I “Vespri d’Organo” si aprono con un concerto di altissimo livello del maestro Luigi Zanni

Foto Fulvio Calzolaio

La Chiesa dell’Immacolata al Vomero ha ospitato il primo appuntamento della XIV edizione di “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, rassegna organizzata dall’Associazione Trabaci, il cui presidente è il maestro Mauro Castaldo.
Grande protagonista del concerto inaugurale il maestro Luigi Zanni, organista nel Santuario dei Frati Minori di Sant’Antonio a Teano (CE), che ha proposto una panoramica sul repertorio del tardo Ottocento.
Apertura con Marco Enrico Bossi (1861-1925), uno dei pochi compositori italiani ad aver fornito, a cavallo fra XIX e XX secolo, un significativo contributo alla letteratura organistica mondiale.
Bossi fu anche un apprezzato docente e, nel 1890, gli fu affidata la neonata cattedra d’organo del Conservatorio di San Pietro a Majella.
Notissimo anche come interprete, morì a causa di un ictus, sul bastimento De Grasse che lo stava riportando in Europa dopo una trionfale tournée statunitense.
Dalla sua produzione abbiamo ascoltato l’ Entrée Pontificale, primo dei Cinque pezzi, op. 104, risalenti al 1895, e Thème et Variations op. 115, di chiara matrice francese, datato 1898.
I successivi tre brani, Ripieno semplice, Suonata per l’offertorio e Marcia per dopo la messa, appartenevano alla Messa solenne del cremasco Vincenzo Petrali (1830-1889).
Artista eclettico, famoso per le sue strepitose improvvisazioni, Petrali ebbe inoltre una prestigiosa attività di docente e di collaudatore di organi per varie ditte.
Nella maturità aderì al movimento ceciliano, che si opponeva all’utilizzazione di brani di chiara origine profana nell’accompagnamento delle funzioni liturgiche, consuetudine quanto mai frequente nell’Ottocento, alla quale anche lui aveva largamente contribuito in precedenza, come si è potuto constatare nei pezzi eseguiti.
Ultimo autore in programma il francese Charles-Marie Widor (1844-1937), con tre dei cinque movimenti (Allegro vivace, Adagio e Toccata), tratti dalla Sinfonia n. 5 op. 42 in fa minore, scritta nel 1879.
Organista per più di 60 anni della chiesa parigina di Saint-Sulpice, dove ancora oggi è collocato un maestoso Cavaillé-Coll, Widor portò avanti una carriera di successo al conservatorio di Parigi, ricoprendo prima la cattedra d’organo in sostituzione del defunto Franck, e poi quella di composizione al posto di Dubois, annoverando tra gli allievi figure del calibro di Vierne, Dupré, Honegger e Milhaud.
Nell’ambito della sua produzione, che ha toccato tutti i generi, spiccano le dieci sinfonie per organo, fra le quali la n. 5 risulta la più famosa, grazie alla Toccata conclusiva.
E veniamo a Luigi Zanni, confermatosi interprete caratterizzato da una eccezionale solidità esecutiva e da grande padronanza nei confronti dei brani proposti, qualità che gli permettono di affrontare con estrema sicurezza anche pezzi di enorme complessità come quello di Widor, al quale ha fornito una fluidità raramente riscontrabile, in particolare nella celeberrima Toccata, in molte incisioni di celebri organisti.
Inoltre, il suo programma ha volutamente fatto emergere tutte le potenzialità dell’organo Mascioni, op. 1072, il cui acquisto si deve, nell’ormai lontano 1985, alla lungimiranza dell’ex parroco della chiesa dell’Immacolata, padre Leonardo Mollica, come sempre presente al concerto per fare gli onori di casa.
E’ anche grazie alla sua tenacia (oltre a quella di Mauro Castaldo, presidente dell’Associazione Trabaci) se i “Vespri d’organo”, iniziati nel 2007, sono riusciti a ritagliarsi progressivamente uno spazio di tutto rispetto, in un settore dove persistono forti pregiudizi legati ai luoghi di elezione dello strumento.
Il nostro augurio conclusivo è che la rassegna non solo prosegua il suo cammino, ma possa attirare un sempre maggior numero di spettatori perché, soprattutto gli abitanti del Vomero, non sembrano ancora rendersi conto del notevole patrimonio musicale che li circonda.

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