L’orchestra giovanile “Novaro-Cavour” omaggia i classici con un concerto al Belvedere del Bosco di Capodimonte

Si approssimano i mesi estivi e le città oltre a vedere una timida ripresa delle attività legate allo spettacolo, sono protagoniste dei tradizionali eventi-saggio di fine anno delle realtà culturali regionali.
Con piacere abbiamo potuto assistere pochi giorni fa al concerto dell’orchestra giovanile “Novaro-Cavour”, organico dell’omonimo istituto, diretta dal maestro Carmine Maresca, che ha proposto al pubblico dei visitatori del Bosco di Capodimonte un programma fortemente caratterizzato dal valore dello studio di alcuni classici della grande musica e dall’amore per alcuni autori poco frequentati dai circuiti ufficiali, ma di rilievo per valore ed importanza nello sviluppo dei processi storico musicali e nel rapporto con la storia della regione Campania.
Il primo lavoro eseguito dai giovanissimi musicisti è stato la Corrente detta Avellina del compositore Andrea Falconieri (1585-1656), musicista versatile, autore di madrigali e mottetti oltre a composizioni strumentali di vario genere, molto attivo presso le corti di Firenze e Napoli.
Al brano introduttivo eseguito con efficacia dall’orchestra ha fatto seguito l’Arioso della sinfonia dalla cantata BWV156 del grande compositore tedesco Johann Sebastian Bach (1685-1750); la musica nonostante l’adattamento orchestrale che l’occasione richiedeva, ha catturato l’attenzione per i tratti tipici della scrittura bachiana, l’amore per un contrappunto onnipresente e strutturato su armonie cangianti, il senso di una melodia malinconica e chiara eppure vincolata allo scorrere delle armonie e alle leggi del contrappunto.
I rispettivi docenti delle classi di strumento hanno dato vita al terzo momento musicale eseguendo il celebre Canone di Johann Pachelbel (1653-1706), grande organista e compositore della scuola tedesca, ricordato particolarmente per il contributo dato all’arte del preludio corale ed allo sviluppo della fuga.
Il brano, sempre di piacevole ascolto, fu reso noto al grande pubblico perché utilizzato come colonna sonora, nel capolavoro di Robert Redford “Gente Comune” ed è da anni nel repertorio di ogni musicista per esibizioni di vario genere.
Alla severa scrittura di Pachelbel ha fatto seguito la piacevolezza della musica mozartiana nelle forme leggere dei suoi poco noti Notturni, eseguiti in genere per fiati e voci, che hanno reso, con grande semplicità ed efficacia, pur in una versione esclusivamente strumentale, la luminosità della scrittura del noto compositore salisburghese.
Così pure nel segno di Mozart (1756-1791) si è chiuso il concerto con l’orchestra al completo, eseguendo un brano scritto per l’occasione dal maestro Vincenzo Bianco, unendo i temi più celebri dell’opera giuntaci del compositore tra cui il tema iniziale dell’Eine Kleine Nachtmusik.
Il pubblico entusiasta ha applaudito ripetutamente i giovani orchestrali ed i rispettivi maestri; nelle esecuzioni si sono distinti particolarmente il violoncellista Stefano Jorio ed il violinista Vincenzo Bianco, autore tra l’altro degli arrangiamenti, e vanno inoltre ricordati i docenti Roberta Laviano (arpa) e Francesco di Gennaro ( clarinetto).
Con evidente commozione l’architetto Luciano Maria Monaco, preside dell’istituto, ha salutato tutti i partecipanti augurando una veloce ripresa delle attività ed un ritorno ai normali ritmi di vita, un augurio che facciamo nostro e condividiamo con chi legge queste poche righe, sperando che l’entusiasmo di chi si appresta a muovere i primi passi in musica possa scuotere la rigidità del sistema cieco che ci circonda e che ha tanto mortificato il mondo della cultura in questi ultimi due anni.

(articolo a cura del maestro Ferdinando de Martino)

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