Giovedì 17 settembre “L’orecchio di Giano®: Dialoghi della Antica & Moderna Musica” propone “Viva Vivaldi” con l’ensemble Barocco italiano

Giovedì 17 settembre, alle ore 19.00, presso i giardini di Villa Lante al Gianicolo (Passeggiata del Gianicolo, 10 – Roma), “L’Orecchio di Giano”, rassegna organizzata da Musicaimmagine e affidata alla direzione artistica e musicale del maestro Flavio Colusso, propone “Viva Vivaldi”, ritmo, virtuosismo & follia con l’ensemble Barocco italiano, formato da Stefano Bagliano (flauto dolce), Carlo Lazzaroni (violino), Claude Hauri (violoncello), Corrado Greco (clavicembalo), compagine di recente costituzione che riunisce musicisti virtuosi, da molti anni protagonisti sulla scena internazionale della musica antica, da camera e contemporanea.
Con il Vivaldi da camera project Barocco italiano ha suscitato un notevole interesse internazionale valorizzando quelle composizioni per piccoli organici, molto richieste in epoca barocca in tutta Europa, nelle quali Antonio Vivaldi fu sperimentatore e maestro tanto nel far emergere il virtuosismo e il timbro dei singoli strumenti nei “solo”, quanto, nei “tutti”, utilizzando le molteplici possibilità esecutive e i contrasti timbrici e nel far “sentire” l’orchestra, che non c’è!
Nel concerto anche un omaggio a Giuseppe Tartini, uno dei più grandi violinisti del Settecento, nel 250° anniversario della morte.

Biglietti / Tickets:
+39.328.6294500
info@musicaimmagine.it
posti limitati consigliata la prenotazione

Costo del biglietto
Intero: € 20
Ridotto giovani under 26: €15
Studenti Conservatorio “S.Cecilia” di Roma: € 5

Nel rispetto della normativa anti Covid-19:
è necessario arrivare con anticipo per evitare assembramenti all’ingresso e indossare la mascherina

Isabella Grimaldi
+39.328.6294500
promozione@musicaimmagine.it
www.musicaimmagine.it

Programma

Antonio Vivaldi (1678-1741): Concerto da camera in sol minore RV 106 per flauto, violino, violoncello e Basso continuo (allegro-largo-allegro)

Giuseppe Tartini (1692-1770): Sonata in Sol per violino “Senza di te mia cara” (siciliana-menuet-allegro-andante)

Antonio Vivaldi:
Concerto da camera in fa RV 100 per flauto, violino, violoncello e Basso continuo (allegro-largo-allegro)
Concerto da camera (versione in do) RV 92 per flauto, violino e violoncello (allegro-largo-allegro)
Sonata in Do minore RV 83 per violino, violoncello e Basso continuo (allegro-largo-allegro)
Trio Sonata “La Follia” (versione in sol minore) RV 63 per flauto, violino e Basso continuo (Tema con variazioni)

Presentazione Mariagrazia Liberatoscioli

In epoca barocca, negli ambienti dove generalmente si consumava musica, vi era grande richiesta di composizioni eseguibili con piccoli organici e molti compositori italiani corrisposero a queste richieste provenienti da tutta Europa, con opere di altissima qualità.
Tra i più ricercati, Antonio Vivaldi (1678-1741) incarna perfettamente questa immagine di “musicista europeo”: compose melodrammi, concerti, musica da camera superando con la sua fama i confini italiani e le sue opere venivano anche trascritte da altri compositori.
Dopo aver assimilato la forma del Concerto, Vivaldi le dette un’impronta più definita componendo moltissimi Concerti con un solista e cominciò ad adattarla anche ad altri organici, come quelli con due o più solisti e orchestra o quello per archi e basso continuo.
Nei brani scelti per il concerto odierno, vediamo come Vivaldi tentò un’ulteriore evoluzione nel Concerto da Camera, ossia il Concerto per solisti senza orchestra.
Un tentativo assai ben riuscito, comprovato dalla presenza a Dresda di manoscritti di queste composizioni che testimoniano il successo internazionale anche di questo esperimento formale vivaldiano.
Nei Concerti da camera la scrittura è a tre, quattro o cinque parti e lo schema è perlopiù quello tradizionale del Concerto, con la suddivisione nei tre tempi allegro, adagio, allegro.
Grande importanza è rivestita dai contrasti timbrici: tratto fondamentale di queste pagine è infatti l’assiduo inserimento di fiati, soprattutto flauto e fagotto.
Gli interventi solistici sono più frequentemente affidati al flauto, ma spesso anche al violino.
Quasi sempre vi è una parte da protagonista riservata anche a uno strumento in tessitura bassa, come il fagotto o il violoncello.
In queste composizioni i ritornelli sono eseguiti da tutti gli strumenti mentre i “solo” fanno emergere il virtuosismo e il timbro dei singoli.
Qualche volta i ritornelli vengono strutturati come nelle Sonate a tre, così che le opere appartenenti a questo genere si potrebbero collocare a metà strada tra la musica da camera e quella orchestrale.
Altri autori tentarono di conciliare la presenza di pochissimi esecutori con la forma del concerto.
Tra questi anche Johann Sebastian Bach (1685-1750) il quale, oltre ad aver trascritto per strumento a tastiera alcuni concerti vivaldiani cercò con il suo Concerto italiano per clavicembalo di riprodurre con un solo strumento – utilizzando tutte le possibilità esecutive – il dialogo di un solista con un immaginario “tutti” orchestrale.
Nel programma anche la celebre Sonata a tre “La Follia” nella quale la struttura melodica del tema di origine portoghese, ripetuto in progressione armonica, consente di realizzare infinite variazioni spesso brillanti e virtuosistiche.

