La chiusura della XXI edizione dei “Concerti di Primavera” riporta a Napoli due giovanissimi interpreti di eccezionale bravura

Foto Max Cerrito

L’ultimo appuntamento con i “Concerti di Primavera”, rassegna organizzata dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli, grazie ai proventi ricavati dall’8 per mille, ed affidata alla direzione artistica di Luciana Renzetti, è stato caratterizzato dal ritorno a Napoli di Christian Sebastianutto (violino) e Martina Consonni (pianoforte).
I due, già splendidi protagonisti lo scorso anno, in compagnia del musicologo Sergio Ragni, di una memorabile serata rossiniana, hanno iniziato il loro recital con la Sonata “Grand Duo” in la maggiore D 574 di Franz Schubert (1797-1828), uno dei suoi rari apporti al repertorio per violino e pianoforte, risalente al 1817, ma pubblicata postuma nel 1851.
Era quindi la volta della Sonata per violino e pianoforte n. 3 in do minore, op. 45 di Edvard Grieg (1843-1907).
Completata nel 1887, ed eseguita lo stesso anno a Lipsia dal violinista Adolf Brodsky, accompagnato al pianoforte dall’autore, rappresenta la terza ed ultima delle sonate concepite per tale organico dal musicista norvegese.
Come nella precedente, scritta circa venti anni prima, Grieg abbinò temi romantici a motivi del folclore nordico (una peculiarità poco gradita a Niels Gade, suo docente, che già commentando la sonata n. 2, l’aveva bollata come “troppo norvegese”), il che costringe gli interpreti, durante l’evolversi della composizione, a repentini cambiamenti di ritmo.
I 24 Capricci, op. 1 per violino solo di Niccolò Paganini (1782-1840), furono in seguito utilizzati da numerosi autori con adattamenti concepiti per altri strumenti.
Robert Schumann (1810-1856), invece, aggiunse una parte pianistica di accompagnamento all’intera raccolta, e un saggio di questo suo particolare e poco noto contributo, è stato proposto dal duo, che ha eseguito il Capriccio n. 24 in la minore, forse quello che ha conosciuto il maggior numero di trasposizioni, alla base di pezzi molto celebri come le Variazioni su un tema di Paganini op. 35 per pianoforte di Brahms e la Rapsodia su un tema di Paganini, op. 43 per pianoforte ed orchestra di Rachmaninov.
Chiusura con il Valse scherzo, op. 34 di Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893), versione per violino e pianoforte, dall’originale per violino ed orchestra, di estrema difficoltà per il solista, che esordì a Parigi in occasione dell’Esposizione Universale del 1878, sotto la direzione di Nikolaj Rubinštejn, durante una serata interamente rivolta alle musiche del musicista russo.
Uno sguardo, ora, ai due interpreti, il violinista Christian Sebastianutto e la pianista Martina Consonni, che confrontandosi con un programma di notevole complessità, hanno evidenziato grande versatilità, suono di estrema nitidezza con accurata ricerca dei particolari, e perfetto affiatamento.
E, se Sebastianutto è da diversi anni un ospite fisso della rassegna, per cui possiamo dire di essere stati testimoni della sua progressiva crescita, da bambino prodigio a musicista ormai maturo (a dispetto dei suoi 26 anni), Martina Consonni, che ascoltavamo soltanto per la seconda volta, ci ha favorevolmente impressionati per il suo tocco e per una solidità da veterana della tastiera, nonostante sia nata nel 1997.
In conclusione un concerto che ha chiuso in bellezza, davanti ad un pubblico quanto mai numeroso ed entusiasta, una rassegna confermatasi di alto valore, frutto di una programmazione artisticamente oculata, portata avanti in assoluta autonomia dal direttore artistico Luciana Renzetti, con il supporto della Comunità Evangelica Luterana di Napoli.

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