Suyoen Kim completa l’integrale delle Sonate e Partite di Bach con un recital di altissimo livello

Foto Max Cerrito

Dopo lo strepitoso successo ottenuto lo scorso gennaio, in occasione del suo esordio napoletano, Suyoen Kim, violinista tedesca di origine coreana, è ritornata al Teatro Sannazaro, ospite della stagione 2019-2020 dell’Associazione Alessandro Scarlatti, per completare l’integrale delle Sonate e Partite di Johann Sebastian Bach (1685-1750).
A proposito di questa raccolta, va ricordato che si tratta di brani risalenti, come la maggior parte della musica strumentale dell’autore tedesco, al periodo in cui prestava servizio come Kappelmeister a Köthen (1717-1723), presso il principe Leopoldo.
Il nobile, in quanto calvinista osservante, era contrario all’accompagnamento solenne delle funzioni religiose, per cui Bach concentrò buona parte delle sue energie su pezzi cameristici, sfruttando le potenzialità dell’orchestra di corte, formata da ottimi solisti, ai quali spesso si aggiungeva anche Leopoldo, discreto musicista amatoriale.
In particolare, le tre Sonate e le tre Partite, iniziate presumibilmente durante la permanenza a Weimar (1708-1717), e completate nel 1720, in origine erano state raggruppate da Bach e definite “Sei solo a violino senza Basso accompagnato”.
A partire però dalla prima pubblicazione, ad opera di Nicolaus Simrock, datata 1802, il titolo cominciò a subire delle variazioni.
L’editore di Bonn, infatti, sostituì il sostantivo “Solo” con “Sonate”, mentre nella versione edita nel 1908 dalla casa berlinese Bote & Bock, curata inizialmente da Joseph Joachim e, per la morte di quest’ultimo, completata dal suo studente Andreas Moser, i pezzi acquisirono l’attuale appellativo di “Sonate e Partite”.
Dal punto di vista strutturale, invece, le Sonate risultano costituite da quattro movimenti (lenti i dispari, vivaci quelli pari), secondo lo schema tipico delle cosiddette “Sonate da chiesa”, mentre le Partite sono costituite da una successione di danze, sulla falsariga delle suite, con l’inserimento di ritmi talora meno usuali.
Riprendendo il discorso sulla serata, Suyoen Kim ha proposto la Partita n. 1 in si minore BWV 1002 e le Sonate n. 2 in la minore BWV 1003 e n. 3 in do maggiore BWV 1005, evidenziando ancora una volta una bravura straordinaria, che si concretizza con un abbinamento raro, ma perfettamente riuscito, fra una tecnica dalla impressionante precisione ed una sensibilità altrettanto elevata.
Non a caso, quindi, anche stavolta è riuscita a catturare l’attenzione del pubblico (compresa quella parte di spettatori che tende a distrarsi colpevolmente con i telefonini, e da qualche concerto a questa parte si cerca di dissuadere con appositi puntatori), che gli ha tributato un lungo e scrosciante applauso finale.
L’augurio conclusivo è quello di poter risentire Suyoen Kim quanto prima, magari con il prestigioso Quartetto Artemis, che a maggio di quest’anno l’ha chiamata per ricoprire il ruolo di primo violino, a conferma del suo assoluto valore.

Questa voce è stata pubblicata in Recensioni concerti e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.