Lunedì 23 e lunedì 30 ottobre presso Oltreilmare presentazione del laboratorio di musica “Battiti”

Lunedì 23 e lunedì 30 ottobre, alle ore 16.30, verrà presentato presso Oltreilmare (via Luca Giordano 90 – Napoli), il laboratorio di musica “Battiti”, per bambini dai 5 ai 12 anni, curato da Francesca Curti Giardina, cantante, musicoterapista, referente per la Musicoterapia della sezione “Cura, educazione e accrescimento della voce” del Consiglio europeo sviluppo umano.
I laboratori intendono stimolare e rinforzare nei partecipanti l’apprendimento, le capacità di linguaggio e memorizzazione, la fantasia e tanto altro, anche attraverso la creazione di canzoni e filastrocche inedite.
Sarà possibile partecipare gratuitamente a un primo laboratorio.

Per info e prenotazioni rivolgersi ai seguenti numeri:
345 8218414
349 7471467

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All’Ottobre Organistico Francescano il positivo esordio di Pasquale Riccio

Foto Fulvio Calzolaio

Il secondo appuntamento con la terza edizione dell’Ottobre Organistico Francescano, rassegna organizzata dai Frati Minori Conventuali della chiesa dell’Immacolata al Vomero, in collaborazione con l’Associazione Organistica “Giovanni Maria Trabaci”, ha ospitato il venticinquenne Pasquale Riccio, allievo del maestro Mauro Castaldo al Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento.
Il giovanissimo organista si è confrontato con un repertorio incentrato prevalentemente su brani di Girolamo Frescobaldi (1583-1643) e Johann Sebastian Bach (1685-1750).
Riguardo al primo, abbiamo ascoltato Canzon dopo l’Epistola, Recercar dopo il Credo e Toccata Cromaticha per l’Elevatione, dalla “Messa della Domenica”, pubblicata a Venezia nel 1635 nell’ambito della raccolta “Fiori Musicali”.
Quest’ultima risultava costituita da tre Messe, concepite rispettivamente per la liturgia festiva settimanale (Messa della Domenica), per alcune ricorrenze di maggiore importanza (Messa degli Apostoli) e per le celebrazioni mariane (Messa della Madonna).
La loro struttura di base prevedeva un’introduzione organistica in forma di toccata, seguita da un Kyrie, dove motivi gregoriani, eseguiti da un coro “a cappella”, si alternavano all’organo, mentre le altre parti della funzione erano accompagnate esclusivamente dallo strumento, utilizzando i generi allora in auge nella musica profana (toccata, canzona e ricercare).
Per quanto concerne Bach, sono stati eseguiti il Preludio e fuga in fa minore BWV 534 e il Preludio e fuga in la minore BWV 543, risalenti ad un arco di tempo compreso fra il 1708 ed il 1717.
Durante questo periodo, coincidente con la sua permanenza a Weimar, il grande musicista scrisse altri brani dello stesso tipo che, nel loro insieme, sono considerati dagli esperti il materiale di partenza per la successiva creazione dei due libri del “Clavicembalo ben temperato”.
Il recital si è chiuso con Pièce héroïque in si minore, dai Trois pièces pour grand-orgue, scritti da César Franck (1822-1890), belga di nascita ma francese di adozione, per il monumentale Cavaillé-Coll posizionato nella “Sala delle Feste” del “Palais du Trocadéro”, edificio costruito in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1878.
La raccolta venne pubblicata dall’editore Durand cinque anni dopo, avvalendosi delle modifiche apportate da Franck per adattare i tre brani alle potenzialità di un altro strumento di proporzioni inferiori, costruito dalla medesima ditta, collocato nella chiesa di Santa Clotilde, dove il compositore ricopriva il ruolo di organista titolare.
Veniamo quindi all’interprete, Pasquale Riccio che, nonostante fosse alla sua prima esibizione in pubblico, è riuscito abbastanza presto a vincere l’emozione legata all’esordio, dando vita ad un concerto complessivamente più che positivo, considerando anche la notevole difficoltà esecutiva di buona parte del programma.
Siamo di fronte ad un artista molto dotato che, data la giovane età, ha tutto il tempo per sviluppare le sue potenzialità e acquisire le necessarie esperienze, non solo con una costante applicazione, ma anche mediante continue verifiche, che passano obbligatoriamente attraverso il contatto diretto con il pubblico.
Non abbiamo comunque dubbi sul fatto che, seguendo le indicazioni del suo docente Mauro Castaldo, Riccio maturerà nei tempi necessari, e ci auguriamo quindi di poterlo riascoltare quanto prima per verificare la bontà delle nostre previsioni.

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L’Orchestra di Padova e del Veneto investe sugli Under 35 con la campagna #faqualcosadidiverso

“Fa’ qualcosa di diverso” è l’invito che l’Orchestra di Padova e del Veneto rivolge a tutti gli Under 35 per promuovere l’abbonamento loro riservato.
Ad essere alternativi e fuori dagli schemi, per una volta, saranno infatti il Beethoven delle Sinfonie o il Tchaikovsky del Concerto per violino, che raramente entrano nelle playlist dei giovani d’oggi.
Anche per la 52a Stagione concertistica (che partirà il prossimo 26 ottobre con l’Ouverture dal “Fidelio” di Beethoven e la Nona Sinfonia di Mahler/Simon dirette dal maestro Marco Angius) l’OPV conferma delle condizioni di abbonamento estremamente agevolate per gli Under 35, che sottoscrivendo la tessera entro il 25 ottobre (presso gli uffici della Fondazione in via Marsilio da Padova, 19, dalle 10 alle 17) avranno la possibilità di assistere ai 12 concerti in cartellone al costo di 50 €, con una riduzione di oltre il 70% sull’intero di 180€.

