Mercoledì 2 giugno la XXXII edizione di Ravenna Festival si apre con la “prima” di Teodora, opera da camera che segna il ritorno di Mauro Montalbetti nel catalogo delle Edizioni Curci

Foto Marco Borrelli

Venerata come una santa e maledetta come un demonio” ne è stato scritto; ma come si racconta un’immagine che da quasi millecinquecento anni fissa il proprio sguardo sui visitatori della Basilica di San Vitale?
Teodora. Scalata al cielo in cinque movimenti è una commissione di Ravenna Festival e ne apre la XXXII edizione mercoledì 2 giugno, alle ore 21.30 (replica giovedì 3).
L’opera da camera di Mauro Montalbetti, con libretto e regia di Barbara Roganti, si addentra nel labirinto dell’esistenza dell’Imperatrice bizantina, là dove verità e calunnia coesistono, dove il corpo femminile convive con l’icona della santità.
Concepita per la basilica dove risplende il mosaico del corteo di Teodora, l’opera vede in scena il soprano Roberta Mameli, l’attrice Matilde Vigna e la danzatrice Barbara Martinini, accompagnate dall’AltreVoci Ensemble, da Andrea Berardi all’organo e dal Coro 1685 dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Giuseppe Verdi” diretto da Antonio Greco.

L’appuntamento, il cui debutto a Ravenna sarà trasmesso in diretta da Rai Radio 3, è in coproduzione con il XXX Festival internazionale di musica sacra di Pordenone.
Già sold out, sarà in streaming su ravennafestival.live a partire dal 3 giugno.

Se la dedica a Dante è il sole centrale attorno a cui ruotano moltissimi degli eventi del programma 2021, il viaggio del Festival attraverso lo stratificato passato della città visita non soltanto la Ravenna dantesca ma anche quella bizantina.
Per il ritorno nella più amata delle basiliche patrimonio Unesco, il Festival si specchia in uno dei volti indelebilmente impressi nella memoria collettiva, nello sguardo che nessuno di coloro che varcano la soglia di San Vitale può eludere (nemmeno, ci piace immaginarlo, Dante stesso).
Così, nel giorno della Festa di una Repubblica che può e deve essere fondata anche sulla cultura e sulla musica, l’appuntamento inaugurale della XXXII edizione rappresenta pienamente la natura profonda del Festival, che dal passato trae ispirazione per il futuro, attraverso nuove produzioni e commissioni.

Un elaborato copricapo di pietre e perle, fra le mani un calice d’oro tempestato di gemme, il manto tinto di porpora – la Basilissa ritratta nell’abside della Basilica di San Vitale sembra a incalcolabile distanza dalla giovane donna di cui racconta Procopio nella Storia segreta, figlia di un custode all’ippodromo di Costantinopoli e di un’attrice e danzatrice.
Eppure Teodora – anch’ella iniziata all’ambigua, spesso oscena, professione della madre – realizza l’impossibile: nel 527 è incoronata Augusta dell’Impero Romano d’Oriente al fianco di Giustiniano e fin da subito interviene in questioni politiche, militari, religiose.
E ancora oggi è santa per gli Ortodossi, al pari di Giustiniano.

Affrontare questa figura così complessa, mi spaventava un po’ all’inizioracconta l’autrice del libretto e regista Barbara Rogantie ho compreso presto che se provi a raccontare Teodora la perdi. Abbiamo cercato allora di incontrarla, non facendo di quest’opera uno strumento didattico o di inchiesta e rinunciando allo sviluppo cronologico a favore di una drammaturgia che è un labirinto e un mosaico, costruito per connessioni, riverberi, somiglianze formali. Le fonti studiate hanno lasciato un segno nel processo creativo, una parola o un colore; il linguaggio è contemporaneo ma, nella propria scarna semplicità, si fa quasi arcaico. Mi piace pensare che, come il ritratto che deve aver raggiunto l’Italia perché gli anonimi artisti fissassero il volto dell’imperatrice nell’abside di San Vitale, gesto che è fonte del tanto amore e interesse di cui Teodora gode tuttora a Ravenna, la nostra opera contenga qualche riscatto. Per esempio nel conferire a Teodora, che Procopio vorrebbe incapace sia come cantante che come attrice, la meravigliosa voce di Roberta Mameli.

