Meyerbeer: Brani sacri

Nato in una ricca famiglia tedesca di origini ebraiche, Giacomo Meyerbeer (1791-1864) iniziò la sua carriera musicale come pianista, esordendo in pubblico a Berlino quando aveva appena dieci anni.
Al ruolo di solista preferì quasi subito quello di compositore di opere, per cui venne in Italia a perfezionarsi.
Qui fu attivo dal 1816 al 1824, ponendo le basi per i suoi futuri successi, ottenuti in terra francese, dove avvenne la definitiva consacrazione.
Da allora in poi la sua attività si svolse soprattutto a Parigi, anche se mantenne comunque stretti contatti con la Germania.
Nonostante una convinta adesione all’Ebraismo, Meyerbeer scrisse poca musica sacra, suddivisa in due periodi ben determinati, distanti fra loro circa trenta anni, e quelli concepiti durante la maturità si ritenevano perduti.
Questo fino a quando il maestro italo-inglese Dario Salvi, dopo accurate ricerche, non li ha riportati alla luce, trascrivendoli per orchestra da camera, organo (o pianoforte) e soprano.
Un esempio di pezzi sacri editi ed inediti, è contenuto in un recente cd della Naxos (casa distribuita in Italia da Ducale Music), dove stranamente le composizioni non sono proposte in ordine cronologico.
Noi invece, per maggiore comodità, preferiamo utilizzarlo, e partiamo dal 1807, anno in cui videro la luce il Salmo 86 e il Salmo 124, entrambi nella traduzione in tedesco curata da Moses Mendelssohn, nonno del grande compositore Felix.
Si prosegue poi con un brano tratto dall’oratorio “Dio e la natura” (1811) ed una pagina appartenente al dramma “Il giuramento di Iefte” (1812), tutti e due su testi di Aloys Schreiber.
Per quanto riguarda le composizioni della maturità, troviamo “La condizione divina” e i Due poemi religiosi di Jacob Neus, risalenti al 1841, un Pater Noster, composto a Nizza nel 1857 per la locale comunità cattolica (con la quale l’autore fu sempre in ottimi rapporti), ed infine il Preludio e l’Inno tratto dall’Imitazione di Cristo, datati rispettivamente 1863 e 1859.
Riguardo agli interpreti, la Neue Preussische Philharmonie, il pianista ed organista Jakub Sawicki e il soprano Andrea Chudak, sotto la direzione di Dario Salvi, costituiscono un organico prestigioso che mette in luce pagine rare e di buona fattura, contraddistinte da uno stile operistico, tipico della musica sacra dell’Ottocento, tale da stemperare sovente la solennità e la spiritualità degli argomenti presi in considerazione.

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