Testimonial della campagna è l’under 35 padovana più conosciuta del mondo della “Classica”: la pianista Leonora Armellini, che a 25 anni sta coltivando una carriera internazionale nelle più importanti sale del mondo.
A sorpresa, Leonora ha scelto di sottoscrivere un abbonamento alla Stagione OPV, nonostante nella stessa Stagione sia stata invitata come solista con il Concerto per pianoforte di Maurice Ravel, che suonerà diretta dal maestro Angius.

«Il 16 marzo siederò sul palco, al pianoforte, ma ho voluto abbonarmi per seguire anche tutti gli altri concerti dalla platea!», commenta Leonora. «L’abbonamento che l’OPV riserva ai giovani è un’opportunità straordinaria per far capire che la musica “Classica” non è uno “spauracchio per anziani”, ma è un serbatoio infinito di emozioni fortissime che non hanno età. E viverle con gli amici, trascorrendo insieme una bella serata, è il modo migliore di “Fare qualcosa di diverso”: lo consiglio a tutti!»

Leonora già è stata seguita da Marco, che a 24 anni frequenta l’ultimo anno di ingegneria; da Andrea, 19 anni, neo matricola dell’Università di Padova; da Arianna, 27 anni, che lavora in un negozio del centro.
Ma da Verona e Venezia si stanno muovendo anche i “Gafiri”, i Giovani Amici del Filarmonico e del Ristori, e gli “Juvenice”, i Giovani Amici della Fenice.
Tutti, neanche a dirlo, pronti a condividere l’informazione a colpi di hashtag: #OPV52 #teatridelsuono #faqualcosadidiverso.

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“Lezioni di Sabato. Ripetizioni di musica al Liviano”: sei appuntamenti da sabato 28 ottobre 2017 a sabato 17 marzo 2018 nell’ambito del cartellone dell’OPV

Il 52° cartellone musicale dell’Orchestra di Padova e del Veneto si impreziosisce di un’importante novità, le “Lezioni di sabato. Ripetizioni di musica al Liviano”: non più la “classica”  introduzione al programma del concerto, quanto piuttosto un approfondimento pomeridiano parallelo, impostato come “ripetizioni di musica”, tra le pareti affrescate della Sala dei Giganti.
L’iniziativa, nata dal successo delle Lezioni di suono, darà la possibilità al pubblico di riascoltare un brano eseguito durante il concerto, addentrandosi così in profondità nella partitura, grazie alla presenza di autorevoli figure della musicologia e della divulgazione musicale italiana, che, insieme all’Orchestra, daranno vita a percorsi di analisi capaci di coniugare il rigore del metodo con il piacere del racconto.

Si inizierà sabato 28 ottobre 2017 con la maestosa Sinfonia n. 9 in re maggiore di Gustav Mahler, “(vers. Simon)” l’ultima portata a termine compiutamente dal compositore; Daniele Spini – critico e divulgatore musicale, già direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai (1999-2006) – accompagnerà il pubblico insieme al direttore Marco Angius nella conoscenza dell’ultima e intensa fase creativa mahleriana, in un viaggio alla scoperta del mondo e del laboratorio compositivo del musicista.

La Scarlattiana di Alfredo Casella sarà al centro del secondo appuntamento, sabato 25 novembre 2017, in cui Ricciarda di Belgiojoso – giovane musicista e divulgatrice dai molteplici interessi, tra musica, arte e architettura – proporrà un confronto tra le Sonate di Domenico Scarlatti eseguite per l’occasione dal pianista Maurizio Baglini e la relativa orchestrazione di Casella, musicista provocatoriamente contrario al melodramma e fautore di un ritorno alla tradizione strumentale italiana.

Sabato 2 dicembre 2017, Sergio Durante – musicologo e professore ordinario di Filologia musicale all’Università di Padova – si addentrerà invece nelle cupe atmosfere del tardo capolavoro di Richard Strauss, Metamorphosen, Studio per 23 archi solisti concluso nell’aprile del 1945 a pochi giorni dalla fine del secondo conflitto mondiale, di cui riflette inevitabilmente il clima di totale distruzione.

Il pomeriggio di sabato 10 febbraio 2018 sarà ancora all’insegna di Gustav Mahler, con il musicologo e critico musicale Paolo Petazzi  che, affiancato dal direttore Andrea Pestalozza e dal basso Andrea Mastroni, ripercorrerà le cinque composizioni per voce e orchestra del ciclo dei Rückert-Lieder, venate di intimità crepuscolare e struggente lirismo.

Delle quattro versioni della Leonora solo la quarta oggi si esegue prima della rappresentazione teatrale del Fidelio, mentre le altre sono entrate nel repertorio da concerto come brani a sé stanti.
Che cosa succede a un pezzo quando si affranca dal suo contesto originario per vivere un destino indipendente?
La risposta verrà dalla quinta Lezione, il 24 febbraio 2018, quando il compositore Alessandro Solbiati metterà a confronto le tre Leonore “senza teatro”, con l’Ouverture definitiva del Fidelio.

L’invito del Maestro Marco Angius a non temere la modernità e a confrontarsi con essa sarà accolto sabato 17 marzo 2018 nella lezione conclusiva del ciclo, nella quale il compositore e divulgatore radiofonico e televisivo (Radio3, Rai 5) Francesco Antonioni svelerà i segreti di un caposaldo della letteratura musicale del Novecento, la Musica per archi, percussioni e celesta di Béla Bartók.

Le lezioni avranno luogo presso la Sala dei Giganti al Liviano alle ore 17.30.

Le “Lezioni di sabato. Ripetizioni di musica al Liviano” sono realizzate con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione del Veneto, del Comune di Padova, di Fondazione Antonveneta  dell’Università degli Studi di Padova.

Biglietti

Interi €8; ridotti under35 €3.
I biglietti sono acquistabili online attraverso il sito www.opvorchestra.it (solo biglietti interi), a partire da una settimana prima di ciascun concerto presso Gabbia (via Dante, 8) o il giorno del concerto al botteghino della Sala dei Giganti dalle ore 16.00.

