La prima parte dei “Vespri d’Organo 2012” si chiude con un ottimo concerto di Sergio Orabona rivolto ad autori francesi dell’Ottocento e del Novecento

L’ultimo appuntamento della prima parte della VI edizione della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, si è svolto nella Basilica Pontificia di S. Pietro ad Aram e ha avuto come ospite il napoletano Sergio Orabona, attualmente organista titolare presso la St. Nikolaus Kirche di Stoccarda.
Il programma proposto era dedicato ad una serie di autori francesi, poco noti ed ancor meno eseguiti, con un’appendice belga.
L’apertura era rivolta al Boléro de concert in sol minore, op. 166 di Louis James Alfred Lefébure-Wély (1817-1869), musicista parigino, amico di Cavaillé-Coll, da quest’ultimo spesso chiamato per inaugurare i suoi monumentali organi, nonché autore di varie raccolte di brani quali L’Organiste Moderne.
A seguire abbiamo ascoltato Romance sans paroles e Stella Mattutina (da Douze Pièces Nouvelles pour Grand Orgue, op. 7) di Joseph Bonnet (1884-1944), allievo di Guilmant, famoso sia come docente, sia come interprete, grazie alle sue tournée nordamericane, che contribuirono a far conoscere la musica organistica francese negli Usa e in Canada.
Un successivo sguardo sulla prima metà del Novecento, per incontrare una figura prestigiosa come quella di Jehan Alain (1911-1940), nato in una famiglia dove la musica era di casa (il padre Albert fu per 50 anni organista a Saint-Germain-en-Laye, la sorella Odile soprano, il fratello Olivier compositore e critico musicale e la sorella Marie-Claire, tuttora vivente, è considerata una delle maggiori organiste del secolo scorso).
La sua morte prematura, avvenuta durante un’operazione di guerra a Saumur, ha privato la musica organistica di un autore, che già si era messo in evidenza grazie ad uno stile ben delineato e di grande originalità, come si può constatare ascoltando Le jardin suspendu, scritto nel 1934.
Altro compositore di grande interesse è stato Eugène Gigout (1844-1925), docente prima alla scuola Niedermeyer e poi al Conservatorio di Parigi, ed organista titolare della chiesa parigina di Sant’Agostino per più di 60 anni.
Della sua produzione, interamente organistica, sono stati eseguiti lo Scherzo in mi maggiore e la Toccata in si minore, entrambi tratti dai Dieci pezzi per organo (1890).
Ultimi due brani in programma, la trascrizione per organo di Alexandre Guilmant (1837-1911) del celeberrimo “Cigno” del “Carnevale degli animali” di Camille Saint-Saëns (1835-1921) e la Fanfare in re maggiore di Nicolas Lemmens (1823-1881), uno dei pochi autori belgi distintisi nel settore organistico in qualità di musicista, solista, docente e musicologo.
Per quanto riguarda l’interprete, Sergio Orabona, il suo primo merito è stato quello di concepire un programma ampio e di grande interesse, incentrato su compositori di buon livello, considerati “minori” per il solo fatto che oggi risultano poco frequentati.
A ciò va aggiunta un’esecuzione di elevato spessore, che ha dovuto superare anche i problemi legati ad uno strumento come il Tamburini della chiesa di San Pietro ad Aram, organo di notevole fattura, che da poco è tornato a far sentire la sua voce, ma per riportarlo all’originale splendore sarebbe necessario un accurato restauro.
Pubblico esiguo, soprattutto per una contemporaneità di eventi musicali (almeno cinque), frutto della mancanza di collegamenti fra le diverse istituzioni, che da sempre caratterizza la vita artistica cittadina, per cui non si tengono in alcun conto eventi, come questo, programmati con mesi di anticipo.
Le righe conclusive, poiché siamo al termine della prima parte dei “Vespri d’Organo 2012”, le dedichiamo al maestro Mauro Castaldo, direttore artistico dell’Associazione Trabaci, da sei anni a questa parte organizzatore caparbio e tenace di una lunga ed intensa stagione, che ha riportare in auge uno strumento così importante nell’ambito della tradizione musicale napoletana.

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