Una favola di Hesse per “Gli Angiulilli di Napoli”

Foto Angelo Moscarino

Foto Angelo Moscarino

Il breve racconto “Favola d’amore” di Hermann Hesse (1877-1962) risale al 1922 e fu dedicato alla cantante lirica Ruth Wenger, che due anni dopo avrebbe sposato l’autore svizzero in seconde nozze (anche se il matrimonio durò solo tre anni).
Come tutti gli scritti creati per gli amici, Hesse, che era anche pittore, abbinò alla sua favola una serie di disegni legati alla vicenda, che ruota attorno alla figura di Pictor.
Costui, dopo una serie di incontri con alcuni personaggi, ha seguito il suggerimento di un serpente, che lo ha consigliato di trasformarsi definitivamente in albero.
Ma, con il trascorrere del tempo, questa staticità ha portato Pictor a diventare un vegetale vecchio, solo e abbandonato, che sembra non abbia più niente da dire.
Le cose cambieranno grazie a Pictoria, donna piccola e fragile che, trovandosi a passare davanti a quella pianta così malandata, ne verrà attratta al punto da inglobarsi in essa sotto forma di giovane ramo.
Ciò porterà Pictor ad uscire finalmente dal suo deleterio immobilismo e, insieme a Pictoria, comincerà una nuova e gioiosa esistenza.
Tale vicenda, ricca di allusioni anche autobiografiche, aveva già colpito Eros Ramazzotti che, nell’album del 1993, dal titolo “Tutte storie”, si era ispirato al racconto di Hesse per la canzone “Favola” (scritta insieme a Piero Cassano e Adelio Cogliati).
Recentemente il racconto ha invece offerto lo spunto al musicista napoletano Giacomo Vitale (che per i testi si è avvalso anche della collaborazione di Valter Pesce), per comporre “Favola d’Ammore”. per coro di voci bianche, soprano, tenore, voce recitante, violino, fisarmonica, percussioni e pianoforte.
Il lavoro, piacevole e vivace, che abbina la musica moderna con ritmi e motivi legati alla tradizione popolare, sia napoletana, sia sudamericana, è stato creato appositamente per “Gli Angiulilli di Napoli”, coro di voci bianche formato da una trentina di ragazzini, provenienti dalle classi delle elementari e delle medie inferiori dell’Istituto Comprensivo “Paolo Borsellino”, seguiti dai maestri Rosario Totaro e Salvatore Biancardi

Foto Angelo Moscarino

Foto Angelo Moscarino

La compagine, nata allo scopo di diffondere la cultura musicale fra i giovanissimi, nell’ambito del progetto “La musica in mano ai criaturi”, ideato dall’Associazione Alessandro Scarlatti (in collaborazione con Intesa Sanpaolo), nonostante sia attiva da poco più di due anni, ha già avuto modo di farsi conoscere ed apprezzare.
Ed anche in tale occasione “Gli Angiulilli” hanno confermato di essere un bellissimo coro, contraddistinto dalla bravura dei singoli e dalla compattezza dell’intero complesso, che ha ottimamente eseguito un brano pieno di difficoltà, per cui va rimarcato, ancora una volta, l’infaticabile lavoro portato avanti da Rosario Totaro, presente nella duplice veste di direttore e tenore, e da Salvatore Biancardi, impegnato al pianoforte, che hanno profuso tante energie, ma alla fine sono stati ben ripagati.
Bravissima anche il soprano Cristina Grifone che, alle prese con una partitura di grande complessità, è riuscita a far emergere tutta la sua abilità di eccezionale interprete.
L’organico si completava con Antonella Forino, intensa e partecipe voce recitante, e con un terzetto strumentale formato da Vincenzo Meriani (violino), Luca De Prisco (fisarmonica) e Francesco Manna (percussioni), musicisti ben amalgamati tra loro e molto affiatati con il coro, che hanno fornito il loro notevole apporto, contribuendo all’ottima riuscita della rappresentazione.
Chiesa dei Santi Marcellino e Festo, sede del concerto, gremita, con un pubblico, in parte costituito dai parenti dei ragazzi, che ha seguito la vicenda narrata nella favola con grande trasporto e con il giusto entusiasmo derivante dall’ascoltare i propri figli o nipoti.
Certo, per molti di loro non era il primo impatto, e lo si è compreso dalla compostezza con la quale si muoveva la maggior parte dei convenuti ma, forse, l’indizio più piacevole è venuto da un ragazzino, che evidentemente aveva partecipato a tutti i concerti degli “Angiulilli”, che ha commentato a caldo le impressioni legate al brano interpretato, confrontandolo poi con quelli eseguiti nelle precedenti esibizioni.
Il che, a nostro avviso, è un risultato a dir poco straordinario, che conferma la bontà di questa iniziativa e fa ben sperare per il prossimo futuro.

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