Info
T 049 656848 · 656626
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OPV – Orchestra di Padova e del Veneto

OPV e Marco Angius 2016@Alessandra Lazzarotto

Fondata nell’ottobre 1966, in oltre 50 anni di attività OPV si è affermata come una delle principali orchestre italiane.
Unica Istituzione Concertistico-Orchestrale (I.C.O.) operante in Veneto, realizza circa 120 tra concerti e recite d’opera ogni anno, con una propria stagione a Padova, concerti in Regione, per le più importanti Società di concerti e Festival in Italia e all’estero.
Dal 1983 la direzione artistica e musicale dell’Orchestra è stata affidata a Peter Maag (direttore principale, 1983-2001), Bruno Giuranna, Guido Turchi, Mario Brunello (direttore musicale, 2002-2003), Filippo Juvarra. Nel settembre 2015 Marco Angius ha assunto l’incarico di direttore musicale e artistico.
Nella sua lunga vita artistica OPV annovera collaborazioni con i nomi più insigni del concertismo internazionale, tra i quali si ricordano S. Accardo, M. Argerich, V. Ashkenazy, R. Chailly, R. Goebel, P. Herreweghe, C. Hogwood, S. Isserlis, L. Kavakos, T. Koopman, A. Lonquich, R. Lupu, M. Maisky, Sir N. Marriner, V. Mullova, O. Mustonen, A.S. Mutter, M. Perahia, I. Perlman, S. Richter, M. Rostropovich, K. Zimerman.
Negli ultimi anni L’Orchestra si è distinta anche nel repertorio operistico, riscuotendo unanimi apprezzamenti in diversi allestimenti di opere di Mozart, Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, e Poulenc.
Nella Stagione 2015/2016, su ideazione di Marco Angius, OPV ha ospitato Salvatore Sciarrino come compositore in residenza realizzando il primo ciclo di Lezioni di suono per Rai5, esperienza che si è poi rinnovata nella Stagione 2016/2017 con Ivan Fedele.
Sempre nel 2016, l’esecuzione integrale delle Sinfonie di Beethoven dirette da Angius nell’ambito del “Ludwig Van Festival” è stata accolta da un eccezionale consenso di pubblico e di critica.
OPV è protagonista di una vastissima attività discografica che conta più di 60 incisioni per le più importanti etichette.
È sostenuta da Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione del Veneto e Comune di Padova.

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Apre il prossimo 26 ottobre “Teatri del suono”, la nuova stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto concepita dal maestro Marco Angius

Dopo Il suono molteplice, la nuova Stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto, firmata dal direttore artistico e musicale Marco Angius, si presenta con un titolo che disegna la mappa dei dodici concerti in cartellone: Teatri del suono.
La Stagione è realizzata con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione del Veneto, del Comune di Padova e di Fondazione Antonveneta.

«La Stagione che proponiamo – continua il Maestro Marco Angiusè teatro musicale in versione sinfonica, cioè un teatro affidato alla forza rappresentativa del puro suono. Teatro da ascoltare, non da vedere, perché la musica è drammatizzazione del suono, e il suono ha una sua autonoma capacità di esprimersi, di agire sull’ascoltatore. Ecco perché il compositore in residenza della Stagione sarà Giorgio Battistelli, figura di spicco della drammaturgia musicale internazionale. Ed ecco perché il cartellone offre musiche che sono la sintesi di opere liriche (le tre Leonore del Fidelio di Beethoven, i Sette Intermezzi da Il suono giallo di Solbiati), di balletti (il Pulcinella di Stravinsky) o di colonne sonore per il cinema (l’Hamlet Suite di Shostakovich), insieme a brani per voce recitante e orchestra dove gli strumenti sono personaggi a loro volta (Pierino e il lupo di Prokofiev, ma anche l’Ode a Napoleone Bonaparte di Schönberg). Mi preme sottolineare che tutti i programmi hanno un’impostazione spavaldamente novecentesca, non solo per rinnovare il repertorio e il profilo artistico dell’OPV, ma anche per invitare il pubblico a non temere la modernità e l’attualità dell’arte».

L’ouverture di un’opera lirica come ouverture di una Stagione sinfonica: sarà l’ultima versione della Leonora di Beethoven – l’Ouverture del Fidelio – a inaugurare i Teatri del suono dell’OPV, giovedì 26 ottobre 2017, in un programma diretto da Marco Angius dove al preludio beethoveniano farà seguito, come esempio della trasformazione della sinfonia in teatro musicale, la Sinfonia n. 9 di Mahler nella versione di Klaus Simon.
80 minuti di musica in cui ogni movimento sinfonico è come un atto d’opera: prosegue così quel Percorso Mahler che ha già consentito a OPV di affrontare in edizioni speciali – come avveniva nelle società di concerti dei tempi di Mahler – la Prima, la Seconda e la Quarta Sinfonia, oltre all’Adagio della Decima.

La seconda data della Stagione, giovedì 9 novembre, vedrà al fianco di Marco Angius un attore e giullare tra i più originali e irriverenti della scena italiana: Paolo Rossi.
L’occasione sarà Pierino e il lupo di Prokofiev, dove il teatro non è solo quello della voce recitante, ma anche quello degli strumenti d’orchestra in quanto personaggi della storia.
Paolo Rossi avrà carta bianca nel rileggere secondo il proprio estro una fiaba musicale universalmente nota – e il risultato sarà, c’è da scommetterci, un Paolino e il lupo, inedito e irresistibile.
Ricordando che Prokofiev, straordinario pianista, era soprannominato “lo Chopin cosacco”, completano il programma altri due autori russi, o meglio, altre due riletture d’autore: Stravinsky che orchestra il Notturno n. 2 di Chopin e Shostakovich con la colonna sonora per il film Hamlet di Kozintsev.
Il concerto sarà replicato il sabato successivo per la Stagione dei Pomeriggi Musicali di Milano.

