Giovedì 12 luglio il duo Barbarulo-Milite ospite dei “Concerti d’Estate di Villa Guariglia in Tour”

Stasera, alle ore 21, ci si ritroverà tra i marmi della Chiesa di Santa Maria delle Grazie in Raito ed è qui che s’incontreranno e scontreranno due strumenti simbolo del dionisiaco e dell’apollineo, il flauto di Michele Barbarulo e l’arpa di Valentina Milite, in un programma in cui si intrecceranno le trame severe di Bach con quelle sinuose di Ravel e Piazzolla, un raffinato récital dedicato al pubblico della XXI edizione dei “Concerti d’Estate di Villa Guariglia in tour”, firmata da Antonia Willburger e promossa dal Cta.
Scorrendo la produzione strumentale di Johann Sebastian Bach ed osservando il suo confrontarsi con generi e forme sempre differenti, v’è da credere che egli pensasse innanzitutto a misurarsi con se stesso.
Opere in cui sentiamo vibrare come l’eco di una scommessa, un’alea baldanzosamente giovanile, che ha i suoi poli sensibili nella bravura del compositore e nello sbalordimento partecipe, entusiasta del Principe venticinquenne che segue, e, quando può, suona di persona: “ Anche il violoncello, Bach? Anche il flauto?…” Ecco le tre Sonate per flauto e cembalo BWV 1030-1031-1032che cacciano nel museo tutte le precedenti opere per flauto e basso numerato», ha osservato Piero Buscaroli), laddove la tastiera non è più solo un supporto armonico allo strumento a fiato o ad arco, ma un autentico e dialogante partner alla pari.
Il duo Barbarulo-Milite ha scelto di principiare la serata con il movimento, Siciliano, della Sonata per flauto e clavicembalo BWV 1031 di Johann Sebastian Bach, che gli ultimi studi hanno attribuito al figlio Carl Philipp Emanuel.
Il cullante tema in 6/8, affidato alla parte superiore, viene accompagnato dalla costante presenza delle semicrome, mentre nel basso le semiminime scandiscono con regolarità le lineari transizioni armoniche.
Fra le tante figure, simboli ed archetipi, che nel corso dei secoli hanno contribuito a incrementare la produzione musicale, deve indubbiamente annoverarsi l’arabesco, che con la sua sinuosità e geometrica perfezione si è rivelato prolifico dispensatore di suggestioni, spingendo non pochi compositori a trarvi spunto per ideare le proprie opere.
Elemento decorativo per eccellenza, l’arabesco assume originale ed assoluta rilevanza nella poetica di Claude Debussy, che gli dedica i Deux Arabesques composti nel 1891.
La Première Arabesque, che ascolteremo stasera, è indiscutibilmente uno dei brani più noti di Debussy, e in assoluto.
In forma tripartita, prende avvio da eleganti arpeggi che si proiettano verso l’acuto per subito inabissarsi, quasi animati da una forza arcana che pare eleggerli a sacra congiunzione fra cielo e terra, in un gioco intellettuale che, se condotto all’estremo, può, incredibilmente e indelebilmente, caricarsi di avvolgente pathos.
Riguardo al Pièce en forme de habanera è una trascrizione di un brano per canto e pianoforte intitolato Vocalise — étude en forme de habanera composto da Maurice Ravel nel marzo 1907.
È una composizione che non ha le velleità del capolavoro, nata su commissione di un maestro di canto del conservatorio di Parigi, che voleva far familiarizzare i suoi allievi con le abitudini melodiche del canto contemporaneo.
Seguirà la celeberrima Meditation da Thaïs, solo per violino e orchestra, un entr’acte tra la scena in cui si è svolto l’incontro tra Thaïs e Athanaël e la decisione della donna di lasciare la sua precedente vita per consacrarsi al Signore.
Jules Massenet indica il brano come Andante religioso nel senso che esso deve essere in grado di rendere, musicalmente, l’emozione della conversione di un’anima.
Il brano è introdotto dall’arpa su cui entra il solo, stavolta del flauto, con il motivo della melodia che viene ripetuto due volte, segnata da un andamento animato, che diventa a poco a poco appassionato fino a raggiungere il climax della composizione in un poco più appassionato.
La prolificità compositiva nell’ambito del teatro musicale di Gaetano Donizetti è ben nota.
Non tutti sanno, però, che il suo catalogo comprende anche un centinaio di composizioni strumentali per svariati organici, tra cui la Sonata bipartita per violino e arpa, in sol minore, datata 1823.
Il pezzo costituisce probabilmente una sorta di captatio benevolentiae nei confronti del conte e musico Wenzel Robert von Gallenberg: il tema dell’Allegro è infatti tratto da un suo balletto.
Gallenberg fu strettissimo collaboratore, a Napoli e a Vienna, di Domenico Barbaja, il “principe degli impresari”; comprensibile quindi, ma non disinteressato, lo zelo dedicatorio di Donizetti.
Una curiosità: Gallenberg sposò nel 1803 Giulietta Guicciardi, sottraendola a un Beethoven perdutamente innamorato che per lei aveva composto l’op. 27 n. 2, ovvero il “Chiaro di luna”.
Arpa protagonista nella suite dell’arpista americana Pearl Chertok, Around The Clock, di cui Valentina Milite proporrà “Ten past two”, “Beige nocturne” e “Harpicide at midnight”.
Pearl Chertok ha sempre visto nel suo strumento un oggetto su cui attivare ricerche. La tradizionale immagine dell’arpa intesa come creatura fatata e sensuale, in grado di dare tocchi di magia e di femminilità alla scrittura musicale, è rovesciata dalla sua produzione, nella quale i contatti con il jazz e la sensibilità metropolitana sono sempre evidenti.
Around the Clock, datata 1948, è una suite, dal punto di vista formale: ovvero una successione di danze, proprio come accadeva in epoca barocca.
Ma questi tempi ballabili, in realtà, sono densi di suggestioni moderne, che rimandano inequivocabilmente alla cultura americana.
Lo stesso titolo sembra anticipare il celebre brano di Bill Haley, Rock around the Clock, pietra miliare della grande stagione rock and roll.
Ma anche i singoli movimenti alludono al repertorio dei locali notturni e delle big band.
In Ten Past Two il tic-tac dell’orologio si mescola a un ragtime di chiara ispirazione afroamericana; Beige Nocturne riflette ancora qualche raggio di impressionismo attraverso un chiaro di luna dai tratti vagamente esotici; poi l’arpa si trasforma nella spiritosa arma di un omicidio (o meglio di un arpicidio, stando al titolo del brano) con un ritmo funky da cui trapela qualche reminiscenza del sinistro Dies irae.
Sulle note di Astor Piazzolla il duo si congederà dal pubblico metelliano, con la celebre pagina per flauto e chitarra, che ascolteremo nella trascrizione per arpa, Histoire du tango, una suite strumentale in quattro quadri, della quale verranno eseguiti i primi due, che racconta il ballo argentino dai suoi albori come musica da bordello, danzata, al passaggio a musica da caffè, solo ascoltata dal pubblico e con una spiccata vena romantica.
Come il jazz nordamericano, ha avuto origine nei quartieri a luci rosse, così il primo movimento è intitolato “Bordel 1900”.
La milonga relativamente signorile è raffigurata qui come se fosse stata scossa in una nuova forma da una pesante iniezione di erotismo.
Il ritmo punteggiato di habanera / milonga è esagerato e in questa forma non è accettato nella società signorile.
Il secondo movimento è “Café 1930”.
Ormai, il tango era la danza preferita di tutte le classi sociali in Argentina ed era conosciuto come una danza audace in tutto il mondo.
Piazzolla lo ha trascritto direttamente dai suoi ricordi, sottolineando le caratteristiche del tango suonato nei caffè di Buenos Aires.

