La stagione CERSIM apre il 2020 con lo scoppiettante concerto del quintetto ClAmiMus

Nella chiesa di S. Maria Incoronatella della Pietà dei Turchini si è tenuto il primo appuntamento 2020 con la stagione organizzata, sotto la direzione artistica del maestro Ferdinando de Martino, dal Centro di Musica da Camera CERSIM.
Ospite della serata il quintetto di clarinetti ClAmiMus, formato da Massimo Barone (clarinetto piccolo in mib, clarinetto in sib), Giovanni Venezia (clarinetto in sib), Lorenzo De Lucia (clarinetto in sib), Gabriele Carannante (clarinetto contralto), Armando Puggioni (clarinetto basso), che si è confrontato con un programma molto vario, proponendo brani appartenenti a diversi generi musicali, per la maggior parte adattati all’insolito organico.
Un percorso che copriva circa due secoli, tempo compreso fra il 1790 dell’Ouverture di Mozart da “Così fan tutte”, e il 1997, anno al quale risaliva la colonna sonora scritta da Piovani per “La vita è bella”.
In questo viaggio, rigorosamente altalenante fra  date e stili differenti, emergevano, di volta in volta, autori celebri e meno noti.
Fra i primi ricordiamo, oltre ai già citati Mozart e Piovani, Bernstein con l’Ouverture dall’operetta “Candide”, Piazzolla con l’Invierno Porteño (dalle Cuatro Estaciones Porteñas), Gardel (“Por una cabeza”), Gershwin, con un arrangiamento di Hengel Gualdi del blues dal musical “Un americano a Parigi”, Bacalov con il leitmotiv del film “Il postino” e Chick Corea con “Armando’s Rhumba”.
Riguardo ai compositori poco conosciuti, spiccavano due ungheresi, Leó Weiner (1885-1960) con Fox Dance e József Balogh (1956), un’istituzione mondiale nel campo del clarinetto, come solista, compositore e docente, con Episodes from the Crescent Moon, unico brano del concerto concepito originariamente per quintetto di clarinetti.
Relativamente agli interpreti, il quintetto ClAmiMus ha evidenziato un’ottima intesa, abbinata alla notevole bravura dei singoli musicisti, andando anche incontro ai gusti del numeroso pubblico presente, grazie alla proposizione di brani particolarmente briosi.
Al termine del concerto gli spettatori entusiasti hanno chiesto un bis, e sono stati accontentati con l’esecuzione di Tessa del francese Yves Gourhand, pezzo destinato ad un ensemble di clarinetti.
In conclusione una piacevole serata, a conferma della validità della stagione del CERSIM, ulteriormente impreziosita dal luogo scelto per l’occasione, una parte del complesso che anticamente costituiva il Conservatorio della Pietà de’ Turchini, e quindi luogo dove da quasi quattro secoli si respira Musica.

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