Ancora Stravinsky, e ancora una suite, per il terzo concerto del cartellone, giovedì 23 novembre: il Pulcinella (riscrittura di musiche di Pergolesi) sarà seguito dalla Scarlattiana di Casella (divertimento su temi di Domenico Scarlatti) e dalla Sinfonia n. 1 di Prokofiev (geniale omaggio alla tradizione viennese e, in particolare, alla musica di Haydn).
Un programma tipicamente neoclassico, dove il Novecento rilegge (e riscrive) il Settecento, con la direzione di Francesco Angelico (da poco nominato direttore musicale del Teatro di Kassel in Germania) e con Maurizio Baglini al pianoforte.

L’1 dicembre sarà la volta di Luigi Piovano, primo violoncello dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, che con OPV si esibirà nella doppia veste di direttore e solista: il programma associa al Concerto n. 1 per violoncello di Shostakovich uno degli ultimi capolavori di Richard Strauss, Metamorphosen, riflessione sulla tradizione strumentale tedesca e testamento spirituale del grande compositore.

Per il tradizionale concerto di Natale (fuori abbonamento), in programma giovedì 14 dicembre presso la Basilica di S. Antonio: la musica universale di Bach (la Suite n. 3, con la celeberrima Aria, e la Cantata n. 51 per soprano, tromba e orchestra) si alternerà alla musica d’Inghilterra (la Fantasia su un tema di Thomas Tallis di Ralph Vaughan Williams e la Ciaccona in sol minore di Purcell nell’arrangiamento novecentesco di Britten) con la direzione di Filippo Maria Bressan e la partecipazione del soprano Giulia Bolcato e di Simone Lonardi, prima tromba dell’OPV.

La seconda parte della Stagione inizierà giovedì 25 gennaio 2018 con un programma che propone due capolavori tra i più amati dal pubblico, così fecondi da prestarsi (o resistere) a infinite riletture, comprese quelle del cinema e del rap: la Sinfonia n. 5 di Beethoven e il Concerto per violino e orchestra di Tchaikovsky, con la direzione di Gaetano D’Espinosa e il violino solista di Valeriy Sokolov.

Il programma di giovedì 8 febbraio, diretto da Andrea Pestalozza con la partecipazione del pianista Emanuele Arciuli e del basso Andrea Mastroni (fresco di debutto al Metropolitan di New York), tra i molti motivi d’interesse ha quello di presentare un’altra forma di drammaturgia, il Lied, in una versione allargata, cioè orchestrale.
Il più grande liederista di sempre, Franz Schubert, sarà proposto nella veste di sinfonista: la celebre “Incompiuta” sarà accostata ai Rückert-Lieder di Mahler, eseguiti per la prima volta dall’OPV nella versione per voce e orchestra del compositore stesso.
A collegare Schubert e Mahler sarà Schönberg, pupillo di Mahler, per un ideale passaggio di consegne dalla prima alla seconda scuola di Vienna: l’Ode a Napoleone Bonaparte è un pezzo dodecafonico dove la voce non canta, bensì recita un testo di Byron scritto nel 1814 per la caduta di Napoleone e ripreso da Schönberg nel 1942, cioè nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, per alludere alla tirannide di Hitler.

Giovedì 22 febbraio, sotto la direzione di Marco Angius, i Teatri del suono accosteranno la Sinfonia n. 7 di Beethoven alla terza versione della Leonora e agli Intermezzi strumentali di un’opera contemporanea, appositamente riveduti per l’OPV dal compositore Alessandro Solbiati e dunque presentati in prima esecuzione assoluta: il suono senza testo, in questo caso, sarà Il suono giallo di Kandinskij, che anche Schönberg aveva pensato di mettere in musica, inseguendo quell’ideale di fusione delle arti (pittura, musica, letteratura) che accomuna le avanguardie storiche del Novecento.

A seguire, due graditi ritorni: giovedì 15 marzo la pianista Leonora Armellini (che nel prossimo agosto sarà tra i concorrenti della fase finale del prestigioso concorso Busoni) per il Concerto in sol di Ravel, in un programma che include la Musica per archi, percussioni e celesta di Bartók e – novità assoluta – un brano commissionato dall’OPV al compositore in residenza Giorgio Battistelli; giovedì 22 marzo il direttore Roland Böer si cimenterà nella seconda versione della Leonora beethoveniana, la Serenata n. 1 di Brahms e accompagnerà il debutto di Francesco D’Orazio come solista con l’OPV nel Concerto per violino e orchestra di Ligeti.

Il concerto di giovedì 12 aprile sarà cucito su misura per il virtuosismo poliedrico di Olli Mustonen, artista finlandese che si esibirà nella triplice veste di compositore, direttore e pianista: al suo Trittico per archi seguiranno il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra di Beethoven e la Sinfonia n. 5 di Sibelius.

Gli ultimi due concerti della Stagione saranno il frutto di due ormai collaudate collaborazioni dell’OPV: quella con il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française di Venezia e quella con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano.

Giovedì 19 aprile l’OPV saluterà il suo pubblico eseguendo un programma incentrato sulla Sinfonia in do maggiore di Bizet e – per restare in tema di drammaturgia musicale – sulla riscoperta di una scena lirica per soprano, tenore e orchestra di Gounod, Marie Stuart et Rizzio, che vedrà protagoniste le voci del soprano Gabrielle Philiponet e del tenore Enguerrand De Hys.
I due brani saranno preceduti da un pezzo di Marcello Panni, che sarà anche il direttore del concerto, Dalla Terra del Rimorso, con la partecipazione della violinista Myriam Dal Don.