(Olga Chieffi)

Annunci
Pubblicato in Prima del concerto | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dall’1 agosto all’8 settembre la nona edizione del Valtellina Festival LeAltreNote

Disegno originale dell’artista Nicolò Gaburro

Si rinnova anche quest’anno il consueto appuntamento con il Valtellina Festival LeAltreNote, la rassegna estiva di musica da camera in programma dall’1 agosto all’8 settembre.
Il Festival, giunto alla nona edizione, apre le porte al poliedrico mondo della musica con artisti di rilievo internazionale pronti a esibirsi nei diversi angoli del territorio valtellinese, un ambiente ricco di storia, cultura e tradizioni.
Un variegato cartellone di concerti, incontri a tema ed eventi volti ad offrire momenti di emozione che sviluppano ponti fra le diverse culture con inediti legami artistici e nuovi percorsi musicali.
Il programma di quest’anno si articola lungo il tema Ecologie esplorando, attraverso un discorso culturale che rivela la necessità di approcci interdisciplinari per la sua soluzione, uno dei più urgenti problemi della contemporaneità.
Nel contesto di un indirizzo collaborativo tra le diverse branche del sapere, il contributo dato da musicisti, letterati e artisti risulta particolarmente significativo in quanto, facendosi eco dell’ambiente e delle sue problematiche, sensibilizza all’ascolto della natura e al suo rispetto.
Gli eventi del Festival, organizzati in suggestive località naturali, museali e monumentali, diventano così l’occasione per ascoltare grandi personaggi, riflettere sul messaggio dell’arte e, al contempo, scoprire scorci incantevoli della Valtellina.
Il Festival si apre con l’Orchestra Rossini di Pesaro, diretta da Giuseppe Grazioli, che nel concerto Dall’alba al tramonto accosta originalmente brani di Elgar, Britten, Holst e Grieg accomunati da uno sguardo nostalgico al passato, espresso in un tono musicale “neoclassico” e con riferimenti più o meno scoperti a repertori folklorici e popolari che quasi si perdono nel tempo (Valdidentro, 1 agosto e Buglio in Monte, 2 agosto).
A seguire il ritorno, dopo il grande successo dello scorso anno, del Coro di voci bianche Celestino Eccher, diretto da Marcella Endrizzi e con Mauro Brusaferri al pianoforte, impegnati nel lavoro di Benjamin Britten The Golden Vanity e in arie tratte dall’operina per soprano, tenore e coro di voci bianche L’altra faccia della luna di Enrico Miaroma su testo di Giuseppe Calliari (Livigno, 3 agosto e Bormio, 4 agosto).
Nella cornice del Parco Nazionale dello Stelvio si esibisce l’Ensemble di Percussioni del Conservatorio di Como con Paolo Pasqualin su musiche di autori vari, da Bach a Giovanni Sollima (Rifugio Gavia, 5 agosto).
Si prosegue nel solco del tema del Festival 2018 con i concerti Ecologia e natura daBabilonia all’America, protagonista il quintetto di fiati Academy Winds su un programma variegato che spazia da Rossini a Nino Rota (Grosio, 6 agosto e Valdisotto, 7 agosto) mentre Francesco Parrino al violino e Michele Pentrella al pianoforte indagano il tema della primavera attraverso le pagine dedicate di Vivaldi, Beethoven, Darius Milhaud, Lili Boulanger e Aleksandr Fyodorovich Gedike (Valdidentro, 8 agosto e Teglio, 9 agosto).
Alle atmosfere raccolte dei concerti del duo seguono gli eventi de I Solisti di Sofia diretti da Plamen Djurov con un intrigante programma tutto per archi (Valfurva, Chiesa Valmalenco e Tirano rispettivamente il 10, l’11 e il 12 agosto).
Anche quest’anno non mancano i concerti in alta quota dove la musica sposa l’amore per le vette: gli appuntamenti Lassù sulle montagne vedono l’Ensemble di corni Giovanni Punto esibirsi in un particolare repertorio di musica per corni, tra fanfare e melodie (Alpe Boron 13 agosto e Stelvio Livrio 14 agosto).
Il Quartetto Viotti, nel concerto Fin ch’han del vino, a pagine famose di Mozart affianca lavori raramente eseguiti di Saverio Mercadante e Giovanni Battista Viotti (Bormio Terme, 14 agosto).
Il genio di Salisburgo torna protagonista nei concerti successivi con l’Umbria Ensemble che propone una scaletta interamente dedicata a celebri capolavori mozartiani, lo Scherzo Musicale KV 522 e il Divertimento KV 334, per restituirne le sottili allusioni beffarde e le ironiche smorfie musicali (Tresivio, Livigno e Poschiavo il 16, 17 e 18 agosto) mentre la Bellagio Festival Orchestra, diretta da Alessandro Calcagnile, nel concerto Una piccolamusica notturna affronta un repertorio di classici popolari per orchestra d’archi (Bormio, 19 agosto).
Il cartellone prosegue con il ritorno del flautista e compositore spagnolo Omar Acosta con il suo trio, arricchito dalla partecipazione della ballerina di flamenco Nuria Cazorla (Castione Andevenno, 20 agosto e Valfurva, 21 agosto) e il concerto La quiete dopo la tempesta de LeAltreNote Ensemble su musiche di Mozart e Beethoven (Chiavenna, 22 agosto e Bianzone, 24 agosto), mentre il 23 agosto sono protagonisti il chitarrista compositore Walter Lupi e il mezzosoprano giapponese Akiko Kozato in un originale progetto nato con l’intento di unire in musica le radici culturali e le conoscenze stilistico musicali dei due artisti (Sernio, 23 agosto).
Se la chitarra classica è al centro anche della Serata Scur“Welcome home…” con i due chitarristi Davide Ambrosini e Gabriele Sardo (Bormio, 25 agosto), lo sfondo esotico torna nei concerti Fuga y misterio dell’Opale Accordion Quartet con Ivano Biscardi nella duplice veste di fisarmonicista e arrangiatore di brani celebri di Astor Piazzolla e altri autori classici (Valfurva 26 agosto e Bormio 27 agosto).
Segue l’evento Echi d’occidente con il duo Manuela Pinto e Dario Bonuccelli al pianoforte (Valdisotto, 27 agosto).

Gli ultimi appuntamenti comprendono il concerto Smiles a favore di AIDO con i docenti e gli allievi della masterclass (Valdidentro, 29 agosto) e per finire l’ottetto di fiati della Bellagio Festival Orchestra che, con un evento benefico a favore di ANFFAS, chiude la ricca programmazione del Festival sulle note della Petite Symphonie per fiati di Charles Gounod (Tresivio, 8 settembre)

Martedì 28 agosto alle ore 21, presso il Centro Rasin a Valdidentro conferenza Laudato si’l’enciclica di Papa Francesco: la natura e la musica a cura di Monsignor Andrea Caelli intervistato dal giornalista Marco Casa e con intermezzi musicali a cura di LeAltreNote Ensemble
Completano la programmazione del Festival gli incontri di approfondimento e i concerti di studenti e docenti della Masterclass LeAltreNote, in programma dal 20 al 31 agosto a Valdidentro.

Tutti gli eventi, escluso il concerto del 18 agosto a Poschiavo, sono ad ingresso libero.

