Il Concerto di Capodanno della Nuova Orchestra Scarlatti fra evergreen e nuove proposte

Si è svolto, nel Teatro Mediterraneo della Fiera d’Oltremare di Napoli, il Concerto di Capodanno della Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli, compagine diretta per l’occasione da Luigi De Filippi.
L’appuntamento, che ha visto la partecipazione del soprano Naomi Rivieccio, anche quest’anno ha proposto un programma popolare ma di alto livello.
Prima parte iniziata e conclusa da una serie di brani dello statunitense Richard Rodgers, scritti nel 1956 per il musical The sound of Music e utilizzati in seguito anche per la colonna sonora dell’omonimo film del 1965, giunto da noi con il titolo “Tutti insieme appassionatamente”.
Fra le due selezioni trovavano posto il celeberrimo valzer “Sul bel Danubio blu”, op. 314 di Johann Strauss figlio, nato originariamente come pezzo per coro e orchestra, la vivace Farandole posta a chiusura della Suite n. 2 da “L’Arlesiana”, scritta da Georges Bizet per l’allestimento dell’omonima pièce teatrale di Alphonse Daudet, e le Danze popolari rumene, frutto delle numerose ricerche etnomusicologiche di Béla Bartók, composte nel 1915 per pianoforte, e trascritte per piccola orchestra nel 1917.
Dopo un breve intervallo, la seconda parte portava alla ribalta il versatile soprano Naomi Rivieccio, che ha inizialmente interpretato due successi del 2011, Mamma Knows Best della cantautrice britannica Jessi J e Look At Me Now del rapper statunitense Chris Brown.
Si ritornava quindi nell’alveo “classico” con una versione per violino ed orchestra di Liebesleid e Liebesfreud di Fritz Kreisler che, con Schön Rosmarin, costituiscono le “Alt-Wiener Tanzweisen” (Antiche melodie di danze viennesi).
Spazio quindi all’opera con “Sempre libera”, famosa aria della “Traviata” di Giuseppe Verdi, autore quest’ultimo anche del successivo Valzer brillante, orchestrato da Nino Rota per la scena del ballo nel film di Visconti “Il Gattopardo”.
A seguire una piccola finestra sulla tradizione napoletana, che si apriva con la “Canzone del pescatore” da “La cantata dei pastori”, sacra rappresentazione di fine Seicento di Andrea Perrucci, riportata in auge da Roberto De Simone negli anni ’70.
Si passava poi a Cicerenella, filastrocca di anonimo del XVIII secolo, nell’elaborazione del maestro De Filippi.
Il “trittico” partenopeo si completava con Chiassoso, pregevole lavoro del barese Nicola De Giosa (1819-1885), allievo di Zingarelli e Donizetti al Conservatorio di Napoli, che non terminò i suoi studi a causa di contrasti con l’allora direttore Mercadante (ma ciò non gli vietò una carriera di apprezzato operista).
Il programma ufficiale si chiudeva in allegria con la Tritsch-Tratsch polka, op. 214 di Johann Strauss figlio, e lo scatenato Cancan di Jacques Offenbach, appartenente all’operetta “Orphée aux Enfers” (meglio conosciuta, per colpa di una maldestra traduzione, come “Orfeo all’Inferno”).
C’era poi il tempo per due bis, che hanno permesso al pubblico un pizzico di protagonismo, l’immancabile Radetzky-Marsch di Johann Strauss padre e, quasi per par condicio, ‘O surdato ‘nnammurato, composto da Enrico Cannio su un testo di Aniello Califano.
Per quanto riguarda gli interpreti, Naomi Rivieccio, giunta nel 2018 alla finale di X Factor, ha confermato tutta la sua versatilità, che le ha permesso di spaziare agevolmente dalla musica leggera a quella lirica, passando per la canzone napoletana.
Ottima anche la prova della Nuova Orchestra Scarlatti, ben diretta dal maestro De Filippi, che ha voluto fornire anche il suo apporto solistico nei due brani di Kreisler.
Ricordiamo ancora il ballerino Mirko Melandri e l’eclettica violinista Lorenza Maio, protagonisti di un siparietto danzante, ed infine le parole del maestro Gaetano Russo, direttore artistico della Nuova Orchestra Scarlatti, orgoglioso del successo della sua creatura e di un appuntamento che da 25 anni attira un pubblico sempre molto numeroso, rappresentando una piacevole tradizione che ci auguriamo possa avere ancora una lunghissima vita.

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