Pietro Mascagni: Messa di Gloria per soli, coro e orchestra

mascagni-messa-di-gloria-per-soli-coro-e-orchestraForse pochi sanno che, nell’ambito della produzione del livornese Pietro Mascagni (1863-1945), vi sono diversi brani di musica sacra, concentrati prevalentemente negli anni che vanno dal 1880 al 1888.
Fra questi spicca la Messa di Gloria in fa maggiore per soli, coro e orchestra, completata pochi mesi prima di “Cavalleria Rusticana”, l’opera che diede all’autore una notorietà mondiale.
Tra le due ci fu molto probabilmente un passaggio di consegne, visto che alcuni motivi contenuti nel pezzo religioso furono poi ripresi ed inseriti nell’opera.
Il brano venne scritto nel 1888 a Cerignola FG), cittadina dove Mascagni era giunto nel 1886, in qualità di direttore d’orchestra della compagnia d’operette Maresca, che stava portando avanti una tournée in quella zona.
Quello che doveva essere un breve passaggio, si trasformò in un lungo soggiorno, che sarebbe andato avanti fino al 1895, in quanto il sindaco locale, colpito dalla bravura del compositore, lo volle a capo della neonata Filarmonica.
Questo spiega perché la “prima” della Messa di Gloria si tenne nella chiesa di S. Antonio, situata nella cittadina pugliese, e fu eseguita dai giovani musicisti del luogo, sotto la direzione dello stesso Mascagni.
L’esordio riscontrò pareri piuttosto negativi fra i critici, in quanto venne sottolineata l’eccessiva povertà strutturale dell’insieme.
Obiezioni in parte condivisibili, che però ignoravano, forse volutamente, che Mascagni aveva dovuto adeguare la musica al livello raggiunto dalla compagine a sua disposizione.
Al contrario, il pubblico accolse con enorme favore la Messa di Gloria, che fu poi nuovamente eseguita nel 1891, davanti a circa seimila persone, in occasione delle celebrazioni per i 600 anni dalla consacrazione del Duomo di Orvieto.
Il lavoro è stato pubblicato dalla Brilliant Classics (casa olandese distribuita in Italia da Ducale Music), che ha riproposto un’incisione del 1991, appartenente al catalogo dell’etichetta romana Musicaimmagine.
L’esecuzione è affidata all’Ensemble Seicentonovecento, diretto da Flavio Colusso, al tenore Iorio Zennaro e al basso Pietro Spagnoli.
L’ottima interpretazione complessiva esalta un affresco musicale, che trova il suo punto di forza in motivi bellissimi nella loro semplicità, riportando alla luce un piccolo capolavoro della musica sacra italiana di fine Ottocento, appartenente ad un autore alla vigilia della sua consacrazione mondiale come operista.
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