Giovedì 28 novembre la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti propone il debutto di “Drink up, dreamers”, progetto di Maria Pia De Vito

La programmazione concertistica della Associazione Alessandro Scarlatti prosegue all’insegna della varietà dei linguaggi musicali, con un appuntamento dedicato alla jazz/folk/rock ballad statunitense.
Si tratta della prima esecuzione del nuovo progetto della cantante napoletana Maria Pia De Vito “Drink up, dreamers”, che debutta giovedì 28 novembre 2019 al Teatro Sannazaro alle ore 20.30.

L’interesse di Maria Pia De Vito per la canzone americana è oramai di lunga data: “So Right”, l’omaggio discografico dedicato a Joni Mitchell (2005), è diventato un “classico”, approdato nel 2007 anche al Blue Note di New York.
Il lavoro, che vedeva nella formazione Danilo Rea e Enzo Pietropaoli al contrabbasso e con ospite il batterista Aldo Romano, si proponeva di ripercorrere l’opera di Joni Mitchell riverificandola attraverso le filosofie contemporanee, e prendendo strade autonome.
Dal 2008 subentra al piano Julian Oliver Mazzariello, pianista sensibile e geniale, ed il progetto prende la forma “drumless”.
La lunga e fortunata attività di questo trio lo porta a vette di grandissimo interplay, giungendo a farlo definire dal critico di Downbeat Ted Panken, in occasione della performance ad Umbria Jazz Winter 2017, “a think-as-one trio”.
Il nuovo lavoro discografico di Maria Pia De Vito insieme a questa compagine musicale affiatatissima, di prossima uscita con un titolo ancora da definire, è arricchito del contributo ritmico e poetico del batterista Alessandro Paternesi.

È una collezione di canzoni di autori d’oltreoceano quali Crosby e Nash, Bob Dylan, Tom Waits e la mia sempre amata Joni Mitchell – spiega la De Vito – ma anche autori europei quali Elvis Costello e Peter Gabriel.
Il fil rouge che le accomuna è il tema del sogno, delle illusioni personali o quelle riguardanti il mondo e le nostre relazioni sociali, e della nostra risposta personale di fronte alla perdita delle illusioni. “Drink up, dreamers, you’re running dry”, “Bevete sognatori, state rimanendo a bocca asciutta”, è un verso tratto dal profetico brano di Peter Gabriel “Here Comes the Flood”, che in maniera visionaria, onirica e quasi tattile, pre/vede e pre/sente di decenni l’alluvione mediatica e l’iperconnettività che caratterizza ormai il nostro vivere quotidiano, e le imprevedibili conseguenze sul nostro modo di stare al mondo, e stare con noi stessi. Ma è solo uno dei sogni e delle illusioni di cui questo lavoro parla. Abbiamo ancora isole di pace da immaginare, come in “The Lee Shore” di Crosby e Nash, illusioni d’amore da inseguire, come in “Simple Twist of Fate” di Bob Dylan, spazi interiori di amore e cura per l’altro da coltivare, come in “Rainbow Sleeves” di Tom Waits. Senza questi sogni saremmo perduti. Il mio brano originale, “Tough Love”, è molto personale e vorrei che rimanesse una sorpresa per il pubblico del nostro concerto.

Costo del biglietto

I Settore – platea e palchi I fila: 18 Euro
II Settore – palchi II e III fila: 13 Euro
Ridotto (fino a 30 anni): 13 Euro
Last Minute (fino a 25 anni): 5 Euro

Biglietti in vendita online presso il circuito Ticketonline.

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
info@associazionescarlatti.it

Infoline: 081 406011
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Giovedì 28 novembre 2019, ore 20.30 – Teatro Sannazaro (v. Chiaia, 157 – Napoli)

Programma

Maria Pia De Vito, voce
Julian Oliver Mazzariello, pianoforte
Enzo Pietropaoli, contrabbassi
Alessandro Paternesi, batteria

Drink up, dreamers, prima esecuzione assoluta

Di seguito riportiamo la track list del cd di prossima uscita; gli artisti annunceranno i brani durante il concerto

