Giovedì 2 aprile il Festival Internazionale del ‘700 Musicale Napoletano, in collaborazione con Area Arte Associazione, ospita l’ensemble “Le Musiche da Camera”

Manifesto Festival Internazionale del Settesento napoletanoGiovedì 2 aprile, alle ore 20.30, presso il Centro Culturale Domus Ars (via S. Chiara 10 c – Napoli), nell’ambito del Festival Internazionale del ‘700 Musicale Napoletano, concerto in collaborazione con la XIV edizione di Convivio Armonico di Area Arte Associazione,  dal titolo “Ad Sepulcrum”, con la partecipazione dell’ensemble “Le Musiche da Camera”, formato da Rosa Montano (mezzosoprano), Egidio Mastrominico (violino di concerto), Roberto Roggia (violino I di ripieno), Federico Valerio (violino II concertino), Fernando Ciaramella (Viola), Leonardo Massa (violoncello), Ottavio Gaudiano (contrabbasso), Giuseppe Petrella (tiorba e chitarra barocca), Debora Capitanio (clavicembalo)

In programma musiche di Vivaldi, Veneziano, Leo, Manna

Costo del biglietto: 12 Euro (Prevendita: 10 Euro)

Info e prenotazioni:
081.34256.03
infoeventi@domusars.it

Associazione Domenico Scarlatti
www.domenicoscarlatti.it
info@domenicoscarlatti.it

AREA ARTE
Associazione Culturale Mediterranea
Centro di ricerca sul ‘700 Napoletano
Ensemble Le Musiche da Camera
Via B. Croce, 23
Napoli
347 2430342
Email: areaarte@lemusichedacamera.it
www.lemusichedacamera.it

In uno studio sui legami viennesi delle due opere di Vivaldi intitolate “Al Santo Sepolcro”, recentemente pubblicato nel volume a cura di G. Pitarresi che raccoglie gli atti del convegno dedicato alla figura di Silvio Stampiglia, promosso nel 2007 dal Conservatorio di Musica “F. Cilea” di Reggio Calabria e dall’ISMEZ, il musicologo Michel Talbot oltre a ricordare il legame tra Stampiglia e Vivaldi per l’utilizzo da parte di quest’ultimo del libretto della “Partenope” di Stampiglia per un “pasticcio” che assemblò nel 1738, propone un legame indiretto tra i due attraverso “la breve relazione di entrambi con il sottogenere dell’oratorio noto come “sepolcro” o “oratorio di sepolcro” coltivato a Vienna dal 1660.
Stampiglia per l’aver scritto eccezionalmente nel 1711 “Il Sepolcro nell’orto” posto in musica da M. A. Ziani, e Vivaldi per la composizione di due lavori “gemelli”, intitolati “Al Santo Sepolcro” e la cui struttura si rifà alla particolare forma di ouverture del genere che non era in tre movimenti come negli oratori o nei melodrammi all’italiana, ma presentava solo due concisi movimenti, il primo lento con cui si trasmetteva un senso di funerea solennità e mistero, il secondo un allegro fugato in forma severa.
Probabilmente queste due composizioni furono scritte quali introduzioni a composizioni vocali perdute o che Vivaldi non scrisse mai.
Incastonato tra le due Sinfonie/Suonate verrà eseguita la splendida aria Filiae Maestae Jerusalem RV 638, dall’ introduzione al Miserere, un’aria che ci parla della tristezza dei figli di Gerusalemme e del lutto della natura dopo la morte di Gesù Cristo.
Questo legame tra Stampiglia e Vivaldi ha generato il confronto e l’incontro della scuola veneziana e della scuola napoletana attorno alla musica per la Settimana Santa.
E sappiamo bene che la Musica Sacra nel Settecento Napoletano trova terreno fertile e assurge a modello per i musicisti di tutta Europa.
La presenza di centinaia di Chiese e Cappelle Gentilizie, la formazione didattica dei musicisti e dei cantanti evirati che avveniva nei Conservatori di Sant’Onofrio a Capuana, di Santa Maria della Pietà dei Turchini, dei Poveri di Gesù Cristo e di Santa Maria di Loreto, strettamente legati alla Chiesa e quindi all’attività religiosa che in esse si svolgeva, l’alto numero di compositori sacerdoti tra cui vanno ricordati, Padre Giuseppe da Napoli, Don Giuliano Perugino, l’Abate Bonifazio Petrone, Don Gennaro Manna, hanno permesso un grande sviluppo della Musica Sacra a Napoli nel Settecento, dimostrato dalla copiosa produzione che nella maggioranza dei casi è di alta qualità.
I riti liturgici del Giovedì Santo assumono nella cultura napoletana del Settecento e di conseguenza nella musica proposta il momento più significativo, quello dell’ultima cena dove Cristo, svela il disegno Divino della Pasqua.
Ed allora di Gaetano Veneziano, in prima esecuzione moderna, il “Taedet animam meam vitae meae” (La mia anima è stanca della mia vita), il cui testo deriva dal Libro di Giobbe, per voce con archi e basso.
La Sinfonia dall’oratorio “S. Elena al Calvario” di Leonardo Leo in tre tempi, che mostrerà la differenza con le due di Vivaldi.
Ad un Allegro introduttivo dal carattere drammatico fa seguito un Larghetto quasi “siciliana” caratterizzato da una dolcissima linea melodica che morendo da inizio ad un Presto dalle forti tinte drammatiche il cui tema iniziale richiama le martellate che inchiodarono Gesù sulla Croce.
Il concerto termina con la Lectio Quinta del Giovedì Santo dal Divinum Officium Matutinum a voce sola di contralto con violini e basso di Gennaro Manna.
Figlio di Caterina Feo (sorella di Francesco Feo), si formò al Conservatorio di Sant’Onofrio a Porta Capuana di Napoli, dove lo zio Francesco Feo era primo maestro.
Debuttò come operista al Teatro Argentina di Roma con il Tito Manlio il 21 gennaio 1742.
Fu poi a Venezia per il carnevale dell’anno successivo, e dopo il suo rientro a Napoli, fu nominato nel 1744 maestro di cappella del Senato di Napoli.
Debuttò al teatro San Carlo nel gennaio 1745 ricevendo numerosi consensi diventando poi maestro del Conservatorio di Santa Maria di Loreto.
Nel 1761 succedette allo zio Feo nella direzione della cappella della Chiesa della Santissima Annunziata e nello stesso anno ricevette la stessa carica per il Duomo di Napoli.
Gennaro Manna a differenza dei compositori dell’epoca tralasciò il campo dell’opera buffa per occuparsi solamente di quello dell’opera seria, nel quale fu molto apprezzato dai compositori del suo tempo.
Nel suo stile compositivo si notano elementi sia dello stile galante che del pre-classicismo, come potremo apprezzare in questa Lectio composta da cinque arie di lunghezza variabile, declinate con una speciale aderenza al testo sacro.
Area Arte e Le Musiche da Camera dedicheranno particolare attenzione nel 2015 all’opera di Gennaro Manna del quale ricorrono i 300 anni dalla nascita, come consueto per la sezione Gli Anniversari della Musica!
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Giovedì 2 aprile, ore 20.30 – Centro Culturale Domus Ars (via S. Chiara 10 c – Napoli) – Festival Internazionale del ‘700 Musicale Napoletano

