I “Concerti in Villa Floridiana” proseguono nel segno di Debussy con il duo Savino-Logli

Il terzultimo appuntamento con i “Concerti in Villa Floridiana”, rassegna organizzata dall’Associazione Musicale Golfo Mistico, in collaborazione con il Polo Museale della Campania, ha avuto come protagonisti Giovanna Savino (flauto) e Roberto Logli (pianoforte).
Il loro recital, intitolato “Voci di chimera”, era incentrato sul repertorio di Claude Debussy (1862-1918), del quale sono stati eseguiti brani, in prevalenza pianistici, arrangiati per flauto e pianoforte dal maestro Logli.
Apertura con Rêverie (1890), che risentiva dell’influenza di Gounod e Massenet, e per tale motivo l’autore cercò di opporsi alla sua ristampa quindici anni dopo, in quanto non rispondeva più alle sue concezioni musicali.
Il successivo Le petit berger apparteneva invece a Children’s corner, suite che Debussy dedicò nel 1908 alla sua unica amatissima figlia Claude-Emma, soprannominata Chou-Chou.
La successiva Suite bergamasque, divisa in quattro movimenti, fu iniziata nel 1890, ma completata in maniera definitiva solo nel 1905, in occasione della pubblicazione da parte dell’editore parigino Fromont.
Concepita come omaggio alla musica barocca francese, dalla quale trasse alcune danze quali il menuet e il passepied, essa contiene anche Claire de lune, che ben presto raggiunse una notorietà autonoma, ispirato all’omonima lirica con la quale si apriva la raccolta “Fêtes galantes” del poeta simbolista Paul Verlaine, amico di Debussy,.
Era poi la volta delle Deux Arabesques, scritte fra il 1888 ed il 1891, che richiamano le sinuosità dello stile Liberty e rappresentano un abbozzo iniziale dello stile impressionistico, che qualche anno dopo si concretizzerà nel Prélude à l’après-midi d’un faune.
Quest’ultimo aveva come riferimento l’egloga di Stéphane Mallarmé L’apres-midi d’un faune e, in origine, doveva essere suddivisa in tre parti (Preludio, Interludio e Parafrasi finale), ma solo il Preludio venne completato ed esordì nel 1894 a Parigi, salutato da un grande successo, che dura inalterato ancora oggi, nell’ambito della stagione della Société Nationale de Musique, sotto la direzione di Gustave Doret.
Conclusione rivolta ad alcuni dei 24 Préludes, suddivisi in due libri contenenti ciascuno 12 brani, stampati dall’editore parigino Durand rispettivamente nel 1910 e nel 1913.
Dal primo volume sono stati proposti “Le fille aux cheveux de lin”, “Des pas sur la neige” e “Les collines d’Anacapri”, mentre dal secondo “Bruyères”.
Uno sguardo sui due ottimi protagonisti, che hanno evidenziato un’elevata bravura abbinata ad un affiatamento notevolissimo, ed hanno saputo trasferire le atmosfere legate alla musica di Debussy, conquistando il pubblico presente.
Grande successo e richiesta di bis, alla quale il duo ha risposto eseguendo la Siciliana, op. 78 di Fauré, a coronamento di un concerto di grande raffinatezza.

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