Per maggiori informazioni si può consultare il sito
www.lealtrenote.org

Ufficio Stampa LeAltreNote
Paolo Pinto
paolopinto.stampa@gmail.com

Valtellina Festival LeAltreNote – Programma generale

01.08 Valdidentro “Dall’alba al tramonto” Chiesa di Premadio ore 21.00

02.08 Buglio in Monte “Dall’alba al tramonto” Chiesa Parrocchiale SS. Fedele e Gerolamo ore 21.00

03.08 Livigno “The Golden Vanity” Chiesa di S. Maria Nascente ore 21.00

04.08 Bormio “L’ altra faccia della luna” Kuerc ore 18.30

05.08 Parco Nazionale dello Stelvio “Percus…suoni” Rifugio Gavia ore 12.00

06.08 Grosio “Ecologia e natura da Babilonia all’America” Chiesa di S. Giorgio ore 21.00

07.08 Valdisotto “Ecologia e natura da Babilonia all’America” Chiesa di S. Lucia ore 21.00

08.08 Valdidentro “Primavere” Ferriere Corneliani ore 21.00

09.08 Teglio “Primavere” Chiesa di S. Eufemia ore 21.00

10.08 Valfurva “Serioso… ma non troppo” Chiesa di S. Nicolò ore 21.00

11.08 Chiesa Valmalenco “Serioso… ma non troppo” Teatro Bernina ore 21.00

12.08 Tirano “Il ciclo della vita: morte e resurrezione” Basilica della Madonna ore 21.00

13.08 Valdidentro “Lassù sulle montagne…” Alpe Boron ore 12.00

14.08 Stelvio Livrio “Lassù sulle montagne…” Terrazza ore 12.00

14.08 Bormio “Fin ch’han del vino” Sala Congressi di Bormio Terme ore 21.00

16.08 Tresivio “Divertimenti” Santuario della Santa Casa Lauretana ore 21.00

17.08 Livigno “Ein musikalischer Spaß” Chiesa di S. Rocco ore 21.00

18.08 Poschiavo “Ein musikalischer Spaß” Museo Casa Console ore 20.00

19.08 Bormio “Una piccola musica notturna” Chiesa del S. Croci¬sso ore 21.00

20.08 Castione Andevenno “Atardecer” Auditorium Leone Trabucchi ore 21.00

21.08 Valfurva “Atardecer” Casa del Parco Nazionale dello Stelvio ore 21.00

22.08 Chiavenna “La quiete dopo la tempesta” Chiesa di S. Maria ore 21.00

23.08 Sernio “Tinsagu” Palazzo Omodei ore 21.00

24.08 Bianzone “La quiete dopo la tempesta” Santuario della Madonna del Piano ore 21.00

25.08 Bormio “Il vento tra le corde” Meublè Cima Bianca ore 17.00

25.08 Bormio “Welcome home…” Saletta PNS Via De Simoni, 42 ore 21.00

26.08 Valfurva “Fuga y misterio” Chiesa di Santa Caterina ore 21.00

27.08 Bormio “Fuga y misterio” Hotel Miramonti ore 17.00

27.08 Valdisotto “Echi d’occidente” Auditorium ore 21.00

28.08 Valdidentro “Laudato si” Centro Polifunzionale Rasin ore 21.00

29.08 Valdidentro “Smiles” Centro Polifunzionale Rasin ore 21.00

30.08 Valdidentro “Sorprese” Centro Polifunzionale Rasin ore 21.00

31.08 Bormio “I suoni nella corte” Via della Vittoria, 43 ore 16.30

31.08 Valdidentro “Gala e Premiazione LeAltreNote 2018” Centro Rasin ore 21.00

08.09 Tresivio “Petite Symphonie” Santuario della Santa Casa Lauretana ore 21.00

“Il Festival dei giovani”
29.08 – 30.08 – 31.08 Valdidentro, Centro Polifunzionale Rasin ore 12.00

Pubblicato in Dal mondo della musica | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Sabato 14 il Luglio musicale di Capodimonte propone “E cammina cammina”, concerto-spettacolo con Peppe Barra

Appuntamento da non perdere sabato 14 luglio, alle ore 21.00, sul Belvedere del Museo e Real Bosco di Capodimonte con il M° Peppe Barra che propone un concerto-spettacolo tratto dal suo ultimo disco “E Cammina Cammina”, un omaggio al suo cammino artistico iniziato cinquant’anni fa.
Un viaggio attraverso il vasto paesaggio culturale attraversato da Barra che propone canzoni vecchie e nuove di autori diversi, in un crescendo di emozioni e di musica: dagli autori del passato come Pisano-Rendine (La Pansè) per arrivare all’omaggio a Eduardo De Filippo (Uocchie c’arraggiunate) fino alla reinterpretazione dei brani di autori contemporanei come Vasame di Enzo Gragnianiello e Cammina, cammina di Pino Daniele, ai testi recitati di Tiempo in cui la creatività artistica del cantante e attore napoletano trova il picco più alto, in questo eterno cammino di musica e poesia.
Voce e dialetto sono gli strumenti principali del suo lavoro.
La sua voce gli consente di raggiungere in scena risultati mirabili, con il sostegno di musicisti straordinari che da lungo tempo sono i suoi compagni di viaggio e che sapientemente partecipano alla preparazione delle pozioni di Peppe, mescolando timbri e scale di tradizioni musicali diverse, creando un sound in cui si mescolano tradizione ed innovazione.
Ritualità ed occhi aperti sul futuro, devozione per le tradizioni popolari sono al centro dello spettacolo.
Al suo fianco sul palco del Belvedere Paolo Del Vecchio chitarra-mandolino, Luca Urciuolo pianoforte-fisarmonica, Ivan Lacagnina percussioni, Sasà Pelosi basso, Giorgio Mellone violoncello.

