Giovedì 26 settembre il Centro culturale Domus Ars propone “Aspettando Sicut Sagittae” con il concerto del duo Passarelli-Trancone

A poco più di una settimana dall’inizio della Rassegna di Musica Barocca diretta da Antonio Florio e curata da “Il Canto di Virgilio”, arriva Aspettando Sicut Sagittae.
Giovedì 26 settembre alle ore 20.30, sul palco della Domus Ars (via Santa Chiara, 10), Domenico Passarelli, al flauto dolce, e Angelo Trancone, al clavicembalo, si esibiranno nel concerto dal titolo “A Flauto solo” con le musiche di Telemann e Haendel.
Un concerto in cui si confronteranno due tra i maggiori rappresentanti del tardo barocco europeo e il loro approccio decisamente diverso al flauto dolce, strumento fondamentale nella musica barocca.
Per Telemann il flauto dolce diventa un vero competitor del violino, con partiture che restituiscono un vero manuale di virtuosismo per lo strumento.
Haendel declina lo strumento come un referente pastorale della vocalità di ascendenza italiana, dedicandogli concertini solisti.

Prezzo biglietti 10 euro (intero) 5 euro (ridotto under 26 e over 60).
Riduzioni per gruppi di un minimo di 6 persone, organizzati da associazioni e circoli aziendali.

Info:
infoeventi@domusars.it
tel. 0813425603

Ufficio Stampa Cappella Neapolitana
Giusi Zippo
mail: giusizippo939@gmail.com
mob. 3396276954

Ufficio Stampa Domus Ars
Enrica Buongiorno
mail: enricabuongiorno@gmail.com
mob. 3288598396

Telemann amante del blockflöte (flauto dolce), dedicò a quest’ultimo numerosissime pagine in opere strumentali e non, con una perizia che tradisce una pratica in prima persona dello strumento.
Peraltro le opere per flauto dolce coprono cronologicamente tutto il corpus del Magdeburghese e le tre sonate nel programma di stasera sono in effetti un esempio di utilizzo “tardo” dello strumento.
Se infatti il 1728, data della pubblicazione dei concerti dell’Opera X di Vivaldi è considerato, almeno per la musica italiana, l’anno del passaggio di consegne dell’obsoleto flauto “a becco” a favore del moderno e alla moda flauto traverso, Telemann sembra non accorgersene e in due delle sue raccolte più rappresentative degli anni ‘30 gli Essercizii musici e le Nouvellessonatines inserisce proprio il flauto dolce tra le possibilità di esecuzione delle sonate a strumento solo e basso continuo accolte nelle sillogi.
In questi brani le possibilità espressive dello strumento sia nei movimenti veloci che in quelli lenti sono utilizzate nella loro totalità ed il flauto appare nella realtà un validissimo competitor del violino.
Scale, volatine, quartine ribattute, lunghi ed articolati cantabili, appaiono a delineare un vero manuale di virtuosismo per lo strumento.
Sensibilmente diversa la via haendeliana al flauto dolce.
Questo strumento sembra essere un referente pastorale della vocalità di ascendenza italiana e, come avviene spessissimo nella produzione del Sassone, è facile infatti individuare momenti dei brani strumentali presi a prestito da arie d’opera dello stesso. Ben cinque delle dodici sonate per strumento solo pubblicate dall’editore Walsh a Londra nel 1730 come Opera prima del compositore tedesco sono espressamente dedicate al recorder a dimostrazione dell’incredibile fortuna dello strumento presso i borghesi e gli aristocratici dilettanti nella capitale d’oltremanica (il riconosciuto pubblico di riferimento dell’abilissimo stampatore britannico).
Nondimeno anche Händel fece un uso diffuso, seppur meno massiccio, del flauto dolce.
Oltre che in numerose arie d’opera (soprattutto di ispirazione pastorale appunto, vedi ad esempio il masque Acis e Galatea del 1717) lo strumento appare anche in uno dei concertini solisti dei Concerti Grossi op. 3.

Programma

Georg Philipp Telemann: Sonatina in do minore (TWV 41:c2 – Nouvellessonatines. 1730).

