Venerdì 3 settembre gli Incontri Asolani omaggiano il violoncellista Rocco Filippini

Dopo l’apertura al Teatro Duse la 43esima edizione di Incontri Asolani tornerà nella sua meravigliosa sede abituale, la Chiesa di San Gottardo, per «In memoria»: un concerto incentrato sul violoncello ed attraversato dal tema dell’omaggio affettuoso e del ricordo di Rocco Filippini, meraviglioso violoncellista, cha ha contribuito al prestigio degli Incontri e scomparso lo scorso aprile.
Ad esibirsi venerdì 3 settembre, alle ore 21.00 sarà un gruppo internazionale di artisti che si dividerà in varie formazioni e che comprende le violiniste Nurit Stark e Liza Ferschtman, il violista Gareth Lubbe e i violoncellisti Zlatomir Fung, Jakob Koranyi e Giovanni Gnocchi, affiancati dall’ensemble di violoncelli di Rovigo Cello City.
In programma brani di Luigi Boccherini, Bohuslav Martinů, Carlo Alfredo Piatti, David Popper, Richard Georg Strauss e Anton Arensky.

Dolce ed affettuoso il brano di esordio, il Quintetto op. 11 n. 5 di Boccherini, che dall’Amoroso iniziale in sordina al Rondeau: Andante finale ci avvolge con un elegante gioco melodico destinato ad avere una grande efficacia nell’intima cornice asolana.
Seguirà, per contrasto, il virtuosismo brillante del compositore ceco Bohuslav Martinů, di cui ascolteremo il Duo per violino e violoncello H. 157 nel quale affiorano memorie di canti e danze popolari boeme.
Il programma proseguirà all’insegna del ricordo con Elegia per due violoncelli di Carlo Alfredo Piatti, scritta nel 1894 in memoria di Anton Rubinstein, e con Requiem di David Popper, che ascolteremo nella versione per sei violoncelli: un compianto scritto per nessuno in particolare, ma così toccante che fu eseguito alla morte del suo autore e si è successivamente diffuso in molte diverse trascrizioni.
Sarà poi la volta di Strauss con il finale del poema sinfonico Don Quixote op. 35 trascritto per otto violoncelli, in cui ripercorriamo tutti gli episodi (ovvero i temi musicali) della vita dell’eroe di Cervantes.
A chiudere la serata, infine, il Quartetto scritto da Anton Arensky – ancora nel 1894 – in memoria dell’amico Tchaikovsky, scomparso l’anno precedente: un brano di ampio respiro che nei suoi diversi movimenti tiene insieme un canto ortodosso, un ciclo di variazioni su un canto per bambini di Tchaikovsky e un tema russo utilizzato nelle incoronazioni degli zar.

Prossimo appuntamento
Lunedì 6 settembre 2021, ore 21.00 – Chiesa di San Gottardo ore 21.00
Recital del vincitore 63° Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni

La Sicurezza
Asolo Musica segue le norme di sicurezza in ottemperanza all’ordinanza del Ministero della Salute.
Gli accessi alla chiesa di San Gottardo sono controllati e accessibili previa misurazione della temperatura corporea, l’obbligo della mascherina e del Green Pass.

Biglietti
Acquistabili su www.boxol.it/asolomusica
Intero €25
Ridotto €20
Il ridotto è riservato agli under 25, over 65 e Soci di Asolo Musica

Per informazioni

Asolo Musica – Associazione Amici della Musica
+39 0423 950150
info@asolomusica.com
www.asolomusica.com

Ufficio Stampa:
Studio Pierrepi – Padova Alessandra Canella
Mob. (+39) 345 7154654
canella@studiopierrepi.it

