A Villa Pignatelli la tappa napoletana di “Musica con Vista” propone un intenso connubio fra un quartetto molto promettente e un pianista di grande esperienza

Foto Giancarlo de Luca

L’ultimo concerto, prima della pausa estiva, della rassegna “Musica sotto le stelle”, ha portato alla ribalta, nei giardini di Villa Pignatelli, il Quartetto Henao ed il pianista di fama internazionale Costantino Catena.
La serata aveva una particolare valenza, in quanto inserita nel progetto nazionale “Musica con Vista”, promosso dal Comitato AMUR (Associazioni Musicali in Rete), del quale fa parte anche l’Associazione Alessandro Scarlatti di Napoli, che prevede sedici concerti tra luglio e settembre 2020, affidati a ensemble emergenti, da tenersi in località meritevoli di essere valorizzate dal punto di vista turistico.
Il programma della serata comprendeva due brani, Crisantemi, elegia per quartetto d’archi di Giacomo Puccini (1858-1924) ed il Quintetto in mi bemolle maggiore per pianoforte e archi op. 44 di Robert Schumann (1810-1856).
Il primo venne scritto nel 1890, in una sola notte, all’indomani della prematura morte per polmonite di Amedeo di Savoia, terzogenito di Vittorio Emanuele II.
Il grande compositore toscano avrebbe inserito, qualche anno dopo, i due temi principali del brevissimo pezzo nell’atto conclusivo della “Manon Lescaut”.
Dal canto suo, il lavoro di Schumann, dedicato alla moglie Clara, risale al 1842, periodo ribattezzato dal musicista tedesco “anno della musica da camera”, in quanto vide fiorire, in pochi mesi, assoluti capolavori (oltre al Quintetto per pianoforte, vanno ricordati i tre Quartetti per archi op. 41 ed il Quartetto per pianoforte op. 47).
L’op. 44 nasce da una concezione completamente nuova poiché, fino a quel momento, la presenza del pianoforte era considerata esclusivamente da un punto di vista amatoriale e, di conseguenza, anche le parti affidate agli archi dovevano risultare alla portata dei musicisti dilettanti.
Schumann, invece, fu il primo a innalzare il livello di difficoltà dell’insieme, con risultati di particolare impatto sonoro, che vennero poi ripresi e ulteriormente sviluppati da Brahms.
La “prima” avvenne in forma privata, nel salotto di Casa Voigt a Lipsia, con Felix Mendelssohn che sostituì al pianoforte Clara poiché quest’ultima era malata.
Dopo aver ascoltato il brano, Schumann si convinse a porre alcuni cambiamenti al terzo movimento, aggiungendovi anche un secondo trio, ed in questa nuova versione Clara lo eseguì nell’esordio pubblico avvenuto nel gennaio del 1843 al Gewandhaus.
Uno sguardo ora agli interpreti, con il Quartetto Henao, costituito da William Chiquito Henao (primo violino), Simona Cappabianca (secondo violino), Stefano Trevisan (viola) e Giacomo Menna (violoncello), che ha evidenziato una compattezza ed un affiatamento notevoli, oltre ad un elevato valore dei singoli componenti.
E se, grazie al brano di Puccini, i musicisti hanno fornito un primo saggio della loro abilità, l’esecuzione della complessa op. 44 confermava di avere di fronte un quartetto dalle grandi prospettive.
Sempre relativamente al quintetto di Schumann, va sottolineato il prezioso quanto straordinario apporto di Costantino Catena, pianista che unisce un atteggiamento costantemente riservato ad una notevolissima bravura.
In questa occasione, nonostante suonasse per la prima volta insieme al quartetto Henao, è entrato immediatamente in sintonia con i componenti dell’ensemble, conducendoli con mano sicura attraverso l’intero brano, dall’alto della sua vasta esperienza, contribuendo così a dar vita ad un quintetto di altissimo livello.
Pubblico numeroso, anche se comprensibilmente limitato dalla normativa prevista per l’emergenza sanitaria, che ha mostrato di gradire molto i protagonisti, applaudendoli a lungo e chiedendo insistentemente un bis.
Sono stati accontentati con la riproposizione del terzo movimento del quintetto, che ha chiuso in bellezza la prima parte di una rassegna di ottimo spessore, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti, la cui ripresa è prevista per il prossimo settembre.

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