Stefano Bagliano
È uno dei virtuosi di flauto dolce più considerati a livello internazionale con un’attività concertistica in Europa, Russia, USA, Canada, Giappone, Cina, Israele e Turchia, in istituzioni come Carnegie Hall (New York), Conservatorio di Mosca, Ishibashi Memorial Hall (Tokio), Kulturzentrum Gasteig di Monaco di Baviera, Beijing Central Conservatory of Music, Concerti di Rai 3 in diretta radiofonica, Amici della Musica di Firenze, Società del Quartetto di Milano, Sagra Malatestiana di Rimini. Direttore del gruppo Collegium Pro Musica, ha effettuato più di 20 registrazioni per Brilliant, Stradivarius, Dynamic, Tactus, ASV Gaudeamus, Amadeus, Orfeo e CD Classics, ottenendo entusiastiche recensioni dalla stampa internazionale tra le quali la rivista americana Fanfare (2013), sulla quale James Altena scrive dell’interpretazione di Bagliano (3 CD con i Concerti da Camera di Vivaldi): “non ho mai sentito suonare così bene questo strumento”.

Carlo Lazzaroni
Ha approfondito la prassi esecutiva del periodo barocco e classico con Federico Guglielmo e suonando con G. Carmignola, E. Onofri, S. Montanari.
Collabora come prima parte e come solista con ensemble come La Risonanza, Il Giardino Armonico, Accademia Bizantina, I Barocchisti, La Venexiana.
È stato tutor di un progetto orchestrale giovanile – del quale è ora primo violino – rivolto a studenti dei conservatori, denominato Accademia dell’Annunciata ormai divenuto un’interessante realtà professionale orchestrale con la quale ha tenuto diversi concerti in Italia e con cui ha realizzato tre CD con Giuliano Carmignola e Mario Brunello.
Ha tenuto concerti in Europa, Cina, Giappone e Stati Uniti, collaborando con il Teatro alla Scala di Milano, l’Orchestra Filarmonica “A. Toscanini” di Parma, l’Orchestra della Svizzera Italiana. Ha registrato per EMI, Decca, Glossa, Alpha, Egea, Ricordi, Nuova Era, Dynamic, King Records, Amadeus, Orfeo.

Claude Hauri
Artista poliedrico, spazia dalla musica antica a quella contemporanea.
Membro del Trio des Alpes e solista dell’Ensemble Prometeo di Parma ha suonato come primo violoncello della Youth World Orchestra della Jeunesses Musicales e ha collaborato con I Barocchisti.
Svolge un’intensa attività come solista e in gruppi da camera in Europa, Australia, America del Nord e del Sud e, come solista, si è esibito inoltre con istituzioni come Orchestra da Camera di Mantova, Nuova Orchestra “Ferruccio Busoni”, Orchestra di Fiati della Svizzera italiana, Orchestra Filarmonica di Stato della Romania, Orquesta Sinfonica Nacional Argentina, Orchestra della Svizzera italiana, Orquesta Sinfonica de Entre Rios, Orquesta Sinfonica Uncuyo, Orchestra “da capo” di Monaco di Baviera, Slovenian Philhamonic String Chamber Orchestra, Orchestra Federale del Caucaso settentrionale, Ensemble Nuovo Contrappunto di Firenze, sotto la direzione di P. Gamba, R. Zemba, K. Griffiths, E.M. Richards, G. Rizzi, M. Ancillotti, P. Nikiforoff, F. Skottky, M. Belli, J. Silberschlag e L. Gorelik.

Corrado Greco
Diplomatosi in pianoforte a 19 anni e perfezionatosi con Alberto Mozzati, Paul Badura-Skoda e Bruno Canino, si è successivamente diplomato in Composizione, in Musica elettronica e ha completato la sua formazione studiando Comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma e Musicologia alla Statale di Milano.
Ha rappresentato l’Italia al 4° Invitational International Piano Competition di Palm Beach (USA), riservato ai vincitori di primi premi in concorsi internazionali e nel 2004 gli è stato conferito il Premio Internazionale Sicilia “Il Paladino”.
Invitato dalle più importanti istituzioni concertistiche italiane (Società dei Concerti, Serate Musicali e Pomeriggi Musicali di Milano, Festival di Spoleto, Accademia Chigiana di Siena, Settimane Musicali Internazionali di Stresa), ha suonato in Russia, Giappone, Brasile, Svizzera, Austria, Belgio, Germania, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Egitto, Etiopia, Indonesia.
Membro del Trio des Alpes con il quale è presente in numerosi festival e ha inciso per Dynamic, suona inoltre con l’Amarcord Quartett (Berlino), il Quartetto Savinio e con solisti come Mario Ancillotti, Rodolfo Bonucci, Mario Caroli, Bin Huang, Massimo Quarta, Giovanni Sollima, Tatjana Vassiljeva, Lorna Windsor.
Come clavicembalista collabora con l’Ensemble Borromini e con il Collegium Pro Musica.
Ha collaborato anche in ambito teatrale con Dacia Maraini, Arnoldo Foà, Franco Graziosi, Pamela Villoresi, Amanda Sandrelli. Ha pubblicato testi didattici multimediali e un CD-Rom con Adriano Abbado sul Don Giovanni di Mozart.

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