Venerdì 4 maggio, in nome della reciproca ospitalità, il concerto di chiusura della Stagione sarà affidato all’Orchestra I Pomeriggi Musicali diretta da Massimiliano Caldi, con Alexander Gadjiev solista al pianoforte.
Ancora una volta, modernità e tradizione a confronto: in programma i Tre pezzi in stile antico per orchestra d’archi del compositore polacco Henryk Górecki, il Trittico botticelliano di Respighi e il Concerto per violino e orchestra di Beethoven nella trascrizione che il compositore stesso realizzò per il pianoforte.

Diceva Nietzsche che l’udito è “l’organo del timore”, da cui deriva il carattere della musica come “arte della notte e della penombra”: quello che l’OPV rivolge al suo pubblico è precisamente l’invito a non avere paura del suono, e ad assecondare la prodigiosa forza di rappresentazione che il suono evoca e sprigiona.

Lezioni di sabato

I concerti della Stagione si tengono, di norma, il giovedì, ma alcuni programmi del 52° cartellone forniranno materiale di studio per le Lezioni di sabato.
Ripetizioni di musica al Liviano, una nuova formula divulgativa in orario pomeridiano che deriva dalle fortunate Lezioni di suono, di cui il ciclo costituirà anche una speciale anteprima.
La prima Lezione si terrà il 28 ottobre 2017 e sarà affidata a Daniele Spini.
OPV proporrà una seconda volta la Sinfonia n. 9 di Mahler: non una semplice replica, ma un vero e proprio ripasso, confidenziale nel tono quanto rigoroso nel metodo.
La Scarlattiana di Casella sarà l’occasione del secondo appuntamento, sabato 25 novembre 2017, dove Ricciarda di Belgiojoso proporrà un confronto tra le Sonate di Scarlatti e la relativa orchestrazione di Casella, musicista provocatoriamente contrario al melodramma e fautore di un ritorno alla tradizione strumentale italiana.
Metamorphosen di Strauss, nella sua peculiare natura di Studio per 23 archi solisti (come recita il sottotitolo), sarà l’oggetto del terzo incontro, sabato 2 dicembre 2017, sotto la guida di Sergio Durante.
Nel quarto appuntamento, sabato 10 febbraio 2018, il relatore ospite sarà Paolo Petazzi e l’argomento della lezione saranno i Rückert-Lieder di Mahler, per un confronto ravvicinato tra la versione originale per canto e pianoforte, e quella orchestrale dell’autore.
Delle quattro versioni della Leonora solo la quarta oggi si esegue prima della rappresentazione teatrale, mentre le altre sono entrate nel repertorio da concerto come brani a sé stanti.
Che cosa succede a un pezzo quando si stacca dal suo contesto per vivere un destino indipendente? La risposta verrà dalla quinta Lezione, il 24 febbraio 2018, quando Giorgio Pestelli metterà a confronto le tre Leonore “senza teatro”, con l’ouverture definitiva del Fidelio.
L’ultima delle Lezioni di sabato, il 17 marzo 2018, sarà dedicata alla Musica per archi, percussioni e celesta di Bartók e sarà tenuta dal compositore Francesco Antonioni.

Lezioni di suono

Dopo Salvatore Sciarrino e Ivan Fedele, il compositore in residenza per la Stagione 2017/2018 sarà Giorgio Battistelli, cui OPV ha commissionato un nuovo lavoro che verrà eseguito in prima assoluta il 15 marzo 2018.
Battistelli sarà anche il protagonista della nuova serie di Lezioni di suono nella primavera del 2018.
Le Lezioni, in programma il 28 marzo, il 9 maggio e il 23 maggio 2018 alla Sala dei Giganti al Liviano in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, prenderanno il via dal Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi, di cui Battistelli ha recentemente elaborato un nuova versione, per arrivare al monodramma L’imbalsamatore (2002, da Renzo Rosso).
Il perno centrale delle Lezioni sarà costituito da un connubio cruciale nell’opera di Battistelli: ideazione e narrazione.
Continua così il percorso incrociato che connette il nostro presente a un passato misterioso e completamente da reinventare.

Info:
www.opvorchestra.it
tel. 049 656848

Ufficio stampa
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L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e le Edizioni Curci insieme per l’editoria musicale

Nota come la più antica e prestigiosa istituzione musicale al mondo, da diversi decenni l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è attiva anche sul versante editoriale sia relativamente a pubblicazioni di musicologia, sia per quanto riguarda testi rivolti a piccoli lettori.
Nomi eccellenti dell’editoria per ragazzi come Roberto Piumini, Janna Carioli, Mela Cecchi, Luigi Dal Cin, Sabina Colloredo, Manuela Salvi, Patrizia Roncaglia, Mauro Neri, Patrizia Rinaldi hanno raccontato storie che nella trama nascondono un filo musicale.
Prestigiose anche le collaborazioni con compositori che hanno arricchito i testi di musiche originali (Fabrizio de Rossi Re, Ambrogio Sparagna, Enrico Blatti), e le voci (Paolo Poli, Mela Cecchi, Marco Presta, Danilo Bertazzi) che hanno letto i testi nei cd audio allegati.
Tre le collane, I Gusci, Fuori dal Guscio e i Gusci Teen, rivolte alle diverse fasce d’età a partire dai 6 anni.

Un materiale pregiato che verrà ulteriormente valorizzato da un accordo di coedizione appena stipulato tra l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e le Edizioni Curci di Milano.
La collaborazione proseguirà la pubblicazione di nuovi volumi delle collane a carattere divulgativo e prevede l’avvio di nuove collane didattiche rivolte a operatori del settore (musicisti e docenti delle scuole a indirizzo musicale).
La lunga esperienza e la riconosciuta autorevolezza delle Edizioni Curci unita alla secolare rilevanza culturale e istituzionale dell’Accademia di Santa Cecilia costituiscono le condizioni ideali per una proficua cooperazione.
Le Edizioni Curci si occuperanno anche della distribuzione esclusiva del catalogo editoriale dell’Accademia.

