Il Festival Internazionale del Settecento Musicale Napoletano chiude con un bellissimo concerto incentrato sulla Trio Sonata

Foto Max Cerrito

Nella chiesa di Santa Maria dell’Aiuto ha avuto luogo il concerto conclusivo della ventesima edizione del Festival Internazionale del Settecento Musicale Napoletano, rassegna affidata alla direzione artistica del maestro Enzo Amato.
Ospite dell’appuntamento un quartetto costituito da Eleonora Amato e Ilaria Perna (violini), Giampaolo Nigro (violoncello) e Stefano Innamorati (clavicembalo).
In programma alcune Trio Sonate, esempi di una forma molto in auge nel periodo barocco, il cui nome non derivava dal numero di strumenti impiegati (solitamente quattro, ma talvolta anche soltanto due), bensì dalle diverse parti nelle quali era suddivisa la composizione (due melodiche e una concepita per il basso continuo).
L’apertura era dedicata al sassone Johann Adolf Hasse (1699-1783), fra i grandi protagonisti della musica del Settecento, anche se oggi risulta poco conosciuto.
La sua attività si svolse fra la Germania e l’Italia e, in particolare, soggiornò a Napoli fra il 1722 ed il 1730, studiando prima con Porpora e poi con Alessandro Scarlatti.
Dall’op. 2, pubblicata a Londra nel 1740, erano tratte la Trio Sonata in mi minore n. 1 e la Trio Sonata in sol maggiore, n. 4.
Era quindi la volta di Niccolò Jommelli (1714-1777), nato ad Aversa, che ebbe a Napoli prestigiosi insegnanti fra i quali Feo e Leo.
La sua carriera lo portò negli altri centri musicali italiani dell’epoca (Roma, Venezia e Bologna), ma fu richiestissimo anche all’estero, ben accolto sia a Vienna, sia a Stoccarda dove rimase quasi venti anni.
Noto soprattutto per la sua produzione operistica, scrisse anche oratori, cantate sacre e pregevoli pezzi strumentali come la Trio Sonata in do maggiore proposta in questa occasione.
Ultimo autore in programma Nicolò Antonio Porpora (1686-1767), allievo di Gaetano Greco al Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo e docente al Conservatorio di S. Onofrio a Porta Capuana.
La sua carriera di apprezzato insegnante proseguì a Roma, Venezia e nelle corti europee di Dresda, Londra e Vienna, dove parallelamente si affermò anche in qualità di operista.
Il suo allievo più famoso fu il cantante castrato Carlo Broschi, soprannominato “Farinelli”, ma durante il suo soggiorno viennese diede lezioni, per un breve periodo, anche al giovane Haydn.
Di Porpora abbiamo ascoltato due pezzi tratti dalle Sei Sinfonie da Camera a tre istromenti op. 2 (n. 2 in do maggiore e n. 4 in re maggiore), raccolta pubblicata a Londra nel 1736 e dedicata a Federico Luigi di Hannover, Principe di Galles.
Per quanto riguarda gli interpreti, le violiniste Eleonora Amato e Ilaria Perna, il violoncellista Giampaolo Nigro e il clavicembalista Stefano Innamorati, confrontatisi con brani piuttosto complessi, si sono dimostrati molto bravi individualmente e hanno evidenziato un notevole affiatamento.
Pubblico numeroso e partecipe, come in tutti gli altri appuntamenti della rassegna, che ha applaudito a lungo i protagonisti, chiedendo un bis, ed è stato accontentato con l’esecuzione di un minuetto, appartenente ad un’altra Trio Sonata di Jommelli, a chiusura di un ottimo concerto, posto al termine di una manifestazione che ha ancora una volta fatto emergere la ricchezza di un patrimonio musicale, quello legato al Settecento napoletano, da diffondere e salvaguardare  a tutti i costi.

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