Venerdì 28 giugno all’Amiata Piano Festival la versione originale dei Carmina Burana eseguita dall’ensemble Theatrum Instrumentorum, diretto da Aleksandar Sasha Karlić

Theatrum Instrumentorum by Andrés Belsito

Non solo Carl Orff. La fama dei Carmina Burana oggi si lega all’omonima cantata scenica scritta nel Novecento dal compositore tedesco, e in particolare al celebre brano O fortuna!.
Ma all’Amiata Piano Festival sarà possibile ascoltare le versioni originali di queste affascinanti musiche, custodite in preziosi codici miniati risalenti al Medioevo.
Venerdì 28 giugno, ore 19, al Forum Bertarelli di Poggi del Sasso (Cinigiano, Grosseto) arriva il Theatrum Instrumentorum, tra i gruppi italiani di punta nel panorama europeo della musica antica.
L’ensemble diretto da Aleksandar Sasha Karlić porterà sul palco strumenti come la cornamusa, la viella, la ghironda, il liuto o la cennamella (il progenitore dell’oboe) e farà rivivere la magia di alcuni di questi canti che risalgono al XII e XIII secolo.

«I Carmina Burana sono un caleidoscopio di argomenti, stati d’animo, linguaggi musicali e poetici, dove convivono innovazione e tradizione, gregoriano e prima polifonia, ritmi di danza e inni popolari», spiega Karlić. «Probabili autori di gran parte di questi canti erano i cosiddetti Clerici vagantes, cioè studenti – monaci (laici o ecclesiastici) girovaghi, dalla vita spesso a dir poco disordinata. Costoro erano fieri oppositori, spesso coltissimi, dei tre pilastri della società medievale – il clero, la nobiltà, i contadini – ed erano talvolta visti dal potere come una sfida all’ordine costituito. Ecco perché alcuni Carmina sono pervasi da intensa devozione religiosa o da dotte riflessioni teologiche, ma in altri troviamo invece la denuncia dell’ipocrisia dei potenti, l’esaltazione della natura e dei sensi, il desiderio di una vita di libertà e di piacere».

La rassegna fondata e diretta da Maurizio Baglini e sostenuta dalla Fondazione Bertarelli proseguirà sabato 29 giugno: Tchaikovsky e Schoenberg con l’inedito sestetto d’archi formato da Sonig Tchakerian, Alfredo Zamarra, Silvia Chiesa, Damiano Barreto, Alessandro Acqui, Ludovica Rana.
Domenica 30 giugno si viaggia in Europa, tra Boccherini, Mozart e Beethoven, con il Quartetto del Teatro alla Scala, il pianista Simone Soldati e il musicologo Sandro Cappelletto.

I concerti iniziano tutti alle ore 19.00.

Come di consueto, durante l’intervallo verrà offerta al pubblico una degustazione dei vini della Cantina ColleMassari.

Biglietti:
www.boxofficetoscana.it
Info: www.amiatapianofestival.com
Tel. + 39 339 4420336

Le prossime date: 25/26/27/28 luglio (serie Euterpe); 29/30/31 agosto, 1 settembre (serie Dionisus); 6/7 dicembre (Concerti di Natale).

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