Domenica 13 ottobre ai Girolamini concerto del duo flautistico formato da Tommaso Rossi e Domenico Passarelli nell’ambito della “Domenica di carta 2019”

In occasione della manifestazione nazionale Domenica di carta, promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali del turismo, la Cappella Neapolitana Antonio Florio presenta domenica 13 ottobre, alle ore 11.00, nella splendida cornice della sala Ferrara dei Girolamini (via Duomo, 142 – Napoli), Tommaso Rossi e Domenico Passarelli nel concerto Una musica ex duobus, Duetti per due flauti tra XVII e XVIII secolo, in collaborazione con la Regione Campania e il Complesso Monumentale dei Girolamini.
A seguito del concerto si potrà partecipare alla visita organizzata dal Mibac, in programma dalle 9.30 del mattino, inclusa la Quadreria e le sale storiche della Biblioteca Oratoriana.

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

In programma composizioni per due flauti che seguono un percorso attraverso stili musicali assai diversi, un dialogo a due voci che genera l’alchimia della struttura melodica e armonica dell’opera.
Da Gioseffo Zarlino, Girolamo Diruta, Jean Jacques Hotteterre le Romain per poi passare a Cristofaro Caresana, la cui opera omnia è custodita proprio nella biblioteca dei Girolamini e modernamente realizzati e portati in auge da Antonio Florio e dal suo ensemble Cappella Neapolitana, per poi concludere con Georg Philipp Telemann.
Partiture di grande eleganza in un viaggio suggestivo tra Seicento e Settecento.

Ingresso gratuito su invito

Ufficio Stampa per Cappella Neapolitana
Giusi Zippo
mob. 3396276954
mail: giusizippo939@gmail.com

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Una musica ex duobus – Duetti per due flauti tra XVII e XVIII secolo

Tommaso Rossi e Domenico Passarelli, flauti dolci

Programma

Gioseffo Zarlino (1517- 1590): Duo sul primo modo

Girolamo Diruta (1546-1624): Duo sul primo modo

Gioseffo Zarlino: Duo sul secondo modo

Girolamo Diruta: Duo sul secondo modo

Jean Jacques Hotteterre le Romain (1674-1763): Suite in re minore a due flauti
Gravement-Gay
Allemande
Rondeau (Tendre)
Rondeau (Gay)
Gigue
Passacaille

Cristofaro Caresana (1640-1709)
Duetto terzo (mezzo canto e alto)
Duetto quinto (canto e tenore)
Duetto sesto (mezzo canto e basso)

Georg Philipp Telemann (1681-1767)
Sonata in canone n.1 in si bemolle maggiore
Sonata in canone n. 5 in do maggiore

Si comincia con brani di Gioseffo Zarlino e Girolamo Diruta, per passare poi a Cristofaro Caresana e alle sue composizioni che fanno parte di repertori didattici destinati alla voce umana, preziose testimonianze dell’arte vocale del ‘600 italiano, qui proposte in una versione per due flauti.
Caresana è anche particolarmente legata all’Oratorio dei Girolamini, dove è conservata l’opera omnia del compositore, di origini veneziane, che, durante tutta la metà del XVII secolo fu uno dei principali protagonisti della scena musicale napoletana.
La sua fama è specialmente legata agli oratori composti per l’Oratorio, di cui alcuni modernamente realizzati da Antonio Florio e dal suo ensemble.
I duetti che verranno eseguiti questa sera servivano all’educazione dei cantanti del Conservatorio di Sant’Onofrio a Porta Capuana dove Caresana insegnava ma sono adattissimi anche ad essere eseguiti sul flauto dolce.
Stesso si può dire per i brevi brani di Girolamo Diruta e di Gioseffo Zarlino, sommi didatti del ‘500, che analizzano le possibilità melodiche e contrappuntistiche nell’ambito dei modi ecclesiastici.
Jean Jacques Hotteterre fu musicista presso la Corte di Luigi XIV ed è una figura centrale nello sviluppo del flauto, sia traverso, che dolce.
Il duetto eseguito questa sera appartiene a una raccolta di brani di grande eleganza, dove il modello della Suite francese è declinato sulle esigenze tecniche ed espressive del flauto.
Hotteterre sosteneva la possibilità di eseguire tutti i suoi brani sia sul flauto traverso che sul flauto dolce, trasponendoli una terza più in alto.
Stesso discorso si può fare per i brani di Telemann, sonate in canone con chiaro scopo didattico, originariamente pensate per due flauti traversi, ma ugualmente efficaci con il flauto dolce, di cui Telemann fu uno dei più grandi estimatori, diventando dei più prolifici compositori per questo strumento.
Sul modello delle sue fantasie, le sonate in canone sviluppano in brevi gesti musicali, affidandosi alla grande perizia contrappuntistica, spunti che provengono dagli stilemi delle forme di danza.

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