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Nurit Stark

Nata a Tel Aviv, vive a Berlino.
Solista con la Israel Philharmonic Orchestra con Zubin Mehta, Münchner Rundfunk Orchester con Dmitry Sitkovetsky, São Paulo Symphony, Lithuanian Chamber Orchestra, Orchestra da Camera di Mantova, é regolarmente invitata come camerista nei Festival di Lockenhaus, Schleswig-Holstein, Rheingau, Davos,Wien Modern, Pacific Festival Japan, e ha suonato alla Carnegie Hall di New York, Philharmonie di Berlino, Palais des Beaux Arts di Bruxelles.
Molto attiva anche nella musica contemporanea, collabora regolarmente con i
compositori Sofia Gubaidulina (che le ha dedicato una sua composizione), Peter Eötvös, György Kurtag e molti altri.
É da sempre interessata in progetti avanguardistici che connettono musica e teatro, che l’hanno portata ad esibirsi al Volksbühne di Berlino, Burgtheater Wien, Schauspiel Stuttgart, Bobigny Paris.
Professoressa all’Hochschule di Stuttgart, suona un violino Pietro Guarneri, Mantova, 1710.

Liza Ferschtman

Nata in Olanda da genitori russi, Liza vanta da anni una carriera solistica che l’ha portata ad esibirsi con la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, la London Philharmonic Orchestra, la Budapest Festival Orchestra, BBC Philharmonic, OrcheStra “Verdi” di Milano, Orchestre National de Belgique, Dallas Symphony Orchestra, diretta da Neeme Järvi, Iván Fischer, Frans Brüggen, Leonard Slatkin, Jaap van Zweden, Christoph von Dohnányi, Shlomo Mintz e molti altri.
Vincitrice nel 2006 del Nederlandse Muziekprijs, é da sempre un’attivissima camerista, ha diretto per 15 anni il Delft Chamber Music Festival e recentemente ha suonato in numerose tournée in trio con la pianista Elizabeth Leonskaja e i violoncellisti Istvan Várdai e Jakob Koranyi. Suoi parters cameristici sono stati Nobuko Imai, Christian Poltéra, Alisa Weilerstein, Amihai Grosz, Jonathan Cohen, Sharon Kam e anche l’Hilliard Ensemble.
Suona il violino Guarneri del Gesú “Benno Rabinof” del 1742.

Gareth Lubbe

Nato a in Sud Africa a Johannesburg, vive a Colonia in Germania.
Solista giovanissimo con l’Orchestra della Radio del Sudafrica e la JohannesburgSymphonieorchester, é stato prima viola alla Königlich Flämischen Philharmonie di Anversa con Phillippe Herreweghe e nell’Orchestra del Gewandhhaus di Lipsia con Riccardo Chailly oltre che nella Mahler Chamber Orchestra con Abbado e Harding. Dal 2013 é Professore all’Hochschule di Essen.
Attivissimo camerista, suona regolarmente con Claudio Bohorquez, Daishin Kashimoto, Alexander Lonquich, Fazil Say, Janine Jansen. Da anni interessato anche all’improvvisazione libera, collabora col multi-strumentista e compositore neozelandese Hayden Chisholm in progetti contemporanei; inoltre, ha scritto la musica di scena per “Mary Stuart” di Schiller per il Deutsches Schauspielhaus di Amburgo. Gareth é conosciuto anche per essere uno dei massimi esperti di canto polifonico con armonici, ed ha cantato al festival di musica etnica dei Monti Altaj (Siberia), la patria di questa tradizione di tecnica vocale.

Zlatomir Fung

Nato negli Stati Uniti da padre cinese e madre bulgara, si é imposto sin da giovanissimo vincendo sempre i Primi Premi ai concorsi internazionali Enescu di Bucarest, Schoenefeld in Cina, fino al Primio Premio e Medaglia d’Oro al XVI Concorso Tchaikovsky, vinto a soli 20 anni, risultando il piú giovane vincitore in assoluto della sezione di violoncello.
Da sempre si é fatto notare per la scelta coraggiosissima del repertorio, mai scontato e sempre originalissimo, che comprende capolavori ed opere ardite come la Sequenza di Berio, i pezzi del georgiano Sulkhan Tsintsadze, le composizioni di Elliot Carter o del vivente Esa-Pekka Salonen, ma anche i Capricci di Dall’Abaco, le Fantasie di Telemann o la Sonata di Domenico Gabrielli.
Invitato come solista con la London Philharmonic, The Hallé, la Frankfurt Opera, Turku Philharmonic e Hangzhou Philharmonic, Aspen Festival Orchestra, ha presentato a fianco del grande repertorio anche brani come la Sinfonia Concertante di George Enescu, il Concerto di Aulis Sallinen, “Schelomo” di Bloch ed il Secondo Concerto di Shostakovich.

