Il ciclo “Organi Storici della Campania” si apre con il gradito ritorno di Francesca Ajossa, giovanissima interprete di fama internazionale

Francesca Ajossa

Il primo appuntamento di “Organi Storici della Campania”, rassegna organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti e curata dal maestro Angelo Castaldo, ha ospitato Francesca Ajossa.
Nella Basilica del Carmine Maggiore, l’organista cagliaritana, nata nel 1999, ma già con una carriera prestigiosa alle spalle, si è confrontata con un programma di grande spessore, iniziando dalla monumentale Fantasia e Fuga in sol minore, BWV 542 di Johann Sebastian Bach (1685-1750).
Definita “La Grande in sol minore” (per distinguerla dalla Fantasia e Fuga BWV 578, nota come “La Piccola in sol minore”), fu probabilmente concepita in tempi diversi, in quanto la Fantasia risalirebbe al periodo del soggiorno di Bach a Weimar, mentre la Fuga sarebbe stata scritta a Köthen.
Quest’ultima è basata su un tema popolare olandese, per cui potrebbe essere un omaggio a Johann Adam Reincken, nato nei Paesi Bassi, ma attivo ad Amburgo, entusiasta spettatore di un concerto che Bach tenne nella città tedesca.
Il successivo Prière, op. 20 in do diesis minore era tratto dai Six pièces pour grande orgue di César Franck (1822-1890), raccolta pubblicata nel 1862.
Nato a Liegi, Franck si spostò molto giovane in Francia, dove fu compositore, insegnante e grande interprete, ricoprendo il ruolo di organista titolare della chiesa parigina di Sainte-Clotilde, dal 1859 alla fine dei suoi giorni
Era poi la volta di Jehan Alain (1911-1940), proveniente da una famiglia di grandi tradizioni musicali, a partire dal padre Albert, per 50 anni organista a Saint-Germain-en-Laye, fino a giungere alla sorella Marie-Claire, leggendaria virtuosa dell’organo del secolo scorso.
La morte prematura di Alain, avvenuta durante un’operazione di guerra a Saumur nel 1940, privò la musica organistica di un autore, che già si era messo in evidenza grazie ad uno stile ben delineato e di grande originalità, come si è potuto constatare ascoltando Le jardin suspendu, scritto nel 1934 e Litanies, risalente al 1937, uno dei pezzi più conosciuti del suo repertorio, incentrato sulla ripetizione quasi ossessiva di un motivo di impetrazione (non a caso, il primo titolo pensato da Alain era Supplications), con ritmi di estrema modernità per l’epoca.
Chiusura con Prélude et Fugue sur le nom d’Alain, op.7, composto nel 1942 da Maurice Duruflé in ricordo del giovane amico caduto in guerra.
Il brano contiene, infatti, due temi, il primo basato sulla corrispondenza fra lettere e note del cognome Alain ed il secondo ispirato al già citato Litanies.
Uno sguardo ora su Francesca Ajossa, che seguiamo da diverso tempo e che, con il trascorrere degli anni, sta confermando il suo enorme talento, contraddistinto da una grande solidità esecutiva, come ha evidenziato interpretando la complessa partitura bachiana, una notevole raffinatezza, ed una indiscussa versatilità, che le permette di spaziare dal Settecento al Novecento con grande disinvoltura e perizia.
In conclusione un ottimo concerto di apertura per una rassegna, quella degli “Organi Storici della Campania”, che ha nuovamente portato a Napoli un’organista di caratura internazionale.

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