Ai “Concerti in Villa Floridiana” la bravura e la grande esuberanza della pianista Diana Nocchiero

La rassegna “Concerti in Villa Floridiana”, organizzata dall’Associazione Musicale Golfo Mistico, in collaborazione con il Polo Museale della Campania, ha ospitato, nel Salone delle Feste del Museo Duca di Martina, la pianista Diana Nocchiero.
Al centro del recital, intitolato “Paesaggi impressionistici e romantici”, il secondo libro dei Préludes di Claude Debussy (1862-1918), composto fra il 1911 ed il 1912, e pubblicato nel 1913 dall’editore parigino Durand.
Formato da 12 brani, così come il primo libro (dato alle stampe nel 1910), si configurava quale omaggio all’omonima raccolta di Chopin, che a sua volta aveva tratto ispirazione dai preludi bachiani appartenenti al “Clavicembalo ben temperato”.
Debussy, però, non seguì alcun ordine di tonalità, e utilizzò forme piuttosto libere, discostandosi da quella dei canonici pezzi appartenenti a tale genere, e dando vita ad un capolavoro pianistico di matrice prettamente impressionistica, anche se l’autore rifuggì sempre tale catalogazione, considerandola oltremodo riduttiva.
Il programma proseguiva con “Une caresse à ma femme”, “Petit Caprice”, “Une Bagatelle” e “Valse lugubre” di Gioachino Rossini (1792-1868), tratte dai Péchés de vieillesse, insieme di 14 album contenenti circa 150 brani, composti fra il 1857 ed il 1868, destinati prevalentemente al pianoforte e concepiti per il diletto degli amici che si riunivano nella villa del musicista pesarese a Passy, vicino Parigi, durante i suoi ultimi anni di vita.
Era poi la volta di tre brani di Erik Satie (1866-1925), legati al cosiddetto “periodo umoristico”, Idylle e Mèditation (da Avant-dernières Pensées), risalenti al 1915, dedicati rispettivamente a Debussy e ad Albert Roussel, e Regrets des Enfermés (da Chapitres tournés en tous sens), datato 1913, con dedica alla moglie di Debussy.
Gran finale con “Un petit train de plaisir” di Rossini, sempre dai Péchés de vieillesse, descrizione di un viaggio in treno, che si conclude con la morte dei ricchi passeggeri (e il falso strazio dei parenti che erediteranno i loro beni).
Nel complesso il programma ha messo in evidenza la versatilità a tutto tondo di Diana Nocchiero, che ha fornito una raffinata ed intensa esecuzione dei Preludi di Debussy, affrontato con il giusto tono le pagine rossiniane, ed interpretato i brani di Satie seguendo alla lettera la partitura (che prevede anche una parte recitata estremamente surreale), fino a giungere alla scoppiettante chiusura relativa al “viaggio in treno”, pretesto per un’esibizione che abbinava musica e recitazione.
Pubblico numeroso ed entusiasta, che ha apprezzato in modo particolare i pezzi conclusivi, ed è stato omaggiato con Le vent dans la plaine, dal primo libro dei Préludes di Debussy, a simboleggiare il ritorno del concerto al punto di partenza.

Questa voce è stata pubblicata in Recensioni concerti e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.