Il duo Gazzana esegue musica del Novecento per violino e pianoforte

Il Duo Gazzana, formato dalle sorella Natascia (violino) e Raffaella (pianoforte), prosegue il suo viaggio nell’ambito della musica cameristica del Novecento, abbinata ad un’incursione nel XXI secolo.
Dopo il cd Five Pieces, inciso dalla ECM (distribuita in Italia dalla Ducale Music), sempre con la medesima etichetta le due artiste affrontano brani di altri autori, poco noti o completamente sconosciuti in Italia.
Il disco si apre con la Suite in stile antico, scritta nel 1972 dal russo-tedesco Alfred Schnittke (1934-1998) che presenta quale riferimento la suite barocca, pur se il movimento finale, indicato come “pantomima”, esula dalla terminologia di quel periodo.
La successiva Sonata per violino e pianoforte di Francis Poulenc (1899-1963) risale invece al 1942-43 e venne composta in memoria di Federico García Lorca.
Tipico dello stile dell’autore francese, ebbe la “prima” nel 1943, con Ginette Neveu al violino e lo stesso Poulenc al pianoforte.
Terzo brano in programma, Hommage à J. S. B., datato 2009, dell’ucraino Valentin Silvestrov (1937), che utilizza citazioni di origini bachiane per poi dare vita ad uno sviluppo molto personale.
E’ quindi la volta della Toccata per violino e pianoforte, pezzo giovanile del britannico William Walton (1902-1983), frutto della fusione fra una forma, originaria della fine del Cinquecento, e sonorità moderne.
Il disco si chiude con la Tartiniana seconda, di Luigi Dallapiccola (1904-1975), fra i pochi compositori italiani che si confrontarono con la dodecafonia pur se, in questo brano, i motivi di riferimento sono quelli del compositore e violinista ,uno dei protagonisti assoluti del Settecento italiano.
Al termine dell’ascolto, la considerazione principale che viene in mente riguarda la reverenza degli autori proposti nei confronti della musica dei secoli precedenti, vista come indispensabile punto di riferimento per poi inserire le necessarie innovazioni legate ai tempi moderni.
Un’ottica completamente opposta a quella delle avanguardie del Novecento che, rifiutando in modo netto ogni contatto con il passato, hanno avuto come unico risultato quello di allontanare il pubblico dalle sale concertistiche.
Uno sguardo conclusivo alle interpreti, confermatesi soliste di elevatissimo spessore, perfettamente affiatate fra loro e dotate di un suono di grande nitidezza ed espressività, che esalta nel complesso le composizioni di alcuni musicisti europei del Novecento.

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