Il coro di “Voci bianche” dell’I.C Nevio, diretto da Rosario Totaro, ottimo protagonista dell’allestimento di “Un bambino di nome Gennaro”, oratorio di Gaetano Panariello

Meravigliose voci in fieri unite da emozioni, suggestioni, invito alla riflessione, melodie, narrazioni hanno arricchito i cuori del folto pubblico accorso giovedì scorso in un luogo meraviglioso ed incantevole: la basilica di San Giovanni Maggiore nel cuore della città partenopea.
Protagonista dell’evento è stato il coro di “Voci bianche” diretto dal Maestro Rosario Totaro, costituito da alunni di diverse età dell’I.C Nevio, con la rappresentazione dell’oratorio di Gaetano Panariello “Un bambino di nome Gennaro” con i testi di Mariapia Candreva.
Lo spettacolo, in collaborazione con L’U.C.A.I., si è svolto alla presenza della Dirigente Scolastica dell’I.C. Nevio Maria Loreta Chieffo che oltre ad averlo promosso, ne ha curata l’organizzazione.
Assieme al coro hanno preso parte allo spettacolo il soprano Marina Esposito, la voce recitante Francesco Iorio, le voci soliste degli alunni del coro Benedetta e Paolo, i piccoli attori nel ruolo degli scugnizzi Andrea, Antimo e Luca e i musicisti Bruno Sepe al clarinetto, Nicola Cassese al sassofono, Michelangelo De Luca alla batteria e alle percussioni, Pierpaolo Liguori al piano e Marco Scialò, pianista preparatore.
Lo spettacolo è stato ricco e variegato, a coronamento di un lavoro svolto con dedizione e passione grazie al quale sono emerse risorse e potenzialità artistiche di numerosi allievi dei plessi Cinquegrana e Nevio, l’Istituto Comprensivo napoletano che da anni stimola l’arte e la bellezza nei suoi multiformi linguaggi: da ogni forma di musica al teatro, dalle arti figurative a quelle manipolative, dal recupero di risorse territoriali al giardinaggio ed altro.
Fin dalle prime note si è creata un’atmosfera magica.
La melodia dell’ouverture, leitmotiv dello spettacolo, ha subito ammaliato i presenti. Subito dopo Francesco Iorio, la voce narrante, nei panni di Don Luca ha tessuto il racconto con parti recitate che si sono inframmezzate tra le performance del coro magistralmente diretto.
Attraverso i testi delle canzoni e della prosa il racconto musicale ha focalizzato l’attenzione su tematiche attuali e importanti riguardanti l’emigrazione, la diversità, il riscatto sociale, le morti sul lavoro, l’inclusione, la speranza di un mondo unito e all’insegna della pace e della solidarietà.
Sulla scena gli “scugnizzi” hanno introdotto la prima canzone del coro simulando una partita di calcetto dove “‘O pallone”, nome della canzone, con la sua sfericità che rimanda all’immagine del globo, è la metafora dell’unione non solo dei bambini che giocano, ma anche dei popoli.
Via via, in modo sempre più coinvolgente, si sono susseguite le seguenti esecuzioni: Kyrie, Ninna Nanna, Gloria, Siamo venuti da lontano, Ripresa del Gloria, Addò sta ‘o pallone, Sanctus- Benedictus, Requiem, Agnus Dei e Arrivederci Gennaro.
Una vera e propria standing ovation si è levata al termine dello spettacolo e a gran richiesta è stato eseguito il bis “Turturella” di Pasquale Cinquegrana (il compositore a cui è dedicato uno dei due plessi dell’I.C.) che ormai è diventato la sigla del talentuoso coro.
Lo spettacolo si è concluso con grande soddisfazione di tutti, protagonisti, pubblico e della Dirigente Chieffo che, invitata sul palco, dopo i saluti e i ringraziamenti a Luigi Grima (Presidente U.C.A.I di Napoli), Nicola Cassese, Francesco Iorio, Marina Esposito, Sabrina Porcini, Monica Matrullo, ha citato la frase del M. Ezio BossoLa musica crea Nuovi Mondi e unisce…

(articolo a cura della prof. Daniela Vellani)

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