Il Festival Internazionale del Settecento Musicale Napoletano apre con la “prima esecuzione in tempi moderni” della serenata di Domenico Scarlatti “La contesa delle stagioni”

Giunto in Portogallo nel 1719, Domenico Scarlatti (1685-1757) fu chiamato a svolgere numerosi compiti nell’ambito delle attività musicali della corte lusitana.
Fra questi vi era l’obbligo di scrivere serenate e cantate celebrative di onomastici e compleanni legati alla famiglia reale.
A tale particolare produzione appartiene anche la serenata “La contesa delle stagioni” (titolo originale A Contenda das Estaçoes), per soli, coro e orchestra da camera, allestita il 7 settembre del 1720, in occasione del compleanno della regina Maria Anna d’Asburgo, consorte del re João V di Braganza.
Come recita il titolo, la trama è rivolta ad una disputa fra le quattro stagioni per decidere chi sia la più importante e alla fine vincerà, guarda caso, quella che ha dato i natali alla regina.
Partendo da questa esile trama, supportata da un testo di autore anonimo, Domenico Scarlatti costruì un capolavoro musicale che, presumibilmente, non venne più riproposto.
La serenata scarlattiana è stata al centro dell’inaugurazione della ventesima edizione del Festival Internazionale del Settecento Musicale Napoletano, rassegna la cui direzione artistica è curata dal maestro Enzo Amato.
Una prima esecuzione in tempi moderni, tenutasi nell’ex chiesa di San Francesco delle Monache, oggi sede del Centro di Cultura Domus Ars, affidata alla sapiente regia di Riccardo Canessa, che ha messo tutta la sua grande esperienza maturata in campo operistico al servizio di un allestimento estremamente efficace.
Notevole anche l’apporto delle voci soliste, i soprani Angela Luglio (Primavera) e Valentina Fortunato (Estate), il mezzosoprano Eleonora Brescia (Inverno) e il contralto Giulia Mattiello (Autunno), che si sono perfettamente calate nei rispettivi ruoli, ottenuti a seguito dell’affermazione nello “Scarlatti Voice Award” (concorso indetto dall’Associazione Domenico Scarlatti, la cui giuria era composta dal già citato Riccardo Canessa, dalla direttrice d’orchestra Anna Daniela Sestito e dal mezzosoprano Gabriella Colecchia).
Per quanto riguarda gli altri interpreti, l’organico si completava con l’ottima Orchestra da Camera di Napoli, alla testa della quale vi era Anna Daniela Sestito, figura poliedrica di cantante, musicologa, docente e direttrice d’orchestra, e con il Coro Filarmonico Jubilate Deo, splendida realtà di Torre del Greco, ben diretto dal maestro Giuseppe Polese (suo fondatore nel lontano 1981).
Ricordiamo infine le scene e i costumi molto belli di Alfredo Troisi, ispirati alle creazioni originali “labirintiche” della ditta di gioielli Asad Ventrella, degno completamento di un allestimento che ci auguriamo non rimanga, come troppo spesso accade nella nostra città, un unicum privo di ulteriore seguito.

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