Ad Sepulcrum
Ensemble Le Musiche da Camera con strumenti d’epoca

Rosa Montano, mezzosoprano
Egidio Mastrominico, violino di concerto
Roberto Roggia, violino I di ripieno
Federico Valerio, violino II concertino
Fernando Ciaramella, viola
Leonardo Massa, violoncello
Ottavio Gaudiano, contrabbasso
Giuseppe Petrella, tiorba e chitarra barocca
Debora Capitanio, clavicembalo

Programma

Antonio Vivaldi (1678 – 1741):
Al Santo Sepolcro, Suonata a 4 in Mib magg. RV130
Introduzione al Miserere – Filiae Maestae Jerusalem per contralto, due violini, viola e basso RV 638
Al Santo Sepolcro – Sinfonia a 4 in si minore RV 169

Gaetano Veneziano (1656 – 1716): Taedet Animam Mea, a voce sola di contralto con violini *

Leonardo Leo (1694-1744): S. Elena al Calvario – Sinfonia dall’Oratorio *

Gennaro Manna (1715-1779)
Gli Anniversari: Gennaro Manna a 300 anni dalla nascita
Lectio Quinta del Giovedì Santo *
Nostis Qui Conventus Erat, a voce sola di contralto con violini (Prima esecuzione moderna)

* Trascrizioni moderne a cura di Egidio Mastrominico

“Le Musiche da Camera”
Ensemble Le Musiche da Camera 2È una delle formazioni più longeve di musica antica a Napoli.
Fondato nel 1992 da Egidio Mastrominico, l’ensemble, di formazione variabile, ha indirizzato sin dall’inizio la propria attività alla riscoperta di brani inediti o poco conosciuti di compositori napoletani dei secoli XVII e XVIII, presentandone numerose opere in prima esecuzione moderna attraverso il recupero della prassi esecutiva d’epoca.
E’ invitato a partecipare a festival, rassegne e stagioni promosse da enti e associazioni di rilevanza nazionale. Dal 2001 assieme all’Associazione Area Arte, che ne cura l’attività, l’ensemble ha dato vita alla rassegna “Convivio Armonico” presso il Teatro Sancarluccio di Napoli.
In quest’ambito è stato avviato il progetto “L’Intermezzo Ritrovato”, con il mezzosoprano Rosa Montano, che ha visto gli allestimenti, in prima esecuzione moderna, di intermezzi di Sarro, Feo, Vinci, Giordano e inoltre di Scarlatti e Pergolesi.
“Le Musiche da Camera” ha registrato gli Hamilton-Trios di Emanuele Barbella (Tactus), gli intermezzi Eurilla e Beltramme di Sarro (Bongiovanni) e “Si Suona a Napoli – Concerti Napoletani per Traversiere” con Renata Cataldi solista (Dynamic).