Le pubblicazioni edite dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia sono pensate per diffondere la conoscenza della musica presso il più ampio pubblico, inclusi i bambini e i ragazzi, con volumi e collane di libri, cd e dvd divulgativi, così come per approfondire la ricerca musicologica e la conoscenza del proprio patrimonio attraverso volumi, collane e periodici specialistici.
Facsimili, fonti, repertori, saggistica, iconografia, sono i contenuti su cui poggiano le cinque serie della collana “L’arte armonica”.
Dal 1972 l’Accademia pubblica saggi di musicologia in lingua originale sulla rivista semestrale “Studi musicali” e dal 2007 tre collane di libri e audiolibri sulla musica e gli strumenti musicali (I Gusci, Fuori dal Guscio e i Gusci Teen) dedicate ai bambini e ai ragazzi.

Le Edizioni Curci sono state fondate nel 1860, un anno prima dell’Unità d’Italia. Nella loro lunga e gloriosa storia sono diventate un punto di riferimento per generazioni di musicisti, studenti e professori di Conservatori e scuole di musica, grazie al contributo di compositori e interpreti quali Alfred Cortot, Igor Stravinskij, Edwin Fischer, Artur Schnabel, Alfredo Casella, Franco Gulli.
Il suo catalogo oggi vanta oltre 4000 titoli tra spartiti, metodi, opere di saggistica, biografie e libri di interesse musicale.
In esso figurano celebri compositori di musica classica, operistica e da concerto come Pietro Mascagni, Francesco Cilea, Ildebrando Pizzetti, Franco Mannino, Astor Piazzolla e, più recentemente, Mario Castelnuovo-Tedesco.

Tra i fiori all’occhiello, il marchio “Curci Young” che dal 2000 avvicina alla musica anche il pubblico dei non specialisti, grazie a un approccio fresco e accattivante e a percorsi di studi originali e costantemente aggiornati.
Ne fanno parte best seller quali Perché Beethoven lanciò lo stufato? di Steven Isserlis e serie di grande successo come Alla scoperta dei compositori, Alla scoperta degli strumenti musicali e Ma che musica!, rivolta ai bambini da 0 a 6 anni e fondata sull’innovativa didattica Music Learning Theory del professore americano Edwin E. Gordon.
Del vasto catalogo di libri illustrati con cd fanno parte anche: Magia dell’Opera- Alla scoperta del melodramma di Cecilia Gobbi; Su il sipario di Cristina Bersanelli e Gabriele Clima; Le fiabe del jazz di Claudio Comini e Roberto Piumini.
Nel 2017 Mr Gerswhin – I grattacieli della musica di Susie Morgenstern ha ricevuto il prestigioso “Premio Andersen” come miglior libro divulgativo.
Non meno ricca e autorevole la sezione dedicata alla didattica, che presenta le metodologie più avanzate, italiane e internazionali.
Il catalogo annovera autori quali Remo Vinciguerra, Vito Nicola Paradiso, Paola Bertassi, Antonella Aloigi Hayes, Giulietta Capriotti, e comprende spartiti e metodi per strumento tra i più diffusi nei Conservatori e nelle scuole di musica.

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Domenica 22 ottobre la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti si inaugura con l’ensemble “Il Giardino Armonico”, diretto da Giovanni Antonini e la violinista Isabelle Faust

Domenica 22 ottobre, alle ore 20.30, la Stagione Concertistica della Associazione Alessandro  Scarlatti inaugura presso il Teatro Sannazaro (via Chiaia, 157 – Napoli), che ospiterà i 23 concerti previsti fino ad aprile 2018.
Il concerto d’inaugurazione è affidato alla violinista Isabelle Faust e all’Ensemble “Il Giardino Armonico”, diretto da Giovanni Antonini, che recentemente hanno inciso per la casa discografica Harmonia Mundi l’integrale dei concerti di Mozart, vincendo il Gramophone Awards 2017.

In programma ci saranno il primo e l’ultimo dei 5 concerti per violino di Mozart, tutti composti nello stesso anno 1775.
Isabelle Faust chiarisce questa scelta: “Amo l’idea di mostrare l’incredibile progresso che ci fu nell’arco di pochissimi mesi nel modo mozartiano di scrivere concerti. Mozart corre forte nella composizione, raggiungendo nel Quinto un acme di bellezza”.
Completano il programma due sinfonie di Haydn, autore cui Il Giardino Armonico sta dedicando particolare attenzione, all’interno di un progetto che prevede l’incisione di tutte le sue sinfonie entro il 2032.
“Haydn ha scritto 104 sinfonie ed è in corso il monumentale progetto discografico, o la missione, di inciderle tutte con la collaborazione della Fondazione Joseph Haydn di Basilea, con l’etichetta indipendente Alpha e anche grazie all’intervento di un mecenate belgaspiega Giovanni Antonini, flautista e fondatore de Il Giardino Armonico – L’iniziativa, di cui sono direttore artistico, è stata denominata “Haydn2032”: l’intento, o la speranza, è pubblicare l’integrale delle sinfonie entro il 2032, celebrando così il trecentesimo anniversario della nascita del compositore, che cade in quell’anno.
Il Giardino Armonico si è formato a Milano nel 1985 ed è tra i più apprezzati gruppi musicali specializzati nell’esecuzione con strumenti d’epoca, uno degli ensemble più creativi, e al tempo stesso più rigorosi, di musica barocca in circolazione nel mondo, in una continua ricerca filologica che garantisce grande attenzione e rispetto verso le partiture originali.
Dopo aver vinto i prestigiosi concorsi Leopold Mozart e Paganini in tenera età Isabelle Faust è stata invitata a suonare con le orchestre più importanti del mondo, tra cui Berliner Philharmoniker, Orchestra of the Age of Enlightenment, Boston Symphony Orchestra, NHK Symphony Orchestra di Tokyo. I
l suo repertorio spazia dalle opere di Bach a compositori contemporanei quali Ligeti, Lachenmann e Widmann, sia in qualità di musicista da camera sia come solista con prestigiose orchestre o ensemble d’epoca.
Isabelle Faust suona lo Stradivari ‘Bella Addormentata’ (1704) “Per centocinquant’anni fu dimenticato nella casa di un’aristocratica famiglia in Germania senza che nessuno lo toccasse. Quando nel ventesimo secolo venne alla luce, lo definirono “The Sleeping Beauty”. È rifinito, flessibile, versatile. Ha corde di budello che oggi non si usano più e sono molto più adatte a Mozart rispetto a quelle di metallo adottate nei violini costruiti adesso”.