Il concerto-spettacolo è inserito nella terza edizione del Luglio musicale, omaggio al glorioso Luglio musicale di Capodimonte riproposto, dopo il grande successo delle scorse edizioni, dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e dedicato questanno al grande compositore italiano Gioachino Rossini, nel 150esimo anniversario dalla sua scomparsa.

Il concerto di Peppe Barra è promosso dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e dall’associazione Amici di Capodimonte onlus, organizzato dalla Ravi Class Eventi e realizzato con il sostegno dell’azienda Rossopomodoro.

Il presidente di Rossopomodoro, Franco Manna, afferma:“Finalmente un luogo che recupera la sua vocazione! Capodimonte, storica residenza dei Borbone, per una notte ospita il talento di Peppe Barra nel solco degli usi e dei ricevimenti della famiglia reale, quando si accoglievano i migliori artisti della città. Rossopomodoro sarà presente con il suo forno delle pizze, per accompagnare l’evento, nel ricordo di quell’estate di 129 anni fa quando alla regina veniva presentata la pizza che da lei avrebbe preso il nome: Margherita”.

ingresso libero, da Porta Grande su via Ponti Rossi – Napoli

Ufficio stampa Museo e Real Bosco di Capodimonte
dr.ssa Luisa Maradei
+ 39 081 7499281 – 333 5903471
mu-cap.ufficiostampa@beniculturali.it

Pubblicato in Prima del concerto | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Giovedì 12 luglio i Concerti in Terrazza del Teatro di San Carlo proseguono con i “ChamberCelli”

Proseguono i Concerti in Terrazza del Teatro di San Carlo, la rassegna extra che, nella splendida location affacciata sui giardini di Palazzo Reale, unisce in un’unica occasione aperitivi e musica.
Secondo appuntamento giovedì 12 luglio, alle ore 18.30, con i ChamberCelli, ensemble da camera di soli violoncelli curato dal maestro Aurelio Bertucci, ideatore stesso del progetto nato nel 2016.
Il programma proposto è un vero climax che, partendo dal rigore classicistico, porta al repertorio contemporaneo in un crescendo tra periodi storici e atmosfere diverse.

In apertura, tre brani dalle suggestioni comuni nonostante abbiano, alle spalle, vicende differenti: darà avvio la Sarabande di Georg Friedrich Händel.
Segue, dunque, l’Ave Maria comunemente attribuita a Giulio Caccini, compositore vissuto tra il XVI e il XVII secolo: si tratta, però, di un falso storico, in quanto l’opera – scritta negli anni ’70 del Novecento – appartiene al liutista russo Vladimir Fëdorovič Vavilov.
Chiude questa prima sezione l’Adagio, secondo dei tre movimenti del Concerto in re minore per oboe, archi e basso continuo, brano di Alessandro Marcello alla cui fama ha contribuito la trascrizione che Johann Sebastian Bach ne fece per clavicembalo.
Un salto vistoso porta agli inizi del XX secolo: “E lucevan le stelle”, tratta dalla “Tosca” di Giacomo Puccini, conoscerà nuove sonorità grazie all’adattamento per orchestra di violoncelli.

Si approda, dunque, al panorama contemporaneo: arrangiamenti unici per Terra mia di Pino Daniele e Un giorno credi di Edoardo Bennato.
Atmosfere dall’oltreoceano, con My way di Claude François/Paul Anka, Strangers in the night di Bert Kempfert/Charles Singleton/Eddie Snyder, Supreme di Robbie Williams.
Segue Amapola di José María Lacalle, la cui trascrizione orchestrale – ad opera di Ennio Morricone – divenne il leitmotiv del film C’era una volta in America.
Saranno colonne sonore cinematografiche a concludere il concerto: dopo un medley di Aurelio Bertucci, Fantasigle anni ‘70, verranno eseguiti la Movie Fantasy del maestro Morricone dunque, in chiusura, le note tumultuose di Pirati dei Caraibi e Jack Sparrow, brani di Hans Zimmer.

Ufficio Stampa
Tel. +39 081-7972301 – 202
Fax +39 081-7972306
e-mail: ufficiostampa@teatrosancarlo.it
www.teatrosancarlo.it

______________________________________________________________

Giovedì 12 luglio, ore 19.00 (aperitivo, ore 18.30) – Terrazza del Teatro di San Carlo

ChamberCelli
Aurelio Bertucci, Massimo Bertucci, Adriano Caputo, Giancarlo Cuneo, Andrea D’Angelo, Vicenta Della Pietra, Alessandra Ercolani, Ava Johnson, Chiara Mallozzi, Monia Massa, Angelita Palladino, Maria Pucino, Maria Pia Russo, Attilio Sardo, Giovanni Sanarico, Sveva Ventre.

