Il pianista Roberto Prosseda propone la musica “assoluta” di Morricone al Teatro delle Palme

Foto Giancarlo de Luca

Autore di un numero imprecisato di colonne sonore, che gli hanno dato fama universale, Ennio Morricone ha scritto anche molti brani che lui ascriveva alla categoria della “musica assoluta”.
Alcuni esempi di questo repertorio sono stati al centro del concerto del pianista Roberto Prosseda, ospite dell’appuntamento inaugurale del ciclo “Musica sotto le stelle” (che causa maltempo si è svolto al chiuso del Teatro delle Palme invece che nei giardini di Villa Pignatelli), organizzato dall’Associazione Alessandro Scarlatti.
Scopo della serata, il cui programma era proposto “in prima assoluta”, era di confrontare il Morricone meno noto con alcuni grandi compositori del passato, facendo notare le affinità e le reminiscenze, frutto dei solidi studi del musicista romano, diplomatosi con Goffredo Petrassi.
Si partiva con tre Invenzioni a tre voci (rispettivamente in la minore, sol minore e re minore) di Bach alle quali faceva da contraltare Invenzione, Canone e Ricercare.
Il Mendelssohn dei Lieder ohne Worte (op. 67 n. 5 e op. 53 n. 5), era invece confrontato con le colonne sonore de “Il Deserto dei Tartari” e “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”.
Era poi la volta di due “Improvvisi” schubertiani, tratti dall’op. 90 (n. 1 in do minore e n. 2 in mi bemolle maggiore), lavori la cui complessità non traspare chiaramente perché priva di quel virtuosismo che fa subito presa sugli spettatori e, fra questi, trovavano posto gli Studi n. 1 e n. 2 di Morricone.
Ultimo accostamento, quello fra la Ballata op. 10 n. 2 in re maggiore di Brahms, ed il motivo conduttore della colonna sonora de “La leggenda del pianista sull’oceano”, brani che precedevano il finale, affidato all’ironico “Rag in frantumi”, creato da Morricone nel 1986 per il pianista Marco Fumo.
Per quanto riguarda Roberto Prosseda (che ha avuto modo di conoscere e frequentare il grande compositore), il suo omaggio a Morricone è stato caratterizzato da grande raffinatezza ed intensità, abbinate ad un programma estremamente originale.
Infatti, non solo Prosseda ha intervallato, alle esecuzioni, brevi descrizioni volte a spiegare le sue scelte, ma ha voluto mettere in evidenza pezzi tratti da una parte della produzione alla quale il maestro teneva molto, ma che non è mai stata accettata dal grande pubblico in quanto considerata troppo moderna pur se, paradossalmente, presente molto più di quanto si possa immaginare anche nelle colonne sonore più conosciute ed amate.
Pubblico numeroso (nei limiti consentiti) ed entusiasta che ha chiesto ed ottenuto un bis, consistente nel leitmotiv di “Nuovo Cinema Paradiso”, struggente ed emozionante conclusione di un bellissimo concerto.

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