La stagione dell’Associazione Napolinova chiude con i partecipanti al master pianistico internazionale di Antonio Pompa-Baldi

Foto Max Cerrito

Anche quest’anno la stagione dell’Associazione Napolinova, affidata alla direzione artistica di Alfredo de Pascale, ha chiuso con un concerto dei partecipanti al master internazionale del pianista foggiano, trapiantato a Cleveland, Antonio Pompa-Baldi, fra i migliori artisti della sua generazione.
Sede dell’evento la Sala della Loggia del Maschio Angioino, che ha ospitato i cinque protagonisti dell’appuntamento conclusivo della rassegna (in realtà dovevano essere sei, ma problemi logistici hanno impedito al ventenne Gerardo Ceparano di raggiungere in tempo il luogo del concerto).
Ad aprire il pomeriggio musicale è stato Francesco Mattia Pellecchia, confrontatosi brillantemente con lo Scherzo n. 2 in si bemolle minore per pianoforte, op. 31 di Chopin, uno dei pezzi più noti del compositore polacco, risalente al 1837 e dedicato alla contessa Adèle de Fürstenstein
Era poi la volta di Gabriele De Feo, che ha interpretato con grande trasporto ed intensità lo Studio n. 4 in do diesis minore, dai Dodici Studi op. 10 di Chopin e la Toccatina di Kapustin.
Nel primo caso, siamo di fronte ad una raccolta di un giovane autore ventitreenne che da poco era giunto a Parigi, con idee già molto chiare, anche se troppo innovative per quel periodo, mentre nel secondo abbiamo avuto la possibilità di ascoltare un pezzo di un autore ucraino contemporaneo che meriterebbe di essere approfondito.
Di grande spessore anche l’apporto di Giuseppe Nola, che ha proposto le suggestioni della lisztiana Vallée d’Obermann (da Années de Pèlerinage, primo anno: Svizzera), il cui titolo è riferito all’omonimo romanzo del francese Étienne Pivert de Senancour, ma nel brano sono pure presenti alcuni riferimenti al poema di Byron “Il pellegrinaggio del giovane Aroldo”.
Il tocco di internazionalità era fornito dal giovanissimo Lin Kai Zhang, residente a Vancouver in Canada, che ha intrapreso il lungo viaggio fino a Napoli, insieme al padre di origini cinesi, per poter avere l’opportunità di incontrare il maestro Pompa-Baldi.
Due i pezzi eseguiti, con una determinazione unita alla costante ricerca di sfumature, l’Allegro agitato dalla Sonata per pianoforte n. 2 in si bemolle minore, op. 36 di Rachmaninov e lo Studio n. 5 in sol bemolle maggiore, sempre dalla già citata op. 10 di Chopin.
Finale con l’unica rappresentante femminile del gruppo, Lorena Gaccione, molto applaudita dal numeroso pubblico presente, che ha ottimamente eseguito la monumentale Ciaccona di Bach (dalla Partita n. 2 in re minore per violino, BWV 1004), nella trascrizione per pianoforte di Busoni.
Nel complesso, mai come quest’anno il livello dei partecipanti alla masterclass estiva di Antonio Pompa-Baldi è risultato così elevato ed omogeneo, con i meriti che vanno divisi fra un pianista di vastissima esperienza e prodigo di suggerimenti e allievi che, partendo comunque da solide basi, in tempi relativamente ristretti hanno fatto immediatamente tesoro di quanto trasmesso dal docente.
Si chiude, quindi, nel migliore dei modi, un’altra stagione dell’Associazione Napolinova che, fra mille difficoltà, prosegue da anni nel suo compito di far emergere artisti promettenti (spesso divenuti poi famosi), in un panorama come quello odierno che troppo facilmente tende a dimenticare o ignorare i giovani talenti.

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