Georg Friedrich Händel: Sarabande
Giulio Caccini: Ave Maria
Alessandro Marcello / Johann Sebastian Bach: Adagio
Giacomo Puccini: “E lucevan le stelle” da “Tosca”

Pino Daniele: Terra mia
Edoardo Bennato: Un giorno credi
Claude François / Paul Anka: My way
Bert Kaempfert / Charles Singleton / Eddie Snyder: Strangers in the night
Robbie Williams: Supreme
José María Lacalle: Amapola

Nino Rota: Il Padrino
Aurelio Bertucci: Fantasigle anni ’70
Ennio Morricone: Movie fantasy
Hans Zimmer: Pirati dei Caraibi– Jack Sparrow

Pubblicato in Prima del concerto | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dal 19 al 21 luglio seconda ed ultima parte del SaxArts Festival 2018

La seconda parte del SaxArts Festival 2018 si terrà dal 19 al 21 luglio e avrà come protagonista il celebre sassofonista statunitense Russ Peterson, un gradito ritorno per la ventesima edizione del festival diretto da Marco Albonetti.

Il SaxArts Festival viene organizzato con il contributo del Comune di Faenza, del Comune di Tredozio, del Comune di Russi, di Romagna Acque, di Confcooperative e dell’Unione della Romagna Faentina e con il supporto materiale ed umano delle famiglie ospitanti che accolgono i ragazzi convenuti a Faenza per la rassegna.

Sono tre gli appuntamenti in programma a luglio.
Si comincia giovedì 19 con American Funky Pants.
Il concerto, in programma al Giardino della Rocca di Russi, vedrà Russ Peterson impegnato con la ritmica formata da Alessandro Altarocca alle tastiere, Marcello Sutera al basso e Filippo Mignatti alla batteria.
Un concerto pieno di travolgente energia dove si intrecciano i suoni del jazz e i ritmi del funk sotto la guida coinvolgente di un vero e proprio funambolo della “pipa di nichel”.

Si prosegue poi a Faenza, venerdì 20 luglio, con il concerto in programma presso la Bottega Bertaccini – Libri e Arte.
Saranno di scena i musicisti del SaxArts Ensemble promosso da Marco Albonetti che avranno l’onore e la responsabilità di confrontarsi con un solista della levatura di Russ Peterson, uno dei maggiori e più apprezzati interpreti del panorama musicale mondiale.
La formazione presenta quest’anno una particolarità molto intrigante: nel suo organico saranno presenti tutti i componenti della famiglia del saxofono, dal sopranino al basso, passando per i più “abituali” soprano, alto, tenore e baritono.

L’ultimo concerto della ventesima edizione del SaxArts Festival è in programma, sabato 21 luglio, al Palazzo Fantini di Tredozio per una serata dedicata alla musica americana, dove Peterson potrà condividere la sua grande esperienza musicale con i giovani musicisti del Concordia College Saxophone Quartet e del SaxArts Ensemble: sarà un concerto diretto con la consueta simpatia, con la verve e la maestria che da sempre sono una vera e propria firma del Maestro statunitense.

La direzione del SaxArts Festival ringrazia l’avvocato Gian Franco Fontaine per ospitare come ormai felice abitudine gli appuntamenti della manifestazione.

La prima parte della rassegna si era svolta a giugno e aveva ospitato un musicista di prestigio internazionale: il grande pianista argentino Pablo Ziegler, recente vincitore del Grammy Award per il Best Latin Jazz Album, è stato infatti il protagonista del concerto tenuto al Ridotto del Teatro Masini di Faenza insieme al Marco Albonetti Trio e di un incontro pubblico, condotto da Fabio Ciminiera, presso il Palazzo Fantini di Tredozio.

Contatti

SaxArts Festival. Segreteria del Festival
Faenza. Via Riccione, 18
telefono: +39.0546.32943
e-mail: info@faenzasaxfestival.com

Rapporti con i media
Fabio Ciminiera
web: www.twitter.com/fabiociminiera
e-mail: fabiociminiera@jazzconvention.net
mob: +39.347.4098632

______________________________________________________________

SaxArts Festival 2018 – Programma dei concerti di luglio

Giovedì 19 luglio 2018, ore 21
Russi, Giardino della Rocca

“American Funky Pants”
Russ Peterson · sax contralto
Alessandro Altarocca · tastiere
Marcello Sutera · basso
Filippo Mignatti · batteria

Venerdì 20 luglio 2018, ore 21
Faenza

“Pictures from New York”
SaxArt Ensemble
Russell Peterson, sax solista
Marco Albonetti, direzione

Sabato 21 luglio 2018, ore 21
Tredozio, Palazzo Fantini

“Concordia Connection”
SaxArt Project 2018
Russell Peterson, sax solista
Concordia College Saxophone Quartet

Pubblicato in Dal mondo della musica | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 13 luglio il quinto appuntamento dei “Concerti al Tramonto” ospita il baritono Jakob Högström, accompagnato dal Duo Dialog

