La stagione della Pietà de’ Turchini celebra la “Giornata della Memoria” con il suggestivo “Requiem” di Gaetano Panariello

Coro Pietà de'Turchini a San RoccoIl Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini ha celebrato la “Giornata della Memoria” proponendo il Requiem per soli, coro, vibrafono, pianoforte e organo di Gaetano Panariello nella Chiesa di San Rocco a Chiaia e, il giorno successivo, nella Cattedrale di Pozzuoli (Na).
La composizione aveva esordito nel 2010, sempre nell’ambito della stagione della Pietà de’ Turchini, per poi approdare, tre anni dopo, al Teatro di San Carlo, in forma più elaborata e con le varie parti intervallate da testi letterari.
Strutturata come una normale Messa da requiem, comprensiva del testo in latino, essa si differenzia nel finale, in quanto non termina con il consueto Agnus Dei, ma con la ripetizione del Requiem aeternam iniziale, in una sorta di chiusura circolare.
Ma la maggiore particolarità del brano è mirabilmente racchiusa nelle note di sala, dove l’autore afferma, fra l’altro: “…L’opera si allontana dalla tradizionale rappresentazione musicale del terrore dell’uomo serrato in un confronto con la propria natura, della sua ribellione di fronte alla morte, del suo sgomento alla soglia dell’ignoto, descrive piuttosto la disillusione e la tristezza dell’uomo contemporaneo di fronte alla consapevolezza del suo essere limitato”.
Così, tutto il lavoro è pervaso da un’aura di rassegnazione, talora anche abbastanza serena, per cui non si raggiungono mai quegli eccessi, sicuramente spettacolari (si pensi soprattutto al Dies irae), che caratterizzano normalmente i Requiem scritti da altri autori.
Dal punto di vista musicale, Panariello mette in evidenza, ancora una volta, la sua grande capacità di saper fondere equilibratamente elementi antichi e moderni, dando vita a notevoli suggestioni e ad una tensione costante, supportate dai numerosi passaggi polifonici e da strumenti particolari, nelle loro sonorità, come il vibrafono, l’organo ed il pianoforte, quest’ultimo soprattutto nei registri acuti.
Riguardo agli interpreti, il Coro della Pietà de’ Turchini, molto ben diretto da Davide Troìa, ha fornito una prova di altissimo livello, ottimamente accompagnato da Luigi Del Prete (pianoforte e organo) e Giuseppe Lettiero (vibrafono).
Bravissimi anche i soprani Rosa Andreone, Lia Scognamiglio e Rosanna Sodano, i contralti Antonella Ausanio, Tiziana De Bellis e Gabriella Sisillo, i tenori Giovanni La Fianza e Leopoldo Punziano ed il basso Stefano Di Fraia, ai quali erano affidati passaggi solistici di notevole difficoltà.
Spettatori numerosi e attentissimi (ed anche fortunati, visto che l’unico “cinguettio” di un cellulare è giunto nella breve pausa fra l’Agnus Dei ed il Requiem aeternam), che hanno lungamente applaudito tutti i protagonisti ed anche l’autore, presentatosi al pubblico, visibilmente emozionato, nella ribalta finale.
In conclusione, ascoltato a distanza di alcuni anni, il Requiem del maestro Panariello mostra di non aver perso lo smalto di partenza, confermando pienamente la sua valenza di composizione contraddistinta da elevato spessore musicale e densa di religiosità.
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