaquino, Paul Schweinester
Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Esecuzione in forma di concerto

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