Alla Domus Ars il duo Passarelli-Trancone si esibisce nel prologo del festival “Sicut Sagittae” in un’atmosfera surreale

Il Centro Culturale Domus Ars ha ospitato il prologo della quarta edizione del festival di Musica Barocca “Sicut Sagittae”, prodotto da “Il Canto di Virgilio”, in collaborazione con l’Associazione Cappella Neapolitana – Antonio Florio.
Protagonista del concerto, dal titolo “A flauto solo”, il duo formato da Domenico Passarelli (flauto dolce) e Angelo Trancone (clavicembalo), a confronto con alcuni brani tratti dal repertorio di Georg Philipp Telemann (1681-1767) e George Friedrich Händel (1685-1759).
Il primo fu un autore particolarmente prolifico, che dedicò particolare attenzione anche al repertorio per flauto, attraverso la pubblicazione di raccolte contenenti brani di vario tipo.
A tale ambito appartenevano la Sonatina in do minore TWV 41:c2 e la Sonatina in la minore TWV 41:a4, tratte dalle Nouvelles sonatines (1730) e la Sonata in re minore TWV 41:d4, dagli Essercizii musicii (1740), il tutto legato al ruolo ricoperto dall’autore tedesco, dal 1721 all’anno della sua morte, di direttore musicale della città di Amburgo.
Per quanto riguarda Händel, le due sonate proposte, in si bemolle maggiore HWV 377 e in do maggiore HWV 365, si collocano intorno al 1712, con la prima che rientra nelle cosiddette “Sonate Fitzwilliam” in quanto il manoscritto originale è conservato nell’omonimo museo inglese.
Uno sguardo agli interpreti, Domenico Passarelli (flauto dolce) e Angelo Trancone (clavicembalo), che hanno confermato la loro grande bravura, evidenziando sonorità nitide e molto ricercate, abbinate ad un perfetto affiatamento.
Non possiamo chiudere senza aver fatto prima una triste constatazione, accennata  nel titolo di testa, relativa al fatto che, prima del concerto, è stato necessario chiudere tutte le porte, nel tentativo di attutire il frastuono proveniente dal vicino spazio antistante la Basilica di Santa Chiara, dove si stava svolgendo un evento musicale dedicato agli studenti universitari.
Un vero e proprio paradosso, se si pensa che l’associazione Domus Ars ha sede in una chiesa sconsacrata, che per l’occasione ha ospitato l’esecuzione di alcuni capolavori di musica barocca, mentre contemporaneamente l’area adiacente ad un luogo sacro veniva trasformata in una discoteca.

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