Alla Domus Ars un programma raffinato eseguito da un quintetto di ottimi interpreti

Centro Domus Ars - chiesa di S. Francesco delle Monache

Centro Domus Ars – chiesa di S. Francesco delle Monache

Nell’ambito dell’Autunno Musicale 2013 della Nuova Orchestra Scarlatti, chiusosi recentemente con il grande successo del Concerto di Capodanno, alcuni appuntamenti si sono svolti nel centro Domus Ars situato in pieno centro storico di Napoli.
Fra questi uno splendido concerto che ha ospitato il contralto Daniela del Monaco, il chitarrista Antonio Grande, il flautista Tommaso Rossi e i clarinettisti Gaetano Russo e Arturo Viola.
Molto vario ed articolato il programma proposto, apertosi con i pregevoli Drei Adventlieder per contralto, flauto dolce e chitarra di Franz Burkhart (1902-1978), un autore austriaco praticamente sconosciuto.
Celeberrimo, invece, il concerto per chitarra dello spagnolo Joaquín Rodrigo (1901-1999), noto anche come Concierto de Aranjuez, risalente al 1939, dal quale lo stesso compositore, sul motivo dell’Adagio, trasse nel 1988 il brano per voce e chitarra Aranjuez, ma pensée.
Un salto in Sudamerica ci portava nel Brasile di Heitor Villa-Lobos (1887-1959), con il Preludio n. 4 per chitarra, Distributions des fleurs per flauto e chitarra e Chôro n. 3 per flauto e clarinetto.
Era poi la volta di una prima assoluta, le intense Liriche brevi e confidenziali per contralto, flauto e chitarra su testi di Sandro Rossi, che precedevano lo struggente Es sang vor langen Jahren (1984) per contralto, flauto, clarinetto e clarinetto basso (dall’originale per contralto, violino e viola), dell’estone Arvo Pärt (1935), su testi di Clemens Brentano appartenenti alla lirica Der Spinnerin Nachtlied (Canto notturno della filatrice).
Dal canto suo Amasia per clarinetto e chitarra del francese Laurent Boutros (1964) era dedicato alla omonima città turca situata al crocevia fra Est ed Ovest, per cui si potevano apprezzare melodie orientali fuse su una struttura musicale tipicamente occidentale, mentre il successivo ed originalissimo Stripsody per voce sola, della compositrice e mezzosoprano statunitense Cathy Berberian (1925-1983), risultava interamente basato su fonemi legati al mondo dei fumetti.
Chiusura nel segno della canzone classica napoletana, con Quaglia, Quaglia per contralto e chitarra di Domenico Cimarosa (1749-1801) e Bellavista di Francesco Fiore e Giovanni Donnarumma, qui in una deliziosa versione per contralto, ottavino, clarinetto e chitarra.
Per quanto riguarda gli interpreti, confrontatisi con un programma incentrato sulla musicalità del Novecento, in gran parte costituito da brani poco noti e spesso di estrema difficoltà esecutiva, hanno evidenziato grande bravura e perfetto affiatamento, il tutto sempre all’insegna di un eccezionale equilibrio complessivo.
Per tale motivo rinnoviamo i nostri complimenti a Daniela del Monaco, Antonio Grande, Tommaso Rossi, Gaetano Russo e Arturo Viola, protagonisti di un bellissimo concerto, che ha entusiasmato anche il numeroso pubblico presente, omaggiato con un bis consistente nella riproposizione della canzone Bellavista.

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