Con “Il Popolano Ostinato” il trio “Ai Vis lo Lop, lo Rainard, la Levre” restituisce la musica rinascimentale al suo originale destinatario

Alessandro de Carolis (flauti), Carmine Scialla (chitarra battente) e Antonino Anastasia (percussioni) costituiscono un trio chiamato Ai Vis lo Lop, lo Rainard, la Levre (“Ho visto il lupo, la volpe, la lepre”) dall’incipit di una ballata provenzale.
L’ensemble rivolge la sua attenzione alla musica rinascimentale, secondo canoni non strettamente filologici, con lo scopo di restituire al pubblico un repertorio, nato in mezzo alla gente comune, che in seguito venne acquisito dagli ambienti di corte.
I tre artisti hanno da poco inciso, con la Da Vinci Classics, il loro cd di esordio dal titolo “Il Popolano Ostinato”, dove propongono brani di autori del XVI e del XVII secolo, oggi quasi completamente dimenticati, incentrati su danze in auge all’epoca.
Il disco si apre con due pezzi tratti dal “Primo libro di Canzone, Sinfonie e Fantasie…” di Andrea Falconieri (1585–1656), pubblicato a Napoli nel 1650, città natale del compositore e legati al brando, ballo di origine francese.
Nel cd troviamo altri brani della medesima raccolta, rivolti alla francese corrente e alla folia, quest’ultima di origine portoghese, il cui motivo ha attirato l’attenzione di più di un centinaio di musicisti nel corso dei secoli.
Spagnola era invece la ciaccona, evidenziata dall’emiliano Tarquinio Merula (1595-1665), mentre il Brando di Cales del milanese Cesare Negri (ca.1536-1604), ci fa conoscere una figura di compositore e ballerino, tra i primi a pubblicare trattati di argomento coreutico, corredati da immagini e da partiture.
Altro grande protagonista della cultura seicentesca fu il gesuita tedesco Athanasius Kircher (1602-1680), che soggiornò lungamente a Roma.
Personalità eclettica, diede alle stampe oltre una quarantina di libri fra i quali, in ambito musicale, Magnes sive de arte magnetica opus tripartitum (1641) e Phonurgia nova (1673), dove descrisse esempi legati al fenomeno del tarantismo quali l’Antidotum Tarantulae e la Tarantella presenti nella registrazione.
Ultimo autore considerato, il romagnolo Marco Uccellini (ca. 1603-1680), con la sua Aria quinta, sopra la Bergamasca.
Riguardo agli esecutori, molto trascinanti appaiono le interpretazioni del trio, che in alcuni casi si avvale dell’apporto di Lorenza Maio (violino, flauto dolce), Giovanni Sanarico (violoncello) e Fabio Soriano (flauto rinascimentale), dando vita ad un’incisione briosa, piacevole e molto interessante sotto il profilo storico-musicale.

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