Joni Mitchell
Harlem in Havana
Chinese cafè

Bob Dylan: Simple twist of fate

Joni Mitchell: Be cool

David Crosby and Graham Nash: The Lee shore

Joni Mitchell: Carey

Peter Gabriel: Here comes the flood

Joni Mitchell: Moon at the window

Tom Waits: Rainbow sleeves

Maria Pia De Vito: Tough Love

Joni Mitchell: Woodstock

Maria Pia De Vito
Cantante e compositrice, inizia l’attività concertistica nel 1976 come cantante e polistrumentista in gruppi di ricerca su musica etnica e musica colta dell’area mediterranea, balcanica e sudamericana. Dall’80 è attiva in campo jazzistico, collaborando con musicisti quali John Taylor, Ralph Towner, Rita Marcotulli, Ernst Rejiseger, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Guinga, Norma Winstone, Steve Swallow, Gianluigi Trovesi, Danilo Rea, Enzo Pietropaoli, Paolo Fresu, Paolo Damiani, Cameron Brown, Ramamani Ramanujan, David Linx, Diederik Wissels, Area, ed esibendosi in eventi speciali con musicisti del calibro di Joe Zawinul, Michael Brecker, Peter Erskine, Kenny Wheeler, Miroslav Vitous, Nguyen-Le, Uri Caine, Dave Liebman, Billy Hart, Eliot Ziegmund, Steve Turre, Maria Joao, Monica Salmaso, Art Ensemble of Chicago e molti altri, partecipando a importanti festival internazionali.
La sua ricerca sul canto e sulla voce abbraccia diversi campi d’azione: dalla personale elaborazione della lingua e la cultura napoletana attraverso la musica di improvvisazione e l’incontro con culture diverse (il più recente: il Brasile di Guinga, Chico Buarque e Ivan Lins), free jazz ed elettronica, la prossimità con la musica barocca, il lavoro sulla forma canzone senza limitazioni di genere.
Molto attiva dal 2007 con il duo Dialektos con Huw Warren con cui ha inciso due Cd per l’etichetta Parco della Musica, suonando in tutta Europa ed un tour in estremo oriente.
E’ stata protagonista dell’opera Diario dell’assassinata, presso il Teatro San Carlo di Napoli nell’aprile 2014, sempre con Huw Warren al suo fianco.
Ha varato nel 2011 il Progetto Il Pergolese, che ha inciso poi per la prestigiosa etichetta ECM, con François Couturier, Anja Lechner, Michele Rabbia, esibendosi in grandi festival e teatri europei.
Nel 2016 si è esibita all’Opera di Lyon in una carte blanche di 5 progetti da lei diretti.
A maggio è stato presentato all’Auditorium di Roma e al Blue Note di Milano, il cd Core – Coraçao un suo lavoro di versioni in napoletano di brani di Chico Buarque, Guinga, Egberto Gismonti, che vede Chico Buarque ospite in due brani, gli arrangiamenti di Roberto Taufic, e i grandi musicisti Huw Warren al piano, Gabriele Mirabassi al clarinetto, Roberto Rossi alle percussioni.
Ospite anche il Large Vocal Ensemble Burnogualà, diretto dalla De Vito, attualmente impegnato nelle registrazioni del progetto Moresche ed altre invenzioni.
Nominata dalla rivista americana Downbeat Magazine tra i dieci Artisti dell’anno nel 2001, nella categoria “Beyond Artist”, insieme a nomi quali Joni Mitchell e Caetano Veloso.
Ha vinto nel 2008, 2009, 2011 il Top Jazz, Referendum della critica indetto dalla rivista Musica Jazz, dal 2010 al 2015 ha vinto il referendum popolare della rivista JAZZIT, nonchè il premio Musica e dischi 2012 per la migliore produzione internazionale con il suo disco Mind the Gap.
Nel 2016 ha ricevuto il Premio alla Carriera dall’ associazione Musica Oggi.
E’ stata docente di Canto Jazz presso il Conservatorio di Santa Cecilia, attualmente è docente presso il Saint Louis Music College di Roma.
E’ stata direttrice della sezione Jazz del Ravello Festival per il 2017.
Nel 2019 è stata nominata direttrice artistica del Bergamo Jazz Festival