Costo del biglietto
Intero Platea e palchi I fila: 18 Euro
Intero Palchi II e III fila: 13 Euro
Ridotto (fino a 30 anni): 13 Euro
Last minute (fino a 25 anni, da 1 ora prima del concerto): 5 Euro

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Domenica 22 ottobre, ore 20.30 – Teatro Sannazaro (Napoli)

Isabelle Faust, violino
Il Giardino Armonico
Giovanni Antonini, direzione

Programma

Franz Joseph Haydn (1732 – 1809): Sinfonia in sol maggiore Hob. I:47 “Palindrome”

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791): Concerto per violino e orchestra n.1 in si bemolle maggiore K. 207

Franz Joseph Haydn: Sinfonia in fa minore Hob. I:49 “La Passione”

Wolfgang Amadeus Mozart: Concerto per violino e orchestra n.5 in la maggiore K. 219

Isabelle Faust

Foto Felix Broede

Isabelle Faust cattura l’attenzione dei suoi ascoltatori grazie a profonde e fedeli interpretazioni, basate su un’approfondita conoscenza del contesto storico delle opere ma anche su una puntuale attenzione all’attuale prassi esecutiva.
In giovane età Isabelle Faust è stata vincitrice dei prestigiosi concorsi Leopold Mozart e Paganini ed è stata in seguito invitata ad esibirsi con le principali orchestre del mondo, tra cui i Berliner Philharmoniker, la Boston Symphony Orchestra, la Sinfonica NHK di Tokyo, la Freiburger Barockorchester e la Chamber Orchestra of Europe.
Il 2016 segna il suo primo anno in qualità di “Artistic partner” della Mahler Chamber Orchestra.
Isabelle Faust si esibisce in un repertorio molto ampio che spazia da J. S. Bach fino ai compositori contemporanei quali Ligeti, Lachenmann e Widmann.
Sempre desiderosa di esplorare nuovi orizzonti musicali, Isabelle Faust è a suo agio sia come musicista da camera sia come solista delle più importanti orchestre sinfoniche e da camera.
A testimonianza della sua versatilità, in aggiunta ai grandi concerti del repertorio classico Isabelle Faust interpreta anche opere quali i “Kafka Fragments” di Kurtag con la soprano Anna Prohaska o l’Ottetto di Schubert su strumenti d’epoca.
Nell’arco delle prossime stagioni suonerà in prima esecuzione numerose nuove opere per violino e orchestra, tra cui concerti di compositori quali Ondrej Adamek, Marco Stroppa, Oscar Stranoy e Beat Furrer.
Nel corso della sua carriera Isabelle Faust si è esibita o ha registrato regolarmente con rinomati direttori d’orchestra quali John Eliot Gardiner, Philippe Herreweghe, Daniel Harding, Bernhard Haitink e Andris Nelsons.
Negli ultimi anni Isabelle Faust ha sviluppato una intensa collaborazione con il compianto Claudio Abbado, suonando e registrando sotto la sua direzione.
Il loro CD con i Concerti per violino di Beethoven e Berg con l’Orchestra Mozart ha ricevuto un “Diapason d’or” (Francia), un “Echo Klassik” (Germania), un “Gramophone Award 2012” (Gran Bretagna) così come un “Record Academy Award” (Giappone).
Isabelle Faust ha inciso diversi dischi per l’etichetta Harmonia Mundi insieme al suo partner abituale Alexander Melnikov.
Questi includono il loro ultimo album con le Sonate per violino e pianoforte di Brahms e precedentemente i Trii per pianoforte di Schumann.
La registrazione dei Concerti per violino di Mozart con Il Giardino Armonico e Giovanni Antonini e delle sonate per violino e fortepiano con Kristian Bezuidenhout sono stati pubblicati nella stagione 2016/17.

