La rassegna “Pausilypon – Suggestioni all’imbrunire” chiude con tre appuntamenti da giovedì 9 a sabato 11 settembre

I fiati della Nuova Orchestra Scarlatti

Da giovedì 9 a sabato 11 settembre ultimi tre appuntamenti, nel Parco Archeologico Pausilypon (discesa Coroglio, 36 – Napoli) della rassegna “Pausilypon – Suggestioni all’imbrunire”, quest’anno prodotta e curata dall’associazione Il Canto di Virgilio con la direzione artistica di Carlo Faiello in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli e la Gaiola Onlus.

Giovedì 9 settembre, alle ore 18.30, si terrà lo spettacolo teatrale di Iolanda Schioppi dal titolo “Troiane, figlie di un Dio minore?”, mentre venerdì 10 settembre, alle ore 18.30 è previsto l’allestimento di “Nauaghìa naufragium”, poema drammaturgico per due attori e un percussionista, di Rosario Diana; infine, sabato 11 settembre, sempre alle ore 18.30, Petite Offrande Musicale con i Fiati della Nuova Orchestra Scarlatti.

Nel rispetto delle norme anti Covid è previsto l’obbligo del Green pass o di un tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti il concerto o, ancora, la guarigione dal virus al massimo da 6 mesi.

Obbligatoria la prenotazione a Domus Ars Centro di Cultura
tel.: 081.3425603
e-mail: infoeventi@domusars.it

Ingresso gratuito

Prima di ogni spettacolo, alle ore 18.00 – miniconcerto della durata di 30 minuti Divagazioni sull’Epitaffio di Sicilo.
Accoglienza in musica con: ArsHelichrysum Duo e MandGuit Duo.

Ufficio stampa per Il Canto di Virgilio
Enrica Buongiorno
tel 3288598396
email: enricabuongiorno@gmail.com
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Giovedì 9 settembre, ore 18.30
Troiane, figlie di un Dio minore?
Testo e regia di Iolanda Schioppi
Con: Iolanda Schioppi, Caterina Giugno, Josepha Pangia, Roberta Capuano.
Musiche originali, M° Pasquale Ruocco
Prodotto da Gabbianella Club
Lo spettacolo è la trasposizione in lingua napoletana da “Le Troiane” di Euripide.

Può l’amore di una donna mettere in pericolo le sorti di un intero popolo?
“Troiane, figlie di un Dio minore?”, è la trasposizione in lingua napoletana da “Le Troiane” di Euripide.
La storia delle troiane si inserisce nel presente in un loop potente e disarmante attraverso voci di donne, condannate per contrappasso ad un destino cieco e disilluso, accentuato da una fede in un Dio che non è più salda.
La narrazione della leggendaria disfatta di Troia e la suggestiva performance artistica, tutta al femminile, pongono lo spettatore a riflettere su temi che continuano a perpetuarsi nei secoli: la guerra, l’amore, il diritto alla dignità umana.
Temi che invitano a chiedersi qual è la linea di confine che definisce oggi i limiti di umanità.
Elena interpretata dalla stessa autrice e regista, è la spartana, verso la quale le troiane, Ecuba, Andromaca e Cassandra, divenute vedove e bottino di guerra degli achei, puntano l’indice accusatore.
Fil rouge della narrazione, è il racconto di una donna, che partecipa in maniera commovente alla disfatta del popolo troiano.
Un abbraccio corale teso alla speranza farà riemergere l’intero genere umano dall’oblio poiché quando la tragedia è compiuta, la vita si impone ancora e ancora sulla morte.
Arte e drammaturgia insieme alla musica elettronica del maestro Pasquale Ruocco che ne enfatizza la narrazione con spiccata sensibilità estetica e forte pathos, si fondono per dar vita ad un commovente viaggio nel tempo lì dove la tragedia greca rivive nel presente.

Venerdì 10 settembre, ore 18.30
Nauaghìa naufragium di Rosario Diana – nomi ed epifanie dal dolore dei migranti
poema drammaturgico per due attori e un percussionista sulle sofferenze dei migranti
Attore-lettore, Andrea Renzi
Attrice-lettrice, Silvia Ajelli
Percussionista, Lucio Miele
Regia, Rosario Diana
Aiuto regista, Cerino Ruggero
Musiche di Lucio Miele
Con il Patrocinio scientifico dell’Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno – Consiglio nazionale delle ricerche (ISPF-CNR)

Nauaghìa naufragium è il tentativo di “mostrare” nei loro tratti tipici (tipici perché ahimè si ripetono) alcune forme di sofferenza patite dai migranti del nostro tempo.
Il titolo – espresso nelle lingue delle due antiche culture greca e latina, evocate dal meraviglioso Parco Archeologico del Pausilypon – coniuga allusivamente il naufragio dei migranti con quello dell’Europa di fronte al fenomeno epocale delle migrazioni.
Il testo (in corso di pubblicazione presso l’editore Ets di Pisa) è basato su vicende drammatiche realmente vissute e mette in campo una poesia pensata per essere eseguita, nel rispetto della destinazione originaria di ogni componimento in versi: il canto e la declamazione.
Come in una sorta di oratorio laico, il poema si apre con un Introitus e si conclude con un Exitus: nel mezzo sedici epifanie (apparizioni) attraversate, come in un ostinato musicale, dall’elenco dei nomi di molte vittime delle migrazioni.
Tali nomi, privati di cognome o prenome, diventano segni-suoni non più collegati a un singolo essere umano, ma evocatori del sacrificio di tanti altri migranti.

Sabato 11 settembre, ore 18.30
Petite Offrande Musicale
I Fiati della Nuova Orchestra Scarlatti
Marilù Grieco, flauto
Umberto D’Angelo, oboe
Gaetano Russo, clarinetto
Francescopaolo Balestrieri, fagotto
Luca Martingano, corno

I Fiati della Nuova Orchestra Scarlatti (flauto Marilù Grieco, oboe Umberto D’Angelo, clarinetto Gaetano Russo, fagotto Francescopaolo Balestrieri, corno Luca Martingano) propongono Petite Offrande Musicale, un programma brillante e ricco di suggestioni in sintonia con il luogo del concerto.
I musicisti presenteranno ed eseguiranno pagine solistiche – dagli evocativi Syrinx di Debussy e Metamorfosi di Britten, ai poetici Tre pezzi per clarinetto solo di Stravinskij – alternandole con alcuni dei più bei Quintetti per fiati del ‘900, dalle vigorose Antiche danze ungheresi di Ferenc Farkas (1905-2000) alla felliniana Petite offrande musicale di Nino Rota e ai briosi Tre pezzi brevi di Jacques Ibert.

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