Molto diverso dagli altri miei lavori spiega invece Mauro MontalbettiTeodora invita gli ascoltatori a ricreare da sé l’immagine di quella che abbiamo voluto osservare come donna piuttosto che come figura storica: dietro a una scrittura fortemente comunicativa c’è un lavoro di ricerca che parte dalla tradizione del madrigale monteverdiano per costruire una relazione virtuosa fra suono e parola, con chiari riferimenti a una vocalità antica ma proiettata nel contemporaneo. Così la musica nasce dal testo, profondamente musicale, di Barbara Roganti, le cui doti poetiche ci hanno guidato nella scelta di parole quanto più ‘sonore’ possibili. L’enorme suggestione di San Vitale, luogo unico e magico, si riflette nell’atteggiamento degli strumenti e nel valore aggiunto del riverbero e dell’acustica propri di questo magnifico spazio.

Attraverso cinque movimenti che scandiscono il tempo dell’esecuzione, aprendo episodi e mondi sonori differenti, l’opera è pervasa dal senso del rito e del teatro, un sentimento che lega la Teodora attrice alla Teodora imperatrice, le convenzioni del palcoscenico al cerimoniale imperiale.
Tra i due estremi – la vita comune delle strade di Costantinopoli e le stanze del Palazzo, ma anche il potere terreno e quello spirituale che il seggio imperiale in sé riassume – la storia di Teodora non è mai univoca: il coro alterna testimonianza e vox populi, adorazione e detrazione, cronaca storica e calunnia, comprensione e menzogna.

Info: 0544 249244 – www.ravennafestival.org

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Teodora – scalata al cielo in cinque movimenti
opera da camera per soprano, attrice, danzatrice, coro e strumenti (Edizioni Curci, Milano)

musica di Mauro Montalbetti
libretto e regia di Barbara Roganti

Roberta Mameli soprano
Matilde Vigna, attrice
Barbara Martinini, danzatrice

Altrevoci Ensemble
Stefano Raccagni, violino
Giacomo Cardelli, violoncello
Pierluca Cilli, contrabbasso
Francesco Gesualdi, fisarmonica

Andrea Berardi, organo

Coro 1685 dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Giuseppe Verdi”
direttore Antonio Greco

Anna Bessi portavoce
soundscape voci di Costantinopoli
Maurizio Cardillo, Andrea De Luca, Eleni Molos, Barbara Roganti, Matilde Vigna

costumi Manuela Monti

commissione Ravenna Festival per l’esecuzione nella Basilica di San Vitale
coproduzione col XXX Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone
prima assoluta
in diretta su Rai Radio 3

Mauro Montalbetti

Allievo di A. Giacometti, si è diplomato con lode in composizione presso il Conservatorio Verdi di Milano sotto la guida di P. Rimoldi e I. Danieli.
Riconosciuto come uno dei compositori italiani più eseguiti e premiati della sua generazione, la sua musica e le sue opere teatrali sono state commissionate ed eseguite da importanti istituzioni fra le quali si ricordano: Orchestra Filarmonica della Scala, Biennale Musica di Venezia, Roma Europa Festival, Teatro Massimo di Palermo, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Regio di Torino, Accademia Santa Cecilia di Roma, Festival Pianissimo Kiev, Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, Teatro Grande di Brescia, Fondazione I Teatri Reggio Emilia, Milano Musica, Società del Quartetto Milano, Festival pianistico di Brescia e Bergamo, Nuekollner Oper di Berlino. Steiriche Erbst di Graz, Gaudeamus Musik Week Amsterdam, Klagenfurth Stadtheater, JosephstadtTheater Wien.
E’ stato compositore in residenza presso la fondazione I Teatri di Reggio Emilia per triennio 2015-2017 e nel 2018 presso il VCC di Visby grazie ad una borsa di studio del governo Svedese.
Le sue composizioni sono pubblicate da Edizioni Curci e Raicom ed incise per le etichette Deutsche Grammophon, Stradivarius, A simple lunch.
Recentemente è stato nominato direttore artistico del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano per il triennio 2021-2023.

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