Julian Oliver Mazzariello
È il pianista che più incanta e stupisce sulla scena musicale degli ultimi anni per il suo pianismo agile e talentuoso, per il suo stile moderno e originale, per il suo tocco armonico ricercato e ispirato.
Nasce nel 1978 a Hatfield, in Inghilterra.
Inizia gli studi di pianoforte a soli sette anni e già mostra vivo interesse per “l’improvvisazione”.
A tredici anni vince premi importanti come: “National Telegraph Young Jazz Musician of the Year”; insieme al coetaneo batterista Jose Joyette vince il concorso televisivo “291Club” con il duo “Future Shock”.
Studia pianoforte classico con la “Associated Board of the Royal School of Music”.
Ha diciassette anni quando decide di trasferirsi in Italia, a Cava Dei Tirreni, in provincia di Salerno.
E’ il paese di origine di suo padre – anch’egli musicista -ma è anche convinto che certi aspetti culturali del territorio possano essere influenti per la sua espressività artistica e umana.
Inizia quindi un percorso di conoscenza e di crescita con la scena musicale del territorio: i fratelli Deidda, Giovanni Amato, Pietro Vitale, Jerry Popolo, Giampiero Virtuoso, Amedeo Ariano.
Diventa il pianista del “Daniele Scannapieco 4tet” con Stefano di Battista e Andrè Ceccarelli; del “High Five Quintet” con Fabrizio Bosso Lorenzo Tucci.
Incide l’album “3 from the Ghetto” di Dario Deidda prodotto da Gegè Telesforo, fa parte stabilmente del gruppo di Telesforo “Pure Funk Live”.
Collabora con i più grandi jazzisti del panorama nazionale e internazionale: Enrico Rava, Roberto Gatto, Giovanni Tommaso, Maria Pia De Vito.
Intanto anche Lucio Dalla l’ha notato. Con lui incide l’album live “In quella notte di stelle” e terrà diversi concerti.
Intreccia, poi, collaborazioni con Alex Britti, Fabio Concato, Fiorella Mannoia.
Nel 2009 incide con Andrè Ceccarelli “Sweet People” per la Cam Jazz.
Con Ceccarelli suona in Francia in teatri prestigiosi, tra cui “l’Opéra di Lyon”.
Diventa il pianista del gruppo fusion del batterista con il cantante Alex Ligertwood dei Santana.
Con loro suonerà nei festival più importanti del mondo: Festival di Nice, Jazz a Juàn, Miami-Nice Festival, La nuit de la Guitar.
Nel 2011 incide con “Stefano Di Battista 5tet” “Womans Land” e partecipa al suo tour europeo.
Nel 2012 con il trombettista Fabrizio Bosso nasce il duo “Bosso –Mazzariello” e pubblicano il disco “TANDEM” per la “Verve”.
E’ anche il pianista stabile nel “Fabrizio Bosso 4tet”, nei progetti con le orchestre “Duke” e “The Champ”.
E’ in uscita il primo disco a nome di Julian Oliver Mazzariello Dèbut registrato a Parigi, in trio, con Andrè Ceccarelli e Remi Vignolò.
Nella stagione teatrale 2018-2019 è stato in tour con Eduardo De Crescenzo con il progetto Essenze jazz.

