Martedì 19 dicembre a Salerno i “Concerti in Luci d’Artista” ospitano il Coro Polifonico Casella e il Coro Armonia che eseguiranno brani natalizi

Secondo appuntamento martedì 19 dicembre della edizione 2017 di “Concerti in Luci d’Artista”, la sezione invernale dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia in Tour” che quest’anno propone un percorso di otto appuntamenti.
A firmarne l’organizzazione è il CTA di Salerno, l’Associazione “Amici dei Concerti di Villa Guariglia” in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno ed il contributo e patrocinio del Comune di Salerno.
Dopo l’anteprima dello scorso 5 novembre con il sassofonista Federico Mondelci e la Sonora Sax Junior Orchestra, e il bagno di folla per il debutto dei 4 Evers Tenors del Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno con Ernesto Pulignano al pianoforte, in un teatrale concerto sulle abitudini e i vizi dei tenori, martedì 19 dicembre, alle ore 20, doppio concerto, nella Chiesa del Santissimo Crocifisso, con un omaggio alla coralità, in una magica “Notte di Luce”.
La musica corale è stata affidata al Coro Polifonico Casella, diretto da Caterina Squillace, che spazierà da Lotti a Kodály, sino a Dvořák e Leontovich, e al Coro Armonia guidato da Vicente Pepe, che si cimenterà col gospel, tradizione colta e radici afro-americane, si uniranno in un originale progetto.
Ad aprire la serata il Corpo Polifonico Casella diretto da Caterina Squillace che annovera, tra i soprani, Giovanna Annunziato, Maria Brucale, Patrizia De Mascellis, Mena Iacobelli, Anna Maria Muzzillo e Daniela Natella; tra i contralti Luisa De Ferrante, Daniela Delvecchio, Anna Maria Gammaldi, Rossana Graziano e Marilena Troìa.
Tra le voci maschili, i tenori Michele Buonocore, Vincenzo Caroniti e Giuseppe Falciani e i bassi Antonello Amato, Giuseppe Di Napoli, Aristide Fiore, Riccardo Gammaldi, Piero Sacco e Eugenio Vicinanza, con un programma di brani che prevede una prima parte dedicata alla figura della Vergine Maria, grazie alla quale si compie l’avvento del Messia.
Si comincia con “Regina coeli” di Antonio Lotti.
Seguono due “Ave Maria”: la prima composta nel 2000 da Giancarlo Aquilanti, e l’altra dall’argentino C. E. Matta.
Per finire, “Regina coelorum” di Marco Ferretti, un’eterea composizione che privilegia i timbri più chiari, e “Alma redemptoris mater” di Orlando Dipiazza.
Si passerà, quindi, a una sequenza di brani incentrata sul Natale, con due canti arrangiati da R. Peluso, un altro compositore contemporaneo: “Notte di luce”, che dà il titolo all’intero concerto, è introdotto dalla versione italiana di “O little town of Bethlehem”.
La contemplazione del prodigio della Natività, palesatosi davanti a tutti gli esseri viventi (gli animalia del testo latino) è espressa dall’avvicendarsi di stati di sospensione, meraviglia e trionfo che caratterizzano “O magnum mysterium” (2000), una versione dell’omonimo responsorio di Natale musicata dal venezuelano César Alejandro Carrillo.
Dall’ambientazione presepiale, sebbene trasfigurata in un’aura mistica, si passerà alla figura simbolica del viandante, colto all’improvviso dalla notte, che invoca speranza e consolazione, metafora di tutti coloro che sono in cerca di un senso e di un incoraggiamento, con “Esti Dal” (“Canto della sera”), un canto popolare ungherese nella versione di Zoltán Kodály.
Una sorta di stupore e di rapimento in estasi si protrarrà attraverso le note di “Napadly Písně” (op. 63) di Antonín Dvořák.
Concluderà questa parentesi dedicata all’Europa dell’Est “Nell’umile silenzio”, la rielaborazione di un canto popolare polacco (“Mizerna Cicha”), tradotto e armonizzato da Marco Crestani.
“Cancion azul de cuna”, una soave ninna nanna dello spagnolo Emilio Solé, venezuelano d’adozione, allude alla presenza del Bambino Gesù, il cui arrivo è infine annunciato da due canti tradizionali del mondo anglosassone: “God Rest You Merry, Gentlemen”, nella versione corale di David Willcocks, e “Ring Christmas bells!” di Mykola Leontovich.
Il coro Casella lascerà la ribalta al Coro Armonia di Vicente Pepe, che dedicherà al pubblico delle luci i più amati temi del canto gospel e spirituals, diretta conseguenza di quel processo di evangelizzazione delle comunità nere, tentato dal Cristianesimo nei confronti di popolazioni sradicate dalla loro terra e condannate a vivere in condizioni di schiavitù.
Persone letteralmente spogliate da ogni diritto di essere umano che riversavano nel canto e nella preghiera a Dio tutto il dolore per le umiliazioni subite e allo stesso tempo la speranza che un giorno tutto quel dolore cessasse.
Cantavano per darsi il ritmo nelle dure e interminabili giornate di lavoro nei campi, cantavano per poter comunicare con i propri fratelli in un linguaggio in codice per pianificare tentativi di fuga, o adunanze.
Cantavano per farsi forza e mantenere la loro dignità di esseri umani che gli schiavisti bianchi facevano di tutto per cancellare.
Vedevano in Gesù un amico, un alleato, un’entità alla quale aggrapparsi con tutte le loro forze per credere che un giorno, presto o tardi, quella condizione al limite delle possibilità umane sarebbe finalmente cessata, dando loro la tanto sospirata libertà.
Dopo un medley dedicato al Natale, in cui si spazierà dalla “Ninna nanna” di Brahms a “Suonno Suonno” firmato da Granozi–Di Florio, seguirà una serie di tradizionali, da “We shall overcome” all’ “Halleluja” di Cohen, sino all’ attesa “Oh Happy day” guidando il pubblico attraverso un itinerario immaginario verso le radici di questo genere musicale, trasmettendo un messaggio di pace e solidarietà che va oltre tutte le frontiere.

