Convivio Armonico di Area Arte propone il suggestivo Natale barocco dell’ensemble “Le Musiche da Camera”

Convivio Armonico di Area Arte  ha proposto, come da consolidata tradizione, un concerto natalizio incentrato sulla produzione napoletana del Settecento.
L’evento, tenutosi nella Sacrestia Papale della Basilica di San Francesco di Paola, è stato affidato all’Ensemble Barocco con strumenti d’epoca “Le Musiche da Camera”, formato nell’occasione da Francesco Divito (soprano), Rosa Montano (mezzosoprano), Renata Cataldi (traversiere), Egidio Mastrominico (violino di concerto), Giovanni Rota (violino), Leonardo Massa (violoncello) e Debora Capitanio (clavicembalo).
In apertura abbiamo ascoltato il duetto “Sperno gregem quaero natum”, dal Mottetto in pastorale a due voci ed archi di Carmine Giordano (1685-1758), nato a Cerreto Sannita (BN), che fu allievo al Conservatorio della Pietà dei Turchini di Gennaro Ursino e Nicola Fago, ed in seguito divenne organista della Cappella Reale di Napoli.
La successiva Pastorale II a due violini, flauto e basso continuo di anonimo napoletano precedeva In Nativitate Domini, Lectio prima Secondo Notturno a voce sola di soprano e In Nativitate Domini, Lectio seconda Secondo Notturno a voce sola di alto, che portavano alla ribalta il partenopeo Gennaro Manna (1715-1779).
Figlio di Giuseppe e Caterina Feo, Manna studiò al conservatorio di S. Onofrio a Porta Capuana, dove lo zio Francesco Feo ricopriva il ruolo di “primo maestro”.
Apprezzato operista, non si confrontò però mai con l’opera buffa e, dal 1761 fino alla morte, concentrò le sue energie esclusivamente sulla musica sacra, lasciando un numero elevatissimo di lavori, oggi in gran parte inediti.
Ricoprì anche prestigiosi incarichi, sia come docente, al conservatorio di Santa Maria di Loreto dal 1755 al 1761, sia come maestro di cappella di importanti istituzioni quali la SS. Annunziata, la Cappella del Tesoro di San Gennaro e la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco (dove prese il posto dello zio).
Praticamente sconosciuto, invece, Mariano Servillo, del quale è stato eseguito, in prima esecuzione in tempi moderni, un interessante Concerto per flauto traverso, violini e basso, mentre la chiusura era dedicata al Te Deum a due voci con strumenti di Nicola Sabatino (1705? – 1796), altro autore napoletano poco noto, che studiò al Conservatorio di Sant’Onofrio a Porta Capuana con Barbella (violino) e Feo (composizione).
E veniamo ai protagonisti, partendo da Francesco Divito (soprano) e Rosa Montano (mezzosoprano), che si sono dimostrati ottimi solisti nelle Lectiones di Manna (interpretandone una a testa) ed hanno evidenziato un perfetto affiatamento nel duetto di Giordano e nel Te Deum di Sabatino.
Molto buona anche la prova degli strumentisti dell’Ensemble barocco “Le Musiche da Camera”, compagine compatta che ha ben sostenuto i due cantanti e, nel caso del concerto di Servillo, il flauto traverso.
Un ulteriore plauso meritano Egidio Mastrominico, autore delle trascrizioni della Pastorale e dei brani vocali-strumentali, e Renata Cataldi, che ha invece curato la trascrizione del concerto per flauto traverso, proseguendo il suo certosino lavoro di ricerca volto a riportare in auge compositori del Settecento caduti nel dimenticatoio.
Pubblico molto numeroso ed entusiasta, che ha chiesto un bis ed è stato accontentato con Veni Sponsa Christi a due voci con strumenti di Gennaro Manna, splendida conclusione di una serata di alto livello, dedicata ad autori poco eseguiti del barocco napoletano.

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