Enzo Pietropaoli
Nasce a Genova il 29 settembre 1955.
Dal 1961 vive a Roma dove debutta professionalmente con il “Trio Di Roma” (Danilo Rea e Roberto Gatto) nel 1975.
Ha suonato e inciso al fianco di molti musicisti significativi come: Franco Ambrosetti, Chet Baker, Flavio Boltro, Lester Bowie, Art Farmer, Paolo Fresu, Enrico Rava, Oscar Valdambrini, Fabrizio Bosso, Woody Shaw, Kenny Wheeler, Bob Berg, Michael Brecker, Ronnie Cuber, Maurizio Giammarco, Rosario Giuliani, Johnny Griffin, Steve Grossman, Lee Konitz, Gabriele Mirabassi, Sal Nistico, Archie Shepp, Pietro Tonolo, Gianluigi Trovesi, Massimo Urbani, Javier Girotto, Phil Woods, Mark Turner, Curtis Fuller, Jimmy Knepper, Albert Mangelsdorff, Dino Piana, Toots Thielemans, Gianni Coscia, Richard Galliano, Brian Auger, Stefano Bollani, Ray Bryant, George Gruntz, Evan Lurie, Rita Marcotulli, Horace Parlan, Enrico Pieranunzi, Danilo Rea, Franco D’Andrea, Renato Sellani, Ben Sidran, Cedar Walton, Kenny Werner, John Taylor, Bobby Hutcherson, Jay Clayton, Maria Pia De Vito, Norma Winstone, Gianmaria Testa, Eduardo De Crescenzo, John Abercrombie, Roberto Ciotti, Christian Escoudè, Pat Metheny, Joe Pass, John Scofield, Nelson Veras, Ginger Baker, Han Bennink, Kenny Clarke, Billy Cobham, Roberto Gatto, Daniel Humair, Alvin Queen, Bob Moses, Fabrizio Sferra e molti altri.
Lungo l’elenco dei riconoscimenti conseguiti: nel 1987 Musica Jazz – Top Jazz – “Lingomania” (M.Giammarco/D.Rea/U.Fiorentino/R.Gatto) miglior gruppo italiano; nel 1988 Guitar Club – I Vostri Preferiti – “Lingomania” miglior gruppo e miglior bassista jazz; ancora nel 1988 Musica Jazz – Top Jazz – “Space Jazz Trio” (Enrico Pieranunzi/Fabrizio Sferra) miglior gruppo italiano; nel 1989 Guitar Club – I Vostri Preferiti – “Lingomania” miglior gruppoe miglior bassista jazz; 1989 Musica Jazz – Top Jazz – “Space Jazz Trio” miglior gruppo italiano; 1990 Guitar Club – I Vostri Preferiti – miglior bassista jazz; 1998 Musica Jazz – Top Jazz – Doctor 3 – “The Tales Of Doctor 3” miglior disco italiano; 1999 Musica & Dischi – Doctor 3 “The Songs Remain The Same” miglior disco jazz italiano; 1999 Musica Jazz – Top Jazz – “Doctor 3” miglior gruppo italiano; 1999 Musica Jazz – Top Jazz – “Shades Of Chet” (Enrico Rava-Paolo Fresu Quintet con Stefano Bollani e Roberto Gatto) miglior disco italiano; 2001 Musica Jazz – Top Jazz – “Doctor 3” miglior gruppo italiano; 2003 Musica Jazz – Top Jazz – “Doctor 3” miglior gruppo italiano; 2011 Musica Jazz – Top Jazz – Strumentista dell’anno- Basso; 2013 Musica Jazz – Top Jazz – “Enzo Pietropaoli Quartet” miglior gruppo italiano.
Ha preso parte a molte manifestazioni internazionali in Italia, Germania, Francia, Svizzera, Austria, Spagna, Gran Bretagna, Danimarca, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Liechtenstein, Russia, Serbia, Polonia, Canada, U.S.A, Nuova Caledonia, Brasile, Israele, Cina, Giappone, India, Qatar, Senegal, Etiopia, Kenia, Algeria, Tunisia, Marocco, Egitto, Siria.

Alessandro Paternesi
Marchigiano, classe 1983, Alessandro Paternesi scopre le percussioni all’età di appena due anni grazie al padre batterista.
A Perugia compie i primi studi sia in ambito classico sia jazzistico a fianco di Massimo Manzi per poi diplomarsi al corso di strumenti a percussione presso il Conservatorio “F. Morlacchi”.
Al diploma succede il trasferimento nella Capitale dove, nel 2011, consegue la laurea in jazz presso il Conservatorio di Santa Cecilia che gli consente di affinare le proprie capacità studiando con maestri quali Marc Miralta, Roberto Gatto, Jimmy Cobb, Jeff “Tain” Watts, Ramberto Ciammarughi, Lele Veronesi, Ettore Fioravanti, Ron Savage.
Il talento unito a sorprendente versatilità e ad inconfutabili doti tecniche conducono ben presto Alessandro ad unirsi ad apprezzate formazioni come il quartetto “Yatra” di Enzo Pietropaoli (Top Jazz 2013 come “Miglior formazione”), la “Radar Band” dell’istrionica cantante bolognese Cristina Zavalloni, il trio del giovane Enrico Zanisi e quello capitanato dal trombettista Fulvio Sigurtà.
Da annoverare tra i sideman più richiesti dell’attuale panorama nazionale, Paternesi vanta inoltre collaborazioni con artisti del calibro di Enrico Rava, Rita Marcotulli, Danilo Rea, Gabriele Mirabassi, Javier Girotto, Ada Montellanico, Franco Cerri, Giovanni Tommaso, Enzo Pietropaoli, Maria Pia De Vito, Gianni Basso solo per citarne alcuni.
Ecletticità e una spiccata verve creativa sono caratteristiche che conducono il batterista marchigiano a non porre limiti alla ricerca.
Da menzionare in tal senso i seminari da lui ideati e condotti con svariati gruppi di danza ed il contributo nella realizzazione di colonne sonore per il cinema (La grande bellezza, Una piccola impresa meridionale, ecc.).
In ambito didattico è docente di batteria jazz presso il Conservatorio Perosi di Campobasso, il Conservatorio Martini di Bologna, e nell’Accademia di Siena Jazz University.

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