Ingresso libero

Prossimi appuntamenti in cartellone: Sala San Tommaso venerdì 22 dicembre, per “Una voce in salotto”, un rècital del soprano Miriam Tortora in duo con il pianista Giulio De Luca, protagonisti di un programma che saluterà l’apparizione della Leonora del Trovatore, di Liù, Norma e Lucrezia Borgia, per quindi inviare un acquerello fin de siècle da Napoli.
Nella chiesa di Sant’Anna al Porto, s’incontreranno sabato 30 dicembre, il flauto di Michele Barbarulo e l’arpa di Valentina Milite, in una serata di Divertissement tra due strumenti simboli del dionisiaco e dell’apollineo, su musiche della tradizione francese, da Debussy a Jacques Ibert, sino al nostro virtuosistico Donizetti, per evocare nel finale il melò rioplatense di Astor Piazzolla.
Tre i concerti che impreziosiranno gennaio: venerdì 5, la notte dell’Epifania ancora nella Sala San Tommaso del Duomo, con un trio composto da Francesca Taviani al cello, Gaetano Falzarano al clarinetto e Rossella Giordano al pianoforte, che proporrà rarità quali il Duo di Ludwig Van Beethoven per clarinetto e cello Wo27 n.3, il trio di Brahms op.114 e il trio di Nino Rota.
Ritorna il barocco in città nella chiesa di Sant’Andrea Apostolo; venerdì 12 gennaio, spazio incantato per le trio Sonate di Corelli, Bach, Telemann ed Haendel, affidate al traversiere di Giusi Ledda, al violino di Gianluca Russo, al cello di Dario Orabona e all’arciliuto di Ugo Di Giovanni; gran finale domenica 21 gennaio, nella Chiesa della Santissima Annunziata con l’Ensemble di Fiati “San Pietro a Majella” diretto da Eugenio Ottieri e la voce recitante di Adria Mortari, per una serata tra musica e parola, sugli incroci sonori di Wagner, Weill e Shostakovich.

Info per i media:
Concita De Luca (393 9034488)
Olga Chieffi (347 8814172)

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