Venerdì 13 luglio, alle ore 20, nuovo appuntamento nell’antica cappella di Villa San Michele che ospiterà il quinto appuntamento della rassegna “Concerti al Tramonto”.
Un interessante incontro tra mondi musicali diversi: quello operistico celebrato dal baritono Jakob Högström e quello classico e contemporaneo interpretato dal clarinettista Dan Larsson e dal chitarrista Magnus Grönlund, meglio noti come Duo Dialog.
Insieme daranno vita a un recital delle pagine di alcuni tra i compositori più apprezzati, facendo incursioni nella tradizione dell’opera e delle romanze italiane, nella storia musicale argentina, nell’universo autoriale svedese: Paolo Tosti, Giacomo Puccini, Carlos Gardel, Hugo Alfvén e Evert Taube.

L’inedito trio darà prova della propria bravura e versatilità combinando una certa estensione vocale con l’accompagnamento di strumenti dalla ricchezza tonale e ritmica. Per questa ragione, la Soprintendente e Console On. di Svezia, Kristina Kappelin, motivata dall’accoglienza del pubblico che nei primi incontri musicali è stato numeroso e partecipativo, invita gli appassionati a non perdere una esecuzione rara e particolarmente coinvolgente”.

La rassegna Concerti al Tramonto 2018, si avvale anche quest’anno della consulenza musicale del pianista svedese Love Derwinger, e che fino al 10 agosto, ogni venerdì, metterà in scena artisti dal repertorio classico, jazz e contemporaneo.
E’ organizzata dalla Fondazione Axel Munthe, con il patrocinio dell’Ambasciata di Svezia e con il contributo di Progetto Piano.

Per l’acquisto dei biglietti (prezzo concerti € 15,00; ridotto ragazzi e studenti € 5,00) basta recarsi alla biglietteria mezz’ora prima o, in prevendita, presso il bookshop del museo, tutti i giorni dalle 9 alle 18.
Per chi viene da Napoli vi è la possibilità di rientro con l’ultima corsa marittima.

Per informazioni:
tel. 081.8371401
www.villasanmichele.eu

Luca Grossi
Responsabile ufficio stampa

Pubblicato in Prima del concerto | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 11 luglio a Cava de’ Tirreni i “Concerti d’estate di Villa Guariglia in Tour” propongono l’Ensemble di clarinetti “Panarmonia” diretto dal maestro Giovanni De Falco