Rosa Montano
mezzosoprano, diplomata giovanissima in pianoforte, ed in canto (ramo Artistico, Didattico e Musica Vocale da Camera) e laureata in lettere classiche (Letteratura Greca).
Ha continuato a perfezionare gli studi musicali con il diploma di Alto Perfezionamento in Canto Lirico presso l’Accademia Musicale Pescarese, nella classe del M° E. Battaglia.
Si è dedicata al repertorio liederistico partecipando a più seminari presso l’Accademia “H.Wolf” di Acquasparta (1993 – 1998) e nel 1999 alla Sommerakademie Salzburg – Masterklasse con il M. E. Battaglia.
Ha intrapreso lo studio del repertorio barocco seguendo vari seminari e corsi sulla vocalità antica tenuti dal soprano C. Ansermet.
E’ risultata vincitrice di due borse di studio per i seminari della Fondazione G. Cini di Venezia, nel 1999 per il seminario “L’altro Scarlatti” a cura di C. Miatello, R. Gini e F. Degrada nel quale ha eseguito come solista il Salve Regina di Domenico Scarlatti, e nel 2002 per il seminario “Le Metamorfosi di Praga, ovvero Travestimenti Sacri” a cura di F. Degrada, M. Jonášová, P. Grazzi e L. Marzola.
Grazie alla sua formazione filologica ed alla originale caratteristica del timbro vocale, come interprete si è dedicata in particolare alla riscoperta e alla divulgazione, con l’Ensemble “Le Musiche da Camera” di intermezzi inediti del ‘700 napoletano, repertorio delle celebri cantanti “buffe” dell’epoca; nell’ambito del progetto “Gli Intermezzi Ritrovati” ha interpretato in prima esecuzione moderna al Teatro Sancarluccio di Napoli, nel 2001 il ruolo di Eurilla negli intermezzi “Eurilla e Beltramme” di Domenico Sarro – registrato per l’etichetta Bongiovanni, nel 2002 il ruolo di Rosicca negli intermezzi “Morano e Rosicca” di Francesco Feo e nel 2003 il ruolo di Erighetta negli intermezzi “Erighetta e Don Chilone” di Leonardo Vinci riscuotendo ampi consensi di critica.
Nel 2007 ha ricoperto il ruolo della protagonista nella “Dirindina” di D. Scarlatti. Con l’ensemble ha partecipato a rassegne e festival di rilevanza nazionale, esibendosi per enti ed associazioni,quali: UNESCO, Regione Campania, Comune e Provincia di Napoli, EPT di Napoli, Sovrintendenza BB.AA. di Caserta, Sovrintendenza BB.AA di Napoli, Sovrintendenza BB.AA. di Salerno e Avellino, Scuola HOLDEN – HoldenArt.
Come principale interprete delle Kammeroper del compositore Livio De Luca si è esibita in prima esecuzione assoluta in “Cenerentola non perse la scarpetta”, nel 2003 ne “L’uomo della Folla”, e ne “Il Lupo racconta Cappuccetto Rosso”, e nel 2004 ne “Le Meraviglie di Alice”.
Nel 2004 ha interpretato il ruolo femminile nell’opera “L’ultima domanda” del compositore romano Mauro Bagella.
Come solista con orchestra ha eseguito più volte il “Requiem” di W.A. Mozart, il “Gloria” di A. Vivaldi, gli “Stabat Mater” di A. Scarlatti, G. B. Pergolesi e T. Traetta, il “Requiem” di D. Cimarosa, la “Fantasia” di L. van Beethoven, la “Via Crucis” di F. Liszt, l’oratorio “La vita di Maria” di Nino Rota.
Nell’aprile 2008 ha partecipato al Giubileo di Lourdes con un concerto dedicato al repertorio mariano con l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “N. Sala” di Benevento.
Pratica inoltre il repertorio liederistico e da camera dell’800-900 per il quale ha ottenuto il Diploma d’Onore al Concorso T.I.M. nel 1996.
Ha inciso per le etichette Vigesse e Bongiovanni.
Ha collaborato con la Compagnia Attori Insieme nello spettacolo “Interno di un convento” prodotto dall’Ente Teatrale Italiano.
In qualità di regista ha curato la regia per allestimenti di opere da camere contemporanee e nel 2010 in occasione dell’anniversario Pergolesiano ha curato la regia di due edizioni della Serva Padrona.
Ha diretto il Coro dell’ Associazione “Agape Fraterna” e attualmente dirige i “Cantori del Plebiscito” e il Coro “Bellarus”.
E’ organista e referente per le attività musicali della Basilica Reale e Pontificia di S. Francesco di Paola in Piazza del Plebiscito – Napoli.
Dal 1998 è docente presso il Conservatorio di Musica di Benevento, quale vincitrice del concorso per titoli ed esami bandito nel 1991.
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