La stagione 2021 dell’Associazione Alessandro Scarlatti parte in streaming nel nome di Beethoven con una splendida “Kreutzer” eseguita da Ilya Gringolts e Peter Laul

La stagione in streaming dell’Associazione Alessandro Scarlatti ha avuto inizio con il duo, formato da Ilya Gringolts (violino) e Peter Laul (pianoforte), al quale è stata affidata l’esecuzione integrale delle sonate per violino e pianoforte di Ludwig van Beethoven (1770-1827), ciclo concepito per il 250° anniversario della nascita del grande compositore e slittato a causa della pandemia.
Il programma dell’appuntamento inaugurale era incentrato sulla Sonata n. 9, op. 47 “a Kreutzer”, che esordì all’Aufgarten di Vienna nel 1803, con l’autore al pianoforte, accompagnato dal violinista mulatto George Bridgetower, davanti ad un pubblico costituito da principi ed ambasciatori.
Nonostante la durata piuttosto lunga, il brano fu accolto molto bene, al punto che Beethoven, entusiasta dell’interpretazione del violinista, decise di ribattezzarla “Bridgetower Sonata”.
In seguito i due litigarono, probabilmente per una donna, e il musicista si vendicò cambiando il dedicatario al momento della pubblicazione (avvenuta nel 1805), che divenne il violinista parigino Rodolphe Kreutzer, anche se quest’ultimo non eseguì mai la sonata, considerandola troppo difficile.
La “Sonata a Kreutzer” ispirò poi anche un omonimo racconto di Tolstoj, dove un uxoricida raccontava i motivi che lo avevano spinto al delitto, e la sua totale avversione nei confronti della musica, ritenuta fra le maggiori colpevoli dell’accaduto, in quanto la moglie lo aveva tradito con un giovane violinista, dopo aver eseguito più volte insieme a lui il pezzo beethoveniano.
Ritornando al concerto, tenutosi in un Teatro delle Palme tristemente vuoto per ovvi motivi, esso è stato preceduto da un breve ed interessante confronto fra il noto giornalista e critico musicale Stefano Valanzuolo e i due protagonisti della serata.
Numerosi i temi affrontati, come ad esempio l’unicità che contraddistingue ognuna delle dieci sonate di Beethoven, aventi come riferimento iniziale più Haydn che Mozart e, per quanto concerne la “Kreutzer”, la sua collocazione in un ambito che precorre lo stile caratterizzante l’ultimo periodo della produzione del grande compositore.
Ancora, Gringolts ha voluto sottolineare che le partiture sonatistiche affidate al violino, rappresentano una vera e propria sfida di difficile superamento, mentre entrambi hanno risposto alla domanda conclusiva, legata alla mancanza del pubblico, concordando sul fatto che un concerto senza spettatori risulti molto triste, ripercuotendosi negativamente anche sull’entusiasmo di chi suona.
Per quanto riguarda la parte musicale, va molto apprezzata la qualità di video e audio, ed il suono giuntoci tramite il collegamento lasciava trasparire la bravura dei due interpreti ed il loro perfetto affiatamento, il che aumentava il rammarico per non poter essere in teatro ad assistere all’esibizione.
Ma avremo sicuramente modo di riparlare di Ilya Gringolts e Peter Laul, poiché sono presenti in tre dei restanti sei concerti della stagione e quindi possiamo chiudere qui il resoconto, non prima di aver ricordato il prossimo appuntamento, previsto per domenica 10 gennaio, che proporrà un altro prestigioso duo, costituito dal soprano Maria Grazia Schiavo e dal pianista Maurizio Iaccarino, in una serata dal titolo “Passeggiate amorose da Napoli a Parigi tra il XVIII e il XIX secolo”, concepita nell’ambito del progetto “Silenzio in sala a tempo di musica”, realizzato dal Comitato nazionale Amur, che per l’occasione ha collaborato con l’Associazione Alessandro Scarlatti.

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