«Panarmonia» l’accordo di tutto nel Tutto, questo il nome dell’Ensemble di Clarinetti, rappresentante il magistero del M° Giovanni De Falco, depositario dei segreti della prestigiosa scuola Napoletana di questo strumento, scelto sulle tracce del pedagogo boemo Comenius, che affermava l’idea di pansofia, quale fine vero della scuola quale mezzo di tutte le genti e di tutte le lingue, guardando, appunto alla panarmonia.
Mercoledì 11 luglio, alle ore 21, i “Concerti d’estate di Villa Guariglia in Tour” approdano nella splendida corte del Complesso Monumentale di San Giovanni a Cava de’ Tirreni, accendendo i riflettori sul principe degli strumentini, attraverso alcune trascrizioni di pagine della grande tradizione sinfonica, pensate per l’amalgama particolare creato dai diversi tagli dello strumento.
L’Ensemble Panarmonia composto da Mauro Caturano (clarinetto piccolo in mi bemolle); Miriam Zeoli, Michela De Santis, Francesco Pasquariello, Michele Tarallo, Simone Vuolo, Armando Cristiano, Alessia Parisi, Umberpiero Caturano, Gilda Crisci e Teresa Pirozzi (clarinetti soprano in si bemolle); Angelo D’Elia (clarinetto contralto in mi bemolle); Domenico Annunziata e Francesco Di Domenico (clarinetto basso in si bemolle), principierà il suo rècital con l’ “Ave verum corpus” di W. A. Mozart, scritto nell’anno della sua morte, opera che è considerata dalla critica uno dei momenti più alti del compositore austriaco, con la sua struggente e intima semplicità.
L’ensemble continuerà con le Variazioni su di un tema di Paganini di Kenneth Wilson, partitura che coniuga abilmente l’estro virtuosistico con il rigore della costruzione, attento alla facilità melodica e alla brillantezza cromatica, sulle note del XXIV Capriccio.
A seguire, il primo tempo della suite n.1 dal Peer Gynt di Edvard Grieg “Il Mattino”.
Nel 1876 Grieg scrive su richiesta di Ibsen, le musiche di scena per il Peer Gynt, l’opera teatrale più famosa del commediografo norvegese.
In quest’opera viene narrata la storia di un giovane scapestrato, Peer Gynt, il quale, alla continua ricerca di nuove esperienze e nuove emozioni, trascura i valori fondamentali dimenticando famiglia, amici e la donna che tanto lo amava.
In questo scellerato percorso Peer si macchia di colpe che lo porteranno continuamente a fuggire dagli altri e, soprattutto, da sé stesso.
In un monologo della rappresentazione teatrale, Peer paragona la vita ad una cipolla: come la cipolla è fatta di tanti strati che non racchiudono nulla e proprio per questo rappresentano l’essenza della cipolla stessa, così la vita altro non è che l’insieme di quei momenti, mai veramente vissuti e subito dimenticati, che in realtà danno senso all’esistenza intera.
In uno dei brani musicali inseriti nell’opera teatrale, Grieg descrive uno dei tanti viaggi di Peer Gynt: una mattina, in Marocco, Peer assiste stupefatto al risveglio della natura in una magnifica alba africana.
Il crescendo delicato e nel contempo deciso della musica rappresenta magnificamente la natura e il moto di rotazione del sole nascente, una serie di passaggi affidati ai legni, anche nell’originale, descrive ancor più fedelmente i suoni e i colori dell’ambiente naturale africano.
Successivamente sarà la volta di Adios Nonino di Astor Piazzolla.
Le versioni di questa pagina sono pressoché infinite; ogni formazione ha inserito questo brano nel suo repertorio cercando di personalizzarlo con il proprio stile oppure suonandolo seguendo rispettosamente la sublime versione originale.
