Lunedì 2 agosto nella Sala Scarlatti dell’Hotel Vesuvio si celebra il centenario della nascita di Enrico Caruso

Napoli. Esattamente 48 anni dopo la rievocazione del Centenario della nascita di Enrico Caruso – quando il 24 aprile 1973 allestì una mostra straordinaria nel foyer del Teatro di San Carlo – Luciano Pituello torna a Napoli e celebra con questo evento la dedizione totale, insieme scientifica e appassionata, che ha dedicato per l’intera vita alla conservazione, catalogazione e perpetuazione della memoria del tenore dei tenori, il napoletano Enrico Caruso.

Nella Sala Scarlatti dell’Hotel Vesuvio, il 2 agosto, esattamente a cento anni dalla morte del tenore avvenuta proprio nel grand hotel partenopeo, a partire dalle ore 17 Luciano Pituello, il più noto conoscitore e collezionista di memorie carusiane oltre che il donatore di migliaia di cimeli alla Villa Bellosguardo di Lastra a Signa, ha invitato un gruppo forzatamente selezionato di ospiti a causa delle norme anti-Covid per celebrare il centenario della morte di Caruso.
Tra questi, l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Annamaria Palmieri; Salvatore Monetti della storica casa di moda Eddy Monetti che per l’occasione ha dedicato un profumo a Caruso e che nel 1977 finanziò il libro a firma di Pietro Gargano con la consulenza storica di Luciano Pituello, “Una vita una leggenda. Enrico Caruso, il più grande tenore del mondo” edito da Giorgio Mondadori; Pasquale Simonelli, uno degli eredi di quel banchiere con lo stesso suo nome che agli inizi del ‘900 sostenne Caruso al suo arrivo a New York; Stefano Calistri, presidente dell’Associazione Villa Bellosguardo – Museo Caruso di Lastra a Signa, aperta al pubblico nel febbraio 2012 grazie all’associazione Museo Enrico Caruso di Milano (presieduta da Pituello) che aveva donato migliaia di reperti carusiani; infine Francesco Meli che a poco più di 20 anni venne premiato da Luciano Pituello con il “Premio Caruso” che evidentemente gli ha portato grande fortuna.

Il tributo inizierà con la presentazione dell’opera editoriale curata da Luciano Pituello, dal musicologo Ugo Piovano già autore della biografia del tenore Francesco Tamagno e da Camillo Bertacchi che è vice presidente dell’Associazione e ricercatore e collezionista di reperti musicali.
A seguire, un sacerdote della Chiesa di Santa Lucia, che dista poco lontano dall’Hotel, farà un tributo in preghiera.
Dopodiché si ascolterà la voce di Enrico Caruso in 14 incisioni fatte dall’artista tra il 1902 e il 1920, direttamente su alcuni dei grammofoni storici appartenenti alla fantastica collezione di Pituello, che verranno portati a Napoli per l’occasione.
Infine, una sorpresa che coinvolgerà l’ospite più atteso, il tenore Francesco Meli.

Giulia Ambrosio
335 5927 185
Ufficio stampa amicale dell’associazione Museo Enrico Caruso

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