Il Giardino Armonico
Il Giardino Armonico, fondato a Milano nel 1985 e diretto da Giovanni Antonini, è oggi uno dei più noti e apprezzati gruppi specializzati nell’esecuzione con strumenti originali.
L’organico varia da tre a trenta musicisti secondo le esigenze di partitura, e il repertorio è incentrato soprattutto sulla musica strumentale e vocale del Sei e Settecento.
Il Giardino Armonico è regolarmente ospite delle più importanti sale da concerto e festival internazionali, prendendo parte anche a numerose produzioni operistiche tra cui “L’Orfeo” di Monteverdi, “La serva padrona” di Pergolesi, “Ottone in Villa” di Vivaldi e “Agrippina”, “Il Trionfo del Tempo e del Disinganno” e “La Resurrezione” di Händel e infine “Giulio Cesare in Egitto” con Cecilia Bartoli al Festival di Salisburgo nel 2012.
Il Giardino Armonico affianca alla concertistica una non meno intesa attività discografica.
Per molti anni ha inciso in esclusiva per Teldec Classics, conseguendo grande successo e ricevendo numerosi riconoscimenti internazionali per le registrazioni di musiche di Vivaldi, Bach e altri compositori del Settecento.
Per la casa discografica francese Naïve sono stati pubblicati “La Casa del Diavolo”, i Concerti per violoncello di Vivaldi con Christophe Coin, e in seguito l’opera “Ottone in Villa” di Vivaldi, disco premiato con il Diapason d’Or nel 2011.
Sono inoltre da ricordare i Concerti per violino di Vivaldi con Viktoria Mullova per l’etichetta inglese Onyx.
Dopo il successo di The Vivaldi Album realizzato nel 2000 con Cecilia Bartoli per Decca Classics (premiato con il Grammy Award), il gruppo ha realizzato in esclusiva con Decca/L’Oiseau-Lyre l’integrale dei Concerti Grossi op. VI di Händel e la cantata “Il Pianto di Maria” con Bernarda Fink.
Nel 2009 una nuova collaborazione con Cecilia Bartoli ha portato alla realizzazione di Sacrificium (Decca), disco di platino in Francia e Belgio e premiato del Grammy Award.
Sempre per Decca sono stati pubblicati gli album “Alleluia” (marzo 2013) e “Händel in Italy” (ottobre 2015) con il soprano Julia Lezhneva, entrambi con grande successo di pubblico e critica.
Con l’etichetta Alpha Classics – Outhere Music Group nel 2016 l’ensemble ha pubblicato Serpent & Fire con Anna Prohaska ricevendo nel 2017 l’ICMA “baroque vocal” e l’album Telemann (CD e LP) vincendo il Diapason d’Or nel gennaio 2017.
La registrazione di cinque Concerti per violino di Mozart con Isabel Faust segna l’intensa collaborazione con la grande violinista (Harmonia Mundi, 2016).
L’ensemble partecipa inoltre al progetto ventennale Haydn2032 a favore del quale è stata creata la Haydn Stiftung Basel per sostenere l’incisione dell’integrale delle Sinfonie di Haydn (Alpha Classics), insieme ad una serie di concerti in alcune capitali europee con programmi tematici incentrati su questo affascinante repertorio. Nel novembre 2014 è stato pubblicato il primo album “La Passione” vincendo l’Echo Klassik nel 2015.
“Il Filosofo”, realizzato nel 2015 è stato Choc Classica de l’Année.
Il terzo volume “Solo e Pensoso” (agosto 2016), e il quarto “Il Distratto” (marzo 2017) sono disponibili anche in LP.
L’ensemble ha collaborato con artisti di fama internazionale, tra i quali Giuliano Carmignola, Sol Gabetta, Katia e Marielle Labèque e Giovanni Sollima.
I progetti futuri includono una nuova tournée e la registrazione de “La Morte della Ragione”: un progetto incentrato sulla nascita della sensibilità barocca in Europa, che al contempo ricerca di una nuova esperienza di ascolto.
Nel 2018 proseguirà inoltre la collaborazione con la violinista Patricia Kopatchinskaja con un nuovo programma che sperimenta la feconda tensione tra passato e futuro, accostando l’accuratezza filologica alla musica contemporanea.

Giovanni Antonini
Nato a Milano, compie gli studi musicali presso la Civica Scuola di Musica e si perfeziona presso il Centre de Musique Ancienne di Ginevra.
È tra i fondatori dell’ensemble Il Giardino Armonico che dirige stabilmente dal 1989 e con il quale ha tenuto concerti in tutta Europa, Stati Uniti, Canada, Sud America, Australia, Giappone e Malesia, sia come direttore sia come solista al flauto dolce e flauto traverso barocco.
Ha collaborato con artisti di fama internazionale quali Cecilia Bartoli, Isabelle Faust, Viktoria Mullova, Giuliano Carmignola, Giovanni Sollima, Sol Gabetta, Katia e Marielle Labèque, Kristian Bezuidenhout.
Noto per la sua raffinata interpretazione del repertorio classico e barocco, è invitato regolarmente come direttore ospite presso le orchestre più prestigiose come i Berliner Philharmoniker, Concertgebouworkest di Amsterdam, Tonhalle di Zurigo, Mozarteumorchester Salzburg, Orquesta Nacional de España, Gewandhaus Orchester di Lipsia, Kammerorchester Basel.
È stato inoltre invitato a dirigere presso il Teatro alla Scala di Milano (Alcina, 2009), il Festival di Salisburgo (Giulio Cesare in Egitto, 2012; Norma, 2013 e 2015), il Teatro dell’Opera di Zurigo (Alcina, 2014 e 2016; Le Nozze di Figaro, 2016; dirigerà Idomeneo, re di Creta nel 2018).
In ambito discografico sono numerosi i progetti realizzati con Il Giardino Armonico, tra i quali spiccano le incisioni per Teldec Classics dedicate a Vivaldi (da ricordare Le Quattro Stagioni), J. S. Bach (Concerti Brandeburghesi), Biber, Locke e ad altri compositori del Settecento.
Per Naïve ha inciso l’opera “Ottone in Villa” di Vivaldi.
Negli ultimi anni con Il Giardino Armonico e con la partecipazione di importanti solisti ha pubblicato con Decca Classics, Harmonia Mundi e Alpha Classics – Outhere Music group.
Ha registrato “Norma” di Bellini con Cecilia Bartoli (Decca Classics, 2013).
Per Sony BMG l’integrale delle Sinfonie di Beethoven con la Kammerorchester Basel, di cui sono già state pubblicate le prime otto.
Da settembre 2013 Giovanni Antonini è Direttore Artistico del Festival Internazionale Wratislavia Cantans di Breslavia (PL), dove è stato insignito del Wroclaw Music Award (categoria musica classica) per l’elevata qualità artistica della programmazione.
E’ inoltre direttore artistico e musicale di Haydn2032, il progetto ventennale per cui è stata creata la Haydn Stiftung Basel e che prevede la registrazione integrale delle Sinfonie di F.J. Haydn con Il Giardino Armonico e la Kammerorchester Basel (etichetta Alpha Classics – Outhere Music group)
I primi quattro volumi sono stati realizzati con Il Giardino Armonico: La Passione (novembre 2014), Il Filosofo (maggio 2015), Solo e pensoso (agosto 2016), Il Distratto (marzo 2017).
L’Homme de Génie, il primo volume inciso con la Kammerorchester Basel, sarà pubblicato nel 2017.
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