Astor lo dedicò al padre Vicente “… ha un tono intimo, – dice lo stesso autore – sembra quasi funebre e senza dubbio questo tango nel genere ruppe tutto. Il giorno che lo suonammo per la prima volta i musicisti ed io dicemmo: con questo facciamo un vero casino, non piacerà a nessuno, però suoniamolo lo stesso, è bello. Era un periodo in cui quasi tutti i temi avevano un ritmo molto incalzante, e invece Adios Nonino terminava al contrario, come la vita, se ne andava uscendo, si spegneva. Direi che questo brano ha un mistero speciale, la melodia, e in contrasto con essa la parte ritmica, il cambio di tonalità e poi il finale glorioso con uno scioglimento triste. Forse piacque per questo, perché era diverso da tutto”.
Cambio di continente con la Danza Ungherese n. 5 in sol minore di Johannes Brahms, una delle pagine più note del genio tedesco ispirato al brano Bártfai emlék di Béla Kéler. Le due particolarità più evidenti sono l’alternanza di due temi di carattere opposto, di cui il primo ripetuto alla fine, ed una struttura ritmica molto marcata, come solitamente accade per tutti i brani di origine popolare.
Seguirà, ancora dalla suite del Peer Gynt di Edvard Grieg, “Nell’Antro del Re della Montagna”.
L’autore qui vi espande la sua genuina vena melodica fiorita di brevi illuminazioni appena increspate dall’ombra di un’armonia raffinata e funzionale, sempre tendente a denotare un clima costruito con saldo senso formale e timbrico, fino a raggiungere vertici, per lui inconsueti, di ebbrezza sonora.
Con “Oblivion”, dolcissimo, struggente, in cui il ritmo serrato della danza lascia spazio ad una melodia lirica e introspettiva, ritorneremo ad Astor Piazzolla, stavolta compositore della colonna sonora del film “Enrico IV” di Marco Bellocchio.
Ancora Mozart con la Sonata in la maggiore K. 331, ritenuta a lungo scritta nel 1778 a Parigi e oggi fatta risalire con molta probabilità al 1783, che presenta delle caratteristiche alquanto atipiche: il primo movimento (Andante grazioso) è un Tema con variazioni e nessuno dei tre movimenti è scritto in forma-sonata; infine manca anche il movimento lento, al posto del quale troviamo un Minuetto e saluta la presenza del celeberrimo Allegretto “Alla Turca” come ultimo movimento che si rivela in fondo meno atipica, tanto più che Mozart già in altre occasioni si è divertito a ricorrere al colore delle turcherie nella sua musica.
L’ensemble ci trascinerà nel finale nell’ oriente dei barbari polovesi ricca di un acceso colorismo che avvicina Borodin, più che all’asciutta crudezza di Musorgskij, alla smagliante brillantezza di Rimskij-Korsakov, tanto è energica, chiara e vivace la sua rappresentazione: ora selvaggia e furiosamente ritmata immagini musicali di intensa, plastica suggestione, profondamente intrise di sentimento nazionale, giustamente divenute simbolo di un’epica collettiva.

Giovedì 12 luglio ci si ritroverà tra i marmi della Chiesa di Santa Maria delle Grazie in Raito ed è qui che s’incontreranno e scontreranno due strumenti simbolo del dionisiaco e dell’apollineo, il flauto di Michele Barbarulo e l’arpa di Valentina Milite, in un programma in cui si intrecceranno le trame severe di Bach con quelle sinuose di Ravel e Piazzolla.

La ventunesima edizione dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia in Tour” è organizzata dal CTA di Salerno in collaborazione con la Provincia di Salerno, i Comuni di Salerno, Baronissi, Cava de’ Tirreni, Cetara, Minori e Sarno; la Coldiretti-Camera di Commercio, la Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, le ACLI provinciali di Salerno; le associazioni Porto delle Nebbie, Marco Amendolara e Amici dei Concerti di Villa Guariglia.
La Regione Campania ha messo il suo sigillo con il patrocinio morale.
Anche quest’anno si conferma la stretta collaborazione con il Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno.

Pubblicato in Prima del concerto | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento