Il Festival Internazionale del Settecento Musicale Napoletano si chiude con il concerto della neonata Real Cappella di Napoli del Teatro di San Carlo

Real Cappella - concerto 6 gennaioOrganizzato dall’Associazione Domenico Scarlatti, si è svolto fra Natale e la Befana, presso il Centro di Cultura Domus Ars, il Festival Internazionale del ‘700 Musicale napoletano.
Il sesto e conclusivo concerto, dal titolo “Sonata Pastorale”, ha portato alla ribalta la Real Cappella di Napoli del Teatro di San Carlo, neonata compagine diretta da Ivano Caiazza e costituita da orchestrali del Massimo napoletano.
In apertura è stata proposta la Sinfonia a tre per il Santissimo Natale del fiorentino Giuseppe Valentini (1681-1753), compositore, violinista, poeta e pittore.
Il brano era tratto dalle XII Sinfonie, A tre, cioè due Violini e Violoncello, col Basso per l’Organo, contenute in una raccolta pubblicata nel 1701 a Roma, città dove il musicista trascorse la maggior parte della sua vita.
Tedesco era invece Johann Adolph Hasse (1699-1783), autore della Sinfonia III in sol maggiore per archi e basso continuo, che si perfezionò a Napoli con Porpora e Alessandro Scarlatti, divenendo verso la fine degli anni ‘20 del Settecento uno dei compositori più amati dai partenopei.
La successiva Sonata VI in sol minore per archi e basso continuo era rivolta alla produzione di Pietro Marchitelli (1643-1729), nato a Villa Santa Maria in provincia di Chieti.
Allievo del Conservatorio di S. Maria di Loreto, portò avanti una carriera come violinista, nelle orchestre più importanti di Napoli, spesso sotto la direzione di Alessandro Scarlatti, con il quale strinse una duratura amicizia, ma è passato alla storia soprattutto per essere stato zio di Michele Mascitti e suo primo docente.
Penultimo brano della mattinata il Concerto in sol minore per flauto, archi e basso continuo del napoletano Francesco Mancini (1672-1737), allievo di Francesco Provenzale al Conservatorio della Pietà de’ Turchini, che rimase sempre nella città natale, ricoprendo incarichi prestigiosi in quanto fu, fra le altre cose, direttore del Conservatorio di Santa Maria di Loreto e maestro della Cappella Reale, dove successe ad Alessandro Scarlatti.
Il concerto si è chiuso con la Sonata Pastorale per il Santissimo Natale, dall’op. 1, per voce recitante, violino solista, archi e basso continuo di Angelo Ragazzi (1680-1750), anch’egli partenopeo, oggi poco noto, ma molto famoso ai suoi tempi, che visse fra le corti di Napoli e Vienna.
Nel complesso un programma che metteva ancora una volta in risalto la posizione di privilegio ottenuta meritatamente da Napoli, nell’ambito del panorama musicale europeo del Settecento, di volta in volta punto di partenza, di transito o di arrivo dei migliori compositori dell’epoca.
E la Real Cappella di Napoli del Teatro di San Carlo, ben diretta dal maestro Ivano Caiazza, ha sicuramente onorato questi illustri artisti appartenenti ad un glorioso passato, eseguendo con intensità, affiatamento e grande compattezza i diversi brani.
Molto bravi anche Giacomo Serra (cembalo), Bernard Labiausse (flauto) e Fabrizio Falasca (violino), con il primo che ha svolto egregiamente il ruolo di basso continuo, e gli altri due che si sono distinti come ottimi solisti, rispettivamente nel concerto di Mancini e nella sonata di Ragazzi, pezzi caratterizzati da passaggi di notevole difficoltà.
Ricordiamo, infine, l’apporto dell’attore Egidio Carbone, voce recitante del racconto natalizio, inserito fra i diversi movimenti della sonata conclusiva di Ragazzi, alternanza non molto felice, visto che ha finito per penalizzare entrambi.
In conclusione un concerto di grande interesse, degna chiusura di una rassegna di elevato valore, che ha dato a tutti gli intervenuti anche la possibilità di ammirare il “Bambin Gesù”, figura presepiale proveniente da una collezione privata, opera dello scultore Giuseppe Sammartino (il cui celebre “Cristo Velato” si trova nella Cappella Sansevero), pure lui da annoverare fra i grandi protagonisti del Settecento napoletano.
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