George Friedrich Haendel: Sonata in Si bemolle maggiore (HWV 377).

Georg Philipp Telemann: Solo in re minore (TWV 41:d4 – Essercizii musici, 1740).

George Friedrich Haendel: Sonata in Do maggiore (HWV 365).

Georg Philipp Telemann: Sonatina in la minore (TWV 41:a4 – Nouvellessonatines. 1730).

Domenico Passarelli
Nel 2015 ha conseguito il diploma in Flauto dolce sotto la guida di Tommaso Rossi presso il Conservatorio “S. Giacomantonio” di Cosenza con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore.
Nella stessa istituzione ha seguito i corsi di Flauto traversiere con Laura Pontecorvo. Nel corso della sua carriera accademica ha trascorso un periodo presso il Koninklijk Conservatorium di Bruxelles studiando con Bart Coen, Peter De Clercq e Frans Theuns.
Ha inoltre preso parte a numerose master class in Italia e all’estero.
È laureato in Scienze dell’Antichità (Unical) e si interessa di letteratura e teoria musicale greca, storia della cultura e della ricezione del mondo antico, drammaturgia musicale.
Ha recentemente svolto un periodo di ricerca presso la University of Michigan ed è attualmente dottorando (Antropologia del mondo antico) presso l’Università di Siena.
In qualità di strumentista è impegnato dal 2011 con il progetto ScarlattiLab (Conservatorio di Napoli – Associazione Alessandro Scarlatti).
Ha più volte collaborato con l’ensemble Cappella Neapolitana diretto da Antonio Florio (Ravello Festival Teatro Regio di Torino, Ass. Alessadnro Scarlatti). Come solista si è esibito con l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori (dir. Vanni Moretto) e più volte con l’Orchestra Barocca del Conservatorio di Cosenza (dir. Alessandro Ciccolini).
Ha rappresentato il suo conservatorio in diversi concorsi nazionali (Premio delle Arti, Premio Abbado).
Ha preso parte a produzioni in Belgio (BOZAR, Museé des Instruments de Musique) e negli Stati Uniti (Detroit Institute of Arts, University of Michigan).

Angelo Trancone

Foto Fulvio Calzolaio

Angelo Trancone, lode e menzione speciale in Organo e Composizione organistica nella classe di Roberto Canali presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, prosegue gli studi presso la Royal Danish Academy of Music di Copenaghen, conseguendo il Master in Organo sotto la guida di Hans Davidsson, in collaborazione con la Academy of Music and Drama di Göteborg.
Attualmente allievo di Martin Haselböck presso l’UniversitätfürMusik und darstellendekunst di Vienna, finalizza ulteriormente gli studi in Organo nel percorso formativo solistico di Postgraduation.
Ha preso parte a numerosi corsi di perfezionamento per l’interpretazione delle diverse scuole organistiche europee: Rinascimento italiano con Matteo Imbruno e Francesco Di Lernia, Barocco tedesco con Katrine Bine Bryndorf e Harald Vogel; Romanticismo francese con Jean Guillou, Michel Bouvard, Sophie Retaux e Joris Verdin; Romanticismo tedesco con Ludger Lohmann, Romanticismo italiano con Enrico Viccardi; Novecento francese con Hans-Ola Ericcson; Repertorio contemporaneo con Martin Herchenröder, Improvvisazione con Theo Flury e Hampus Lindwall, Basso Continuo con Patrizia Varone e Franco Pavan, Clavicordo con Ulrika Davidsson e Joel Speerstra, Clavicembalo con Yuzuru Hiranaka.
È risultato finalista e vincitore nell’ambito di diversi concorsi organistici nazionali ed internazionali : “2° Classificato” ( 1° non assegnato ) alla X Edizione del “Concorso Organistico Internazionale di Fano Adriano”, “1° Classificato” alla IV edizione del Concorso Organistico Nazionale “Camillo Guglielmo Bianchi” di Varzi.
Fondatore dell’ensemble vocale e strumentale Port de Voix, negli ultimi anni svolge un’intensa attività concertistica da solista o continuista in importanti rassegne italiane ed estere.
È organista presso la Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio, in Capodimonte.

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