Martedì 23 giugno Marianna Accerboni presenta il catalogo della mostra “Il segno rivelatore di Gillo”

Martedì 23 giugno 2020, alle ore 12, Marianna Accerboni, in diretta sul suo profilo Facebook: www.facebook.com/marianna.accerboni, dalla Sala conferenze della Biblioteca statale Stelio Crise di Trieste, presenterà il catalogo della mostra “Il segno rivelatore di Gillo”, chiusa anticipatamente per emergenza sanitaria.

La pubblicazione, che propone opere, documenti e testi, tra cui molti inediti, senza trascurare la formazione musicale che Dorfles ha avuto e che ha sempre praticato suonando, esce in occasione del 110° anniversario del compleanno di Gillo Dorfles (Trieste 1910 – Milano 2.3.2018) e sarà introdotta, oltre che da Accerboni, dalla direttrice della Biblioteca Francesca Richetti e dal presidente del Rotary Club Trieste Alto Adriatico Giancarlo Cortellino.

Il video della presentazione rimarrà visibile sul profilo facebook di Accerboni e sarà inserito nel suo sito http://www.mariannaaccerboni.com/
e sul suo canale YouTube: https://www.youtube.com/user/MariannaAccerboni

Nell’ambito dei molteplici interessi e della poliedrica creatività di Gillo Dorfles (Trieste 1910 – Milano 2.3.2018), critico d’arte, filosofo dell’estetica, pittore, accademico, a volte anche poeta, uno spazio fondamentale è occupato dalla musica. Gillo, oltre agli studi classici compiuti a Trieste e alla laurea in Medicina, frequentò infatti nella città natale anche il Conservatorio e più tardi sposò Lalla Gallignani, figlia del direttore del Conservatorio di Milano che, dopo la morte del padre, era divenuta la pupilla di Toscanini, oltre a essere una valente pianista che, per seguire il marito, aveva poi abbandonato la carriera concertistica.
Non a caso il catalogo della rassegna artistico documentaria “Il segno rivelatore di Gillo”, la prima allestita dopo la sua scomparsa, inauguratasi alla Biblioteca statale Stelio Crise di Trieste il 15 novembre 2019 e chiusa anticipatamente per l’emergenza Covid nel marzo di quest’anno, testimonia con delle immagini e degli scritti l’omaggio multimediale, ideato dalla curatrice Marianna Accerboni, alla sua poliedrica natura e modernità, in cui in primo piano compariva la musica.
Al vernissage il pubblico è stato infatti accolto con una performance di musica e luce, consistente in un concerto, in cui la violista Sara Zoto interpretava le predilezioni musicali di Gillo, eseguendo un pezzo di Franco Donatoni, uno tra i compositori da lui più amati, e con una macroproiezione luminosa nel cavedio di Palazzo Brambilla Morpurgo, sede della mostra, che raffigurava Dorfles in veste di artista e di critico.
La musica, che Gillo definiva il suo elisir, lo accompagnò, quale disciplina eccellente, per tutta la vita.
Nella sua casa studio di Milano, oggi divenuta sede dell’Associazione culturale Gillo Dorfles, che ha il compito di preservarne la memoria e promuoverne la conoscenza, e nella villa di famiglia a Lajatico nel Volterrano, c’era infatti sempre un grande pianoforte a coda, sui quali il critico continuò a improvvisare brani di propria invenzione fino a poco tempo prima della morte, avvenuta a Milano nel 2018 all’età di 107 anni.
I suoi compositori prediletti erano quelli d’avanguardia, che uscivano dagli schemi e proponevano una nuova libertà compositiva, consci della lezione, tra gli altri, di John Cage, che Gillo aveva sicuramente avuto modo di apprezzare nei suoi numerosi viaggi e contatti americani, compiuti dagli anni Cinquanta in poi.
Un’arte musicale dai ritmi disinibiti e innovatori, testimoni e interpreti di una modernità accesa, il cui ribollire Gillo aveva sicuramente intercettato, accompagnandosi a volte al grande gallerista di origine triestina Leo Castelli, alla “Cedar Tavern” di New York, luogo d’incontro dell’arte americana più avanzata dell’epoca, e negli echi che gli giungevano dalla Carolina del Nord.
Qui, al “Mountain Black College”, altro avamposto ideologico e culturale innovativo delle più avanzate ricerche del tempo, architetti, artisti, coreografi e musicisti, tra i quali appunto Cage, avevano sperimentato e sperimentavano il concetto di multimedialità, coinvolgendo fortemente in questa attività la musica. Le predilezioni musicali d’avanguardia di Dorfles trovarono peraltro perfetta corrispondenza anche nei pittori e negli artisti da lui prediletti, i quali praticavano nelle arti visive quell’inclinazione indipendente e “in divenire” che lui amava sul piano musicale e che egli stesso professò fino a tardissima età come pittore, disegnatore e raffinato designer.

Info
Biblioteca statale Stelio Crise:
040 307463
bs-scts.info@beniculturali.it

marianna.accerboni@gmail.com
www.mariannaaccerboni.com
+39 335 6750946

Ufficio stampa:
+39 335 6750946
mostrailsegnorivelatoredigillo@gmail.com

In collaborazione con:
Studio Pierrepi – Padova
Alessandra Canella
+39 3483423647
canella@studiopierrepi.it

Questa voce è stata pubblicata in Dal mondo della musica e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.