Sutermeister: Brani orchestrali (volume 1)

La Toccata Classics (casa londinese distribuita in Italia da Ducale Music), ha recentemente aperto una piccola, ma significativa finestra, sulla musica svizzera, dedicando un cd ad alcuni brani orchestrali di Heinrich Sutermeister (1910-1995).
Nato nei pressi di Sciaffusa, Sutermeister iniziò a studiare materie umanistiche fino a che, dopo un soggiorno parigino, durante il quale venne a contatto con i lavori di Ravel, Debussy e del connazionale Honegger, si convinse che la sua strada era quella musicale.
Per tale motivo, dal 1931 al 1934 frequentò la Akademie der Tonkunst di Monaco dove strinse amicizia con Orff e Egk, entrambi protagonisti del Novecento tedesco.
Agli inizi della sua carriera lavorò al Teatro Nazionale di Berna e raggiunse la notorietà grazie a composizioni concepite per allestimenti radiofonici.
Fu anche docente alla Hochschule für Musik di Hannover (1963-1975) e, nel periodo fra il 1958 ed il 1980, ricoprì l’incarico di Presidente della società svizzera per i diritti d’autore.
Morì nel 1995 a Vaux-sur-Morges, piccolo borgo della Svizzera francese, dove risiedeva dal 1942.
Per quanto riguarda il disco della Toccata Classics, esso comprende, in prima registrazione mondiale, quattro brani composti in un vasto arco di tempo.
Si parte dalla Suite sinfonica per grande orchestra Romeo e Giulietta (1940), tratta dalla sua opera più famosa, ispirata al capolavoro di Shakespeare, scritta fra il 1937 ed il 1939.
Tocca quindi a “Le Alpi”, Fantasia su canzoni popolari svizzere per orchestra e voce recitante (1946-48), abbinata a testi in tedesco della tradizione elvetica.
La successiva Aubade pour Morges (1978-79), celebra il paesino dove Sutermeister visse per più di mezzo secolo, mentre il conclusivo Divertimento n. 2 (1959–60), appare il più vicino alla musica di Honegger.
Nel complesso, ciò che sorprende positivamente nei brani proposti, è la costante ricerca di sonorità ricche di colori, moderne ma moderate, che risultano di piacevole ascolto.
Il tutto è ottimamente evidenziato da una compagine di livello mondiale quale la Royal Philharmonic Orchestra, diretta nell’occasione dallo svizzero Rainer Held, specialista nell’eseguire e valorizzare composizioni dei suoi connazionali.
Citiamo, infine, l’attore Bruno Cathomas, voce recitante della “Fantasia” alpina, che ha anche lui offerto un notevole contribuito alla buona riuscita di un disco molto interessante, volume iniziale di una serie volta a fare maggiore luce su un autore molto valido ma completamente sconosciuto.

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