Jalob Koranyi

Nato in Svezia da genitori di origine ungherese, si é imposto vincendo il 2° Premio all’ultimissima edizione del Concorso Rostropovich di Parigi, dove ha anche vinto il Premio Speciale per la migliore interpretazione del 1° Concerto di Shostakovich.
Si é esibito in recitals anche al Festival di Verbier, ha suonato in musica da camera anche con Misha Maisky, Lynn Harrell, Vilde Frang, Kim Kashkashian, Leonidas Kavakos.
Solista la Swedish Radio Symphony Orchestra, Royal Stockholm Philharmonic
Orchestra, Helsinki Philharmonic, Gothenburg Symphony, Hong Kong Philharmonic Orchestra, New Zealand Symphony Orchestra, e sotto la direzione di Sakari Oramo, Yan Pascal Tortelier, Christian Lindberg, é ospite della Amsterdam Cello Biënnale e di molti altri festival.
Ha ideato con la danzatrice canadese Heather Ware lo spettacolo di cello e danza contemporanea “Reapproaching Bach”.
Da alcuni anni insegna all’Università di Stoccolma.

Giovanni Gnocchi

Nato a Cremona, vive a Salisburgo.
Ha debuttato da solista ad Hong- Kong assieme a Yo-Yo Ma, che lo ha definito “meravigliosamente pieno di talento, che darà un grande contributo alla musica ovunque egli vada”.
Ha poi suonato come solista sono la direzione di Alexander Lonquich, Christopher Hogwood, Carlo Rizzi, Daniel Cohen, Gustavo Dudamel (concerti a Salzburg in cui la critica austriaca ha parlato di “brillantezza tecnica e evidente gioia nel far musica”).
Si é esibito con la Zagreb Philharmonic Orchestra, la Camerata Salzburg, l’Orchestra della Toscana, la Filarmonica della Fenice di Venezia, Orchestra Giovanile Italiana, StreicherAkademie Bozen, Orchestra da Camera di Mantova, anche come
concertatore, alla Wiener Konzerthaus, Liederhalle di Stuttgart, Kurhaus Wiesbaden, e alla MozartWoche di Salzburg.
Da sempre attivissimo come camerista, tra i suo partner ricordiamo i membri del Quartetto Hagen, Leonidas Kavakos, Ilya Gringolts, Pekka Kuusisto, Alena Baeva, Alexander Lonquich, Elizabeth Leonskaja, Olli Mustonen, Andrea Lucchesini.

I Violoncelli di Rovigo Cello City
Sin dalla fondazione del Festival, nel 2014 ad opera del violoncellista Luigi Puxeddu, le attività di Rovigo Cello City hanno sempre visto affiancarsi i grandi artisti ospiti ai giovani violoncellisti del Conservatorio “F. Venezze”, allievi dello stesso Luigi Puxeddu e di Luca Simoncini, che ricopre anche il ruolo di presidente onorario del Festival.
Tra i giovani artisti é senz’altro da menzionare la presenza di Luca Giovannini, vincitore del 1°Premio al Concorso “Brahms” di Pörtschach in Austria, già allievo di Gautier Capuçon presso la Classe d’Excellence presso la Fondation Louis Vuitton di Parigi e attualmente allievo di Frans Helmerson alla prestigiosa Kronberg Academy in Germania.

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