Al Festival UniMusic approda la musica da camera di qualità

Foto Klaus Bunker

Nuovo appuntamento, nella Chiesa dei SS. Marcellino e Festo, con il Festival UniMusic, organizzato dalla Nuova Orchestra Scarlatti in partnership con l’Università “Federico II” di Napoli.
Il concerto ha portato alla ribalta un quartetto formato da Salvatore Quaranta e Pasquale Faucitano (violini), Piero Massa (viola) e Pierluigi Marotta (violoncello), che ha eseguito il Quartetto in mi minore op. 44 n. 2 di Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847) e, insieme al clarinettista Gaetano Russo, il Quintetto in la minore K. 581 per clarinetto e archi di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791).
Per quanto riguarda il brano mendelssohniano (secondo in ordine di classificazione, ma primo in ordine cronologico), esso appartiene ad una raccolta di tre quartetti concepita fra il 1837 ed il 1838 e dedicata al principe ereditario di Svezia, divenuto poi re nel 1844 con il nome di Oscar I.
Il suo esordio in pubblico, avvenuto nel 1837 a Lipsia, riscosse un enorme successo e due anni dopo, nella medesima città, fu dato alle stampe da Breitkopf & Härtel.
A differenza dei primi due quartetti di Mendelssohn (in mi bemolle maggiore, op. 12 e in la minore, op. 13), giovanili e di chiara influenza beethoveniana, il n. 2, come gli altri appartenenti all’op. 44, risalgono alla piena maturità artistica, evidenziando il caratteristico stile del musicista tedesco.
Il Quintetto K. 581 risale invece al 1789 ed è anche noto come “Stadler-Quintett” in quanto venne concepito per Anton Stadler, virtuoso dell’epoca che suonava sia il clarinetto che il corno di bassetto, legato a Mozart da un lungo rapporto di amicizia e collaborazione (per lui il grande salisburghese scrisse anche l’altrettanto celebre Concerto per clarinetto ed orchestra).
Capolavoro della musica cameristica di tutti i tempi, il quintetto rappresenta l’ennesima scommessa vinta da Mozart che, per la prima volta, accostò le sonorità del quartetto d’archi a quelle del clarinetto.
Relativamente ai protagonisti, Salvatore Quaranta e Pasquale Faucitano (violino), Piero Massa (viola) e Pierluigi Marotta (violoncello) suonavano probabilmente per la prima volta in questa formazione ma, nell’ambito della musica da camera, capita sovente che, nel momento in cui si incontrano strumentisti molto bravi e di grande esperienza, possano nascere sinergie imprevedibili in partenza, con risultati finali di altissimo livello.
E così è stato anche in questa occasione che, nella seconda parte del concerto, ha visto l’entrata in scena del clarinettista Gaetano Russo.
La sua presenza ha ulteriormente compattato il quartetto, in un brano dove lo strumento a fiato rappresenta sicuramente il protagonista principale, ma abbisogna di un ensemble ben equilibrato con il quale poter interagire nel modo migliore.
Pubblico numeroso (sempre limitatamente alle disposizioni ancora in atto), molto attento e partecipe, che si è lasciato coinvolgere dalla particolare atmosfera venutasi a creare, grazie ad un’esecuzione impeccabile di due pregevoli composizioni cameristiche, che ha trasformato la serata in un evento da ricordare a lungo.

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