Convivio Armonico di Area Arte riprende con la musica ispano-americana del DualDuo

La seconda parte di Convivio Armonico di Area Arte è iniziata con il ciclo Suoni in Basilica – I Concerti della Sacrestia Papale che, nella Basilica Reale e Pontificia di San Francesco di Paola, ha ospitato il DualDuo, costituito da Maria Giovanna Siciliano Iengo (chitarra) e Mauro Caturano (clarinetto).
La serata, rivolta principalmente alla produzione spagnola e argentina, si è aperta con la Serenata Morisca di Ruperto Chapí (1851-1909), noto soprattutto per aver scritto numerose operette, le cosiddette zarzuelas, che ebbero ai suoi tempi grande successo.
Si passava quindi ad Astor Piazzolla (1921-1992) con Café 1930, secondo dei quattro movimenti della “Histoire du Tango”, pezzo del 1986, concepito in origine per flauto e chitarra, che descrive alcuni dei passaggi salienti della diffusione del celeberrimo ballo, dalle origini, nei postriboli di Buenos Aires, fino ai giorni nostri.
I successivi Canzone romantica e Duende (Danza spagnola) mettevano in evidenza anche il lato compositivo di Mauro Caturano e precedevano il ritorno a una piccola finestra dedicata a Piazzolla, con i celeberrimi Oblivion (scritto nel 1984 per la colonna sonora del film “Enrico IV” di Marco Bellocchio, ma ben presto divenuto un brano di successo a sé stante) e Adiós Nonino (brano scritto in memoria del padre), insieme ai meno famosi La Calle 92 e Street Tango.
Un omaggio di Caturano al compositore, intitolato Astor, ha preceduto il brano conclusivo, consistente nella Danza Spagnola n. 1 da “La vida breve”, opera in due atti di Manuel de Falla (1876-1946), che esordì a Nizza nel 1913.
Uno sguardo sugli interpreti, per sottolineare la bravura e l’affiatamento fra la chitarra di Maria Giovanna Siciliano Iengo e il clarinetto di Mauro Caturano (quest’ultimo rivelatosi anche compositore di notevole fattura).
In conclusione un concerto di elevato spessore, che ha proposto un’interessante e piacevole panoramica legata alla musica ispano-americana, salutato da una presenza di pubblico molto numeroso ed entusiasta, omaggiato con un bis consistente in un’intrigante versione di Libertango di Piazzolla.

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