Il Quartetto Mirus fornisce il suo prestigioso apporto al Festival Beethoveniano del “Maggio della Musica”

Foto Max Cerrito

Prosegue, nei Giardini di villa Pignatelli, per la stagione del “Maggio della Musica”, il “Festival Beethoveniano”, incentrato sull’esecuzione integrale dei quartetti per archi del grande compositore tedesco ed affidato ad alcuni ensemble di altissimo livello.
Il simbolico testimone di questa staffetta è passato dal Quartetto Prometeo ad un’altra eccellenza italiana, il Quartetto Mirus, che ha proposto il Quartetto n. 7 op. 59 in fa maggiore n. 1 e il Quartetto n. 12 in mi bemolle maggiore op. 127.
Il primo, risalente al 1806, apparteneva al trittico dei “Razumovsky”, così definiti dal nome del conte che li aveva commissionati, amico e mecenate del compositore.
Discreto violinista dilettante, Andrei Razumovsky era ambasciatore dello zar a Vienna, per cui l’autore tedesco inserì nei brani, in suo onore, richiami alla tradizione russa.
Va ricordato, inoltre, come il nobile supportò anche il quartetto Schuppanzigh (e talora ne fece anche parte come secondo violino), ensemble che eseguì spesso le “prime” dei brani di Beethoven.
Con il Quartetto n. 12 in mi bemolle maggiore op. 127 siamo nel pieno del cosiddetto “tardo periodo”, durante il quale Beethoven diede vita a lavori molto intriganti e in fortissimo anticipo sui tempi, tanto da lasciare insoddisfatti e fortemente spiazzati sia il pubblico che la critica ufficiale.
Il brano, insieme all’op. 130 e all’op. 132, appartiene ai “Quartetti Galitzin”, in quanto il committente e dedicatario fu il principe e mecenate russo nonché violoncellista dilettante Nikolai Galitzin, che nel 1822 chiese a Beethoven di scrivergli “due o tre nuovi quartetti”, ma il compositore, all’epoca abbastanza impegnato, iniziò a occuparsi di questo trittico solo nel 1825.
Riguardo al Quartetto Mirus, formato da Federica Vignoni e Massimiliano Canneto (violini), Riccardo Savinelli (viola) e Luca Bacelli (violoncello), ha evidenziato ottimi interpreti, molto affiatati, che hanno fatto percepire appieno l’evoluzione del pensiero beethoveniano in ambito quartettistico.
In più, il violista dell’ensemble, Riccardo Savinelli, ha illustrato brevemente i due brani, in maniera piuttosto disimpegnata, guadagnandosi immediatamente le simpatie del pubblico.
In conclusione un concerto che ha confermato l’altissimo livello di un ciclo, giunto quasi alla conclusione, grazie al quale è stato possibile ascoltare finora diversi e ottimi protagonisti del panorama cameristico.

Questa voce è stata pubblicata in Recensioni concerti e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.