La prima parte di Convivio Armonico di Area Arte si chiude con un duo di grande spessore

Foto Max Cerrito

Ultimo appuntamento, nella Sacrestia Papale della Basilica Reale Pontificia di San Francesco di Paola, con il ciclo “Suoni in Basilica”, inserito nella più ampia rassegna “Convivio Armonico”, organizzata da Area Arte Associazione.
Ospiti del concerto conclusivo Elisabetta Pallucchi (mezzosoprano) e Maurizio Maffezzoli (clavicembalo), confrontatisi con un programma rivolto a brani compresi fra Seicento e seconda metà del Settecento.
Apertura con “Usurpator tiranno”, Cantada a voce sola sopra il Passacaglio di Giovanni Felice Sances (1600 ca. – 1679), cantante e compositore romano, la cui carriera si svolse principalmente alla corte di Vienna.
La successiva Toccata VII del ferrarese Girolamo Frescobaldi (1583-1643) era tratta da una raccolta pubblicata nel 1627 a Roma, città dove l’autore si era recato giovanissimo, all’indomani del passaggio della città natale allo Stato della Chiesa.
A Roma Frescobaldi portò avanti gran parte della sua carriera, ad eccezione del periodo 1628-1634, quando fu chiamato a Firenze dalla famiglia Medici, divenendo il musicista all’epoca più pagato in assoluto.
Era quindi la volta della Cantata per contralto e basso continuo  RV 684 di Antonio Vivaldi (1678-1741), risalente al 1727-1728.
Lo sguardo successivo si rivolgeva a Fedele Fenaroli (1730-1818), abruzzese trapiantato a Napoli, dove studiò probabilmente con Francesco Durante e Pietro Antonio Gallo e, a sua volta, ebbe allievi del calibro di Zingarelli, Cimarosa e Mercadante.
L’apprezzatissima attività di docente, sfociata in numerosi trattati, ha finito per mettere in ombra la sua produzione, che comprendeva anche una raccolta di nove sonate per cembalo, datate intorno al 1780.
La prime quattro sono state proposte, inframmezzate dalla cantata di Georg Friedrich Händel (1685-1759) Dolc’è pur d’amor l’affanno HWV 109.
Sempre del compositore, sassone di nascita ed inglese d’adozione, abbiamo ascoltato “Ombra cara di mia sposa”, aria di Radamisto, dall’omonima opera che esordì nel 1720 al King’s Theatre.
Ultimi due brani la Polonaise, da una raccolta di Dodici, appartenente alla produzione di Wilhelm Friedemann Bach (1710-1784), primo figlio maschio di Johann Sebastian e Maria Barbara, grande virtuoso della tastiera, che morì in totale miseria, e l’aria vivaldiana “Se a me rivolge il ciglio”, dalla cantata “Amor hai vinto” RV 683.
Per quanto riguarda i due interpreti, il mezzosoprano Elisabetta Pallucchi ha evidenziato una voce bella ed espressiva, accompagnata da un’intensa presenza scenica e da un perfetto affiatamento con Maurizio Maffezzoli che, dal suo canto, ha messo in mostra un tocco di grande precisione e raffinatezza, emerso in particolare durante l’esecuzione dei brani solistici.
Pubblico numeroso e partecipe, che ha chiesto insistentemente il bis, ed è stato accontentato con la riproposizione della cantata di Sances, splendida chiusura della prima parte di Convivio Armonico di Area Arte, rassegna giunta alla diciottesima edizione, che da sempre dedica la sua attenzione alla musica barocca e ai suoi protagonisti.

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