La XXIV stagione dei “Concerti di Autunno” si chiude con l’ottimo recital del pianista Mario Merola rivolto ai Preludi di Skrjabin e Debussy.

Foto Max Cerrito

In ambito musicale, il preludio è definito come “parte introduttiva di una composizione musicale”.
In realtà, già verso la fine dell’Ottocento, tale termine ha cominciato a perdere il suo significato originario, in quanto diversi compositori hanno scritto preludi a sé stanti, che non prevedevano alcuno sviluppo successivo.
A questo particolare repertorio si è rivolto il pianista Mario Merola, ospite dell’appuntamento conclusivo dei “Concerti di Autunno”, organizzati dalla Comunità Evangelica Luterana, la cui direzione artistica è affidata a Luciana Renzetti.
L’artista ha proposto un considerevole numero dei 24 Preludi, op. 11 di Aleksandr Skrjabin (1872-1915) e buona parte del secondo volume dei Préludes di Claude Debussy (1862-1918).
Per quanto riguarda i primi, vennero scritti fra il 1888 ed il 1896, da un giovanissimo e ambizioso Aleksandr Skrjabin e, come i preludi concepiti in precedenza da Clementi, Liszt e Chopin, erano debitori del “Clavicembalo ben temperato” bachiano (che però ai preludi faceva seguire  le fughe).
Anche Debussy, dal canto suo, aveva come riferimento la medesima raccolta di Bach, ma la forma appare molto più libera e spesso di grande complessità, discostandosi, come abbiamo accennato in apertura, da quella dei canonici pezzi appartenenti a tale genere.
Il secondo libro dei Préludes, risalente al periodo 1911-1912 è formato da 12 brani (come il primo, dato alle stampe nel 1910), e fu pubblicato nel 1913 dall’editore parigino Durand.
Siamo sicuramente all’apice della produzione pianistica del compositore francese, di matrice prettamente impressionistica, anche se l’autore rifuggì sempre tale catalogazione, considerandola oltremodo riduttiva.
Proprio il suddetto motivo gli suggerì di porre il titolo di tutti i brani al termine e non all’inizio della partitura, accompagnato inoltre da puntini sospensivi, così da non influenzare, almeno la prima volta, i potenziali esecutori.
Per quanto riguarda l’interprete, che abbiamo già avuto il piacere di ascoltare in altre occasioni, siamo di fronte ad una figura particolare in quanto Mario Merola, oltre ad essere un valentissimo pianista, allievo del maestro Antonio de Rosa, è un prestigioso fisico nucleare, ricercatore e docente al Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II, che ha contatti con le più importanti istituzioni scientifiche del settore.
Un abbinamento, come ha voluto precisare anche nel corso della serata, che non risulta conflittuale poiché si tratta di due passioni da lui poste sullo stesso piano (anche se, aggiungiamo noi, non è la passione per la musica, purtroppo, a permettergli il sostentamento).
Ciò lo rende, a nostro avviso, un musicista privilegiato che, al netto di una solidità esecutiva e di una notevole bravura, riesce a mantenere un equilibrio ed una pacatezza nei rapporti interpersonali, abbastanza rari da riscontrare in chi abbraccia esclusivamente la carriera artistica.
Ed anche il numeroso pubblico presente ha mostrato di accorgersene, applaudendo calorosamente il pianista alla fine delle due parti del concerto, terminato con un pregevole bis scarlattiano.
Si chiude così la XXIV edizione dei “Concerti di Autunno”, che ha per l’ennesima volta confermato l’oculatezza della direzione artistica di Luciana Renzetti, abile nell’allestire, con un budget limitato (consistente in una parte dei proventi dell’otto per mille destinato alla Chiesa Luterana), una rassegna che riesce nel compito quasi miracoloso di andare incontro ai gusti del pubblico, mantenendo nel contempo un livello artistico elevatissimo.
Vi diamo appuntamento, quindi, al prossimo anno, per la venticinquesima stagione autunnale, che sarà preceduta dalla XXII edizione dei “Concerti di Primavera”, rassegna anch’essa organizzata dalla Comunità Evangelica Luterana, che annovera fra i suoi punti di forza il Concorso di Composizione.

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2 risposte a La XXIV stagione dei “Concerti di Autunno” si chiude con l’ottimo recital del pianista Mario Merola rivolto ai Preludi di Skrjabin e Debussy.

  1. E-C-C-E-Z-I-O-N-A-L-E !! 👍👍

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