Alla scoperta di don Luigi Guida con la raccolta “Mystica Parte III: Inni – Mottetti – Canzoni”, curata da Candida Guida e Francesco Aliberti e pubblicata dalla casa editrice Armelin Musica

La casa editrice Armelin Musica di Padova ha recentemente pubblicato, nell’ambito della Collana “En Clara Vox”, rivolta alla musica religiosa e liturgica, “Mystica, Parte III: Inni – Mottetti – Canzoni” *, una raccolta di 66 composizioni per canto e organo (o pianoforte) del compositore Luigi Guida, curata da Candida Guida e Francesco Aliberti (con la collaborazione del trascrittore Giovanni Lucibello).

(* il primo volume intitolato Mystica. Canzoni alla Vergine e Inni al Sacro Cuore, fu stampato nel 1922 dalla casa editrice Fratelli de Martino di Napoli e ristampato nel 1929, nel 1940 e nel 1953, mentre nel 1932 venne pubblicato Mystica. Parte seconda– Mottetti.)

Luigi Guida (Vico Equense 1883-1951) è stato un importante esponente del “Movimento Ceciliano” e sua è la popolarissima canzone mariana “Dell’Aurora tu sorgi più bella”.
Nelle sue composizioni emerge sempre quella vena che è specifica della Scuola Napoletana e che ovviamente non si trova né in Perosi né in Refice.

Luigi Guida: Mystica – Parte III: Inni – Mottetti – Canzoni
a cura di Candida Guida e Francesco Aliberti

€ 55,00
pp. 292
ISMN 979-0-2158-2444-7
N. Collana ECV 192

Luigi Giovanni Guida
Luigi Giovanni Guida nacque l’8 marzo 1883 a Massaquano, frazione di Vico Equense, (Napoli).
Primo di cinque fratelli, intraprese gli studi letterari sotto la guida di don Gaetano Guida, lontano parente e parroco della parrocchia di Massaquano che, ormai anziano, dedicava il suo tempo libero all’istruzione dei giovani più poveri che non potevano permettersi di pagare gli studi.
Incoraggiato da don Gaetano, a dodici anni Luigi entrò nel seminario arcivescovile di Sorrento, frequentando il liceo classico e mostrando particolari attitudini verso la musica.
L’arcivescovo mons. Giuseppe Giustiniani apprezzò subito le doti musicali di Luigi e, alla morte di don Gaetano, fu lui a finanziarne gli studi, chiedendogli in cambio di eseguire buona musica nella Cattedrale di Sorrento.
Il Maestro professò i voti sacerdotali nel 1908 e iniziò una lunga carriera di insegnante presso i Padri Gesuiti, prima a Vico Equense e poi all’Istituto Pontano alla Conocchia di Napoli, attività che svolse per oltre 40 anni.
Il trasferimento a Napoli permise a Luigi di coltivare il proprio talento, studiando al liceo musicale di Napoli, scuola fondata da Sigismondo Cesi ed Ernesto Marciano tra l’altro curatori della celebre Antologia pianistica (la cui genealogia didattica risale fino a Francesco Durante), studiò composizione e sostenne gli esami al conservatorio San Pietro a Majella, come allievo esterno, diplomandosi col massimo dei voti e la lode (1913).
Completò la sua formazione conseguendo l’abilitazione al canto corale (1915) e i diplomi in Pianoforte (1918) e Organo (1920).
L’attività compositiva di Guida fu interamente dedicata all’Istituto Pontano, come egli stesso ebbe a dichiarare in una lettera del 1951, indirizzata ai Gesuiti e mai presa in considerazione, per farsi assegnare una liquidazione per spese mediche: Sono stato per quarant’anni maestro di cappella, di canto, di composizione e direttore di esecuzioni…. Gli Oratori da me composti esclusivamente per il collegio sono stati moltissimi, senza contare tutte le accademie fatte quasi ogni anno, tutte le rappresentazioni teatrali ed altre funzioni di vero interesse del Collegio
Nel 1922, la casa editrice Fratelli de Martino di Napoli pubblicò il suo primo volume di Canzoni intitolato Mystica. Canzoni alla Vergine e Inni al Sacro Cuore, più volte ristampato (1929, 1940 e 1953) e nel 1932 diede alle stampe Mystica. Parte seconda– Mottetti.
Negli ultimi anni della sua vita il Maestro si ritirò a Massaquano, dove la morte lo colse il 15 dicembre 1951.
È sepolto nell’antica cattedrale della Santissima Annunziata di Vico Equense.
Per lunghi anni la familiarità del pubblico con la figura di Luigi Guida è stata limitata a ristretti contesti liturgici.
Mentre il Maestro era ancora in vita le due raccolte dei Mystica godevano di una discreta notorietà e brani come Aurora e O Jesu mi dulcissime – quest’ultimo più volte inciso da Pavarotti – sono entrati a far parte del repertorio liturgico condiviso, a costo di una progressiva deturpazione del profilo musicale originario e di un radicale fraintendimento della produzione di Guida, che risulta ben più articolata e complessa di quanto possa sembrare, soprattutto alla luce dei recenti studi che hanno portato alla rivalutazione di materiali musicali inediti e ancora non classificati coerentemente, custoditi prevalentemente nel fondo dei Gesuiti di Napoli (poi trasferito a Roma) e tra le carte di familiari viventi o eredi di amici del Maestro.
Il lavoro di sistemazione del fondo ha reso possibile la pubblicazione di un terzo volume di Mystica, contenente anche musica a carattere popolare e celebrativo, connessa alla devozione dei santi e ad aspetti importanti della vita comunitaria dell’Istituto Pontano o delle comunità parrocchiali campane e molisane frequentate dal Maestro.
Ma le novità sulla produzione di Guida non si limitano alla musica sacra o strettamente liturgica.
Un compositore napoletano per formazione e “cuore”; non avrebbe potuto trascurare altri generi e repertori in un contesto vivido come quello della scuola napoletana di inizio Novecento, e difatti il ritrovamento nel fondo dei Gesuiti di un corpus così fecondo di composizioni destinate alla camera o all’espressione teatrale (tra l’altro recuperate per un progetto discografico in via di pubblicazione) ha confermato il carattere poliedrico e versatile dell’attività del Maestro, docente presso l’Istituto Pontano di Napoli e sacerdote, ma anche musicista completo, a contatto con menti finissime della cultura locale e nazionale: vale la pena ricordare l’avvocato Michelangelo Benevento, la poetessa Ada Negri, il compositore Francesco Cilea.

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