Whitbourn: Musica natalizia

Tra il XII ed il XIV secolo era molto diffusa in Francia la carole, danza rituale accompagnata da canti, che si estese poi anche in Gran Bretagna, dove assunse il nome di carol, e si caratterizzò per i testi, legati ad un’ampia tematica religiosa.
Il suo declino ebbe inizio con lo scisma della chiesa anglicana, in quanto il contenuto dei canti venne circoscritto al Natale, ed il genere rimase in voga solo nelle realtà rurali.
Intorno alla fine dell’Ottocento ritornò in auge, in particolare nei paesi di lingua inglese d’oltreoceano, grazie ad un nuovo interesse verso le antiche tradizioni.
Da quel momento il termine carol divenne sinonimo di canto natalizio e numerosi musicisti hanno fornito il loro contributo a questo particolare genere.
Fra quelli a noi contemporanei, il britannico James Whitbourn, nato nel 1963 e noto per la sua produzione sacra, occupa un posto privilegiato.
Alle sue composizioni legate alla nascita di Gesù, la Naxos ha rivolto il cd intitolato “Carolae – Music for Christmas”.
Il disco comprende una serie di pezzi scritti fra il 1996 ed il 2015, tre dei quali, A great and mighty wonder (2002), The Magi’s Dream (2011) e Veni et illumina (2015), sono proposti in “prima registrazione mondiale”.
L’incisione pone anche in evidenza, alternati agli altri brani, le diverse parti della Missa Carolae (2004), frutto di una commissione della Cattedrale di Rochester, in occasione dei 1400 anni dalla sua fondazione.
Eseguita per la prima volta durante la Messa di Mezzanotte, si caratterizza per l’abbinamento fra le differenti parti dell’ordinarium missae (Kyrie, Gloria, Sanctus, Agnus Dei, Credo) e alcuni noti motivi popolari natalizi europei.
La chiusura del cd è invece affidata ad un’improvvisazione organistica su Vom Himmel hoc, famoso inno protestante attribuito a Martin Lutero.
Per quanto riguarda gli esecutori, ottima risulta la prova dell’ensemble corale Westminster Williamson Voices, assoluto protagonista dell’incisione, diretto da James Jordan e ben accompagnato da una serie di strumentisti, e da Daryl Robinson all’organo.
Ricordiamo, inoltre, l’apporto del tenore Eric Rieger nel Magnificat e nel Nunc Dimittis, degno coronamento di un’incisione che riesce a trasmettere pienamente le suggestive e struggenti atmosfere natalizie.
Chiudiamo con gli auguri che il Natale possa portare a tutti uno spiraglio di luce, nel buio di un anno particolarmente tragico come quello che sta per concludersi.

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