Mozart: Duetti per violino e viola, Divertimento per trio d’archi

Se è abbastanza nota l’abilità di Mozart come clavicembalista, organista e violinista, forse pochi sanno che il grande compositore amava molto anche la viola, per cui non di rado, nelle sue partiture, affidava a tale strumento compiti di notevole rilevanza.
Un esempio di questa predilezione è fornito dai Duetti per violino e viola, n. 1 in sol maggiore KV. 423 e n. 2 in si bemolle maggiore KV. 424, e dal Divertimento per trio d’archi in mi bemolle KV. 563, recentemente raccolti in un cd della casa discografica Concerto.
Per quanto riguarda i primi, sono gli unici scritti da Mozart per questo organico, e risalgono al 1783, data che segna il provvisorio ritorno del compositore a Salisburgo, dove il suo grande amico Michael Haydn, fratello del più noto Franz Joseph, ricopriva il ruolo di maestro di cappella alla corte dell’arcivescovo Hieronymus von Colloredo.
Sembra che quest’ultimo avesse commissionato sei duetti, ma Haydn, dopo averne composti quattro, per problemi di salute, fosse impossibilitato ad andare avanti.
La tradizione vuole che sia stato proprio Mozart, venuto in suo soccorso, a completare la raccolta, e ciò spiegherebbe la presenza, nel catalogo di Haydn, di quattro duetti anziché dei sei originariamente richiesti.
Dal canto suo il “Divertimento” vide la luce nel 1788, periodo molto problematico per Mozart, segnato dalla morte della giovanissima figlia Theresia e da una forte indigenza economica.
Non è casuale che il brano, pur appartenendo ad un genere, per definizione di puro intrattenimento, sia attraversato da una forte vena malinconica e, per struttura e complessità, possa essere tranquillamente paragonato ai migliori pezzi cameristici del periodo conclusivo della produzione mozartiana.
In più, anche il dedicatario è particolare, trattandosi del massone e amico Michael Puchberg, al quale Mozart doveva una discreta somma di denaro, per cui in questo modo cercava di sdebitarsi nei suoi confronti.
Veniamo quindi all’esecuzione, affidata a tre musicisti italiani di fama internazionale, il violinista Francesco Manara, il violista Simonide Braconi ed il violoncellista Massimo Polidori.
Ognuno di loro possiede una grande esperienza, sia in ambito orchestrale, essendo prime parti della Filarmonica della Scala, sia in ambito cameristico.
Una versatilità che emerge già a partire dal primo duetto mozartiano, dove è possibile apprezzare lo splendido suono ed il perfetto affiatamento fra il violinista e il violista (che suonano rispettivamente un violino Guadagnini del 1773 ed una viola Gagliano del 1800).
L’apice è poi raggiunto nel “Divertimento”, in cui gli artisti sono presenti contemporaneamente, dando vita ad un’interpretazione di altissimo livello, caratterizzata da una estrema raffinatezza, che esalta questa, come le altre due rare pagine del repertorio mozartiano, evidenziando nel contempo alcuni validissimi solisti di casa nostra.

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